MOSTRE / All’Archeologico “Milano sepolta. Dieci anni di archeologia urbana”

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MILANO – Inaugura il primo marzo alle ore 17.30 al Civico Museo Archeologico di Milano la mostra fotografica “Milano sepolta. Dieci anni di archeologia urbana a Milano”. L’esposizione illustra gli eccezionali tesori nascosti nel sottosuolo milanese, e il duro lavoro necessario a riportarli luce, tutelarli e valorizzarli. Attraverso una selezione di immagini raccolte durante gli scavi archeologici condotti nel decennio 2005-2015, la mostra si propone di rievocare la memoria di questa realtà, parte integrante dell’anima della città, prima che venga definitivamente perduta.

“Le trasformazioni della città contemporanea – spiegano gli organizzatori – sono un’importante occasione per far riemergere tratti della Milano antica altrimenti impercettibili, sepolti sotto metri di stratigrafia e di vita urbana. In una città in perenne proiezione verso il futuro, queste tracce finiscono spesso per scomparire, sopraffatte dai ritmi della città moderna, nascoste dietro i muri dei palazzi e dei cantieri”.

L’esposizione, promossa dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Milano e dal Civico Museo Archeologico di Milano, intende proporre al pubblico il patrimonio archeologico che caratterizza Milano da una nuova prospettiva. Fotografie di Andrea Baudini, Valeriano Borroni, Fabrizio Manfredini, Pietro Mecozzi e Manio Pessina. Progettazione e coordinamento: Ilaria Frontori. Per informazioniwww.museoarcheologicomilano.it

 

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EVENTI / Presentato il Festival del Medioevo di Gubbio, tema guida la Città [VIDEO]

MILANO – Sarà tutta dedicata alla Città, nelle sue molteplici declinazioni e contraddizioni, la III ^ Edizione del Festival del Medioevo di Gubbio (Pg), che si terrà nella cittadina umbra dal 27 settembre al 1 ottobre 2017.

Le linee guida e il programma di quello che ormai è, indubbiamente, l’evento di riferimento per tutti gli appassionati dell’Età di Mezzo sono state presentate oggi in occasione di un’affollata conferenza stampa che si è tenuta a Milano, nella splendida sede dell’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele II. Alla presentazione sono intervenuti Filippo Mario Stirati (sindaco di Gubbio),  Pierfrancesco Maran (assessore all’Urbanistica del Comune di Milano), Federico Fioravanti (ideatore del Festival del Medioevo), Maurizio Calì (dell’Associazione Culturale Italia Medievale) e Filippo Giovannelli (presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica). Al termine,  la suggestiva esibizione degli Sbandieratori di Gubbio.

La scelta di Milano come sede per presentare l’evento è stata motivata dal fatto che i dati hanno rilevato come quest’anno l’Umbria sia stata la meta più gettonata, a livello italiano,  dai  visitatori provenienti dalla Lombardia.  Milano inoltre sarà anche al centro di alcuni degli incontri principali della manifestazione. A inaugurare il Festival sarà lo storico Alberto Grohmann.

TEMA CONDUTTORE, LA CITTA’ – Il tema conduttore di questa III^ edizione sarà dunque la città  intesa come centro sociale ed economico, con  le sue piazze, i mercati, le banche e gli ospedali, che ne hanno espresso la vitalità per secoli, ma anche  come centro del potere e  luogo di incontro e scambio di popoli e culture.  Rivivrà dunque a Gubbio il grande  e vivace mosaico delle città medievali tra cultura, filosofia e architettura, moda e urbanistica, fantascienza e religione.  E riecheggeranno le storie, i racconti e i segreti delle grandi capitali come Costantinopoli, Venezia, Genova, Parigi, Firenze, Napoli, Palermo, Il Cairo, così come le suggestioni che hanno giocato un ruolo di primo piano nell’opera di artisti, scrittori, poeti, cineasti, da Tolkien a Calvino a George Lucas.

In questo video, che abbiamo ripreso durante la conferenza stampa, l’ideatore del Festival, Federico Fioravanti, illustra nei dettagli le caratteristiche dell’evento.

 

Questo, invece, l’intervento di Maurizio Calì, presidente dell’Associazione Culturale Italia Medievale che sin dall’inizio collabora fattivamente al successo dell’evento.

Il programma è fittissimo e prevede, oltre ai consueti incontri e conferenze, anche mostre, mercati, rievocazioni e spettacoli che coinvolgeranno un centinaio di storici, saggisti, scrittori e giornalisti impegnati nella sfida della divulgazione.

Anteprime – Tra i molti appuntamenti, da segnalare due anteprime (mercoledì 27 settembre): la presentazione con lo storico Alessandro Barbero di “Medioevo da non credere”, il nuovo programma della stagione televisiva di Rai Storia e la proclamazione ufficiale dei finalisti del Premio Italia Medievale, il riconoscimento che l’Associazione Italia Medievale assegna ogni anno a personalità, istituzioni e privati che si sono particolarmente distinti nella promozione e valorizzazione del patrimonio medievale italiano.

Molti gli eventi collaterali. A partire dalla prima Fiera del Libro Medievale che coinvolge le grandi case editrici e i piccoli editori specializzati: saggi, romanzi, biografie, approfondimenti tematici e i grandi classici. Tutto quello che c’è da leggere e sapere per conoscere meglio l’Età di Mezzo.

Approfondimenti tematici – Molti i focus e gli approfondimenti tematici: sul riuso urbano dei centri storici (Leopoldo Freyrie e Sergio Rizzo, giovedì 28) , le architetture medievali, il rapporto tra la storia, l’editoria e il giornalismo (tavola rotonda con Ugo Berti, Francesco d’Ayala e Amedeo Feniello), Tolkien, la cucina medievale (Massimo Montanari, venerdì 29 e sabato 30), le scuole e i maestri ( Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, venerdì 29). Con una attenzione particolare (domenica 1 ottobre) intorno al tema dell’uso postmedievale del Medioevo attraverso le mode, il costume, il cinema, l’arte, la politica, la comunicazione e la musica pop.

 

Dante Alighieri – Enrico Malato terrà una lezione sul grande poeta mercoledì 27 settembre, giorno di inaugurazione del Festival. E a Gubbio si incontreranno per la prima volta (venerdì 29 settembre) i discendenti diretti di Dante Alighieri e di Cante Gabrielli, il podestà eugubino che condannò il “ghibellin fuggiasco” all’esilio perpetuo da Firenze.

Focus su Milano – “Start up medievali: Milano e la nascita del made in italy” è l’appuntamento curato dalla storica Maria Paola Zanoboni (domenica 1 ottobre) dedicato alle scoperte e le innovazioni che dobbiamo all’età medievale. Un excursus sulle fucine, le sartorie, le fabbriche del vetro, le botteghe d’arte e la continua sperimentazione di nuove tecniche di produzione nella Milano del Quattrocento.

Stati Generali della Rievocazione Storica – Ci sarà anche spazio per il dibattito sulla Rievocazione storica, una disciplina che ormai da qualche anno a questa parte, per numero di partecipanti e qualità degli eventi proposti, si sta rivelando un settore particolarmente vivace e importante sia sul piano culturale che su quello della divulgazione, come dimostra anche l’iter legislativo in corso per disciplinare la materia.  Il Forum, organizzato  sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre     dal Comitato per gli Stati Generali della Rievocazione Storica presieduto da Filippo Giovannelli e dal Comitato Storico della Regione Toscana delle associazioni dei rievocatori guidato da Roberta Benini, si terrà nel refettorio del Convento di San Francesco, in piazza Quaranta Martiri. L’evento gode del patrocinio della Commissione nazionale italiana dell’Unesco, del Ministero dei beni e delle attività culturali, del Comune di Firenze e di dieci regioni italiane: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto e Umbria. E sarà  l’occasione per addetti ai lavori, politici e rievocatori per confrontarsi anche su questi temi, come spiega in questo intervento proprio  Filippo Giovannelli.

 

Il mercato medievale – Nel piazzale antistante il Centro Santo Spirito, sede degli incontri con gli autori, rivivranno anche le botteghe e i mestieri medievali, tra sapienza artigiana e innovazione (tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.00). Ospite d’onore del percorso espositivo sarà il Mercato delle Gaite di Bevagna. Uno spazio speciale sarà riservato agli stand del Cians, il Comitato Italiano Associazioni Nazionali Storiche.

Medioevo e futuro si incontrano al Festival del Medioevo in un evento dedicato alla moderna arte amanuense: Miniatori e calligrafi dal mondo. L’appuntamento costruito in collaborazione con la casa editrice “Arte Libro unaluna”, è un omaggio indiretto a Steve Jobs, l’inventore di Apple, che nella scuola del calligrafo Palladino apprese i segreti dei caratteri, l’eleganza dei segni e i messaggi subliminali del design, che poi trasferì ai “font” del Mac.

Le mostre – Il Festival propone ai visitatori tre piccole mostre. “Cacciatori con le aquile” è il racconto fotografico di un viaggio in Mongolia, tra i Kazaki dei Monti Altai per riscoprire una tradizione popolare che risale al 900 d.C. Uno spettacolo simile a quello descritto da Marco Polo alla corte di Kublai Khan (Sala degli Stemmi – Piazza Grande).

In MedievAli, l’artista eugubina Maria Cristina Vinciarelli espone le sue creazioni: ali della fantasia, parti eteree degli angeli, misteriose figure a metà tra l’umano e il divino (Chiesa di San Giuseppe – Università dei Falegnami, Via Savelli della Porta). Il salone d’onore del palazzo Ducale di Gubbio ospiterà Medioevo fantastico. I costumi di Danilo Donati e Gianna Gissi per il cinema. Sono gli abiti utilizzati nei film La cintura di castità (1967) di Pasquale Festa Campanile e Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno (1984) di Mario Monicelli.

Gli spettacoli – Tre gli appuntamenti serali, gli unici a pagamento (ore 21.15), seppure al prezzo ridotto di 10 euro. Tutti nella chiesa sconsacrata di Santa Maria Nuova, dove è possibile visitare anche la Madonna del Belvedere, capolavoro quattrocentesco di Ottaviano Nelli.
Giovedì 28 settembre, “Le storie del Mediterraneo”, una lezione-spettacolo degli storici Amedeo Feniello e Alessandro Vanoli accompagnati dall’Ensemble Musicanti Potestatis: un viaggio sentimentale, di porto in porto, da Costantinopoli all’Andalusia, alla ricerca di racconti dimenticati.
Il giorno dopo (venerdì 29 settembre) l’atteso concerto dei Micrologus: “De’ poni amor a me”. Ballate d’amore e danze nella Firenze del Trecento.
E sabato 30 settembre, il concerto per arpa celtica e canto “Il bardo dentro le mura”, del poeta, musicista e filologo Francesco Benozzo.

Torneo di scherma medievale  – Teatro della sfida tra 12 squadre provenienti da varie regioni d’Italia è il cortile del Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro. La competizione esclusiva di HEMA (Historical European Marzial Arts) è organizzata dalla storica “Sala d’Arme Achille Marozzo”, una associazione che dal 1997 si dedica alla ricerca e allo studio delle arti marziali in età medievale e rinascimentale.
Nella living history Templari, oltre la leggenda, i rievocatori della Mansio Templi Parmensis propongono una fedele ricostruzione di una mansio dei monaci guerrieri.

Itinerari eugubini  –  Le strade e le piazze di Gubbio faranno da sfondo anche a decine di altri eventi collaterali tra le quali spiccano le attività della Società dei Balestrieri, le esibizioni degli Sbandieratori e i cortei in costume dei quattro Quartieri storici di Gubbio.

Antichi strumenti di tortura e pena di morte è il titolo di una mostra allestita nella sala dell’arengo del Palazzo dei Consoli: propone un viaggio tra gli strumenti di esecuzione capitale e tortura con pezzi risalenti al XVI, XVII e XVIII secolo e ricostruzioni filologiche dell’Ottocento e Novecento.

Previsti anche percorsi di trekking medievali e visite guidate nei luoghi più affascinanti della “Città di pietra”. E una originale proposta del Cinema Astra con due omaggi ai grandi registi Rossellini e Visconti.

Un apposito spazio nella Biblioteca Sperelliana sarà riservato invece al Medioevo dei bambini con letture, laboratori d’arte e corsi di disegno.

Per la sola giornata di domenica 1 ottobre, il Festival propone negli spazi del Palazzo Ducale anche un Laboratorio di Danza, curato da Enrica Sabatini: “Fuori e dentro le città. Danze colte e popolari tra Medioevo e Rinascimento”.

Spazio anche alla satira con uno spazio speciale riservato alle notizie del Tg Feudale del blog satirico Feudalesimo e Libertà.

 

Il Festival del Medioevo, organizzato dall’Associazione culturale Festival del Medioevo in stretta collaborazione con il Comune di Gubbio, gode del patrocinio scientifico dell’Isime, l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo e della Sami (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) e dei patrocini istituzionali della Presidenza della Repubblica, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Umbria.
L’evento è sostenuto dal Comune di Gubbio, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, dal Gruppo Azione Locale Alta Umbria (GAL Alta Umbria) dalla Camera di Commercio di Perugia, dalla Fondazione Giuseppe Mazzatinti, da Tecla, azienda di costruzioni in legno e da altri sponsor privati.

La RAI, Radio Televisione Italiana, è il media partner ufficiale con i canali tematici di Rai Storia e RAI Radio3.
Collaborano con la manifestazione anche il mensile Medioevo e tre siti web: Italia Medievale, impegnata nella promozione del patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano, Feudalesimo e Libertà, fenomeno social di goliardia e satira politica e MediaEvi, pagina Facebook specializzata nell’analisi dei medievalismi.

Il programma completo dell’evento è disponibile sul sito ufficiale del Festival: www.festivaldelmedioevo.it
Sul sito anche tutti i dettagli e le convenzioni per l’alloggio.

© VIDEO: PERCEVAL ARCHEOSTORIA – RIPRODUZIONE RISERVATA

GRANDI MOSTRE / A Milano la straordinaria scoperta del Faraone Amenofi II [FOTO]

1MILANO –  L’Antico Egitto, la sua millenaria e affascinante cultura e una grande scoperta archeologica sono i protagonisti indiscussi della stagione espositiva del MUDEC  di Milano per l’autunno 2017.  Egitto. La straordinaria scoperta del Faraone Amenofi II”, in programmazione dal 13 settembre 2017 al 7 gennaio 2018, narra al visitatore il racconto della vita e della figura del faraone Amenofi II, vissuto tra il 1427 e il 1401 a.C. durante la XVIII dinastia (1550 – 1295 a.C.), figlio del grande Thutmosi III e sovrano di una corte sfarzosa, eroico protagonista di un’epoca storica straordinariamente ricca.

La mostra esporrà reperti provenienti dalle più importanti collezioni egizie mondiali: dal Museo Egizio del Cairo al Rijksmuseum van Oudheden di Leida, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Da queste realtà museali e da collezioni private provengono statue, stele, armi, oggetti della vita quotidianacorredi funerari mummie.

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Fondamentale la collaborazione con l’Università Statale di Milano, che presterà i documenti originali di scavo della tomba del faraone custoditi nei suoi preziosi Archivi di Egittologia, e la collaborazione con la rete dei musei civici milanesi, sempre molto attiva; in particolare il Museo del Castello Sforzesco nel periodo autunno-inverno 2017 presterà a questa mostra alcuni reperti della collezione egizia, in occasione della chiusura temporanea delle proprie sale per ristrutturazione.

Avrà inoltre importanza fondamentale l’apparato multimediale e scenografico presente nelle sale della mostra, con vere e proprie esperienze immersive che evocheranno le calde e antiche atmosfere nilotiche dei paesaggi egiziani del II millennio a.C., dando all’esposizione un taglio unico, nel segno distintivo delle mostre MUDEC.

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La mostra è promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano. Sono entrambi egittologi della Statale infatti i due curatori, Patrizia Piacentini, titolare della cattedra di Egittologia, e Christian Orsenigo, che con il coordinamento dell’egittologa Massimiliana Pozzi Battaglia (SCA-Società Cooperativa Archeologica) hanno ideato un percorso che coniuga approfondimento scientifico ed emozione. Sia la tematica che i reperti esposti, infatti, permetteranno un approccio che predilige l’attrattiva sul grande pubblico e offriranno contemporaneamente spunti di ricerca e possibilità di approfondimento agli studiosi così come ai molti appassionati della materia.

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La mostra si propone l’intento di raccontare al pubblico una doppia ‘riscoperta’quella della figura storica del faraone Amenofi II, spesso ingiustamente oscurata dalla fama del padre Thutmosi III; e la ‘riscoperta’ archeologica del grande ritrovamento nella Valle dei Re della tomba di Amenofi II.

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IL PERCORSO ESPOSITIVO – Il cuore della mostra sarà la figura del faraone Amenofi II.  Sebbene sia stato un sovrano importante, Amenofi II non è mai stato oggetto di una mostra monografica ed è poco noto al grande pubblico, forse perché messo in ombra dal celebre padre Thutmosi III ma, anche perché i documenti relativi alla scoperta della sua tomba nella Valle dei Re da parte dell’archeologo Victor Loret nel 1898 erano sconosciuti fino a una quindicina di anni fa.

Oggi questi documenti originali sono di proprietà dell’Università degli Studi di Milano, che li conserva negli Archivi di Egittologia – tra i più ricchi al mondo – e per la prima volta verranno esposti al pubblico in un contesto assolutamente “teatrale”. I preziosi materiali d’archivio saranno presentati facendo letteralmente vivere l’emozione della scoperta al visitatore attraverso una ricostruzione in scala 1:1 della sala a pilastri della tomba di Amenofi II. Un’esperienza immersiva che accompagnerà il pubblico invitandolo ad entrare, attraverso un focus sulle credenze funerarie e la mummificazione, nella camera funeraria per ammirare i tesori che accompagnavano il faraone nel suo viaggio verso l’Aldilà. L’archeologo Loret portò alla luce non solo la mummia del faraone, ma anche quelle di alcuni celebri sovrani del Nuovo Regno, che erano state nascoste all’interno di una delle quattro stanze annesse alla camera  funeraria, con lo scopo di sottrarle alle offese dei profanatori di tombe. Tra gli altri corpi ritrovati da Loret nella tomba, anche quelli della madre e della nonna di Tutankhamon.

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L’antica civiltà del Nilo all’epoca del II millennio a.C. verrà presa in esame nelle altre sezioni della mostra. La vita quotidiana, con gli usi e i costumi delle classi sociali più vicine alla corte di Amenofi II, sarà illustrata attraverso gioielli e armi, oggetti legati alla moda e alla cura del corpo, che mostreranno il livello tecnologico e sociale raggiunto in questo periodo della storia egizia. Il tema delle credenze funerarie fornirà spunti di riflessione in merito alla lunga e complessa durata di questa straordinaria civiltà antica.

Con il mondo del faraone Amenofi II e l’Età dell’Oro dell’Antico Egitto il MUDEC torna a raccontare la Storia e le sue trasformazioni, le culture antiche e le civiltà native, le migrazioni dei popoli e gli scambi culturali, i viaggi di celebri esploratori e le grandi scoperte archeologiche.

Fonte: comunicato ufficiale


INFORMAZIONI

MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)
Dal 13 settembre 2017 al 7 gennaio 2018.
ORARI Lun 14.30 ‐19.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 ‐ 19.30 | Gio, Sab 9.30‐22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
BIGLIETTI Intero € 12,00 | Ridotto € 10,00
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917

MOSTRE / I Templari a Milano [Gallery]

MILANO –  E’ curata dal  prof. Cosimo Damiano Fonseca, quindi in teoria le premesse per una mostra di livello scientifico ci sarebbero tutte. Perché l’argomento, si sa, è dei più scivolosi e facilmente inclini alle speculazioni pseudo e fantastoriche che invece piacciono tanto agli appassionati di esoterismo.  “Templari: storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio”, ideata e progettata dalla Fondazione DNArt e curata da Fonseca con la collaborazione della dott.ssa Elena Fontanella, è stata inaugurata giovedì 13 aprile alle ore 18.30 e resterà aperta al pubblico dal 14 aprile e fino al 7 gennaio 2018 nel nuovo Spazio Cobianchi Duomo, di proprietà Comune di Milano.

Attraverso una serie di reperti storico-artistici l’esposizione si prefigge di illustrare il problema templare innanzitutto nelle sue evidenze storiche. Tra le testimonianze presenti di particolare rilievo sono: il Codice pergamenaceo La Regola dei Cavalieri del Tempio dalla Biblioteca Nazionale Lincei di Roma; i Documenti del processo ai Templari dell’Archivio Segreto Vaticano. Vi sono anche opere di prestigio come: La Grande Tavola a foglia oro di San Nicola pellegrino della Cattedrale di Trani, la Croce stradale del cammino verso la Terra Santa del XII° sec. del Museo Medievale di Arezzo e la Corona di Ruggero II del Museo Nicola Iano di Bari.

TemplariMantova_Corona

Attraverso documenti, quadri, sculture ed oggetti la mostra vorrebbe illustrare la nascita, lo sviluppo, la fine e l’eredità dell’Ordine, lungo il percorso storico di diverse tappe e la narrazione delle gesta dei personaggi che ne hanno fatto la storia.  In realtà, però, la visita si è dimostrata alquanto deludente. Scolastiche le didascalie, approssimative e sopra le righe le ricostruzioni, la gran parte degli oggetti esposti pur essendo magnifici avevano poco o nulla a che fare con i Templari, per non dire della presenza di un improbabile manichino munito di cappa nera e cappuccio  che sembrava la controfigura medievaleggiante   del Lord Sidious  di Guerre Stellari… Insomma, visto che l’ingresso costa la bellezza di 18 euro (!!!), si poteva decisamente fare meglio.

GALLERY

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Informazioni

Spazio Cobianchi Duomo
Milano, entrata dalla Galleria Vittorio Emanuele II lato Via Tommaso Grossi.
Dal 13 aprile 2017 al 7 gennaio 2018
Orari: martedì-domenica 9:30-20:00
Lunedi 15:00-20:00
Tel. 02.89095044
www.circolocobianchiduomo.it
info@circolocobianchiduomo.it

EVENTI / A Milano ciclo di conferenze sui mercanti, missionari e pellegrini tra Oriente e Occidente

MILANO – Dal 17 gennaio al marzo si terrà a Milano, nell’Aula Magna dell’Università Card. Colombo (piazza S. Marco 2), il ciclo di conferenze “Mercanti, missionari e pellegrini fra Oriente e Occidente nel Medioevo e nel Rinascimento”.  Il ciclo è organizzato dall’Istituto studi umanistici “F. Petrarca” in collaborazione con il Centro di cultura Italia-Asia. Ogni conferenza è a ingresso libero, i martedì con inizio alle ore 18.
Di seguito il programma degli interventi.
Per informazioni: tel. 02/67.09.044 – istpetrarca@iol.itinfo@italia-asia.it

petMERCANTI, MISSIONARI E PELLEGRINI FRA ORIENTE E OCCIDENTE NEL MEDIOEVO E NEL RINASCIMENTO
Ciclo di conferenze a ingresso libero organizzato dall’Istituto studi umanistici F. Petrarca, in collaborazione con il Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 17 GENNAIO 2017, ORE 18
“La simbolica delle direzioni dello spazio e la circumambulazione rituale di stupa e monti sacri nel buddhismo indo-tibetano”
Relatrice: Cristiana Tretti, Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 24 GENNAIO 2017, ORE 18
“La via delle Indie: viaggio tra fantasia e realtà”
Relatrice: Marilia Albanese, Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 31 GENNAIO 2017, ORE 18
“In viaggio verso il Daibutsu di Nara”
Relatori: Susanna Marino – Andrea Pancini, Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 7 FEBBRAIO 2017, ORE 18
“Al di là dell’inferno. L’esplorazione delle tenebre a Oriente e la scoperta della Cina”
Relatrice: Isabella Doniselli Eramo, ICOO (Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente)

* MARTEDÌ 14 FEBBRAIO 2017, ORE 18
“Nei paesi delle tenebre: l’estremo nord raccontato da mercanti, geografi e viaggiatori arabi”
Relatrice: Anna Maria Martelli, Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2017, ORE 18
“Le isole delle spezie: viaggiatori e mercanti alla ricerca di noce moscata e chiodi di garofano tra Medioevo e Rinascimento”
Relatore: Guido Corradi, Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 28 FEBBRAIO 2017, ORE 18
“Memoriale toscano: il viaggio in India e in Cina di Odorico da Pordenone (1318-1330)”
Relatrice: Luisa Secchi Tarugi, Istituto F. Petrarca

* MARTEDÌ 7 MARZO 2017, ORE 18
“Rabban Bar Sauma: un mongolo cristiano in missione diplomatica in Europa (1287-88)”
Relatrice: Valeria Piacentini, Università Cattolica di Milano

* MARTEDÌ 14 MARZO 2017, ORE 18
“Andare a Chidambaram: raggiungere il cuore”
Relatrice: Giulia R.M. Bellentani, Centro di cultura Italia-Asia


SEDE DEGLI INCONTRI: l’Aula Magna dell’Università del Card. Colombo

Piazza S. Marco 2 – Milano (MM2 Lanza – MM3 Montenapoleone). Ingresso libero

PER INFO: tel. 02/67.09.044 – istpetrarca@iol.itinfo@italia-asia.it

SITI WEB DI RIFERIMENTO

Istituto studi umanistici F. Petrarca: www.lrst.net

Centro di cultura Italia-Asia: www.italia-asia.it/mercanti- missionari-pellegrini

IL CICLO DI LEZIONI SI SVOLGE CON IL PATROCINIO del Centro di cultura Italia-Asia, del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo e di Città Metropolitana di Milano

MILANO / Inaugura il nuovo complesso Museale dei Chiostri di Sant’Eustorgio, ospite Dürer

MILANO – Il 22 novembre 2016 prenderà il via una serie di iniziative per festeggiare i primi 15 anni di attività del Museo, nato nel 2001 per volontà del cardinale Carlo Maria Martini. Per l’occasione, sarà inaugurato il nuovo complesso Museale dei Chiostri di Sant’Eustorgio che unisce, in una sola entità, il Museo Diocesano, il Museo di Sant’Eustorgio con la Cappella Portinari e la Basilica di Sant’Eustorgio.

Il fulcro delle celebrazioni sarà l’esposizione, in programma fino al 5 febbraio 2017, de L’Adorazione dei Magi, il capolavoro di Albrecht Dürer (Norimberga, 1471-1528), straordinario protagonista del Rinascimento tedesco ed europeo, proveniente dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze.

Il percorso di visita si concluderà nella basilica di Sant’Eustorgio con l’esposizione del reliquiario, espressione del gusto dell’oreficeria lombarda di inizio Novecento, che conserva le reliquie dei Magi.

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Reliquie dei Re Magi, Milano, Basilica di Sant’Eustorgio

Infatti, proprio nella basilica di Sant’Eustorgio erano custodite le reliquie dei re Magi, che la tradizione vuole siano state donate nel IV secolo dall’imperatore di Costantinopoli allo stesso Eustorgio, vescovo di Milano. Le reliquie vennero poi trafugate dagli uomini di Federico Barbarossa nel XII secolo e vennero portate a Colonia, ma il cardinal Ferrari, all’inizio del XX secolo, riuscì a farne restituire una parte: esse si trovano ancora oggi conservate in un bellissimo reliquiario dentro l’altare dei Magi, nella cappella ad essi dedicata, che si trova nel transetto destro della basilica. Nella stessa cappella vi è anche il grande sarcofago che, secondo la tradizione, avrebbe conservato i corpi dei Magi durante il trasporto dall’Oriente a Milano.

L’Adorazione dei Magi (tavola, cm 99,5 x 113,5) è stata realizzata da Albrecht Dürer alla soglia del suo secondo viaggio in Italia. L’artista infatti tra il 1494 il 1495 si spostò da Norimberga e intraprese un percorso tra vari centri della produzione artistica italiana (forse Padova, Mantova e Venezia) entrando in contatto diretto con la cultura umanistica. Alla metà del primo decennio del Cinquecento compie il secondo viaggio, desideroso di aggiornarsi sulle ultime novità proposte dai grandi maestri del Rinascimento italiano di cui era venuto a conoscenza anche attraverso la circolazione di stampe di riproduzione.

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Albrecht Dürer, L’Adorazione dei Magi, Firenze, Gallerie degli Uffizi

Non si conosce con certezza la destinazione originaria dell’Adorazione. È stato ipotizzato che la tavola costituisse lo scomparto centrale di un grande polittico dipinto da Dürer per Federico il Saggio, destinato alla cappella palatina della residenza di Wittenberg. In ogni caso, le imponenti dimensioni e la grandiosa impostazione suggeriscono che si tratti di un’opera richiesta da un committente di prestigio.

L’Adorazione riprende uno schema iconografico abbastanza tradizionale: la Vergine mostra il bambino ai tre Magi, che portano in dono oro incenso e mirra; i Magi sono raffigurati di etnie diverse e con tre differenti età. Il maestro tedesco interpreta la scena con fantasia e raffinatezza, mostrando grande originalità sia nella resa espressiva e negli atteggiamenti dei personaggi sia nella definizione degli abiti, degli oggetti e dello sfondo.

L’opera è datata “1504” e firmata con il caratteristico monogramma “AD”; firma e data che l’artista pone sulla pietra grigia collocata in primo piano vicino alla Madonna.

Come nelle altre opere eseguite tra il primo e il secondo soggiorno italiano, anche in questa tavola Dürer dimostra una grande attenzione alle rovine classiche, raffigurate in secondo piano, ma anche una predilezione per il paesaggio italiano, visibile sullo sfondo in lontananza. La soluzione dello sfondo, in particolare, sembra anche tener conto dell’Adorazione dei Magi di Leonardo (Firenze, Uffizi), che forse l’artista aveva avuto modo di conoscere durante il suo primo soggiorno italiano.

La formazione dell’artista avvenuta nella bottega del padre orefice, morto nel 1502, si riscontra nell’incredibile attenzione posta nella riproduzione dei contenitori che racchiudono i doni dei Magi, veri e propri capolavori di oreficeria rinascimentale.  Nell’album degli schizzi dell’artista, del resto, si trovano disegni del tutto simili agli oggetti dipinti sulla pala. Dürer si ritrae nella figura del Re al centro della scena, con barba e lunghi capelli, vestito con abiti sontuosamente decorati. La sua fisionomia è riconoscibile grazie al bellissimo Autoritratto con guanti conservato al Museo del Prado di Madrid o dall’Autoritratto con pelliccia dell’Alte Pinakothek di Monaco, nei quali pure si presenta in abiti eleganti e alla moda.

L’Adorazione dei Magi segna il ritorno di Un capolavoro per Milano, l’iniziativa che dal 2002 ha offerto alla città la possibilità di ammirare un’opera valorizzata nel suo aspetto storico, artistico e spirituale. L’esposizione sarà accompagnata da visite guidate per adulti e bambini, laboratori didattici e da un ricco calendario di iniziative collaterali. Il catalogo è edito da Silvana Editoriale.


INFORMAZIONI

L’ADORAZIONE DEI MAGI DI ALBRECHT DÜRER
Milano, Complesso Museale “Chiostri di Sant’Eustorgio”
ingresso da piazza Sant’Eustorgio 3 e corso di Porta Ticinese 95
22 novembre 2016 – 5 febbraio 2017

Orari:    da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Chiuso lunedì
Durante le funzioni liturgiche, è sospesa la visita alla Cappella dei Magi

La biglietteria chiude alle ore 17.30

Tutti i giovedì, dal 24 novembre al 22 dicembre, il Museo Diocesano rimarrà aperto fino alle 22.00

Biglietti (Museo Diocesano + Museo di Sant’Eustorgio e Cappella Portinari)
Intero: 8 euro
Ridotto individuale: 6 euro
Ridotto gruppi adulti (parrocchie incluse, almeno 15 persone): 6 euro
Ridotto scuole e oratori: 3 euro.

Informazioni:    tel. 02.89420019; info.biglietteria@museodiocesano.

SCOPERTE / Archeologia, a Milano riemergono tombe, scheletri e muri della città imperiale

MILANO – Una serie di tombe con scheletri perfettamente conservati e inedite porzioni di muri della città imperiale (nella foto, i ben noti resti del palazzo imperiale) la cui esistenza era del tutto sconosciuta: sono queste le nuove, interessantissime scoperte che stanno emergendo da tre diversi cantieri aperti per la realizzazione della M4 in corso a Milano. La soprintendente Antonella Ranaldi conferma al Corriere della Sera che in piazza Resistenza Partigiana, nel cantiere dove sorgerà la stazione De Amicis (all’incrocio di via De Amicis con corso di Porta Genova e via Cesare Correnti) è emersa una porzione di muro lunga otto metri e alta tre, probabilmente di epoca romana: l’interesse è dato dal fatto che il muro si trova fuori della seconda cinta muraria fatta erigere dall’imperatore Massimiano, quindi la sua esistenza non era preventivata, e quindi per comprenderne funzione e epoca esatta di costruzione sarà necessario ampliare lo scavo.

Più prevedibili, ma ugualmente interessanti, i ritrovamenti in Sant’Ambrogio, nei pressi della Pusterla, dove sono riemerse alcune tombe. Del tutto eccezionali invece sembrerebbero i ritrovamenti fatti in corso Europa, area già indagata sia durante la costruzione delle nuove fognature alla fine degli anni Cinquanta,  sia in occasione della costruzione della Linea 1 della metrò. Accanto alle terme erculee, volute da Massimiano all’inizio del IV secolo,  “sono riemerse – riporta il Corriere – tre tombe. In una era presente lo scheletro perfettamente integro attribuibile ad una giovanissima donna, forse una bambina, ribattezzata Europa. L’area è da giorni vigilata speciale” e sugli scavi c’è per ora il massimo riserbo.

Fonte: Corriere della Sera

Milano, ecco il “diario del Duomo”: dal 1387 a oggi la Veneranda Fabbrica racconta la sua storia

MILANO – Il 30 maggio 2016, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano celebra un grande evento: l’inaugurazione del restauro del suo Archivio, diario di Milano giorno per giorno dal 1387.  Che il Duomo non sia il frutto di un solo artista, ma che di generazione in generazione siano stati in moltissimi a prestare la loro opera per costruire questo grande capolavoro dell’architettura europea è cosa nota. Ma ora, dopo un lungo restauro, tutti i documenti che raccontano la sua secolare storia sono stati restaurati e tornano a disposizione del pubblico e degli studiosi.

La Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano dal 1387, anno della sua fondazione, si è occupata della costruzione della cattedrale, del reperimento dei fondi e dell’amministrazione. Fu istituita da Gian Galeazzo Visconti, allora signore della città, per provvedere alla costruzione della nuova cattedrale, la cui fondazione, fortemente voluta dalla città di Milano, fu appoggiata e promossa dall’Arcivescovo Antonio da Saluzzo.

Ancora oggi svolge un ruolo di primo piano nella conservazione e nel restauro della cattedrale, nell’attività di custodia, di servizio all’attività liturgica, nella valorizzazione e promozione del monumento, provvedendo al reperimento delle risorse necessarie al suo mantenimento.  L’azione si articola in numerosi settori, dall’escavazione del marmo alla gestione dei cantieri. Importante è anche la gestione e la comunicazione del Grande Museo del Duomo, della Cappella musicale e, appunto, dell’Archivio-biblioteca.

La mostra di documenti allestita presso i locali rinnovati sarà visitabile dal pubblico dal 31 maggio al 24 giugno 2016 dalle ore 10.00 alle ore 18.00, dal lunedì al venerdì, con ingresso libero all’Archivio da Piazza del Duomo, 20.