SISMA / Riapre il centro storico di Norcia: messa in sicurezza la basilica

NORCIA (PG) – Domani  giovedì 22 dicembre 2016 a partire dalle ore 9:30 sarà montata sulla facciata della basilica di San Benedetto a Norcia la grande struttura in tubi innocenti alta 18 metri che  garantirà la messa in sicurezza della facciata stessa rimasta in piedi come una ‘vela’  dopo le due terribili scosse di terremoto del 26 e del 30 ottobre.

Il progetto, curato e diretto dall’ing. Claudio Modena dell’Università di Padova e condiviso dal Nucleo Interventi Speciali dei Vigili del Fuoco, è stato eseguito dalle squadre dei Vigili del Fuoco coordinate dai tecnici dello stesso NIS, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria .

L’intervento è stato finanziato dal MIBACT per l’ingente fornitura dei materiali e portato a compimento a solo un mese e mezzo dall’affidamento dei lavori. Grande la soddisfazione del Ministero dei Beni delle Attività culturali e del Turismo, della Diocesi di Spoleto Norcia e del Comune di Norcia per la realizzazione di quest’opera che sarà propedeutica alle altre fasi della messa in sicurezza relative al campanile, all’abside della basilica e al transetto, con la salvaguardia delle macerie, ancora all’interno dell’edificio, per le quali ai primi di gennaio partirà l’operazione della selezione controllata in base alle direttive tecniche date dal Ministero stesso.

Con la riapertura sempre nella giornata di domani alle ore 15:00 del centro storico di Norcia, per 2 mesi zona rossa inaccessibile, sarà possibile vedere le opere in corso per la messa in sicurezza degli altri edifici storici di Norcia colpiti dal sisma.

Fonte: MIBACT

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TERREMOTO / Trasferito l’archivio di Visso, continuano i recuperi delle opere in pericolo in Umbria e Marche


Continua l’opera di salvaguardia da parte dei tecnici del MiBACT dopo il terremoto che ha devastato il Centro Italia. Ecco il bollettino degli ultimi recuperi eseguiti dalle squadre di rilevamento danni del MiBACT insieme ai vigili del fuoco e con la collaborazione dei carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale e del Corpo Forestale dello Stato  (ultimo aggiornamento: 14/11/2016).

TRASFERITO L’ARCHIVIO DI VISSO – È stato trasferito l’archivio storico comunale di Visso. L’operazione, effettuata dai tecnici delle squadre di rilevamento danni dell’Unità di Crisi delle Marche assistiti dai restauratori dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, dal Sovrintendente  e dai  funzionari della Sovrintendenza Archivistico e Bibliografico dell’Umbria e delle Marche e dal personale dell’Archivio di Stato di Ancona, coadiuvati dai Vigili del Fuoco, dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, dai militari dell’esercito italiano e dalla protezione civile di Ancona, ha permesso di salvare 500 metri lineari di carte che coprono un periodo cronologico dal XV  al XX secolo Si tratta di pergamene, faldoni e  registri.
La ricca documentazione che conserva la memoria storica di Visso è stata trasferita presso la sede dell’Archivio di Stato di Ancona dove verrà conservata e opportunamente sistemata. Tra gli archivi più importanti si segnalano: l’Archivio Storico comunale, del Governatore di Visso, dell’Ente comunale di assistenza, della Guardia nazionale di Visso, dell’Opera nazionale per la protezione della maternità e dell’infanzia, del Monte di Pietà,  del Santuario della Madonna in Macereto, della Società Operaia di mutuo soccorso, dello Stato civile, dell’Ufficio di conciliazione e del Vicario Foraneo.

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RECUPERATE OPERE AD AMATRICE – Una cinquantina le opere recuperate che erano conservate nella chiesa di S. Savina a Voceto nel comune di Amatrice, la cui facciata è crollata con le scosse di mercoledì 26 e domenica 30 settembre. All’operazione hanno partecipato anche i restauratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e un gruppo di volontari di protezione civile.L’intervento ha permesso di rimuovere e ricoverare nel deposito presso la Scuola del Corpo Forestale di Cittaducale due  tabernacoli, l’acquasantiera a parete rinvenuta fra le macerie della facciata, tre croci da altare, due  calici, un reliquiario di legno dorato di S Savina, una pisside, un turibolo, due ostensori, una navicella, un secchiello, tre serie diverse e non complete di cartagloria, la serie di litografie con cornici della via crucis, tre dipinti, quattro statue tra le quali due di S Savina, una mista di tela e gesso e cartapesta.
Altre opere sono state recuperate dalla chiesa di S Francesco e di S Agostino. All’operazione hanno partecipato anche i restauratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e un gruppo di volontari di protezione civile. L’intervento ha permesso di rimuovere e ricoverare nel deposito presso la Scuola del Corpo Forestale di Cittaducale alcuni candelabri lignei e di metallo, 2 statue lignee di S Francesco e S Chiara, un Crocefisso ligneo, un calice e una pisside, un presepe con personaggi in materiale lapideo vario, due bassorilievi lignei raffiguranti l’Ultima Cena e un Mosè, due candelabri lignei, la campana proveniente dalla chiesa della Madonna del Rosario a Domo e la statua in cartapesta di San Vincenzo Ferrer nell’ex chiesa di S. Emidio ora Museo Civico.

OPERE RECUPERATE NELLE MARCHE – Dalla Pieve di Santa Maria Assunta di Ussita in provincia di Macerata e nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Folignano in provincia di Ascoli Piceno sono stati invece recuperati e portati in deposito cinque tele del primo Settecento con immagini sacre, una scultura in pietra raffigurante il Cristo dell’XI secolo, una tela raffigurante il Cardinale Pietro Gasparri  della seconda metà del XIX secolo, un trittico olio sui tavola raffigurante “Madonna con il Bambino, Santa Caterina e San Cipriano” attribuito a Pietro Alemanno e datato 1478, un dipinto olio su tela raffigurante “Madonna di Loreto e San Ciprino” attribuito a Nicola Monti e datato 1765, quattordici stazioni della Via Crucis in terracotta attribuite a Emidio Paci e databili alla prima metà del XIX secolo.

 

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recupero nel Santuario dell’Icona Passatora (foto: Mibact)

DECINE DI OPERE RECUPERATE IN UMBRIA – Per quanto riguarda l’Umbria,  una prima tranche di 56 opere è stata recuperata il 7 novembre; tra quelle rimosse e ricoverate nel deposito adibito nella regione figurano due statue raffiguranti la Madonna Assunta in ceramica policroma e l’Angelo Orante in ceramica bianca di Andrea e Luca della Robbia, un reliquiario di San Benedetto in oro e argento del XIV secolo e due statue policrome in terracotta di Jacopo della Quercia del XV secolo raffiguranti la Madonna Assunta e San Benedetto dal Museo civico della Castellina di Norcia; 12 frammenti del rosone, una testa di statua raffigurante un vitello dalla decorazione della facciata, un ovale con cornice dorata dipinto su pietra dalla Basilica di San Benedetto a Norcia; dalla chiesa di San Francesco a Norcia la pala d’altare di Jacopo Siculo datata 1451 raffigurante “L’incoronazione della Vergine”; dalla chiesa di Madonna Bianca a Anacarno nei pressi di Norcia un crocifisso ligneo di Benedetto da Maiano, una statua in marmo raffigurante la Madonna Bianca attribuito a Francesco di Simone Ferrucci da Fiesole realizzato nel 1488 e un tabernacolo ligneo dorato con bassorilievo in marmo raffigurante una Madonna col Bambino del XVI secolo; dalla chiesa di Santa Maria del Castello di Collescille di Preci un dipinto raffigurante Madonna con Bambino tra San Biagio e San Francesco del XVI secolo, un dipinto del XVIII secolo raffigurante Santa Lucia e una scultura in terracotta dipinta raffigurante Madonna con Bambino del XII secolo; dalla chiesa del Santissimo Salvatore di Campi di Preci un dipinto raffigurante Madonna con Bambino e un dipinto raffigurante la Vergine Annunciata; dalla chiesa di San Bartolomeo a Todiano di Preci una scultura lignea di Santo con abito decorato, diversi elementi lignei dell’altare, un dipinto raffigurante Madonna con Santi, un dipinto dell’Adorazione dei Santi con Cristo crocifisso, un dipinto con Martirio di San Sebastiano e una statua in terracotta di Santo benedicente.

Una seconda tranche di opere è stata invece rimossa e ricoverata nei depositi di Santo Chiodo a Spoleto l’11 novembre. Tra le opere figurano: un dipinto del 1547 raffigurante la Resurrezione di San Lazzaro di Michelangelo Carducci e un dipinto del 1600 raffigurante Santa Scolastica tra Sant’Eutizio e Santo Spes dalla Basilica di S. Benedetto a Norcia; un dipinto raffigurante la Madonna col Bambino tra Angeli e SS Luigi, Francesco d’Assisi e Bartolomeo, un dipinto raffigurante la Crocifissione tra i Santi Antonio Abate e Vescovo, un dipinto raffigurante la Deposizione di Gesù tra le Marie, un dipinto del XVII sec. raffigurante la Madonna del Rosario, un dipinto del XVII sec. raffigurante la Madonna in Gloria tra i santi Francesco e Carlo Borromeo, un dipinto del XVII sec. raffigurante San Michelangelo e i Santi Antonio da Padova e Lucia, una teca ex-voto del XVIII sec., una scultura lignea policroma dorata e laccata del XVII raffigurante San Rocco, una Croce con Crocifisso del XVII sec., un Baldacchino, un copri Pisside in stoffa del XVII sec. dalla Chiesa di San Martino; un dipinto su tela del XVIII sec. raffigurante San Nicola da Bari e S. Domenico di Guzman, un dipinto su tela del XVIII sec. raffigurante la Madonna del Carmelo con i Santi Vescovo e Carlo Borromeo, Santo Vesco, San Francesco d’Assisi e San Giovanni Battista, un dipinto su tela del XVII sec. raffigurante la Madonna del Rosario, un dipinto su tela del XVII sec. raffigurante gli Episodi della vita di S. Antonio da Padova, un dipinto su tavola del XIX sec. raffigurante la Crocifissione e i due dolenti, un ovale del XVIII sec. raffigurante la Madonna con bambino e un reliquario del XVIII sec. dalla Chiesa del Sacro Cuore a Preci (PG); sei candelabri lignei dipinti dalla chiesa di S. Benedetto a Norcia (PG); un dipinto olio su tela raffigurante “Cristo incoronato e legato”, due cimase dell’altare maggiore, un dipinto olio su tavola raffigurante “Cristo con le mani legate”, un dipinto olio su tavola raffigurante “Cristo portatore di Croce”, Una voluta lignea, tre statuti di Congregazione, un’indulgenza, una croce d’altare, due sportelli lignei, una scultura lignea del XVII sec. raffigurante S. Andrea, una teca lignea con il corpo di S. Costantino Martire, un dipinto olio su tela raffigurante la croce e due dolenti, un dipinto olio su tela raffigurante I Santi della Controriforma e un Tabernacolo con il Vissillo di S. Giorgio e il Drago dalla Chiesa di S. Andrea di Norcia (PG); un dipinto su tela raffigurante la Crocifissione tra i Santi, un dipinto su tela del 1596 raffigurante S. Antonio abate del pittore Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio, un crocifisso ligneo dipinto, una croce, due tabernacoli lignei, 17 reliquiari, tre calici, un reliquiario raffigurante S. Girolamo con Leone, un reliquiario raffigurante il Santo Papa seduto in trono e uno sportello ligneo dipinto e dorato dall’Abazia di S.Eutizio a Preci (PG); una scultura lignea del XV sec. raffigurante La Madonna, un dipinto olio su tela del 1800 raffigurante la Deposizione di Cristo di Giuseppe Tonni Donò, un dipinto olio su tela raffigurante la Madonna Nera fra San Francesco e San Paolo e un dipinto olio su tela raffigurante L’Adorazione della Sacra Famiglia dalla Chiesa di San Giovenale a Cascia (PG);  una statua lignea policroma del XIV sec. raffigurante La Madonna, una Croce Astile in legno e lamina metallica del XV sec. e un dipinto olio su tela raffigurante la Madonna del Rosario dalla Chiesa di san Giorgio di Cascia (PG); due dipinti con basi lignee, una base di Candelabro e un Crocifisso d’Altare dalla Chiesa di Santa Maria della Cona a Norcia (PG); un Crocifisso e una Borchia lignea del soffitto dalla Chiesa di S. Agostinuccio di Norcia (PG); un Crocifisso, due Candelabri e due dipinti dalla Chiesa del Crocifisso;  un Ostensorio dalla Chiesa S. Antonio Abate a Norcia (PG); due dipinti olio su tela dalla Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Norcia (PG); tre campane dalla Torre Civica del Palazzo Comunale di Norcia.
[Ultimo aggiornamento: 14/11/2016]
Fonte: MiBACT.

 

 

Terremoto, gravissimi danni anche alla Collegiata gotica di San Ginesio (Macerata) [FOTO]

SAN GINESIO (MC) – Dopo il sisma di questa mattina, che ha causato il crollo della basilica di San Benedetto a Norcia (Pg), ci sarebbero “danni gravissimi” anche  per la chiesa della Collegiata, del XIII secolo (con sottostante la cripta di San Biagio), di S.Ginesio, in provincia di Macerata. Lo riporta il quotidiano “la Repubblica”, che cita  il sindaco del paese,  Mario Scagnetti, secondo il quale  “la Collegiata è prostrata a terra, e danni tremendi anche per la chiesa di S.Francesco che ha la facciata aperta”.

Il paese aveva già subito gravi danni durante le scosse dei giorni scorsi che avevano comportato il parziale crollo di quasi tutti gli altri edifici.

La Collegiata è uno straordinario esempio, unico  nelle Marche, del gotico fiorito con la sua facciata  del 1421. L’edificio nasce dalla sintesi tra gotico e romanico e presenta all’interno un  ciclo di affreschi cinquecentesco di Simone De Magistris oltre a dipinti dello Zuccari e Pomarancio. Secondo il sindaco di S.Genesio Mario Scagnetti “la Collegiata è prostrata a terra, e danni tremendi anche per la chiesa di S.Francesco che ha la facciata aperta”. Qui una serie di immagini della chiesa ancora integra.

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La facciata del 1421

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La facciata del 1421

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La cripta di San Biagio

 

Stiamo cercando di verificare l’entità dei danni ma l’impresa risulta ardua a causa della difficoltà dei collegamenti, telefonici e non, in zona. Seguiranno aggiornamenti.

Nuovo sisma in Umbria, crolla la chiesa di San Benedetto di Norcia [FOTO]

NORCIA (PG) – Una nuova fortissima scossa stamani 30 ottobre, del 6.5 con epicentro vicino a Norcia, in Umbria , ha distrutto la basilica di San Benedetto, luogo simbolo del monachesimo occidentale. Si tratta della scossa più forte dal 1980, quindi ancora più potente di quella che ad agosto ha raso al suolo Amatrice e pochi giorni fa ha fatto crollare  la chiesa di San Salvatore di Campi di Norcia [FOTO E NOSTRO ARTICOLO QUI], altro gioiello storico e artistico medievale dell’Umbria.

La chiesa di San Benedetto a Norcia è uno dei luoghi simbolo della cristianità. Sorgeva su quella che secondo la tradizione era la casa natale dei santi Benedetto e Scolastica, fondatori del monachesimo occidentale. Pur restaurata varie volte nel corso della storia, conservava al suo interno la cripta con i ruderi di una struttura romana datata intorno al I sec. d.C. e testimonianze pittoriche e architettoniche di vari secoli – romanici, gotici e barocchi – e tele di pittori locali ( Filippo Napoletano e Michelangelo Carducci) che rappresentano episodi la vita del santo.

E’ completamente crollato anche il portico del 1500 dove si allineavano le antiche “Misure” (XIV sec.), grossi recipienti di pietra usati durante i mercati come unità di misura per le merci.

Resta in piedi solo la facciata trecentesca, pur ampiamente restaurata nella parte alta, con il suo bel rosone, accompagnato dai simboli dei quattro evangelisti, e da un ricco portale abbellito da rilievi e statue.

Ecco alcune drammatiche immagini del crollo e della chiesa com’era prima della devastazione.  (in aggiornamento)

Foto: Norcia.net , Twitter et alii.

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La piazza con la Basilica com’era prima della scossa

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La piazza dopo il crollo dovuto al sisma

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Interno della basilica di San Bendetto, com’era

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Immagine del crollo (da Twitter)

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La cripta

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“Misura” dal portico

ASSISI / Pubblicato il “Memoriale della Porziuncola”, tra i documenti anche quelli del devastante terremoto del 1831-32

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(Nell’immagine di apertura, il crollo di parte degli affreschi e delle volte della Basilica Superiore di Assisi il 26 settembre del 1997).

ASSISI (PG) – Martedì 1° novembre 2016, alle ore 16.00 ci sarà – presso il Refettorietto del Convento della Porziuncola – la presentazione del doppio volume “MEMORIALE della Porziuncola 1705-1860” realizzato per le Edizioni Porziuncola a cura di p. Bruno Pennacchini OFM. I due Tomi riportano i due volumi manoscritti dell’archivio conventuale della Porziuncola, con le memorie del Santuario, del Convento e del primitivo abitato di Santa Maria degli Angeli, nel piano di Assisi, dal 1705 al 1860; vera e preziosa fonte di documenti risalenti fino al secolo XV.

Interverranno: la prof.ssa Chiara Coletti, della Università degli Studi di Perugia, ed il prof. P. Giuseppe Buffon, della Pontificia Università «Antoniaum». È previsto l’intervento del Curatore che, trovandosi dinanzi ai numerosi e sostanziali cambiamenti occorsi in ambito linguistico, ortografico e sintattico nell’ampio arco di tempo (1705 – 1860), dichiara: “ho scelto comunque di conservare il testo manoscritto così come giace, senza prendermi la libertà di correggere alcunché; ho conservato intatti anche errori evidenti, dovuti a incompetenze o distrazioni degli amanuensi”.

I Cronisti sono tutti rigorosamente anonimi. Alcuni di loro furono veri studiosi, capaci di ricercare e citare correttamente documenti d’archivio, anteriori ad essi anche di alcuni secoli. Non sempre tuttavia furono così attenti: in alcuni periodi si trovano vuoti di notizie, durati anche diversi anni.

Notizie di alcuni eventi clamorosi sono talvolta confermate, e spesso ampliate, in documenti contemporanei. Un avvenimento epocale segnò i primi anni ’30 del sec. XIX. Tra la fine del 1831 e il 1832, con strascichi fino al 1835, si verificò un terremoto devastante, che interessò buona parte dell’Umbria e segnatamente la Basilica ed il Convento di S. Maria degli Angeli. Il Memoriale non poteva non registrarlo. La notizia è presente anche in altri documenti coevi, che ne danno un rilievo maggiore rispetto al Memoriale. Un altro documento degno di nota, dedicato esclusivamente al terremoto e alla ricostruzione della Basilica, si trova in un volume appartenete al Fondo Antico della Biblioteca Porziuncola. Ne è autore il canonico Scipione Perilli; titolo: Relazione storica sul risorgimento della Basilica degli Angeli presso Assisi. Fu stampato in Roma nel 1842. Un particolare sorvolato dal Memoriale, e insistito dallo Scipioni, fu l’opera di protezione che si diede alla Cappella della Porziuncola, per timore del crollo della cupola: una sorta di piramide molto solida, composta di fascine, calcinacci, legnami… fino all’altezza di “palmi 55”.

Il Memoriale sembra ignorare quasi del tutto gli avvenimenti socio-politici d’Italia e d’Europa, interessato essenzialmente a ciò che avveniva in loco. Colpisce la preoccupazione di tramandare correttamente ai posteri le usanze tradizionali, perché se ne tenga conto per il futuro e ciascuno le tramandi fedelmente ai posteri senza variazioni.

Le prime avvisaglie di cambiamento si avvertirono nel 1798, quando le truppe francesi entrarono in Perugia e in Assisi: poi in altre città dello Stato Pontificio, costituendo governi democratici, come allora si chiamavano. Nel Dicembre dello stesso anno gli stessi frati del convento della Porziuncola ebbero a soffrirne pesanti conseguenze. Frà Luigi Ferri fa scrivere alcune pagine non proprio lusinghiere verso i Francesi, al suo ritorno, dopo quattro anni di volontario esilio, nel 1814.

Il modo di registrare gli avvenimenti cambierà decisamente con gli eventi del 1848 e 49: le notizie diverranno molto dettagliate: dall’esilio di Pio IX e le sue allocuzioni, inviate per scritto, alla costituzione della breve Repubblica Romana, alla restaurazione dello Stato Pontificio ad opera dei Francesi. Il Memoriale registra con gioia il loro ingresso in Roma, i proclami del comandante in capo Oudinot di Reggio, l’esultanza dei romani per l’allontanamento dei rivoluzionari, le feste fatte in S. Pietro alla presenza delle più alte personalità Italiane e francesi. In quel momento la salvezza dello Stato Pontificio sembrava essere la salvezza della Chiesa Cattolica. Il Memoriale si rattrista invece delle libertà concesse dal Papa Pio IX e le considera la radice di ogni disgrazia successiva.

Il Memoriale si interrompe senza preavviso nel Maggio 1860. Una nota a matita avverte che nel Settembre le truppe piemontesi erano entrate in Umbria e Perugia “ e cosi – scrive lo scoraggiato cronista – si chiude la storia e il volume di cronaca”.

Per informazioni:  www.assisiofm.it

TERREMOTO / Ecco le immagini di San Salvatore di Campi di Norcia, la chiesa medievale crollata nel sisma

Tra i danni del #Terremoto c’è il crollo dell’antica e splendida #chiesa di San Salvatore di Campi di #Norcia. Condividiamo con enorme tristezza queste immagini che permettono di ammirarne, purtroppo ora soltanto virtualmente, la bellezza.

Per saperne di più sulla chiesa, visitate questa pagina del sito La Valnerina,  molto ben fatta e con una galleria di immagini suggestive. Sotto pubblichiamo un sunto della descrizione. 

Fonti immagini: La Valernina.it et alii (dal web).

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LA CHIESA

La Chiesa di San Salvatore sorge sull`area dell`antico centro di Campi, in una zona pianeggiante detta ancora oggi “la città”, su un piazzale ai margine della viabilità antica e moderna, addossata al cimitero del paese.

La Chiesa di San Salvatore stupisce l’osservatore per la quasi perfetta simmetria della facciata, che testimoniano le due diverse epoche di costruzione della chiesa. Il primo impianto dell`edificio (a navata unica) è trecentesco, di tale periodo è il portale di sinistra; l`allargamento della struttura, dovuto all’incremento della popolazione, è invece datato al 1491 ed a questo periodo si devono far risalire il portale di destra ed i due ricchi rosoni. Il campanileera stato iniziato da maestri locali sul finire del `400 ma furono poi maestri lombardi a portarlo a termine intorno al 1538. E` interamente in pietra, con tre ordini che si innalzano da un basamento modanato e cinque minuscole finestre a strombo.

Le pareti di San Salvatore costituiscono una vera e propria antologia pittorica del territorio e senza alcun dubbio una delle più rappresentative del Quattrocento nursino. In questo edificio è possibile ammirare opere di Nicola da Siena, della famiglia degli Sparapane e di Domenico di Jacopo da Leonessa.

Degni di nota sono l’iconostasi trasversale e l`attico superiore, cui si accede tramite una scala in pietra, furono costruiti per facilitare il culto di un crocifisso ligneo appeso alla parete, la stessa su cui è stato riportato in luce il vasto affresco che fungeva da sfondo: rappresenta la Madonna e S. Giovanni evangelista con una turba di Angeli che raccolgono il sangue del crocifisso nei calici e si squarciano le vesti dal dolore.

La fronte dell`iconostasi (1463) è formata da tre archi impostati su due colonne ottagonali con capitelli a foglia d`acanto. Superiormente corre una galleria di archetti trilobati scompartiti da colonnine e delimitati da due cornici orizzontali. Sulle superfici più basse Giovanni Sparapane e il figlio Antonio dipinsero l`Annunciazione, la Pietà, le donne al sepolcro e la Resurrezione; negli archetti gli Apostoli e la Madonna con Bambino; sul lato corto invece i SS Gerolamo, Gregorio Papa e Agostino furono dipinti nel 1493 dopo che venne aggiunta la seconda navata.

Le pitture della zona inferiore dell`iconostasi sono tutte databili attorno al 1466, vi lavorarono Nicola da Siena (firma e data sotto un frammento di Madonna in trono, a sinistra), uno Sparapane (S. Bernardino da Siena) e Domenico da Leonessa (cui si devono gli affreschi della volticina di destra con Angeli recanti i simboli della Passione e un Cristo della Messa di S. Gregorio, trafugato qualche decennio fa dopo il distacco).

Lì accanto, su un lembo della parete perimetrale dell`edificio trecentesco, è stata riportata alla luce una colorita Madonna con Bambino dei primi del `400 (l`infante porta un corallo e una crocetta al collo).

(Testi e immagini: La Valernina.it).

 

 

 

 

 

FLASH / Sisma, in salvo le opere delle chiese di Accumoli

Foto: Segretariato Regionale per i beni culturali del Lazio del MiBACT. / Fonte: Comunicato ufficiale.

ROMA – Gli storici e i restauratori della squadra rilevamento danni del MiBACT, assistiti dai tecnici dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, hanno concluso con successo l’operazione di recupero delle opere presenti nella chiesa di S. Maria della Misericordia a Accumoli, fortemente lesionata nella struttura e con crolli delle coperture. L’intervento è stato reso possibile grazie alla costante assistenza dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, della Protezione Civile e la fattiva collaborazione del volontariato. Dalla chiesa sono state prelevate due pale d’altare dell’Immacolata Concezione (dipinto a olio su tela, sec. XVI) e dellaMadonna della Misericordia, e i santi Anna, Giacomo Maggiore e Francesco(dipinto a olio su tela, databile tra il 1635 e il 1649, opera di Alessandro Turchi detto l’Orbetto), compresa la cimasa dell’altare con la Trinità (60×60, dello stesso pittore). Sono state inoltre messe in salvo la tela con S. Nicola (ambito romano, XVII sec.), due tele con Sacro Cuore di Gesù e Addolorata,  sec. XVIII-XIX). Tra la suppellettile liturgica recuperata si segnalano alcuni reliquiari del XVIII secolo e una serie di quattro candelieri d’altare in lamina di argento sbalzata e cesellata (sec. XVIII); tra gli arredi la statua lignea del Cristo Deposto, recuperata all’interno della teca alla base dell’altare centrale (sec. XVII, policroma con tracce di doratura e rivestimento del perizoma in argento) e due statue lignee policrome raffiguranti un santo e una martire coronata. Tra i numerosi paramenti liturgici rinvenuti tra il paratoio e la sacrestia si segnalano piviali, pianete, tonacelle e stole del XVII secolo, manifattura dell’Italia centrale.

Dalla chiesa delle Madonna delle Coste, su una altura nei pressi del comune di Accumoli, lesionata con parziale crollo del timpano, i Vigili del Fuoco hanno estratto una croce processionale in lamina d’argento sbalzata e cesellata (XVI sec.). Tra i materiali anche alcuni ex-voto che testimoniano la valenza devozionale del santuario montano per la locale popolazione.

Tutte le opere prelevate e messe in sicurezza con idonei imballi sono state trasferite nel ricovero localizzato presso la Caserma della Scuola della Guardia Forestale di Cittaducale.

 

Sisma, recuperato l’Archivio Storico di Amatrice / GALLERY

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Foto: Archivio di Stato di Rieti.

ROMA – È stato recuperato l’archivio storico del Comune di Amatrice. L’operazione, effettuata dai tecnici delle squadre di rilevamento danni del MiBACT assistiti dai restauratori dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario e coadiuvati dai Vigili del Fuoco, dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale e da uomini e mezzi del Corpo Forestale dello Stato, ha permesso di salvare 774 faldoni e 318 registri per un totale di 7871 fascicoli.

La ricca documentazione che conserva la memoria storica di Amatrice è stata già trasferita presso l’Archivio di Stato di Rieti dove verrà ricondizionata e, dove necessario, restaurata. Tra i documenti più importanti vi sono i preziosi registri dello stato civile napoleonico e il catasto murattiano, parte dei quali erano già in restauro presso l’Archivio di Stato di Rieti. Tra i tanti è stato recuperato un faldone che contiene le carte riguardanti i progetti di miglioramento del corso Umberto I che oggi offre una delle immagini più emblematiche della devastazione di Amatrice. I primi documenti risalgono al XVIII secolo, dal momento che i terremoti del 1639 e del 1703 avevano a suo tempo provocato la dispersione della documentazione precedente.

“Il tempestivo intervento del MiBACT – ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – ha permesso di salvare per intero un importante patrimonio documentario, evitando che Amatrice, oltre alla devastazione di un sisma, subisca anche la cancellazione della propria memoria storica, come purtroppo avvenuto in passato. Prosegue così il prezioso lavoro che i tecnici del ministero stanno compiendo insieme ai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, i vigili del fuoco e la protezione civile per recuperare e mettere in sicurezza opere e beni di valore storico e artistico di grande significato per le comunità cui appartengono e per l’intero Paese”.

Fonte: Comunicato ufficiale Mibact. Foto: Archivio di Stato di Rieti.

Sisma, il Mibact mette online i danni al patrimonio artistico. E scatta l’operazione #museums4italy [GALLERY]

#TERREMOTO Il @Mibact documenta online i danni al patrimonio artistico. E scatta l’operazione #museums4italy  #gallery

ROMA – Il Mibact  ha messo online le immagini delle prime ricognizioni dei danni ai beni artistici e architettonici nei territori colpiti dal sisma. Finora i tecnici e i carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno contato 293 beni lesionati o distrutti (almeno una cinquantina) in un’area ampia venti chilometri, fuori dalla zona dell’epicentro della scossa principale, quella delle 3.32 del 24 agosto, con  6.0 di magnitudo ad Accumoli (Rieti). Più in basso pubblichiamo la lista (in aggiornamento).

La galleria fotografica, che rende con immediatezza la gravità delle lesioni subite dai monumenti, è il frutto del lavoro degli stessi carabinieri del TPC. Qui sotto proponiamo una selezione delle terribili immagini che mostrano i danni subiti dal patrimonio artistico e monumentale di Amatrice, Accumoli e degli altri paesi colpiti. L’intera gallery è disponibile qui.

Parte anche, sempre per iniziativa del Mibact,  #museums4italy: domenica 28 agosto gli incassi dei musei statali e di tutti gli enti aderenti saranno destinati alla ricostruzione dei beni lesionati.

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LA LISTA DEI BENI LESIONATI – Questa la lista compilata dai Carabinieri del Tpc dei beni colpiti (non definitiva, fonte corriere.it):

LAZIO
Amatrice (Ri)
Basilica di San Francesco: Crollata
Basilica di Sant’Agostino: Crollata
Arco di San Francesco: Distrutto
Chiesa di San Giovanni: Crollata
Chiesa di Sant’Agnese: Crollata
Chiesa di Santa Maria del Suffragio: Crollata
Chiesa di San Giuseppe: Crollata
Chiesa di Sant’Emidio: Crollata
Museo Civico: Crollato
Archivio Comunale: Crollato
Biblioteca Comunale: Crollata
Chiesa del Crocifisso: Crollata
Porta Romana: Danneggiata gravemente
Torre Civica: Danneggiata gravemente
Porta Ascolana: Danneggiata gravemente

MARCHE
Urbino
Duomo: Lievi lesioni alle mura
Arquata del Tronto (Ap)
Chiesa Santissima Annunziata: Lesione importante del Campanile e dei muri (non raggiungibile)
Chiesa Santissimo Salvatore: Lesione muri e tetto (non raggiungibile)
Chiesa Santa Croce: Completamente distrutta
Torre Medievale: Lesioni e caduta della merlatura (non raggiungibile)
Ascoli Piceno
Museo Statale Archeologico: Chiuso per lesioni interne alla struttura
Montegallo (Ap)
Chiesa Santa Maria in Pantano: Crollo parziale del campanile con caduta e rottura della campana cinquecentesca
Montemonaco (Fm)
Chiesa San Benedetto: Lesioni interne alla struttura
Tolentino (Mc)
Chiesa Santissimo Crocifisso: Crollo di parte di una volta
San Ginesio (Mc)
Chiesa della Collegiata: Crollo parte del soffitto interno
Chiesa San Ginesio: Lesioni interne importanti
Convento Benedettine: Lesioni interne importanti alla Chiesa
Gualdo (Mc)
Chiesa San Savino: Lesioni interne importanti. Spostata e messa in sicurezza tela del Crivelli di concerto con la Soprintendenza

ABRUZZO
Valle Castellana (Te)
Chiesa della Frazione Pietralta: Lesione del campanile
Chiesa della Frazione Pascellata: Lesioni mura interne
Chiesa della Frazione Ceraso: Crollo parziale della Chiesa e del Campanile
Chiesa della Santissima Annunziata: Lesioni interne importanti
Rocca Santa Maria (Te)
Chiesa di Santa Maria: Lesione campanile
Campli (Te)
Chiesa di Santa Maria Venales: Chiesa già inagibile caduta porzione copertura
Torano Nuovo (Te)
Chiesa Madre: Varie importanti lesioni interne
Teramo
Chiesa di Santa Maria delle Grazie: Caduta calcinacci navata centrale con danneggiamento affreschi
Isola del Gran Sasso (Te)
Chiesa di San Michele: Crollo del campanile della Chiesa, già inagibile

UMBRIA
Norcia (Pg)
Monastero di San Benedetto: Lesioni evidenti alla guglia di destra e lesioni di rilievo sul porticato lato destro del plesso
Mura perimetrali della città vecchia: Lesionate su tre punti con crolli parziali in prossimità di Porta Sabina, Porta Romana e Porta Orientale
Castelluccio di Norcia (Pg)
Il campanile della Chiesa Centrale risulta gravemente lesionato e pericolante (non è possibile l’accesso alla frazione causa interruzione del plesso stradale per caduta massi, come segnalato dai Vigili del Fuoco)
Frazione di San Pellegrino
Lesionato il campanile della Chiesa di San Pellegrino
Frazione Preci
Chiesa di Santa Maria della Pietà e Chiesa di Sant’Eutizio: Lesioni evidenti
Frazione Campi di Norcia
Chiesa di San Salvatore: Lesionata
Sellano (Pg)
Chiesa Montesanto: Caduta calcinacci e lievi crepe sulle mura
Borgo Storico di Sellano, Arco Medievale e mura storiche di cinta: Transennate dai Vigili del Fuoco, poiché pericolose per caduta calcinacci
Località Casale, Chiesa di San Rocco: Lesioni e caduta calcinacci
Cerreto di Spoleto (Pg)
Località Colle, Chiesa Madonna di Costantinopoli: Lesioni infrastrutturali di notevole importanza
Località Borgo Cerreto, Chiesa Borgo San Lorenzo: Lesioni infrastrutturali gravi sul rosone centrale e nelle mura sottostanti
Frazione Ponte Cerreto, Chiesa di Santa Maria Assunta: Presenti evidenti crepe all’interno della sola sagrestia
Località Nortosce, Chiesa di San Pietro Greta: danni strutturali evidenti (non è possibile accedere al sito per l’alto rischio di crollo)
Eremo della Madonna della Stella (ubicato in alta montagna su scoscesa parete di roccia): Il Sindaco di Cerreto di Spoleto segnala danni vari.