CONVEGNI / A Roma “Progetti di Ricerca e Indagini scientifiche in corso sulle Tombe dipinte di Tarquinia”

1ROMA – Mercoledì 29 marzo a Roma la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e l’Associazione Amici delle Tombe dipinte di Tarquinia dedicano una terza “Giornata di studi” alle tombe dipinte di Tarquinia, con particolare riguardo alla loro conservazione, manutenzione e valorizzazione. Nel 2016 è iniziata una preziosa collaborazione con il dipartimento di chimica dell’Università “La Sapienza” di Roma e con il dipartimento di Geologia dell’Università di Catania. Entrambe le Università hanno avviato importanti indagini, collegate anche a tesi di laurea, sulla tecnica di esecuzione dei dipinti delle tombe. Un gruppo di lavoro pieno di potenzialità che potrebbe portare a nuove scoperte e nuove conferme che da tempo vengono cercate. Altre indagini sono in corso da parte dei biologi dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro sulle problematiche legate all’inquinamento microbiologico delle tombe e al controllo degli apparati radicali della vegetazione spontanea del terreno. Ma anche altri progetti e indagini contribuiscono ad arricchire la “giornata di studi” sulle tombe dipinte di Tarquinia che si annuncia estremamente interessante.


Informazioni e prenotazioni:

III Giornata di Studi
Progetti di Ricerca e Indagini scientifiche in corso sulle Tombe dipinte di Tarquinia
Mercoledì 29 marzo 2017 ore 9,30-17,00
Palazzo Patrizi Clementi, Sala delle Colonne Doriche
Via Cavalletti, 2 – Roma
Soprintendenza: sabap-rm-met.comunicazione@beniculturali.it

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Archeologia / A Vulci scoperta l’eccezionale “tomba della truccatrice”

VULCI (Fonte: AnsaMed) – Grande scoperta dagli scavi della necropoli etrusca di Vulci. Gli archeologi della Fondazione Vulci, coordinati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, hanno riportato alla luce una tomba femminile risalente al III-II secolo a.C. con un corredo funebre insolito: i resti di una custodia in pelle (lo testimoniano le tracce di materiale organico rinvenute), un cucchiaio e una spatola, alcuni vasi in ceramica e altri oggetti legati di solito alla cosmesi. Abbastanza per ribattezzare il ritrovamento la “tomba della truccatrice”.

Della custodia restano gli incavi per gli agganci in argento e due dei tre strumenti che essa doveva contenere, un piccolo cucchiaio e una spatola in bronzo. associata a rare perle di terre colorate usate per imbellettare il viso, rendono unico il rinvenimento. Emerse anche tracce di  rare perle di terre colorate usate di solito per imbellettare il viso. Tra gli altri oggetti ci sono alcuni vasi in ceramica tra cui un laghinos (vaso a forma di bottiglia con collo lungo e sottile) e un piedino in bronzo a forma di arpia, un set di vasi in bronzo decorati a sbalzo ed ad incisione composto da uno specchio, una situla, un tegame, una piccola cista (contenitore per oggetti per il trucco femminile), un paio di forbici, uno strigile (usato di solito dagli atleti per detergere il sudore e cospargere olio sul corpo) ed una borraccia ancora tappata. “Sarà interessantissimo analizzare il contenuto di quest’ultima – spiega il direttore scientifico Carlo Casi all’Ansa –, cercando di capire che cosa racchiudesse in origine e a quale importante liquido fosse lei dedicata. Le analisi dei reperti sono già in corso e sono già stati prelevati i campioni che saranno esaminati dal professor Rambaldi presso la Facoltà di Chimica dell’Università di Modena e Reggio Emilia”.

La scoperta suggerisce ampi legami con il mondo greco-orientale, come testimoniano le terre colorate e il laghinos, vaso che riempito di vino veniva portato in processione dalle donne in epoca Tolemaica ad Alessandria d’Egitto durante la festa religiosa che i Greci tributavano a Dioniso. “Abbiamo, quindi, l’occasione – lo dice il Soprintendente Alfonsina Russo – di studiare un caso quanto mai originale ed interessante che ci aiuterà sicuramente a svelare un altro piccolo pezzo della storia di Vulci e dell’Etruria in generale”.

 

EVENTI / “Santuari mediterranei tra Oriente e Occidente”, ecco gli atti del convegno

ROMA – “Santuari mediterranei tra Oriente e Occidente. Interazioni e contatti culturali”: gli Atti del convegno internazionale, organizzato dalla Soprintendenza a Civitavecchia nel giugno 2014, vengono presentati giovedì 8 settembre, alle ore 17.00, presso la British School at Rome. Nell’antichità il Mediterraneo era una strada mobile, che legava popoli diversi, a volte ostili tra loro, ma alla fine uniti nelle stesse attività commerciali, negli stessi viaggi, nella devozione a dèi che, sotto sembianze diverse, incarnavano in fondo lo spirito di tutti. Santuari greci, etrusco-italici, fenici, iberici e nordafricani sono messi a confronto attraverso i risultati delle più recenti ricerche archeologiche, che vogliono focalizzare l’attenzione sui processi di interscambio culturale. Non a caso il convegno si è tenuto a Civitavecchia, grande porto di scambio e luogo dell’Etruria da sempre caratterizzato da una spiccata vocazione internazionale. La pubblicazione degli Atti consente ora di raccogliere e offrire al pubblico le ricerche dei tanti studiosi provenienti dai diversi paesi lambiti dal Mare Nostrum ed è la testimonianza più tangibile della volontà di mantenere vivo il dialogo tra le genti del Mediterraneo.

Il volume, realizzato grazie al supporto dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta e curato da Alfonsina Russo Tagliente e Francesca Guarneri, viene presentato da Attilio Mastrocinque, Professore ordinario di storia romana all’Università degli Studi di Verona, e da Paolo Xella, Dirigente di ricerca emerito ISMA-CNR, Pontificia Università Seraphicum. Introducono Cristopher Smith, Direttore della British School at Rome, e Alfonsina Russo, Soprintendente per l’archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. Interviene inoltre un rappresentante dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.

Info: www.archeologialazio.beniculturali.it

FLASH / Il 29 giugno riapre il Museo Archeologico di Vulci

FLASH / #ARCHEOLOGIA #ETRUSCHI – Il 29 giugno riapre il Museo Archeologico Nazionale di #Vulci

VITERBO – Il Museo Archeologico Nazionale di Vulci  riapre al pubblico il 29 giugno con un allestimento completamente rinnovato,  arricchito dai risultati delle indagini degli ultimi decenni. Il Museo si trova nel Castello dell’Abbadia e conserva tra gli altri il ricchissimo corredo della tomba della Panatenaica, una ricca collezione di ceramica etrusca e greca, bronzi, sarcofagi, ex voto ed elementi architettonici che un tempo ornavano templi e tombe. Aggiornamenti in corso.

 

Volti svelati, in mostra i ritratti romani dalla villa di Gianola a Formia

#ARCHEOLOGIA #MOSTRE Volti svelati, in mostra i ritratti romani dalla villa di Gianola a #Formia

ROMA – Dopodomani, giovedì 9 giugno alle ore 18.00 presso il Museo Archeologico Nazionale di Formia (Latina) saranno esposte al pubblico le raffinate sculture di epoca romana scoperte nel sito archeologico di Gianola, presso Formia, restaurate grazie alla proficua collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale e l’ISCR, con il supporto del Parco Regionale Riviera di Ulisse.

Dopo la loro presentazione a Roma nella sede del Mibact, sarà una straordinaria occasione per ammirare cinque preziosi ritratti di personaggi maschili vissuti tra il II e gli inizi del IV secolo d.C. e, insieme ad essi, porzioni di pittura parietale e una transenna marmorea rinvenute in frammenti nello stesso sito. L’eccezionale scoperta è avvenuta nel luogo del misterioso Edificio Ottagono, l’ardito padiglione-fulcro dell’impianto di Gianola, villa monumentale su tre livelli affacciata sul Golfo di Formia. Dotata di una peschiera per l’allevamento ittico di pregio e di un ambiente termale a ridosso del mare, la residenza fu costruita nel I a.C. da un facoltoso membro dell’élite urbana o locale, inserendosi nella serie di sontuose dimore edificate lungo il litorale.

I ritratti appartengono a un periodo più tardo, pienamente imperiale, e costituivano, in parte, una lussuosa “galleria di famiglia”, viste le strette affinità fisionomiche che accomunano tre dei personaggi; l’esemplare più antico, invece, raffigura l’imperatore Commodo (161-192 d.C.) in età giovanile, segno di lealtà e omaggio del proprietario del complesso al potere centrale. Ora che le sculture hanno ritrovato il loro aspetto originario, entrano ad arricchire il già cospicuo percorso espositivo del Museo.

Gli antichi volti che rivivono oggi nella loro rinnovata bellezza, raccontano una storia di virtuosa collaborazione in cui la Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, insieme alle competenze di diversi attori pubblici, sostiene l’ampio progetto di scavo, ricerca e valorizzazione della Villa di Gianola per riportare nel nostro presente le memorie di un passato da trasmettere alle generazioni future per una piena consapevolezza della propria identità.

Circe: archeologia di un mito

xxxxxLa Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell’Etruria meridionale, organizza giovedì 28 aprile 2016 l’incontro dal titolo “Circe: archeologia di un mito”. La giornata di studi, che inizia alle ore 17, si svolgerà presso la Sala della Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e si annuncia particolarmente interessante perché saranno rivelati nuovi dati scaturiti da un articolato progetto di ricerca finalizzato alla conoscenza dell’area del Circeo e alla stesura di una Carta Archeologica del territorio di Sabaudia e di S. Felice Circeo. In particolare, l’aspetto più innovativo di questi studi consiste nell’aver riconosciuto nella cosiddetta “Villa dei Quattro Venti” al Circeo il Santuario di Circe.

L’incontro è organizzato dalla Soprintendenza in collaborazione con il Polo Museale del Lazio – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, con l’Accademia Nazionale dei Lincei e con il Parco Nazionale del Circeo. Sarà presentato da Diego Ronchi, borsista dell’Accademia Nazionale dei Lincei, e prevede gli interventi di Alfonsina Russo, Soprintendente Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, di Mario Torelli e di Fausto Zevi, membri dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Per approfondimenti: www.archeologialazio.beniculturali.it