Tra Celti e Longobardi: a Parma e Modena un corso sulla miniatura insulare [#Foto #Video]

PARMA – Appuntamento fra storia e arte il 21 e 22 aprile presso l’Istituto dei Missionari Saveriani a Parma e il 28 e 29 aprile presso il Monastero San Pietro dei Monaci Benedettini a Modena, dove si scopriranno i segreti della miniatura insulare.
Nel laboratorio dal titolo “Tra Celti e Longobardi – La miniatura insulare” organizzato da Università Popolare San Francesco, si toccheranno i misteri dell’arte della miniatura alto medievale delle isole britanniche, espressi negli stili dei libri di Durrow, Lindisfarne e Kells.
Un’esperienza artigianale che va dalla preparazione della pergamena alla realizzazione del disegno a grafite, dall’applicazione delle foglie d’oro alla stesura dei pigmenti naturali. 
TRAILER DEL CORSO
 
“Organizzando i nostri corsi – dice Maurizio Parascandolo, presidente di Upsf – teniamo in grande considerazione non solo gli aspetti didattici e artigianali, ma anche i luoghi in cui le attività prendono vita.  Prediligiamo monasteri e conventi in cui convivono storia, arte e spiritualità, perché sono un patrimonio culturale vivente. I corsi sono ospitati da diversi ordini religiosi, gioiosi di accogliere attività che un tempo erano parte integrante della propria quotidianità, come l’arte della miniatura libraria. A Parma saremo ospiti dell’Istituto dei Missionari Saveriani e a Modena del Monastero San Pietro dei Monaci Benedettini. I partecipanti quindi, oltre ad apprendere un’arte antica, avranno la possibilità di conoscere un luogo storico della propria città e di avvicinarsi alla vita monastica di un miniatore alto medievale”.
ALCUNE IMMAGINI  DEL CORSO

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Università Popolare San Francesco è un istituto di arte sacra con sede a Reggio Emilia che promuove il lifelong learning come obiettivo della propria mission. 

INFORMAZIONI

Corso di miniatura medievale
– all’Istituto dei Missionari Saveriani il 21 e 22 aprile 2018 a Parma
– al Monastero San Pietro dei Monaci Benedettini il 28 e 29 aprile 2018 a Modena – Università Popolare San Francesco
 
Corso di miniatura medievale: “Tra Celti e Longobardi – La miniatura insulare”
Sabato 21 e domenica 22 aprile 2018, dalle 09:00 alle 18:00.
Missionari Saveriani, viale S. Martino 8, 43123 Parma 
Contributo: 190€
 
Corso di miniatura medievale: “Tra Celti e Longobardi – La miniatura insulare”
Sabato 28 e domenica 29 aprile 2018, dalle 09:00 alle 18:00.
Monastero San Pietro dei Monaci Benedettini, via San Pietro 1, 41121 Modena
Contributo: 190€
 
Ente promotore: Università Popolare San Francesco
Infoline: 3393674135
Web: www.upsf.it/ 

 

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MANOSCRITTI / La British Library e la BnF mettono online 100 codici miniati ante-1200

(immagini: copyright British Library)

LONDRA – I  primi 100 manoscritti del “Polonsky Foundation England and France Project” sono ora disponibili in formato digitale per la consultazione online.  Il progetto è portato avanti dalla British Library in collaborazione con la Bibliothèque nationale de France e ha lo scopo di rendere disponibili alla consultazione online oltre 800 manoscritti scritti e miniati tra l’anno 700 e l’anno 1200.

La lista completa dei manoscritti con relativi link è visibile sul Blog della British Library qui:  100 MSS Online. I codici comprendono testi di tipologie diverse: per saperne di più si può leggere l’articolo pubblicato (in inglese) sul Blog  qui o ascoltare l’intervista (in francese) a Matthieu Bonicel, responsabile del progetto alla BnF. Tra i manoscritti più interessanti sono annoverati senz’altro i Vangeli di Préaux, databili agli inizi del XII secolo e provenienti dalla Normandia, illustrati con splendide miniature degli Evangelisti.

GALLERY (immagini: copyright British Library). 

Altre info qui.

Via Minima Medievalia.

MOSTRE / A Piacenza esposti gli antichi documenti notarili originali dell’Archivio di Stato

PIACENZA –  [Fonte: comunicato Archivio di Stato di Piacenza] Quella del notaio è l’attività che ha permesso di conservare una larga messe di documenti medioevali, privati e pubblici. Tra formule e disposizioni contrattuali, segni e disegni possono dar conto dell’immaginario dell’uomo medioevale e ci riportano alla dimensione privata del professionista. A questo tema è dedicata la mostra “In signo notarii”  a cura di Anna Riva con contributi di Ezio Barbieri, Marta L. Mangini, Federica Gennari e Filippo Catanese, aperta presso l’Archivio di Stato di Piacenza fino al 24 febbraio 2017.

La mostra completa il convegno che si è tenuto lo scorso settembre e che ha visto le relazioni di Ezio Barbieri (Università degli Studi di Pavia), Documento vero / documento falso: documento credibile; Marta L. Mangini (Università degli Studi di Milano), Coperte fa rima con scoperte. Primi sondaggi sui reimpieghi di protocolli notarili tra Bobbio e Piacenza (secolo XIII); Federica Gennari (Centro Italo-Tedesco di Piacenza), L’immaginario dell’uomo medioevale. I disegni dei notai piacentini; Filippo Catanese (archivista), Dall’imbreviatura all’instrumentum: il caso di Michele e Gabriele Mussi (1307-1350); Anna Riva (Archivio di Stato Piacenza), Troppo bello per essere vero: falsi e falsari nell’Archivio di Stato di Piacenza. Gli Atti del convegno saranno pubblicati  in un numero monografico del 2017 del Bollettino Storico Piacentino.

L’idea della mostra è nata dal progetto della Chartae Vulgares Antiquiores per il quale hanno lavorato due borsisti (lo stesso Filippo e Paola Agostinelli) presso l’Archivio di Stato di Piacenza, coordinati dal prof. Nello Bertoletti dell’Università di Trento.

Questo progetto prevede di censire ed editare le prime attestazioni in volgare, è un progetto MIUR denominato PRIN (Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) delle Università di Trento, Venezia e Perugia che si muove dapprima su documenti dell’area veneta e marchigiana e si allarga ad altre zone. Da questa ricerca e da altri studi condotti in precedenza è nata l’idea di questa giornata e, soprattutto, di questa mostra che vuole rendere visibile anche ad un pubblico di non specialisti la prima parte del fondo Notarile (secc. XIII-XIV) in alcuni suoi caratteri “estrinseci” non legati, appunto, al contenuto patrimoniale e giuridico ma iconografici e materiali, legati al mondo dei “segni”.

La mostra nelle sue piccole sezioni tratta dei signa tabellionis, dei termini professionali, di legature e coperte, della traditio notarile , dei falsi e delle falsificazioni, infine dell’immaginario dell’homo medievalis.

Dal sito dell’Archivio di Stato è possibile scaricare in formato PDF (7239 Kb)  i 14 pannelli della mostra che accompagnano l’esposizione dei documenti originali.


Archivio di Stato di Piacenza
Palazzo Farnese, Piazza Cittadella 29
Orari: lun./mart./ven. h. 9-13,30; mer./gio. h. 9-17 –
Visite guidate gratuite dietro prenotazione a scolaresche di ogni ordine e grado e a gruppi.

INCONTRI / MEDIOEVALIA: “Medioevo” e “Medioevi” in Guarneriana

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SAN DANIELE DEL FRIULI (UD) – Sabato 22 ottobre con inizio alle h. 18 presso la Civica Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli (UD) si terrà la giornata di studi MEDIOEVALIA: “Medioevo” e “Medioevi” in Guarneriana. La giornata, che si tiene nel mese delle celebrazioni in occasione del 550° anniversario della fondazione della Biblioteca, si aprirà con un incontro con il dott. Andreas M.Steiner, Direttore della rivista Medioevo,  che presenterà il numero di ottobre 2016 del mensile che contiene lo speciale sul manoscritto Fontaniniano 200, il cosiddetto “Dante Guarneriano”. Seguirà un convegno sul tema “LE EDIZIONI FACSIMILARI: un’opera tra storia e memoria”. Interverranno la dott.ssa  Elena Percivaldi, storica e saggista, parlando de”L’Editto di Rotari e Paolo Diacono storico dei Longobardi. La conoscenza storica che precede le edizioni facsimilari”; poi  l’editore Enrico Chigioni presenterà  “Le edizioni dell’Historia Langobardorum e delle Leges Langobardorum” in corso di pubblicazione per  CAPSA Ars Scriptoria. Lo scrigno del Tempo, I Longobardi; infine  l’editore  Roberto Vattori illustrerà  “L’edizione del ms. 200 “Dante Guarneriano”” da lui pubblicata. Introduce il conservatore della Biblioteca Guarneriana, dott. Angelo Floramo. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Per informazioni: www.guarneriana.it, info@guarneriana.it


GALLERY DEL PROGETTO EDITORIALE  CAPSA ARS SCRIPTORIA

FB Capsa Ars Scriptoria – Lo Scrigno del Tempo, i Longobardi

EVENTI / Guarneriana, compie 550 anni una delle biblioteche più antiche d’Italia

SAN DANIELE DEL FRIULI (UD) – Il 10 ottobre 1466, morendo, l’umanista Guarnerio d’Artegna lasciava alla Città di San Daniele del Friuli l’intera sua collezione di manoscritti, con l’impegno per la comunità di renderli disponibili per lo studio di chiunque lo desiderasse: nasceva così la Guarneriana, una delle più antiche biblioteche pubbliche d’Italia. Sabato 15 ottobre la Biblioteca festeggia il 550mo anniversario della fondazione con un grande evento in cui si ricorderà il grande erudito Guarnerio e si presenterà il progetto di digitalizzazione di alcuni dei codici più preziosi della Guarneriana, finalmente consultabili online. La Sala consiliare ospiterà invece le grafiche ideate dal Collettivo di illustratori friulani Spicelapis, ispirate alla inarrivabile bellezza dei codici custoditi dalla Biblioteca, il più celebre dei quali è sicuramente il cosiddetto “Dante Guarneriano”, una delle copie più antiche al mondo dell’Inferno di Dante Alighieri, di recente pubblicata in edizione facsimile per i tipi di Roberto Vattori.

La manifestazione “Guarneriana550” parte alle 18.00 con i saluti delle autorità, che saranno portati dal Sindaco, dal Vicesindaco e Assessore alla Cultura di San Daniele, e dall’Assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti.  Angelo Floramo racconterà, con la sua appassionante capacità narrativa, la figura di Guarnerio e i 550 anni della nostra biblioteca. La direttrice Elisa Nervi, con i referenti del Servizio Beni Culturali della Regione Paola Mansi e Dino Barattin, e con l’aiuto tecnico del responsabile della CG Soluzioni Informatiche, presenteranno il progetto e la realizzazione della TECA DIGITALE della Guarneriana, che raccoglie la digitalizzazione di alcuni dei codici più preziosi della Guarneriana e consentirà di sfogliarli integralmente online. Chiude la giornata la presentazione del ‘concept’ del nuovo logo che è stato pensato per la Guarneriana di oggi, con l’aiuto di Ilaria Comello che ne è stata l’ideatrice e con le parole della direttrice Elisa Nervi e di Angelo Floramo. Al termine, brindisi sotto la Loggia.

Informazioni: Biblioteca Guarneriana

Milano, all’Archivio di Stato in mostra i diplomi di Ottone III

#MOSTRE #DOCUMENTI #MEDIOEVO #Milano, all’Archivio di Stato in mostra i diplomi di Ottone III @archiviodistatodimilano

MILANO – (via Archivio di Stato di MilanoContinua il ciclo “Il documento del mese” in corso presso l’Archivio di Stato di Milano (via Senato, 10). Per il mese di luglio sarà esposto il Diploma dell’imperatore Ottone III datato 998 aprile 22, Roma: un importante documento con cui il sovrano restituisce e conferma al monastero di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia la terra, precedentemente sottrattagli, detta “dei vassalli”.

998 aprile 22, Roma. Archivio di Stato di Milano, Museo Diplomatico, cart. 10 - Pergamena mm 570 x 475. part

Il documento resterà esposto fino al 12 agosto nell’ambito di una piccola mostra intitolata “Tre diplomi imperiali di Ottone III: la forma del documento imperiale agli albori dell’anno Mille” a cura di Alessandro Manduzio: i tre diplomi imperiali esposti sono conservati nel fondo Museo diplomatico, cart. 10. Oltre al diploma già citato, sono in mostra due  Diplomi di mundiburdio (alta protezione o tutela): il primo,  datato 998 gennaio 5, Pavia, con frammento di sigillo impresso in cui  l’Imperatore pone sotto la sua tutela il Monastero di Sant’Ambrogio di Milano, confermando il possesso di alcuni beni (benchè frammentario, il sigillo cereo impresso lascia intravedere l’immagine del’Imperatore in trono); il secondo è datato 1001 novembre 20, Ravenna (sigillo pendente mancante), dove  l’Imperatore pone sotto la sua protezione Bernardo, diacono della Pieve di Voghera di san Lorenzo e suo fratello Pietro detto Amizone, in modo che siano muniti della difesa imperiale, comandando che nessun duca, marchese, arcivescovo, vescovo etc. osi gravarli o spogliarli dei loro beni mobili e immobili, castelli, ville, selve, prati, luoghi di pesca, acque condotte e non condotte e corsi d’acqua, mulini, pascoli, servi, ancelle, con tutte le loro pertinenze.

Scheda del documento  del mese.

Tutti i documenti del mese.

Fonte: Archivio di Stato di Milano.

Pubblicato in digitale il “De re diplomatica” del Mabillon

TORINO – (via Bibliostoria) Dall’Archivio di Stato di Torino, segnaliamo la versione digitale dell’opera De re diplomatica di Jean Mabillon.

Pubblicato nel 1681 (prima edizione, con un Supplemento nel 1704) il De re Diplomatica – opera in sei volumi del monaco benedettino della congregazione di San Mauro Jean Mabillon (1632-1707) – è ritenuto il testo fondante della paleografia e della diplomatica o, perlomeno, il testo in cui venne definito e sistematizzato l’assetto metodologico di tale disciplina.

In biblioteca sono presenti il vol. VI (edizione 1681 e 1709) e i supplementi in versione cartacea, con collocazione:
10L. E.P.PAL. 0021
10L. E.P.PAL. 0021 A
10L. E.P.F.RIZZI. A.0029

Sorgente: De re diplomatica – Bibliostoria

Bibliostoria

Ritratto di Jean Mabillon Ritratto di Jean Mabillon

Dall’Archivio di Stato di Torino, segnaliamo la versione digitale dell’opera De re diplomatica di Jean Mabillon.

Pubblicato nel 1681 (prima edizione, con un Supplemento nel 1704) il De re Diplomatica – opera in sei volumi del monaco benedettino della congregazione di San Mauro Jean Mabillon (1632-1707) – è ritenuto il testo fondante della paleografia e della diplomatica o, perlomeno, il testo in cui venne definito e sistematizzato l’assetto metodologico di tale disciplina.

In biblioteca sono presenti il vol. VI (edizione 1681 e 1709) e i supplementi in versione cartacea, con collocazione:
10L. E.P.PAL. 0021
10L. E.P.PAL. 0021 A

10L. E.P.F.RIZZI. A.0029

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Il Codex Purpureus di Rossano torna a casa dopo il restauro

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ROSSANO CALABRO (CS) – Il Codex Purpureus Rossanensis, il libro illustrato probabilmente più antico della Storia, torna a casa, a Rossano Calabro (Cs), interamente restaurato. La presentazione dello straordinario manoscritto avverrà il primo luglio prossimo alle ore  12 presso la sede della Diocesi di Rossano-Cariati, in via del Duomo a Rossano, dove alla presenza di Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Rossano-Cariati, si terrà anche l’anteprima  dell’esposizione nel nuovo Museo  dedicato al preziosissimo codice.

Forse il più antico libro illustrato della storia, dall’ottobre 2015 riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, il Codex Purpureus Rossanensis racconta con immagini ricche di particolari Gesù tra i mercanti del Tempio, la solitudine di Giuda il traditore e il senso di morte e l’incontro fra Marco evangelista e Sofia.  Tre anni di indagini e di analisi nei laboratori romani dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario ne hanno confermato il valore incommensurabile e l’origine orientale nel VI secolo.  Per accogliere l’importante manoscritto è stata preparata una teca climatizzata che ne consentirà una monitoraggio continuo.

1e

 

Il manoscritto, vergato in carattere maiuscolo onciale greco su due colonne  e conservato nel Museo Diocesano e del Codex di Rossano Calabro, contiene un evangeliario con testi di Matteo e Marco. Deve l’aggettivo “Purpureus” al fatto che le sue pagine sono rossastre (in latino purpureus) e contiene una serie di miniature che ne fanno uno dei più antichi manoscritti miniati del Nuovo Testamento conservatisi. Fu ritrovato nel 1879 all’interno della sacrestia della Cattedrale di Maria Santissima Achiropita di Rossano da Adolf von Harnack e pubblicato subito dopo da Oscar von Gebhardt. Composto di 188 fogli di pergamena (31×26 cm) contenenti il Vangelo secondo Matteo e il Vangelo secondo Marco (quest’ultimo con la lacuna 16,14-20), oltre ad una lettera di Eusebio di Cesarea a Carpiano sulla concordanza dei vangeli. In origine conteneva tutti e quattro i vangeli canonici, come si evince dalla prima miniatura che contiene i simboli dei quattro evangelisti e soprattutto dalla presenza delle concordanze eusebiane, e pertanto doveva contare circa 400 fogli. Il volume è impreziosito da 14 miniature, accompagnate in calce di cartigli descrittivi, che illustrano i momenti più significativi della vita e della predicazione di Gesù, di cui alcune costituiscono tra le prime e più preziose rappresentazioni della figura di Pilato, raffigurato come un giudice canuto, assiso sulla sella curulis nell’atto prima di ricevere il Cristo e poi di pronunciare la sentenza della condanna a morte al notarius.

GALLERY

 

 

Lucca, digitalizzati i codici della fondo Lucchesini

LUCCA – La collezione della Biblioteca Statale di Lucca, 22 preziosi codici appartenenti al fondo Lucchesini,  è ora on line. Il catalogo di questi Tesori è stato realizzato da Internet culturale, portale curato e diretto dall’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane che consente l’accesso al patrimonio delle stesse biblioteche.

La maggior parte dei codici che fanno parte della Collezione lucchese proviene dal fondo Lucchesini, divenuto di proprietà dell’Istituto dal 1833 con l’acquisto dagli eredi di Giacomo e Cesare Lucchesini. Tra i più antichi vi è il codice contenente i  “Sermones de festivitatibus Domini cum omeliis” (ms. 1389, secc. IX-XII) con le omelie di molti padri della Chiesa tra cui Agostino.  Il codice presenta diverse bellissime miniature, così come l’Evangeliarium (ms. 1379) prodotto in uno scriptorium ottoniano tra i secoli X ed XI e le Homiliae in Ezechielem (ms. 1383), che presenta una scrittura molto curata e illustrazioni che alludono  figure immaginare tipiche del Medioevo.

Da segnalare anche il codice ms. 1386, Líber psalmorum cum commentario, che sia per la scrittura che per la decorazione attesta una produzione inglese d’inizio Duecento. Diversi sono, invece, i capolettera del codice ms. 1405, Rhetorica ad Herennium, sia del tipo istoriato che abitato. Gli altri codici presenti, tutti corredati da una sintetica scheda descrittiva d’aiuto alla ricerca ed alla consultazione, trattano prevalentemente argomenti a carattere filosofico e teologico. Le numerose note di possesso consentono, infine, di individuare le precedenti provenienze.

Via Internet Culturale.