MOSTRE / A Gubbio “Un giorno nel Medioevo”, la vita quotidiana di una città tra l’XI e il XV secolo [#FOTO]

GUBBIO (PG), 1 agosto 2018 –  Le attività economiche, gli stili di vita, le pratiche religiose, gli aspetti culturali e ludici di una città italiana tra il 1000 e il 1500. Fino al 6 gennaio 2019,  la mostra “Un giorno nel Medioevo. La vita quotidiana nelle città italiane dei secoli XI-XV” documenta un’epoca troppo spesso distorta e mistificata, ricostruita attraverso luoghi comuni e pregiudizi.

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LE OPERE E IL PERCORSO –  Una lettera in cui la figlia di Marco Polo reclama in dote i beni che il padre ha portato dalla Cina. Un trattato medico, impreziosito da figure anatomiche, per fornire consigli su come evitare la peste. Ma anche strumenti utili alla vita di tutti i giorni: dalle armi per difendere la città, ai banchi di commercio e delle attività economiche che si aprivano sulle piazze, fino agli aspetti più intimi della quotidianità: dalla dimensione religiosa al letto e alla tavola imbandita per i pasti, agli svaghi e alla musica di una società che sapeva anche gioire e divertirsi. Il percorso, progettato nelle sei sezioni “Uno spazio difeso”, “La città dei mestieri”, “Un mondo impregnato di Dio”, “La casa il primo status symbol”, “Saperi e professioni intellettuali” e “Giochi di bambini, passatempi di adulti”, illustra gli aspetti contraddittori e dinamici, multiformi e sorprendenti di “Un giorno nel Medioevo”.

Pinacoteca di Todi

12. Elmo a marmitta. Ferro, seconda metà XIII secolo – Museo Civico del Comune di Todi

MINI LEZIONI DI STORIA  – Lo storico Alberto Grohmann regala ai visitatori la panoramica a volo d’uccello su una città medievale, mentre Franco Cardini parla di scienza e conoscenza e Massimo Montanari spiega la tavola come centro di potere. Da Maria Giuseppina Muzzarelli a Franco Mezzanotte e Giovanni Vitolo, sono diciotto gli storici autori di altrettanti video che corredano ogni sezione della mostra. Il percorso espositivo è arricchito da mini lezioni di storia su La città (A. Grohmann), I mercati e le Fiere (F. Franceschi), I porti (A. Feniello), Il sarto (E. Tosi Brandi), La preghiera (N. D’Acunto), Gli ordini religiosi (F. Mezzanotte), I Templari (S. Merli), La tavola (M. Montanari), Gli abiti (M. G. Muzzarelli), La scienza (F. Cardini), Il notaio (A. Bartoli Langeli), I Viaggi (A. Vanoli), L’Università (G. Vitolo), L’impresa della guerra (M. Vaquero Pineiro), Il gioco (E. Percivaldi), La musica (D. Bernardini) e La bombarda (M. Nardella), strumento musicale dell’epoca, per finire con Il medievalismo (R. Facchini), la disciplina che indaga sulla percezione e l’uso del Medioevo da parte della società contemporanea. Piccole perle di conoscenza che, con un linguaggio semplice e diretto, completano e approfondiscono le sei tappe di visita di “Un giorno nel Medioevo”.

I NUMERI DELLA MOSTRA Più di 30 tra musei, Archivi di Stato, biblioteche, Diocesi, Istituzioni pubbliche, Associazioni e collezionisti privati hanno contribuito alla realizzazione della mostra, prestando opere, documenti e manufatti originali e unici, come gli Archivi di Stato di Venezia, Perugia (con sezione di Gubbio) e Ancona, il MUVIT, Museo del Vino della Fondazione Lungarotti, l’Università degli Studi di Perugia e il Museo delle Armi di Brescia. Circa 100 i pezzi in mostra, con ricostruzioni ad opera delle quattro Gaite che ogni anno mettono in scena il Mercato medievale di Bevagna, copie realizzate dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, riproduzioni in scala del Comune di Perugia, abiti di costumisti d’arte impegnati nella ricerca filologica e opere di musicisti ricercatori che ricreano strumenti musicali dell’epoca dallo studio di fonti iconografiche. E 19 video, 18 brevi lezioni e una ricostruzione in 3D di Firenze sulla base della celebre Pianta della Catena, per offrire in ogni sezione della mostra una chiave di lettura più ampia e completa.

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4. Calzature femminili. XIII secolo (Collezione privata, Gubbio)

IL PROGETTO E GLI SCOPI – Il progetto, voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, è frutto della collaborazione tra la Fondazione CariPerugia Arte e il Festival del Medioevo, la manifestazione punto di riferimento nel panorama nazionale che ogni anno, nell’ultima settimana di settembre, richiama a Gubbio più di cento storici, saggisti, scrittori e giornalisti per affrontare e documentare i temi che hanno caratterizzato l’Età di Mezzo.


Informazioni e orari

Un giorno nel Medioevo. La vita quotidiana nelle città italiane dei secoli XI-XV
Logge dei Tiratori della Lana – Gubbio (PG)
26 luglio 2018 – 6 gennaio 2019
Orari di apertura: dal martedì al venerdì 15-18; sabato e domenica 10-13 / 15-18
Info e prenotazioni: loggedeitiratori@fondazionecariperugiaarte.it – tel: 075 8682952
www.fondazionecariperugiaarte.itwww.festivaldelmedioevo.it

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MOSTRE / Gubbio torna al tempo di Giotto con “Tesori d’arte nella terra di Oderisi” [FOTO]

GUBBIO (PG) –  La città di Gubbio conserva intatto il suo splendido aspetto medievale, con le chiese e i palazzi in pietra che spiccano contro il verde dell’Appennino. È ancora la città del tempo di Dante e di Oderisi da Gubbio, il miniatore che il sommo poeta incontra tra i superbi in Purgatorio e al quale dedica versi importanti, che sanciscono l’inizio di un’età moderna che si manifesta proprio con la poesia di Dante e l’arte di Giotto.

La mostra “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi”, aperta a Gubbio dal 7 luglio al  4 novembre 2018, vuol restituire l’immagine di una città di media grandezza ma di rilievo politico e culturale nel panorama italiano a cavallo tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, esponendone il patrimonio figurativo sia civile che religioso. Per l’occasione ha restaurato dipinti nascosti dalla polvere dei secoli, riconsegnando a Gubbio opere disperse nel corso della storia, riunendo quadri degli stessi pittori eugubini destinati ad altre città dell’Umbria, chiamando importanti prestiti dall’estero.

11. Mello, Pala di Agnano, Gubbio, Museo Diocesano

Mello da Gubbio Pala di Agnano Gubbio, Museo Diocesano

Dipinti su tavola, sculture, oreficerie e manoscritti miniati delineano, anche con nuove attribuzioni, le fisionomie di grandi artisti come Guido di Oderisi, alias Maestro delle Croci francescane, Il Maestro della Croce di Gubbio, il Maestro Espressionista di Santa Chiara ovvero Palmerino di Guido, “Guiduccio Palmerucci”, Mello da Gubbio e il Maestro di Figline.

13_Guiduccio Palmerucci' (tondo ricavato da polittico), Gubbio, Museo Civico

Pittore eugubino (Guiduccio Palmerucci) Madonna con il Bambino (particolare risagomato di polittico) Gubbio, Museo Civico di Palazzo dei Consoli

Il padre di Oderisi, Guido di Pietro da Gubbio, viene oggi identificato in uno dei protagonisti della cosiddetta “Maniera Greca”, da Giunta Pisano a Cimabue. Palmerino fu compagno di Giotto nel 1309 ad Assisi, e con lui dipinse le pareti di due cappelle di San Francesco, per poi tornare a Gubbio e affrescare la chiesa dei frati Minori e altri edifici della città.

8. Palmerino di Guido, Cassa di Sant'Ubaldo, Gubbio,

Maestro Espressionista di Santa Chiara (Palmerino di Guido) Cassa di Sant’Ubaldo, Cristo benedicente (particolare) Gubbio, Raccolta Memorie Ubaldiane

A “Guiduccio Palmerucci”, oggi nome di convenzione, si attribuiscono ancora alcuni polittici. Mello da Gubbio scrisse il proprio nome ai piedi di una Madonna dal volto pieno e giulivo come le Madonne di Ambrogio Lorenzetti nella città di Siena. Il Maestro di Figline, che dipinse le vetrate per il San Francesco ad Assisi, poi il grande Crocifisso nella chiesa di Santa Croce a Firenze, è probabile che avesse lasciato a Gubbio uno straordinario polittico nella chiesa di San Francesco, che possiamo di nuovo ammirare in questa mostra grazie agli odierni proprietari che ne hanno concesso per la prima volta il prestito.

7. Pietro Lorenzetti, Trittico, opart. Gubbio, Palazzo Ducale

Pietro Lorenzetti Trittico, Madonna col Bambino (particolare) Gubbio, Palazzo Ducale

Dai documenti d’archivio e dall’aspetto delle Madonne e dei Crocifissi appesi alle pareti dei musei, risulta come fossero originari di Gubbio i pittori che si affiancarono a Giunta Pisano, poi lavorarono accanto a Giotto e infine a Pietro Lorenzetti, per rivestire d’immagini variopinte il capolavoro che aprì le porte dell’arte moderna nella chiesa eretta sopra la tomba del santo di Assisi.

Tornati in patria, quei pittori, che erano stati coinvolti nella nuova lingua di Giotto e di Pietro Lorenzetti per un pubblico di papi e cardinali, si cimentarono con un piglio raffinato nello stile e popolare nell’aspetto illustrativo, per farsi intendere anche da un pubblico di fabbri e di maestri di pietra. Si parlò allora a Gubbio la lingua della lauda assieme alla lingua della Commedia.

4. Maestro dei Corali di San Pietro, Gli ebrei piangono lungo i fiumi di Babilonia, Gubbio, Archivio di Stato

Maestro dei Corali di Gubbio Antifonario, Gli ebrei piangono lungo i fiumi di Babilonia Gubbio, Archivio di Stato, ms. R

La mostra “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi” è allestita in tre sedi diverse, perché ci sono opere inamovibili, ma anche perché ci sono luoghi ricchi di significato e intrisi di bellezza: il Palazzo dei Consoli che sorge sopra una favolosa terrazza che lo fa somigliare a quelle città che i santi portano in cielo nei polittici degli altari; il Museo Diocesano che sorge accanto alla chiesa cattedrale e infine il Palazzo Ducale, che nacque come sede del Comune e finì per essere la residenza di Federico da Montefeltro, signore di Urbino.

2. Guido di Pietro, Crocifisso, Camerino, Museo

Maestro delle Croci francescane (Guido di Pietro da Gubbio) Crocifisso Camerino, Museo Civico di San Domenico

Lungo questo percorso si potranno calcare le impronte degli uomini e delle donne di quel tempo antico, per vedere dalla stessa prospettiva e intendere con lo stesso gusto un’arte civica e religiosa insieme.

1. Guido di Pietro, Assisi, ms. 2626

Maestro delle Croci francescane (Guido di Pietro da Gubbio) Messale Romano, Crocifissione Assisi, Biblioteca del Sacro Convento, ms. 262

Curata da Giordana Benazzi, Elvio Lunghi ed Enrica Neri Lusanna, la mostra è promossa dal Comune di Gubbio, dal Polo Museale dell’Umbria, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, dalla Chiesa Eugubina e dalla Regione Umbria.

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Maestro della Croce di Gubbio Croce dipinta 1295 ca tempera su tavola; 243 × 168 cm Iscrizione: JHC NAÇARENUS REX JUDEORUM Gubbio, Museo Civico

L’organizzazione è affidata a Civita Mostre in collaborazione con Gubbio Cultura e Multiservizi e Associazione Culturale La Medusa. Partner dell’iniziativa è il Festival del Medioevo, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e con l’importante contributo della BCC Umbria.

Nella sede di palazzo Ducale è disponibile a noleggio una audioguida della mostra. Il catalogo è pubblicato da Fabrizio Fabbri Editore-Perugia

12. Mello, Pala di Agnano, part. Gubbio, Museo Diocesano

Mello da Gubbio Pala di Agnano (particolare) Gubbio, Museo Diocesano

La mostra è accessibile con un biglietto unico che consente di visitare le tre sezioni espositive ma anche le tre sedi museali nel loro insieme, il Palazzo dei Consoli, il Museo Diocesano e il Palazzo Ducale, creando così uno straordinario circuito cittadino che raccoglie le opere presenti nel territorio e quelle che da tempo sono disperse, ricostruendo le vicende storiche e il patrimonio artistico di Gubbio nell’età comunale.


INFORMAZIONI

Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi
Gubbio (PG), Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano, Palazzo Ducale
7 luglio – 4 novembre 2018

 

MOSTRE / “Capolavori del Trecento”, in arrivo in Umbria una straordinaria rassegna sul cantiere di Giotto, Spoleto e l’Appennino

UMBRIA – Si intitola “Capolavori del Trecento. Il cantiere di Giotto, Spoleto e l’Appennino”  ed esporrà in quattro sedi  (il complesso museale di San Francesco a Montefalco, lo Spazio Arte Valcasana di Scheggino, la Raccolta d’arte di San Francesco a Trevi e due punti a Spoleto, il Museo Diocesano – Basilica di Sant’Eufemia e la Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto) una straordinaria serie di  opere tra cui fondi oro e sculture del primo Trecento, provenienti da prestigiose raccolte nazionali e internazionali.

La mostra, ideata e curata da  Vittoria Garibaldi e Alessandro Delpriori, si terrà dal 24 giugno al 4 novembre 2018; dallo Spazio Arte Valcasana di Scheggino partiranno inoltre gli itinerari territoriali e sarà possibile averne completa documentazione.

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Incoronazione della Vergine e Storie della morte della Vergine – tempera e oro su tavola – Maestro di Cesi – Parigi, Museo Marmottan Monet.

L’evento espositivo permetterà di ammirare significative testimonianze della pittura trecentesca, come il “Dittico Cini” proveniente dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia e il “Dittico Poldi Pezzoli” dal Museo Poldi Pezzoli di Milano opere del Maestro della Croce di Trevi, il “Dittico reliquiario” dal Victoria and Albert Museum di Londra e il “Trittico con Incoronazione della Vergine” dal Museo Marmottan Monet di Parigi entrambi del Maestro di Cesi (nell’immagine qui sopra), la “Madonna di Fossa” dal Museo Nazionale d’Abruzzo de L’Aquila e il “Trittico Bohler” anch’esso del Maestro di Fossa dall’Alana Collection di Newark (USA), le “Storie dei Santi Biagio e Caterina” del Maestro di Cesi e le “Storie della Passione di Cristo” del Maestro di Fossa dall’Appartamento pontificio di rappresentanza del Vaticano.

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Dossale di Cesi (Madonna con Bambino e Santi) – tempera e oro su tavola – Maestro di Cesi – Cesi di Terni, Raccolta d’arte della chiesa di S. Maria Assunta.

La mostra è promossa dalle città di Trevi, Montefalco, Spoleto e Scheggino, l’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, il Polo Museale dell’Umbria, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, l’Associazione Rocca Albornoziana di Spoleto, con il contributo della Regione Umbria e di altri fondamentali partner.


INFORMAZIONI

“Capolavori del Trecento. Il cantiere di Giotto, Spoleto e l’Appennino”
Sedi espositive:
Montefalco, Complesso Museale di San Francesco
Scheggino, Spazio Arte Valcasana
Spoleto, Museo Diocesano – Basilica di Sant’Eufemia e Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Trevi, Raccolta d’arte di San Francesco
Dal 24 giugno al 4 novembre 2018

Informazioni: www.capolavorideltrecento.it

MOSTRE / Milleduecento: i capolavori dell’arte medievale di Umbria e Marche incantano Matelica [FOTO]

MARCHE –  Una mostra preziosa che spiega perché intorno al 1200, tra Umbria e Marche, il linguaggio figurativo si trasforma così sensibilmente verso un naturalismo di grande potenza plastica, e l’arte guida diviene la scultura in legno policromo.  Milleduecento. Civiltà figurativa tra Umbria e Marche al tramonto del Romanico è l’ultimo appuntamento espositivo 2018 del progetto Mostrare le Marche, nato dal protocollo d’intesa fra la Regione, il Mibact, l’Anci Marche, la Conferenza Episcopale e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto, Matelica e Fabriano per promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016. 

“A guidare lo straordinario progetto espositivo – spiegano gli organizzatori –   è la certezza che le opere d’arte rappresentino un contributo insostituibile alla formazione di una civiltà, che a sua volta si esprime attraverso le loro forme”. La civiltà di questi territori si racconta così anche attraverso la qualità del suo patrimonio, soprattutto medievale. Si parte dal Cristo trionfante, rappresentato vivo sulla croce e vittorioso sulla morte, immagine centrale e paradigmatica di una cultura che proprio esaltando questa iconografia persegue un suo rinnovamento della forma. Crocifissi monumentali e Madonne in trono col Bambino dialogano con tavole dipinte e oreficerie per ricomporre un tessuto dinamico e sorprendente.

La mostra, curata da Fulvio Cervini, richiama nel titolo The Year 1200: una rassegna vasta e memorabile, che nel 1970, al Metropolitan Museum di New York, pose il tema del grande linguaggio aulico che attraversa ampie contrade dell’Europa occidentale a cavallo tra i due secoli; ma rammenta anche, non solo per assonanza, Duecento. Forme e colori del Medioevo a Bologna, l’importante mostra bolognese del 2000, peraltro incentrata in misura larga sulla pittura; e ancora analoghe e più recenti riflessioni maturate in terra francese, come la mostra Una renaissance. L’art entre Flandre et Champagne 1150-1250 (Saint Omer e Parigi, 2013), invece molto orientata sulle arti preziose. Certamente la mostra di Matelica non vuole rivaleggiare con queste iniziative ma, come queste, tende a percorrere una via maestra degli studi medievistici internazionali, ed è frutto di ricerche che i promotori da tempo hanno intrapreso.

Alberto Sozio - Brera fondo bianco

CAPOLAVORI DA UN TERRITORIO MARTORIATO – La novità della proposta consiste nel fatto che il caso umbro e marchigiano non è mai stato, finora, messo adeguatamente a fuoco in questa prospettiva, né tanto meno attraverso una mostra: e a maggior ragione in un Paese come il nostro, dove le esposizioni d’arte medievale sono complessivamente piuttosto rare.  Il grande serbatoio di questa mostra, che è il territorio, è rappresentato da molte opere di non facile accesso perché provenienti da edifici lesionati, ovvero conservate in depositi chiusi al pubblico ma che, grazie a quest’iniziativa tornano ad essere fruibili e possono essere comparate con alcuni prestiti importanti che danno ulteriore misura e testimonianza della grande apertura culturale dello spazio umbro-marchigiano intorno al 1200.

UNA MOSTRA SPETTACOLARE E COMPLESSA – Il percorso espositivo si sviluppa intorno a cinque nuclei tematici: il primo, Un crocifisso modello, presenta il crocifisso di Matelica come testimone d’eccellenza di una tipologia molto ben rappresentata nelle Marche nell’autunno del XII secolo: vi si affiancheranno tra gli altri gli esemplari di Ancona e del duomo di Camerino, come pure i crocifissi del Museo di Sant’Agostino a Genova e della collezione Salini. Il secondo nucleo, Sculture come oreficerie e oreficerie come sculture, punta invece a mettere in luce gli incroci fra le arti all’insegna della preziosità, reale o simulata, dei manufatti: si tratti di opere in metallo ovvero di sculture che volevano sembrare oreficerie monumentali, e che proprio verso il 1200 si volgono a policromie più naturalistiche. I crocifissi di Arezzo e di Certaldo vengono messi a confronto con le piccole croci bronzee di Cortona e di Fabriano, con la spettacolare croce del Tesoro di San Francesco ad Assisi, e con il formidabile piatto di legatura, smaltato a Limoges, del Museo Civico d’Arte Antica di Torino.  La terza sezione, Pittura a tre dimensioni, si apre con il singolare crocifisso di Arquata del Tronto, che si dichiara a tutti gli effetti come una pittura a rilievo: le intersezioni tra scultura e pittura sono evidenziate dalla croce di Petrus, proveniente da San Salvatore a Campi di Norcia, dalle Madonne troneggianti di Cesi, Castelli, Foligno e l’Aquila, dal frammento di Brera e dalle tavole del Museo Nazionale dell’Aquila e di Santa Maria in Via a Camerino.

Crocifisso di sant'Eutizio - Matelica

CROCI E MANOSCRITTI – Questo nucleo confluisce direttamente nel successivo, che si propone di intitolare Un nuovo senso della natura nell’incontro fra le arti. Qui si intende mostrare come l’osmosi tra pittura, scultura e arti suntuaria generi un rinnovato senso della realtà che ispira una rivoluzione formale tra le più alte e decisive della civiltà occidentale. Vi troveranno spazio i Cristi di Jesi, Montemonaco, San Gimignano e della Galleria Nazionale dell’Umbria, mentre la bella testa di Gesù del Museo del Duomo di Prato troverà un ideale corrispettivo in pietra nella testa virile nel Museo del Ducato di Spoleto. Vi si potrà inoltre ammirare, dopo il restauro, la croce dipinta delle Clarisse di Matelica, normalmente invisibile al pubblico. L’ultima, piccola sezione, Sculture in miniatura, torna al mondo delle arti suntuarie per mettere in risalto altre e succose interferenze: le arti del metallo ispirano formule che pittura e scultura traducono nella scala grande, ma a loro volta riprendono nel minimo formato certe soluzioni statuarie. Lo provano alcuni turiboli, provenienti da Cortona, Arezzo e Firenze e una significativa selezione di matrici per sigilli umbri e marchigiani del Duecento, conservati al Museo del Bargello, tra cui, appunto, la matrice del Comune di Matelica. Qui sarà inoltre presentato uno dei codici miniati del XII secolo conservati nella Biblioteca Vallicelliana di Roma ma provenienti dall’abbazia di Sant’Eutizio in val Castoriana, luogo devastato dal terremoto da cui dipendeva la chiesa del territorio matelicese ove si trovava il crocifisso del Museo Piersanti.

Crocifisso 1170 ca, Cattedrale di Sant_Evasio, Casale Monferrato

SINERGIE TERRITORIALI – L’iniziativa vede la collaborazione del Comune di Matelica e del Museo Piersanti con l’Università di Firenze, e coinvolge gli uffici territoriali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, la Regione Marche, le Diocesi interessate. Con il percorso di Mostrare le Marche, da Loreto a Macerata, da Ascoli Piceno a Fermo e Matelica, si è creata una via dell’arte che ha portato all’attenzione del pubblico la vastità e la preziosità del patrimonio storico-artistico della regione.   Il coupon promozionale scaricabile da eventi.turismo.marche.it consente di usufruire di uno sconto per visitare le mostre ancora aperte: Cola dell’Amatrice. Da Pinturicchio a Raffaello ad Ascoli Piceno fino al 15 di luglio; Il Quattrocento a Fermo. Tradizione e avanguardie da Nicola di Ulisse a Carlo Crivelli, a Fermo fino al 2 di settembre e Milleduecento. Civiltà figurativa tra Umbria e Marche al tramonto del Romanico che apre a Matelica l’8 di giugno.


INFORMAZIONI

MILLEDUECENTO. CIVILTÀ FIGURATIVA TRA UMBRIA E MARCHE  AL TRAMONTO DEL ROMANICO
MATELICA (MC), MUSEO PIERSANTI
8 GIUGNO – 4 NOVEMBRE 2018

Orari: da martedì a domenica, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
Biglietteria: -Intero mostra 8,00 € – Ridotto mostra  6,00 € (dai 12 ai 18 anni, over 65, soci FAI, Touring Club, gruppi superiori a 10 persone, residenti nel Comune di Matelica, studenti in materie umanistiche e storico-artistiche).
Gratuito per bambini fino a 11 anni, disabili con accompagnatore, stampa, militari in divisa.
Ridotto mostra con coupon sconto progetto Mostrare le Marche 6,00 € (scaricabile da eventi.turismo.marche.it)

Info, prenotazioni visite e attività didattiche: tel 0737 84445 – email museopiersantimatelica@virgilio.it

Catalogo: Silvana Editoriale

MOSTRE / Tarsminas, a Magione (Pg) il Trasimeno etrusco attraverso le immagini del sacro

PERUGIA – Nella splendida cornice della Torre dei Lambardi di Magione (PG), la mostra Tarsminas, il lago etrusco. Vita quotidiana al Trasimeno attraverso le immagini del sacro, allestita fino al 30 settembre, rappresenta un viaggio nell’archeologia etrusca del Trasimeno. L’esposizione, a cura dell’archeologo Alessio Renzetti, è costruita riunendo esclusivamente materiali conservati o esposti al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria (Perugia) e pertinenti a santuari, tombe e necropoli del territorio: fanno eccezione un reperto custodito nei depositi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, due copie di statuaria in prestito dal Comune di Tuoro sul Trasimeno, alcuni pezzi di varia natura provenienti dal Museo della Pesca e del Lago Trasimeno (San Feliciano di Magione) e due urne cinerarie conservate all’interno della stessa Torre dei Lambardi.
Il periodo storico raccontato è l’età etrusca, ovvero l’epoca compresa tra la fine dell’VIII secolo a.C. e l’inizio del I secolo a.C. Si tratta di una fase molto importante per il Trasimeno: è nel periodo in questione, infatti, che vanno a determinarsi confini amministrativi, assetti territoriali (compresa la viabilità), topografia sacra e abitativa, in relazione naturalmente all’avanzare delle tre potenti città etrusche circostanti (Perugia, Chiusi e Cortona).
Il reperto archeologico “rivive” come diretta proiezione di contesti culturali, territoriali e paesaggistici antichi, ma non per questo “passati” e “muti”.

Fonte: Comunicato stampa


INFORMAZIONI
Tarsminas, il lago etrusco. Vita quotidiana al Trasimeno attraverso le immagini del sacro
Torre dei Lambardi – Magione (PG)
Dal 14 aprile al 30 settembre  2018
gio-dom 10.30-13.00/15.00-18.00 (luglio 16.00-19.30) | festivi compresi
www.alessiorenzetti.com

Inaugura la Villa dei Mosaici di Spello, eccezionale tesoro archeologico nel cuore dell’Umbria [#FOTO]

VMS_locandina_inaugurPERUGIA – Con quasi 500 metri quadrati recuperati, la Villa dei Mosaici di Spello è una delle scoperte archeologiche più importanti avvenute negli ultimi anni in Umbria. Sabato 24 marzo 2018, alle ore 11, sarà inaugurata la nuova struttura museale, moderna e multimediale. Dieci ambienti dai pavimenti a mosaico di grande bellezza, con straordinarie decorazioni policrome: elementi geometrici, figure umane, animali selvatici e fantastici.

Nel cuore dell’Umbria, la Villa dei Mosaici di Spello è un eccezionale tesoro archeologico. Unica nel suo genere, la residenza di età imperiale conserva ancora oggi raffinati pavimenti a mosaico e tracce di affreschi e stucchi alle pareti. Sabato 24 marzo, alle ore 11, sarà inaugurata la nuova struttura museale, moderna e multimediale, che permetterà di esplorare tutto il fascino di questa villa con ricostruzioni in 3D, postazioni multimediali e App dedicata. Sarà un evento di grande valore per il patrimonio culturale italiano, frutto di un lungo lavoro di ricerca e musealizzazione.

 

VillaMosaiciSpello_mescita vino

La Villa dei Mosaici di Spello fu scoperta nel luglio 2005, appena fuori le mura di Spello, in località Sant’Anna, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio pubblico. Dalla terra affiorarono resti di un mosaico antico, che diedero il via alle operazioni di scavo e, a seguire, al minuzioso restauro, operazioni condotte con la direzione scientifica della allora Soprintendenza archeologica dell’Umbria, portando alla luce una villa di grandi dimensioni.
I venti ambienti riportati alla luce sono pertinenti al settore centrale della villa, per una superficie totale di circa 500 metri quadrati. Di questi ambienti, dieci conservano pavimenti a mosaici policromi di grande bellezza, con motivi geometrici e figurati. L’ingresso è andato perduto.

VillaMosaiciSpello_stanza delle anfore
Intorno al peristilio, il cortile porticato che circondava il giardino interno, si aprono una serie stanze, denominate dalle figure e dai motivi decorativi dei mosaici: la stanza degli uccelli, la stanza delle anfore, il triclinio, la stanza del sole radiante, la stanza del mosaico geometrico, il peristilio, la stanza degli scudi e l’ambiente riscaldato.
Tra le stanze spicca l’ampio triclinio, la sala dei banchetti, con al centro del pavimento una scena di mescita del vino. Altri personaggi, disposti simmetricamente, raffigurano le Stagioni, associate a figure di Satiri del corteo dionisiaco (Bacco), come allusione al benessere, al buon raccolto e al godimento.

VillaMosaiciSpello_stanza sole radiante

Lo scavo ha messo in luce due fasi costruttive: la prima di età augustea (27 a.C.-14 d.C.), la successiva in piena età imperiale, verso la fine del II secolo d.C.
La Villa dei Mosaici di Spello, anche grazie agli apparati didattici e al sistema multimediale realizzato, permetterà di immergersi nel passato e di vivere un dialogo virtuoso tra città antica e città moderna. Il passato e il futuro non sono mai stati così vicini.

VillaMosaiciSpello_stanza uccelli_part

Villa dei Mosaici di Spello
Residenza Imperiale in località Sant’Anna
Via Paolina Schicchi Fagotti, 7
06038 Spello, Perugia
Per informazioni:  tel. 0742 302239 / info@villadeimosaicidispello.it
www.villadeimosaicidispello.it

Fonte: Comunicato ufficiale

PERUGIA / Apre la sezione epigrafica del Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria

x1PERUGIA – Sabato 17 marzo 2018, alle ore 17, al Museo archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia sarà inaugurata “Minima epigraphica”, una sezione, curata da Luca Benedetti, dedicata alle epigrafi. «Abbiamo voluto in questo modo», ha affermato la direttrice Luana Cenciaioli, «valorizzare degnamente piccoli reperti recanti iscrizioni, pezzi di eccezionale importanza documentaria alcuni dei quali esposti per la prima volta al pubblico». Si tratta di oggetti riguardanti aspetti della vita quotidiana antica, dal sacro all’istituzionale al militare passando per il commercio e la sfera privata. Alcuni sono stati rinvenuti a Perugia e nel territorio limitrofo, altri provengono invece dal mercato antiquario soprattutto romano o laziale. Nonostante le dimensioni, risultano di notevole interesse sia per gli studiosi che per coloro che desiderano conoscere particolari poco noti del passato. Sono in mostra ciottoli con iscrizioni, collari di schiavi, fistule aquariae (condutture in piombo utilizzate per distribuire l’acqua da una rete centrale ad edifici pubblici o privati), gemme in selce iscritte in entrambe le facce, proiettili in piombo per frombolieri, piccole targhe in bronzo o lamine in piombo, timbri e lucerne in bronzo, strumenti usati per la pulizia del corpo, pedine in osso, appartenenti a un gioco molto diffuso in tutto l’impero romano, recanti su un lato un termine più o meno ingiurioso e sull’altro un numero, tavolette in bronzo con occhiello per l’affissione emesse a ricordo di cerimonie religiose che si svolgevano annualmente.

Fonte: Polo Museale dell’Umbria

EVENTI / Presentato il Festival del Medioevo di Gubbio, tema guida la Città [VIDEO]

MILANO – Sarà tutta dedicata alla Città, nelle sue molteplici declinazioni e contraddizioni, la III ^ Edizione del Festival del Medioevo di Gubbio (Pg), che si terrà nella cittadina umbra dal 27 settembre al 1 ottobre 2017.

Le linee guida e il programma di quello che ormai è, indubbiamente, l’evento di riferimento per tutti gli appassionati dell’Età di Mezzo sono state presentate oggi in occasione di un’affollata conferenza stampa che si è tenuta a Milano, nella splendida sede dell’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele II. Alla presentazione sono intervenuti Filippo Mario Stirati (sindaco di Gubbio),  Pierfrancesco Maran (assessore all’Urbanistica del Comune di Milano), Federico Fioravanti (ideatore del Festival del Medioevo), Maurizio Calì (dell’Associazione Culturale Italia Medievale) e Filippo Giovannelli (presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica). Al termine,  la suggestiva esibizione degli Sbandieratori di Gubbio.

La scelta di Milano come sede per presentare l’evento è stata motivata dal fatto che i dati hanno rilevato come quest’anno l’Umbria sia stata la meta più gettonata, a livello italiano,  dai  visitatori provenienti dalla Lombardia.  Milano inoltre sarà anche al centro di alcuni degli incontri principali della manifestazione. A inaugurare il Festival sarà lo storico Alberto Grohmann.

TEMA CONDUTTORE, LA CITTA’ – Il tema conduttore di questa III^ edizione sarà dunque la città  intesa come centro sociale ed economico, con  le sue piazze, i mercati, le banche e gli ospedali, che ne hanno espresso la vitalità per secoli, ma anche  come centro del potere e  luogo di incontro e scambio di popoli e culture.  Rivivrà dunque a Gubbio il grande  e vivace mosaico delle città medievali tra cultura, filosofia e architettura, moda e urbanistica, fantascienza e religione.  E riecheggeranno le storie, i racconti e i segreti delle grandi capitali come Costantinopoli, Venezia, Genova, Parigi, Firenze, Napoli, Palermo, Il Cairo, così come le suggestioni che hanno giocato un ruolo di primo piano nell’opera di artisti, scrittori, poeti, cineasti, da Tolkien a Calvino a George Lucas.

In questo video, che abbiamo ripreso durante la conferenza stampa, l’ideatore del Festival, Federico Fioravanti, illustra nei dettagli le caratteristiche dell’evento.

 

Questo, invece, l’intervento di Maurizio Calì, presidente dell’Associazione Culturale Italia Medievale che sin dall’inizio collabora fattivamente al successo dell’evento.

Il programma è fittissimo e prevede, oltre ai consueti incontri e conferenze, anche mostre, mercati, rievocazioni e spettacoli che coinvolgeranno un centinaio di storici, saggisti, scrittori e giornalisti impegnati nella sfida della divulgazione.

Anteprime – Tra i molti appuntamenti, da segnalare due anteprime (mercoledì 27 settembre): la presentazione con lo storico Alessandro Barbero di “Medioevo da non credere”, il nuovo programma della stagione televisiva di Rai Storia e la proclamazione ufficiale dei finalisti del Premio Italia Medievale, il riconoscimento che l’Associazione Italia Medievale assegna ogni anno a personalità, istituzioni e privati che si sono particolarmente distinti nella promozione e valorizzazione del patrimonio medievale italiano.

Molti gli eventi collaterali. A partire dalla prima Fiera del Libro Medievale che coinvolge le grandi case editrici e i piccoli editori specializzati: saggi, romanzi, biografie, approfondimenti tematici e i grandi classici. Tutto quello che c’è da leggere e sapere per conoscere meglio l’Età di Mezzo.

Approfondimenti tematici – Molti i focus e gli approfondimenti tematici: sul riuso urbano dei centri storici (Leopoldo Freyrie e Sergio Rizzo, giovedì 28) , le architetture medievali, il rapporto tra la storia, l’editoria e il giornalismo (tavola rotonda con Ugo Berti, Francesco d’Ayala e Amedeo Feniello), Tolkien, la cucina medievale (Massimo Montanari, venerdì 29 e sabato 30), le scuole e i maestri ( Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, venerdì 29). Con una attenzione particolare (domenica 1 ottobre) intorno al tema dell’uso postmedievale del Medioevo attraverso le mode, il costume, il cinema, l’arte, la politica, la comunicazione e la musica pop.

 

Dante Alighieri – Enrico Malato terrà una lezione sul grande poeta mercoledì 27 settembre, giorno di inaugurazione del Festival. E a Gubbio si incontreranno per la prima volta (venerdì 29 settembre) i discendenti diretti di Dante Alighieri e di Cante Gabrielli, il podestà eugubino che condannò il “ghibellin fuggiasco” all’esilio perpetuo da Firenze.

Focus su Milano – “Start up medievali: Milano e la nascita del made in italy” è l’appuntamento curato dalla storica Maria Paola Zanoboni (domenica 1 ottobre) dedicato alle scoperte e le innovazioni che dobbiamo all’età medievale. Un excursus sulle fucine, le sartorie, le fabbriche del vetro, le botteghe d’arte e la continua sperimentazione di nuove tecniche di produzione nella Milano del Quattrocento.

Stati Generali della Rievocazione Storica – Ci sarà anche spazio per il dibattito sulla Rievocazione storica, una disciplina che ormai da qualche anno a questa parte, per numero di partecipanti e qualità degli eventi proposti, si sta rivelando un settore particolarmente vivace e importante sia sul piano culturale che su quello della divulgazione, come dimostra anche l’iter legislativo in corso per disciplinare la materia.  Il Forum, organizzato  sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre     dal Comitato per gli Stati Generali della Rievocazione Storica presieduto da Filippo Giovannelli e dal Comitato Storico della Regione Toscana delle associazioni dei rievocatori guidato da Roberta Benini, si terrà nel refettorio del Convento di San Francesco, in piazza Quaranta Martiri. L’evento gode del patrocinio della Commissione nazionale italiana dell’Unesco, del Ministero dei beni e delle attività culturali, del Comune di Firenze e di dieci regioni italiane: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto e Umbria. E sarà  l’occasione per addetti ai lavori, politici e rievocatori per confrontarsi anche su questi temi, come spiega in questo intervento proprio  Filippo Giovannelli.

 

Il mercato medievale – Nel piazzale antistante il Centro Santo Spirito, sede degli incontri con gli autori, rivivranno anche le botteghe e i mestieri medievali, tra sapienza artigiana e innovazione (tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.00). Ospite d’onore del percorso espositivo sarà il Mercato delle Gaite di Bevagna. Uno spazio speciale sarà riservato agli stand del Cians, il Comitato Italiano Associazioni Nazionali Storiche.

Medioevo e futuro si incontrano al Festival del Medioevo in un evento dedicato alla moderna arte amanuense: Miniatori e calligrafi dal mondo. L’appuntamento costruito in collaborazione con la casa editrice “Arte Libro unaluna”, è un omaggio indiretto a Steve Jobs, l’inventore di Apple, che nella scuola del calligrafo Palladino apprese i segreti dei caratteri, l’eleganza dei segni e i messaggi subliminali del design, che poi trasferì ai “font” del Mac.

Le mostre – Il Festival propone ai visitatori tre piccole mostre. “Cacciatori con le aquile” è il racconto fotografico di un viaggio in Mongolia, tra i Kazaki dei Monti Altai per riscoprire una tradizione popolare che risale al 900 d.C. Uno spettacolo simile a quello descritto da Marco Polo alla corte di Kublai Khan (Sala degli Stemmi – Piazza Grande).

In MedievAli, l’artista eugubina Maria Cristina Vinciarelli espone le sue creazioni: ali della fantasia, parti eteree degli angeli, misteriose figure a metà tra l’umano e il divino (Chiesa di San Giuseppe – Università dei Falegnami, Via Savelli della Porta). Il salone d’onore del palazzo Ducale di Gubbio ospiterà Medioevo fantastico. I costumi di Danilo Donati e Gianna Gissi per il cinema. Sono gli abiti utilizzati nei film La cintura di castità (1967) di Pasquale Festa Campanile e Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno (1984) di Mario Monicelli.

Gli spettacoli – Tre gli appuntamenti serali, gli unici a pagamento (ore 21.15), seppure al prezzo ridotto di 10 euro. Tutti nella chiesa sconsacrata di Santa Maria Nuova, dove è possibile visitare anche la Madonna del Belvedere, capolavoro quattrocentesco di Ottaviano Nelli.
Giovedì 28 settembre, “Le storie del Mediterraneo”, una lezione-spettacolo degli storici Amedeo Feniello e Alessandro Vanoli accompagnati dall’Ensemble Musicanti Potestatis: un viaggio sentimentale, di porto in porto, da Costantinopoli all’Andalusia, alla ricerca di racconti dimenticati.
Il giorno dopo (venerdì 29 settembre) l’atteso concerto dei Micrologus: “De’ poni amor a me”. Ballate d’amore e danze nella Firenze del Trecento.
E sabato 30 settembre, il concerto per arpa celtica e canto “Il bardo dentro le mura”, del poeta, musicista e filologo Francesco Benozzo.

Torneo di scherma medievale  – Teatro della sfida tra 12 squadre provenienti da varie regioni d’Italia è il cortile del Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro. La competizione esclusiva di HEMA (Historical European Marzial Arts) è organizzata dalla storica “Sala d’Arme Achille Marozzo”, una associazione che dal 1997 si dedica alla ricerca e allo studio delle arti marziali in età medievale e rinascimentale.
Nella living history Templari, oltre la leggenda, i rievocatori della Mansio Templi Parmensis propongono una fedele ricostruzione di una mansio dei monaci guerrieri.

Itinerari eugubini  –  Le strade e le piazze di Gubbio faranno da sfondo anche a decine di altri eventi collaterali tra le quali spiccano le attività della Società dei Balestrieri, le esibizioni degli Sbandieratori e i cortei in costume dei quattro Quartieri storici di Gubbio.

Antichi strumenti di tortura e pena di morte è il titolo di una mostra allestita nella sala dell’arengo del Palazzo dei Consoli: propone un viaggio tra gli strumenti di esecuzione capitale e tortura con pezzi risalenti al XVI, XVII e XVIII secolo e ricostruzioni filologiche dell’Ottocento e Novecento.

Previsti anche percorsi di trekking medievali e visite guidate nei luoghi più affascinanti della “Città di pietra”. E una originale proposta del Cinema Astra con due omaggi ai grandi registi Rossellini e Visconti.

Un apposito spazio nella Biblioteca Sperelliana sarà riservato invece al Medioevo dei bambini con letture, laboratori d’arte e corsi di disegno.

Per la sola giornata di domenica 1 ottobre, il Festival propone negli spazi del Palazzo Ducale anche un Laboratorio di Danza, curato da Enrica Sabatini: “Fuori e dentro le città. Danze colte e popolari tra Medioevo e Rinascimento”.

Spazio anche alla satira con uno spazio speciale riservato alle notizie del Tg Feudale del blog satirico Feudalesimo e Libertà.

 

Il Festival del Medioevo, organizzato dall’Associazione culturale Festival del Medioevo in stretta collaborazione con il Comune di Gubbio, gode del patrocinio scientifico dell’Isime, l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo e della Sami (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) e dei patrocini istituzionali della Presidenza della Repubblica, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Umbria.
L’evento è sostenuto dal Comune di Gubbio, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, dal Gruppo Azione Locale Alta Umbria (GAL Alta Umbria) dalla Camera di Commercio di Perugia, dalla Fondazione Giuseppe Mazzatinti, da Tecla, azienda di costruzioni in legno e da altri sponsor privati.

La RAI, Radio Televisione Italiana, è il media partner ufficiale con i canali tematici di Rai Storia e RAI Radio3.
Collaborano con la manifestazione anche il mensile Medioevo e tre siti web: Italia Medievale, impegnata nella promozione del patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano, Feudalesimo e Libertà, fenomeno social di goliardia e satira politica e MediaEvi, pagina Facebook specializzata nell’analisi dei medievalismi.

Il programma completo dell’evento è disponibile sul sito ufficiale del Festival: www.festivaldelmedioevo.it
Sul sito anche tutti i dettagli e le convenzioni per l’alloggio.

© VIDEO: PERCEVAL ARCHEOSTORIA – RIPRODUZIONE RISERVATA

SISMA / Riapre il centro storico di Norcia: messa in sicurezza la basilica

NORCIA (PG) – Domani  giovedì 22 dicembre 2016 a partire dalle ore 9:30 sarà montata sulla facciata della basilica di San Benedetto a Norcia la grande struttura in tubi innocenti alta 18 metri che  garantirà la messa in sicurezza della facciata stessa rimasta in piedi come una ‘vela’  dopo le due terribili scosse di terremoto del 26 e del 30 ottobre.

Il progetto, curato e diretto dall’ing. Claudio Modena dell’Università di Padova e condiviso dal Nucleo Interventi Speciali dei Vigili del Fuoco, è stato eseguito dalle squadre dei Vigili del Fuoco coordinate dai tecnici dello stesso NIS, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria .

L’intervento è stato finanziato dal MIBACT per l’ingente fornitura dei materiali e portato a compimento a solo un mese e mezzo dall’affidamento dei lavori. Grande la soddisfazione del Ministero dei Beni delle Attività culturali e del Turismo, della Diocesi di Spoleto Norcia e del Comune di Norcia per la realizzazione di quest’opera che sarà propedeutica alle altre fasi della messa in sicurezza relative al campanile, all’abside della basilica e al transetto, con la salvaguardia delle macerie, ancora all’interno dell’edificio, per le quali ai primi di gennaio partirà l’operazione della selezione controllata in base alle direttive tecniche date dal Ministero stesso.

Con la riapertura sempre nella giornata di domani alle ore 15:00 del centro storico di Norcia, per 2 mesi zona rossa inaccessibile, sarà possibile vedere le opere in corso per la messa in sicurezza degli altri edifici storici di Norcia colpiti dal sisma.

Fonte: MIBACT

ARCHEOLOGIA – MOSTRE / Al Museo Archeologico di Spoleto gli abiti di 2700 anni fa

SPOLETO (PG)  [da Tuttoggi.info] –  Sabato 17 dicembre 2016 presso il Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto, alle ore 16.00, verranno presentate ed esposte al pubblico le fedeli riproduzioni di alcuni indumenti ed ornamenti indossati dalla comunità che visse a Spoleto nel VII secolo a.C.
Le riproduzioni sono state realizzate sulla base dei reperti rinvenuti nella necropoli di Piazza d’Armi utilizzando le metodologie dell’archeologia sperimentale. Tale scienza studia infatti le tecniche artigianali in uso nell’antichità e le ripropone con gli stessi materiali ed utensili al fine di comprendere i segreti delle antiche botteghe e mostrare dal vivo come fossero realmente quegli oggetti che vediamo oggi nelle vetrine del Museo.

L’iniziativa rappresenta una prima presentazione di un progetto promosso dall’Associazione Astra Onlus in collaborazione con il Polo Museale dell’Umbria, finanziato dalla Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini di Spoleto che partendo dallo studio delle tracce di lavorazione presenti sui reperti ha portato a formulare ipotesi sulle tecniche della tessitura delle fibre animali e della fusione e rifinitura dei metalli come bronzo e ferro.
Alla presentazione interverranno la direttrice del Museo Archeologico di Spoleto, Maria Angela Turchetti, l’archeologo Joachim Weidig, che da anni segue gli studi della necropoli, Glenda Giampaoli, direttrice del Museo della Canapa di S. Anatolia di Narco ed esperta intessuti antichi e Fabio Fazzini, archeologo ed esperto nella lavorazione dei metalli con tecniche antiche.
L’esposizione delle riproduzioni, allestita con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, rimarrà visibile per tutto il periodo delle festività con la possibilità di usufruire di visite guidate a tema. In occasione della presentazione l’ingresso al Museo sarà gratuito.

FONTE: TuttOggi


INFORMAZIONI

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI SPOLETO

Via S. Agata, 18/A – 06049 Spoleto
Tel. 0743/223277 – fax 07437/225521

Orario
: feriali e festivi 8.30 – 19.30
Biglietto intero € 4,00; ridotto € 2,00; gratuito sotto i 18 anni, fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiBACT. Ingresso gratuito la prima domenica del mese.

Sito: polomusealeumbria.beniculturali.it

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