PUBBLICAZIONI / In edicola una nuova monografia sugli Etruschi

Storie & Archeostorie è orgogliosa di presentare la nuova monografia speciale VIVERE AL TEMPO DEGLI ETRUSCHI. I testi sono stati scritti da Elena Percivaldi, da Mario Galloni e da Cristiana Barandoni, tutti e tre parte del nostro team. La pubblicazione, edita da Sprea Editori e  interamente illustrata a colori, affronta tutti gli aspetti della vita e della civiltà etrusca e presenta anche un itinerario alla scoperta dei luoghi che ne conservano ancora oggi le tracce. Grazie a ANTICAE VIAE per la gentile collaborazione nel fornire alcune immagini di rievocazione, aspetto trattato in alcune pagine dedicate al tema. #SpreaEditori  In edicola e sul sito, in formato sia cartaceo che digitale:  http://sprea.it/rivista/18106
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I Celti in edicola: una nuova monografia edita da Sprea

2017-07-05 (1)E’ appena uscito in edicola un nuovo Speciale monografico edito da Sprea, stavolta dedicato ai Celti. In 130 pagine interamente illustrate a colori, lo speciale ripercorre i tratti principali della civiltà celtica in Italia e in Europa raccontandone l’epopea storica,  le tracce archeologiche, l’eredità culturale e immateriale, il patrimonio che i Celti hanno trasmesso nelle leggende e nel folklore. Ampio spazio è dedicato anche ai “Celti oggi” con un excursus nella moda, la musica, la cultura, i festival e le rievocazioni storiche, e comprende un focus sui Paesi e le regioni che mantengono una profonda radice celtica: Irlanda, Galles, Cornovaglia, Scozia, Isola di Man, Bretagna, Asturie e Galizia.

I testi sono a cura di Elena Percivaldi, storica e autrice nel 2003 del fortunato “I Celti. Una civiltà europea”, edito da Giunti in due edizioni diverse (2003 e 2005) e tradotto anche in spagnolo e tedesco, e di Mario Galloni con Stefano Bandera.  Le foto delle rievocazioni sono di Camillo Balossini

Link diretto per l’acquisto.

SOMMARIO

2017-07-05

ARCHEOLOGIA / Nuove scoperte in Val d’Ossola nel numero speciale di “Oscellana”

Layout 1MERGOZZO (VB) – Oggi pomeriggio, sabato 17 dicembre, alle 17 presso il Civico Museo Archeologico di Mergozzo si terrà la presentazione del numero speciale della rivista “Oscellana” dedicato alle nuove scoperte effettuate durante gli scavi archeologici dell’estate 2013. La presentazione è affidata all’archeologa Gabriella Tassinari, collaboratrice del Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano.
La pubblicazione consta di 136 pagine a colori e 120 immagini fotografiche e grafiche. I dati contenuti nel numero speciale si presentano come di particolare rilevanza per la Bassa Ossola, poiché i nuovi ritrovamenti giungono ad oltre quarant’anni di distanza dai precedenti. L’occasione delle nuove scoperte è stata data nell’estate del 2013 dai lavori di costruzione del complesso edilizio a ridosso della necropoli orientale di Mergozzo (area detta “della Cappella”), per i quali la allora Soprintendenza per i Beni Archeologi del Piemonte e del Museo Antichità Egizie ha disposto uno scavo archeologico preventivo, che ha consentito di indagare e documentare, per la prima volta con l’applicazione di una corretta metodologia scientifica, dieci nuove sepolture.
Il numero speciale di “Oscellana” offre, a partire dalla disamina dei dieci nuovi corredi a cura di Elena Poletti Ecclesia, un riesame dei ritrovamenti del passato. Reperti da vecchi e nuovi scavi, che hanno conservato anche minuti resti di materiale organico, sono stati analizzati dai Laboratori di Archeobiologia dei Musei di Como, e le osservazioni condotte hanno permesso di raccogliere elementi di conoscenza dell’abbigliamento dei defunti e dei manufatti in legno deposti nelle tombe (approfondimento scientifico a cura di Mauro Rottoli ed Elisabetta Castiglioni). I dati derivati dalle nuove indagini archeologiche hanno consentito di formulare alcune osservazioni preliminari sulla frequentazione dell’area in età preromana, a cura di Valentina Faudino, e nel corso del Medioevo e dell’età moderna, a cura di Francesca Garanzini.
Al fine di offrire un quadro complessivo dello sviluppo della necropoli orientale di Mergozzo, è stata infine affrontata la revisione dei dati e dei corredi dei vecchi scavi, con approfondimenti cura di Elena Poletti Ecclesia per gli oggetti di corredo, di Federico Barello per i reperti numismatici e di Anny Mattucci per i resti ossei cremati.
Nello speciale trova posto inoltre un articolo su Alberto De Giuli, a cura del Gruppo Archeologico, che ha voluto ricordare l’importante contributo dato dal socio fondatore, recentemente scomparso, alla raccolta di reperti che ha dato vita al Museo Archeologico.
L’incontro del 17 dicembre sarà anche occasione per anticipare alcune delle attività previste per la programmazione culturale 2017 del Civico Museo Archeologico e dell’Ecomuseo del Granito, che proporranno oltre alle consuete serie di incontri divulgativi per il pubblico e di attività di animazione per i bambini, anche un importante convegno scientifico internazionale a celebrazione del decennale di istituzione dell’Ecomuseo. Il 2017 inoltre sarà caratterizzato da un lavoro di aggiornamento del percorso museale archeologico, con l’introduzione delle traduzioni in lingua straniera, di apparati multimediali e di livelli comunicativi dedicati ai bambini e all’approccio tattile, e con l’ampliamento degli spazi e l’inserimento in Museo di materiali ritrovati nella nostra provincia e mai esposti al pubblico, grazie alla concessione da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito della rivista, cliccando qui.

#ArcheoEditori / Ante Quem, ovvero l’archeologia per passione

Non è facile fare editoria in Italia, paese di pochi, anzi pochissimi lettori. Se poi le pubblicazioni sono di taglio culturale e di ambito specialistico, magari in campo storico e archeologico, la missione ha quasi dell’eroico. Ma non temete: niente lamentazioni sullo status della cultura e dei beni culturali in Italia, deficienze del resto purtroppo ben note a chi è del campo.  In questa nuova rubrica, #ArcheoEditori, ci concentreremo sul bicchiere mezzo pieno, sulle energie positive di chi lavora e fa cultura superando le difficoltà, con gran fatica e credendoci. Parleremo di case editrici, piccole e medie, che si occupano di storia e archeologia, presenteremo le loro attività e il loro catalogo, mostreremo la loro voglia di fare e di innovare. Vogliamo fornire uno strumento per far conoscere al pubblico interessato, degli addetti ai lavori e degli studiosi come dei semplici curiosi e appassionati, le energie positive dell’Italia che fa cultura.  Per segnalazioni, scriveteci a: archeoeditori(at)gmail.com

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AQIniziamo il nostro viaggio con la presentazione della bolognese Ante Quem premettendo che – come spesso avviene in questi ultimi anni – non si tratta “solo” di  una casa editrice ma di molto di più. Nata nel 1997 da un gruppo di archeologi, a un vasto catalogo di pubblicazioni – sia scientifiche che divulgative –  affianca la curatela di scavi e rilievi, progetta allestimenti museali e percorsi didattici e si distingue per la particolare attenzione con cui propone tante attività didattiche nelle scuole.  Il presidente e fondatore è Marco Destro, dottore di ricerca di Topografia Antica presso l’Università di Bologna, trenta pubblicazioni scientifiche e vari anni di insegnamento come docente universitario a contratto.
“Crediamo – è il “manifesto” di Ante Quem – nel recupero dell’antico e anche nella sua trasmissione, comunicazione e condivisione, perché l’archeologia è un bene di tutti. Vogliamo trasmettere la conoscenza scientifica, favorendo la circolazione del sapere archeologico tra professionisti, studenti e appassionati, e diffondere il valore del passato tra bambini e ragazzi”.

Spulciando tra il catalogo i titoli interessanti sono moltissimi. Cominciamo dalle serie che li raccolgono, che sono varie a dimostrazione di una sorprendente vastità di interessi: Studi e Scavi (Collana del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna);  Phoinike, che edita gli esiti delle campagne di scavo svolte a Phoinike (Fenice, in Albania) dall’Ateneo bolognese in collaborazione con l’Istituto Archeologico Albanese; la serie dedicata al Progetto Fayyum  (in inglese); Ocnus, Quaderni della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Bologna; OrientLab, dedicata al Vicino Oriente antico; le collane edite in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna e con la Fondazione Parco Archeologico di Classe – RavennAntica.

Nella collana “Ricerche” sono raccolti vari studi di Antichistica e Medioevo, alcuni dei quali di grande importanza. Ne citiamo due. Il primo: gli Atti del Convegno tenutosi a Spoleto e Campello sul Clitunno dal 5 al 7 ottobre 2012 avente per tema “Le forme della crisi. Produzioni ceramiche e commerci nell’Italia centrale tra Romani e Longobardi (III-VIII sec. d.C.)” a cura di Enrico Cirelli, Francesco Diosono e Helen Patterson (2015). Il volume raccoglie  i risultati delle indagini archeologiche più recenti svolte in particolare in Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise, fornendo un quadro esaustivo sui vari aspetti delle forme ceramiche prodotte in quell’epoca di transizione, la loro circolazione e diffusione e il rapporto con gli altri manufatti d’importazione. Il secondo: “Musiche dell’Italia antica. Introduzione all’archeologia musicale” (2012) a cura di Daniela Castaldo, che partendo dall’indagine sui materiali archeologici di interesse musicale (testimonianze iconografiche, resti di strumenti o di oggetti sonori) prova a ricostruire come e perché tali oggetti fossero usati e a quale fine fossero destinati, gettando nuova luce su molti aspetti della musica degli antichi popoli italici e dei Romani.

Notevole a nostro avviso è anche la serie “Ornamenta” a cura di , saggi dedicati ai gioielli antichi e medievali esaminati nei loro diversi contesti (in particolare l’Emilia Romagna) e significati. Tra questi segnaliamo in particolare “Oro sacro. Aspetti religiosi ed economici da Atene a Bisanzio” (a cura di Isabella Baldini e Anna Lina Morelli, 2014), che esamina il rapporto tra oro e oggetti preziosi e culto delle divinità nei contesti sia pagani che cristiani a partire dal mondo greco fino al Medioevo e con una serie di contributi multidisciplinari di carattere archeologico, numismatico, epigrafico, letterario e storico-artistico; “Luoghi, artigiani e modi di produzione nell’oreficeria antica” (2012) con una serie di importanti contributi sull’oreficeria tardoantica e longobarda in particolare (a cura di Caterina Giostra, Elisa Possenti, Paolo De Vingo, Paola Porta e altri);  e il purtroppo esaurito “Oggetti-simbolo. Produzione, uso e significato nel mondo antico” (2011), che presenta un interessante contributo di Manuela Catarsi sulle cinture ageminate dalle necropoli longobarde dell’Emilia occidentale

In collaborazione con il Centro Studi per l’Archeologia dell’Adriatico, in cui spicca per la serie dei “Quaderni” troviamo poi l’agile volume a cura di Federica Guidi “A tavola con gli antichi” (2007)  che indaga il rapporto tra l’uomo e il cibo nei suoi risvolti economici e culturali dalla preistoria all’età romana, passando attraverso l’analisi del mondo etrusco e di quello greco: viene così mostrato come in ogni contesto l’alimentazione accanto agli aspetti più propriamente materiali rivestisse un profondo significato simbolico e ideologico, intrecciandosi strettamente con le strutture e le forme del potere.

Segnaliamo infine (ma riprenderemo il discorso altrove…) la bellissima sezione tutta dedicata più giovani: AnteQuem Ragazzi, una serie di divertenti volumi – la collana si intitola i “CercaStoria” – interamente illustrati che accompagna gli “archeologi in erba” alla scoperta delle civiltà del passato con un linguaggio semplice e accattivante, bei disegni  e storie avvincenti. Finora protagonisti i vichinghi, gli egizi e gli affascinanti romani di Ercolano.

Il livello dei contributi è sempre molto elevato; abbiamo trovato le pubblicazioni estremamente curate anche nella veste grafica e nella scelta delle immagini, tutte qualità che ne rendono ancora più  apprezzabile la lettura e la consultazione. Il che, soprattutto di questi tempi, è vanto non da poco.

Qui sotto, alcune delle ultime novità editoriali. Per informazioni, acquisti e catalogo completo: www.antequem.it


RCAlberto Giudice, Giancarlo Rinaldi (a cura di), Realia Christianorum. Fonti e documenti per lo studio del cristianesimo antico (Atti del Convegno, Napoli, 14 Novembre 2014), Collana “Ricerche” 3, Ante Quem, Bologna 2015
€ 14,00; formato 17×24 cm; pp. 224 in b/n
ISBN 978-88-7849-097-0

Il Convegno di Studi Realia Christianorum. Il contributo delle fonti documentarie allo studio del cristianesimo antico, giunto nel 2014 alla seconda edizione presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (Napoli), procede nel segno dell’integrazione delle diverse discipline che contribuiscono alla comprensione della vicenda storica degli  antichi cristiani inserita nella più ampia cornice della storia del Mediterraneo antico e della Tarda Antichità. La ragion d’essere del volume è quella di dimostrare come dall’integrazione delle diverse discipline, che hanno il fine di ricostruire la Storia, sia possibile delineare in dettaglio alcuni fenomeni storici fondamentali, evidenziandone ideologie e tratti distintivi e soprattutto illuminandone adeguatamente la complessità.

Indice: Presentazione di Gaetano di Palma – Introduzione di Alberto Giudice, Giancarlo Rinaldi – Giancarlo Rinaldi, Spigolature storico-archeologiche in margine agli Atti degli Apostoli – Lietta De Salvo, A proposito di alcune attività economiche degli uomini di Chiesa (IV-VII secolo) – Facundo D. Troche, L’uso dei papiri documentari come fonti per l’esegesi delle scene di pesca dei vangeli – Alberto Giudice, Culto dei santi e vescovi evergeti. Alcune riflessioni – Mario Iadanza, Francesco Bove, La cattedrale di Benevento. I risultati storici dell’indagine archeologica – Carmelo Pappalardo, Testimonianze di fede nelle epigrafi delle chiese di Siria-Palestina – Maria Amodio, Le basiliche cristiane e le trasformazioni dello spazio urbano di Neapolis tra IV e VI secolo – Anita Rocco, Risorse digitali per la ricerca storica: l’esempio di EDB, database delle iscrizioni dei cristiani di Roma – Giovanna Martino Piccolino, I Realia Christianorum nel curriculum scolastico: l’esperienza di una docente.


CCIsabella Baldini, Veronica Casali, Giulia Marsili (a cura di), Città cristiana, città di pietra. Itinerario alle origini della Chiesa di Bologna, Ante Quem, Bologna 2016
€ 14,00; formato 21×21 cm; ril. bros., pp. 96, in b/n e a colori
ISBN 978-88-7849-110-6

La Bologna dei primi secoli del Cristianesimo è illustrata nel percorso fotografico che ha dato spunto al volume, nato dalla collaborazione tra l’Università di Bologna, la Chiesa di Bologna, la Soprintendenza archeologica e altri enti territoriali (Bologna, Raccolta Lercaro, 19 maggio 2016-26 febbraio 2017). L’impianto urbano tardoantico è al centro di un’accurata rassegna di monumenti, oggetti, fonti letterarie ed epigrafiche, che permettono di riconoscere i tratti di una Città ormai in gran parte scomparsa. In una realtà topografica poco estesa, emergono gli edifici religiosi intorno ai quali si profilano i percorsi urbani e si addensano le nuove attività religiose, in un clima sociale di forte confronto.

Presentazione di Andrea Dall’Asta S.I. Testi di Isabella Baldini, Chiara Barbapiccola, Veronica Casali, Salvatore Cosentino, Renata Curina, Dario Daffara, Giulia Marsili, Nicola Naccari, Paola Porta.


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RIVISTE / Nuovo numero di “Forma Urbis”, protagonista la Basilicata antica

fuROMA – E’ in edicola il nuovo numero di Forma Urbis sul tema “Religiosità e ritualità nella Basilicata antica”. La rivista è in edicola oppure si può acquistare e leggere online cliccando qui.

Ecco il sommario del nuovo numero:

Editoriale: “Basilicata antica. Terra di archeologia, di storia e di poesia” di Simona Sanchirico

“La Basilicata antica: forme di ritualità e manifestazioni del sacro” di Teresa E. Cinquantaquattro

“Basilicata: terra crocevia di culture” di Alfonsina Russo Tagliente

“Il santuario federale di Macchia di Rossano (Vaglio) nel quadro dei culti salutiferi della Lucania” di Maria Luisa Nava

“Religiosità e ritualità nel mondo indigeno d’età arcaica: grotte e acque. Il paesaggio rituale di Garaguso” di Valentina Garaffa

“Offerte coroplastiche a Garaguso: immagini del sacro e pratiche rituali indigene fra età arcaica e classica” di Silvia Martina Bertesago

“La dea lucana con leontè” di Attilio Mastrocinque

“Terrecotte architettoniche e luoghi di culto in Basilicata fra VI e III sec. a.C.: un bilancio complessivo” di Vincenzo Capozzoli

“Stritola, Spìcina, Incénera, Bòmbito e Spacca: dèmoni e figuli nelle aree sacre lucane” di Helga Di Giuseppe

“Gli dei della casa. Luoghi, strumenti e forme del culto domestico nella Lucania preromana” di Chiara Maria Marchetti

“Manifestazioni di religiosità e di culto nel mondo indigeno fra VI e IV sec. a.C.” di Angelo Bottini.

LIBRI / Pavia, un saggio svela gli spettacolari mosaici del XII secolo

sap#LIBRI / #Pavia, un saggio svela gli spettacolari #mosaici del XII secolo #Medioevo

Pavia conserva un vero e proprio tesoro musivo di età medievale: sono ancora in loco i pavimenti figurati di San Michele Maggiore, di San Pietro in Ciel d’Oro e di San Teodoro, mentre quelli presenti nell’antica cattedrale di Santa Maria del Popolo, in Santa Maria delle Stuoie e in Sant’Invenzio sono ora conservati ai Musei Civici del Castello Visconteo.
Ammirati già da Opicino de Canistris nel XIV secolo per i loro colori e le loro immagini, questi mosaici cominciarono ad essere riscoperti a partire dalla metà del XIX secolo e sono ora da riconoscere, con piena consapevolezza, come un caso unico nel panorama italiano ed europeo, per numero e per ricchezza figurativa. A questo importantissimo patrimonio è dedicato il bel volume, appena uscito “«Pavia città ragguardevole». Mosaici pavimentali e cultura figurativa nel XII secolo”. Curata da Maddalena Vaccaro e pubblicata da SAP – Società Archeologica, la monografia  ricolloca i mosaici pavimentali nei loro contesti storici, religiosi e culturali di genesi, in cui si intrecciano elementi cristiani, antichi e orientali: questi capolavori tornano così protagonisti del ben noto panorama medievale di Pavia, rendendola di nuovo – come la definiva ai tempi lo scrittore arabo Edrisi nel  suo Libro del re Ruggero – una città davvero «ragguardevole».

«PAVIA CITTA’ RAGGUARDEVOLE». MOSAICI PAVIMENTALI E CULTURA FIGURATIVA DEL XII SECOLO di Maddalena Vaccaro

SAP Società Archeologica
336 pp. – illustrazioni in b/n con 18 pp. a colori. Formato A5.
Prezzo di copertina: 20,00 euro.

Monte Castelon di Marano di Valpolicella, una storia che sfida i secoli

La SAP pubblica i risultati degli scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto sull’importante sito romano che ha restituito un Tempio di Minerva, e poi divenne castrum medievale.

 

sap59-copertina-1-424x600E’ uscito un nuovo volume della collana “Documenti di Archeologia” della SAP, Società Archeologica, dal titolo: ARCHEOLOGIA E STORIA SUL MONTE CASTELON DI MARANO DI VALPOLICELLA. Il volume (pp. 400, euro 60) è a cura di Brunella Bruno e Giovanna Falezza, della Soprintendenza Archeologica del Veneto.

L’importanza storico-archeologica del Monte Castelon di Marano di Valpolicella era già nota agli studiosi e alla comunità locale, oltre che per l’esistenza di un castello medievale sulla sua sommità, per la scoperta, avvenuta nel 1835, di un tempio romano dedicato a Minerva sulle sue pendici orientali.
Assai più complessa e ricca si è ora rivelata, grazie alle indagini condotte negli ultimi anni dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto, la storia insediativa di questo straordinario sito, collocato in posizione strategica e spettacolare, sede prima di un villaggio protostorico con il suo luogo di culto, poi di un importante santuario romano, contraddistinto da più fasi edilizie, ed infine di un insediamento fortificato nel Medioevo.
Ciascuna di queste fasi di frequentazione del Monte ha lasciato tracce strutturali e materiali assai importanti: decine e decine di anelli bronzei offerti alla divinità dai devoti dell’età del Ferro, ampie porzioni della pregevole decorazione parietale nel c.d. I stile pompeiano del primo edificio di culto realizzato in età tardo-repubblicana, cospicui resti del tempio di età imperiale con i suoi elementi architettonici, le iscrizioni votive e i frammenti del simulacro marmoreo della divinità. La storia del luogo di culto si conclude in età tardo-antica, quando le strutture sacre furono deteriorate da un incendio a cui non seguì più alcuna manutenzione, anche se la frequentazione continuò per qualche tempo, prima del definitivo oblio. Una nuova realtà inizia però di lì a poco ad affermarsi sulla sommità dell’altura, dove sorge (forse già nel X secolo) un castello, che gli scavi recenti hanno ritrovato e permesso di conoscere più approfonditamente, mentre sulle pendici meridionali del rilievo fa la sua comparsa, in un momento ancora imprecisato, una chiesa dedicata a Santa Maria, nota con il suggestivo nome di Santa Maria di Minerbe.
Il volume riunisce, riordina e interpreta – dando voce a diversi studiosi – la ricca mole di dati restituiti dagli scavi e dalle fonti, ricostruendo come in una lunga narrazione una storia millenaria, poi lentamente riseppellita nelle viscere del monte, fino al momento della sua nuova riscoperta.

Per informazioni: SAP – Società Archeologica