SCOPERTE / Nelle Marche riemerge la tomba monumentale di un capo piceno

CORINALDO (AN) – Una tomba monumentale picena con i resti di un personaggio d’alto rango è stata scoperta a Nevola nei pressi di Corinaldo, in provincia di Ancona, dagli archeologi del Dipartimento di Storia Culture Civiltà (DiSCi) dell’Università di Bologna durante una campagna di scavi. La sepoltura monumentale, forse un tumulo, risale al VII secolo a.C ed era circondata da un fossato anulare di circa 30 metri di diametro; al centro si trovava una grande fossa colma di offerte funebri tra cui un carro da parata, armi, oggetti di bronzo e molti vasi di ceramica, che costituivano il ricco corredo del personaggio sepolto, con ogni probabilità un membro dell’élite locale. La scoperta permette di gettare ulteriore luce sugli antichi Piceni e, in generale, sulle popolazioni italiche preromane nelle Marche.

La campagna di scavi rientra nell’ambito del multidisciplinare e innovativo progetto ArcheoNevola, diretto da Federica Boschi del del Dipartimento di Storia Culture Civiltà – DiSCi dell’Alma Mater. Nato dalla collaborazione fra DiSCi, Comune di Corinaldo, Consorzio Città Romana di Suasa e la Fondazione Flaminia di Ravenna, il progetto ha un’impronta metodologica che punta sulla programmazione e strategia archeologica consapevole e si pone il triplice obiettivo di realizzare attività di studio, formazione e ricerca attorno all’area archeologica di recente scoperta a Corinaldo.

Il rinvenimento acquisisce un’importanza ancora maggiore in considerazione del luogo della scoperta, lungo il torrente Nevola, ovvero in un settore delle Marche compreso tra i fiumi Cesano ed Esino, finora molto lacunoso dal punto di vista della storia del popolamento di età picena. La recente acquisizione offre alla comunità scientifica una nuova chiave di lettura, che connota la valle del Nevola come un luogo nevralgico per la conoscenza della storia più antica del territorio marchigiano, dall’età pre-protostorica fino alla prima romanizzazione.

Fonte: Magazine Unibo

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MOSTRE / Milleduecento: i capolavori dell’arte medievale di Umbria e Marche incantano Matelica [FOTO]

MARCHE –  Una mostra preziosa che spiega perché intorno al 1200, tra Umbria e Marche, il linguaggio figurativo si trasforma così sensibilmente verso un naturalismo di grande potenza plastica, e l’arte guida diviene la scultura in legno policromo.  Milleduecento. Civiltà figurativa tra Umbria e Marche al tramonto del Romanico è l’ultimo appuntamento espositivo 2018 del progetto Mostrare le Marche, nato dal protocollo d’intesa fra la Regione, il Mibact, l’Anci Marche, la Conferenza Episcopale e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto, Matelica e Fabriano per promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016. 

“A guidare lo straordinario progetto espositivo – spiegano gli organizzatori –   è la certezza che le opere d’arte rappresentino un contributo insostituibile alla formazione di una civiltà, che a sua volta si esprime attraverso le loro forme”. La civiltà di questi territori si racconta così anche attraverso la qualità del suo patrimonio, soprattutto medievale. Si parte dal Cristo trionfante, rappresentato vivo sulla croce e vittorioso sulla morte, immagine centrale e paradigmatica di una cultura che proprio esaltando questa iconografia persegue un suo rinnovamento della forma. Crocifissi monumentali e Madonne in trono col Bambino dialogano con tavole dipinte e oreficerie per ricomporre un tessuto dinamico e sorprendente.

La mostra, curata da Fulvio Cervini, richiama nel titolo The Year 1200: una rassegna vasta e memorabile, che nel 1970, al Metropolitan Museum di New York, pose il tema del grande linguaggio aulico che attraversa ampie contrade dell’Europa occidentale a cavallo tra i due secoli; ma rammenta anche, non solo per assonanza, Duecento. Forme e colori del Medioevo a Bologna, l’importante mostra bolognese del 2000, peraltro incentrata in misura larga sulla pittura; e ancora analoghe e più recenti riflessioni maturate in terra francese, come la mostra Una renaissance. L’art entre Flandre et Champagne 1150-1250 (Saint Omer e Parigi, 2013), invece molto orientata sulle arti preziose. Certamente la mostra di Matelica non vuole rivaleggiare con queste iniziative ma, come queste, tende a percorrere una via maestra degli studi medievistici internazionali, ed è frutto di ricerche che i promotori da tempo hanno intrapreso.

Alberto Sozio - Brera fondo bianco

CAPOLAVORI DA UN TERRITORIO MARTORIATO – La novità della proposta consiste nel fatto che il caso umbro e marchigiano non è mai stato, finora, messo adeguatamente a fuoco in questa prospettiva, né tanto meno attraverso una mostra: e a maggior ragione in un Paese come il nostro, dove le esposizioni d’arte medievale sono complessivamente piuttosto rare.  Il grande serbatoio di questa mostra, che è il territorio, è rappresentato da molte opere di non facile accesso perché provenienti da edifici lesionati, ovvero conservate in depositi chiusi al pubblico ma che, grazie a quest’iniziativa tornano ad essere fruibili e possono essere comparate con alcuni prestiti importanti che danno ulteriore misura e testimonianza della grande apertura culturale dello spazio umbro-marchigiano intorno al 1200.

UNA MOSTRA SPETTACOLARE E COMPLESSA – Il percorso espositivo si sviluppa intorno a cinque nuclei tematici: il primo, Un crocifisso modello, presenta il crocifisso di Matelica come testimone d’eccellenza di una tipologia molto ben rappresentata nelle Marche nell’autunno del XII secolo: vi si affiancheranno tra gli altri gli esemplari di Ancona e del duomo di Camerino, come pure i crocifissi del Museo di Sant’Agostino a Genova e della collezione Salini. Il secondo nucleo, Sculture come oreficerie e oreficerie come sculture, punta invece a mettere in luce gli incroci fra le arti all’insegna della preziosità, reale o simulata, dei manufatti: si tratti di opere in metallo ovvero di sculture che volevano sembrare oreficerie monumentali, e che proprio verso il 1200 si volgono a policromie più naturalistiche. I crocifissi di Arezzo e di Certaldo vengono messi a confronto con le piccole croci bronzee di Cortona e di Fabriano, con la spettacolare croce del Tesoro di San Francesco ad Assisi, e con il formidabile piatto di legatura, smaltato a Limoges, del Museo Civico d’Arte Antica di Torino.  La terza sezione, Pittura a tre dimensioni, si apre con il singolare crocifisso di Arquata del Tronto, che si dichiara a tutti gli effetti come una pittura a rilievo: le intersezioni tra scultura e pittura sono evidenziate dalla croce di Petrus, proveniente da San Salvatore a Campi di Norcia, dalle Madonne troneggianti di Cesi, Castelli, Foligno e l’Aquila, dal frammento di Brera e dalle tavole del Museo Nazionale dell’Aquila e di Santa Maria in Via a Camerino.

Crocifisso di sant'Eutizio - Matelica

CROCI E MANOSCRITTI – Questo nucleo confluisce direttamente nel successivo, che si propone di intitolare Un nuovo senso della natura nell’incontro fra le arti. Qui si intende mostrare come l’osmosi tra pittura, scultura e arti suntuaria generi un rinnovato senso della realtà che ispira una rivoluzione formale tra le più alte e decisive della civiltà occidentale. Vi troveranno spazio i Cristi di Jesi, Montemonaco, San Gimignano e della Galleria Nazionale dell’Umbria, mentre la bella testa di Gesù del Museo del Duomo di Prato troverà un ideale corrispettivo in pietra nella testa virile nel Museo del Ducato di Spoleto. Vi si potrà inoltre ammirare, dopo il restauro, la croce dipinta delle Clarisse di Matelica, normalmente invisibile al pubblico. L’ultima, piccola sezione, Sculture in miniatura, torna al mondo delle arti suntuarie per mettere in risalto altre e succose interferenze: le arti del metallo ispirano formule che pittura e scultura traducono nella scala grande, ma a loro volta riprendono nel minimo formato certe soluzioni statuarie. Lo provano alcuni turiboli, provenienti da Cortona, Arezzo e Firenze e una significativa selezione di matrici per sigilli umbri e marchigiani del Duecento, conservati al Museo del Bargello, tra cui, appunto, la matrice del Comune di Matelica. Qui sarà inoltre presentato uno dei codici miniati del XII secolo conservati nella Biblioteca Vallicelliana di Roma ma provenienti dall’abbazia di Sant’Eutizio in val Castoriana, luogo devastato dal terremoto da cui dipendeva la chiesa del territorio matelicese ove si trovava il crocifisso del Museo Piersanti.

Crocifisso 1170 ca, Cattedrale di Sant_Evasio, Casale Monferrato

SINERGIE TERRITORIALI – L’iniziativa vede la collaborazione del Comune di Matelica e del Museo Piersanti con l’Università di Firenze, e coinvolge gli uffici territoriali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, la Regione Marche, le Diocesi interessate. Con il percorso di Mostrare le Marche, da Loreto a Macerata, da Ascoli Piceno a Fermo e Matelica, si è creata una via dell’arte che ha portato all’attenzione del pubblico la vastità e la preziosità del patrimonio storico-artistico della regione.   Il coupon promozionale scaricabile da eventi.turismo.marche.it consente di usufruire di uno sconto per visitare le mostre ancora aperte: Cola dell’Amatrice. Da Pinturicchio a Raffaello ad Ascoli Piceno fino al 15 di luglio; Il Quattrocento a Fermo. Tradizione e avanguardie da Nicola di Ulisse a Carlo Crivelli, a Fermo fino al 2 di settembre e Milleduecento. Civiltà figurativa tra Umbria e Marche al tramonto del Romanico che apre a Matelica l’8 di giugno.


INFORMAZIONI

MILLEDUECENTO. CIVILTÀ FIGURATIVA TRA UMBRIA E MARCHE  AL TRAMONTO DEL ROMANICO
MATELICA (MC), MUSEO PIERSANTI
8 GIUGNO – 4 NOVEMBRE 2018

Orari: da martedì a domenica, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
Biglietteria: -Intero mostra 8,00 € – Ridotto mostra  6,00 € (dai 12 ai 18 anni, over 65, soci FAI, Touring Club, gruppi superiori a 10 persone, residenti nel Comune di Matelica, studenti in materie umanistiche e storico-artistiche).
Gratuito per bambini fino a 11 anni, disabili con accompagnatore, stampa, militari in divisa.
Ridotto mostra con coupon sconto progetto Mostrare le Marche 6,00 € (scaricabile da eventi.turismo.marche.it)

Info, prenotazioni visite e attività didattiche: tel 0737 84445 – email museopiersantimatelica@virgilio.it

Catalogo: Silvana Editoriale

TERREMOTO / Trasferito l’archivio di Visso, continuano i recuperi delle opere in pericolo in Umbria e Marche


Continua l’opera di salvaguardia da parte dei tecnici del MiBACT dopo il terremoto che ha devastato il Centro Italia. Ecco il bollettino degli ultimi recuperi eseguiti dalle squadre di rilevamento danni del MiBACT insieme ai vigili del fuoco e con la collaborazione dei carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale e del Corpo Forestale dello Stato  (ultimo aggiornamento: 14/11/2016).

TRASFERITO L’ARCHIVIO DI VISSO – È stato trasferito l’archivio storico comunale di Visso. L’operazione, effettuata dai tecnici delle squadre di rilevamento danni dell’Unità di Crisi delle Marche assistiti dai restauratori dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, dal Sovrintendente  e dai  funzionari della Sovrintendenza Archivistico e Bibliografico dell’Umbria e delle Marche e dal personale dell’Archivio di Stato di Ancona, coadiuvati dai Vigili del Fuoco, dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, dai militari dell’esercito italiano e dalla protezione civile di Ancona, ha permesso di salvare 500 metri lineari di carte che coprono un periodo cronologico dal XV  al XX secolo Si tratta di pergamene, faldoni e  registri.
La ricca documentazione che conserva la memoria storica di Visso è stata trasferita presso la sede dell’Archivio di Stato di Ancona dove verrà conservata e opportunamente sistemata. Tra gli archivi più importanti si segnalano: l’Archivio Storico comunale, del Governatore di Visso, dell’Ente comunale di assistenza, della Guardia nazionale di Visso, dell’Opera nazionale per la protezione della maternità e dell’infanzia, del Monte di Pietà,  del Santuario della Madonna in Macereto, della Società Operaia di mutuo soccorso, dello Stato civile, dell’Ufficio di conciliazione e del Vicario Foraneo.

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RECUPERATE OPERE AD AMATRICE – Una cinquantina le opere recuperate che erano conservate nella chiesa di S. Savina a Voceto nel comune di Amatrice, la cui facciata è crollata con le scosse di mercoledì 26 e domenica 30 settembre. All’operazione hanno partecipato anche i restauratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e un gruppo di volontari di protezione civile.L’intervento ha permesso di rimuovere e ricoverare nel deposito presso la Scuola del Corpo Forestale di Cittaducale due  tabernacoli, l’acquasantiera a parete rinvenuta fra le macerie della facciata, tre croci da altare, due  calici, un reliquiario di legno dorato di S Savina, una pisside, un turibolo, due ostensori, una navicella, un secchiello, tre serie diverse e non complete di cartagloria, la serie di litografie con cornici della via crucis, tre dipinti, quattro statue tra le quali due di S Savina, una mista di tela e gesso e cartapesta.
Altre opere sono state recuperate dalla chiesa di S Francesco e di S Agostino. All’operazione hanno partecipato anche i restauratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e un gruppo di volontari di protezione civile. L’intervento ha permesso di rimuovere e ricoverare nel deposito presso la Scuola del Corpo Forestale di Cittaducale alcuni candelabri lignei e di metallo, 2 statue lignee di S Francesco e S Chiara, un Crocefisso ligneo, un calice e una pisside, un presepe con personaggi in materiale lapideo vario, due bassorilievi lignei raffiguranti l’Ultima Cena e un Mosè, due candelabri lignei, la campana proveniente dalla chiesa della Madonna del Rosario a Domo e la statua in cartapesta di San Vincenzo Ferrer nell’ex chiesa di S. Emidio ora Museo Civico.

OPERE RECUPERATE NELLE MARCHE – Dalla Pieve di Santa Maria Assunta di Ussita in provincia di Macerata e nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Folignano in provincia di Ascoli Piceno sono stati invece recuperati e portati in deposito cinque tele del primo Settecento con immagini sacre, una scultura in pietra raffigurante il Cristo dell’XI secolo, una tela raffigurante il Cardinale Pietro Gasparri  della seconda metà del XIX secolo, un trittico olio sui tavola raffigurante “Madonna con il Bambino, Santa Caterina e San Cipriano” attribuito a Pietro Alemanno e datato 1478, un dipinto olio su tela raffigurante “Madonna di Loreto e San Ciprino” attribuito a Nicola Monti e datato 1765, quattordici stazioni della Via Crucis in terracotta attribuite a Emidio Paci e databili alla prima metà del XIX secolo.

 

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recupero nel Santuario dell’Icona Passatora (foto: Mibact)

DECINE DI OPERE RECUPERATE IN UMBRIA – Per quanto riguarda l’Umbria,  una prima tranche di 56 opere è stata recuperata il 7 novembre; tra quelle rimosse e ricoverate nel deposito adibito nella regione figurano due statue raffiguranti la Madonna Assunta in ceramica policroma e l’Angelo Orante in ceramica bianca di Andrea e Luca della Robbia, un reliquiario di San Benedetto in oro e argento del XIV secolo e due statue policrome in terracotta di Jacopo della Quercia del XV secolo raffiguranti la Madonna Assunta e San Benedetto dal Museo civico della Castellina di Norcia; 12 frammenti del rosone, una testa di statua raffigurante un vitello dalla decorazione della facciata, un ovale con cornice dorata dipinto su pietra dalla Basilica di San Benedetto a Norcia; dalla chiesa di San Francesco a Norcia la pala d’altare di Jacopo Siculo datata 1451 raffigurante “L’incoronazione della Vergine”; dalla chiesa di Madonna Bianca a Anacarno nei pressi di Norcia un crocifisso ligneo di Benedetto da Maiano, una statua in marmo raffigurante la Madonna Bianca attribuito a Francesco di Simone Ferrucci da Fiesole realizzato nel 1488 e un tabernacolo ligneo dorato con bassorilievo in marmo raffigurante una Madonna col Bambino del XVI secolo; dalla chiesa di Santa Maria del Castello di Collescille di Preci un dipinto raffigurante Madonna con Bambino tra San Biagio e San Francesco del XVI secolo, un dipinto del XVIII secolo raffigurante Santa Lucia e una scultura in terracotta dipinta raffigurante Madonna con Bambino del XII secolo; dalla chiesa del Santissimo Salvatore di Campi di Preci un dipinto raffigurante Madonna con Bambino e un dipinto raffigurante la Vergine Annunciata; dalla chiesa di San Bartolomeo a Todiano di Preci una scultura lignea di Santo con abito decorato, diversi elementi lignei dell’altare, un dipinto raffigurante Madonna con Santi, un dipinto dell’Adorazione dei Santi con Cristo crocifisso, un dipinto con Martirio di San Sebastiano e una statua in terracotta di Santo benedicente.

Una seconda tranche di opere è stata invece rimossa e ricoverata nei depositi di Santo Chiodo a Spoleto l’11 novembre. Tra le opere figurano: un dipinto del 1547 raffigurante la Resurrezione di San Lazzaro di Michelangelo Carducci e un dipinto del 1600 raffigurante Santa Scolastica tra Sant’Eutizio e Santo Spes dalla Basilica di S. Benedetto a Norcia; un dipinto raffigurante la Madonna col Bambino tra Angeli e SS Luigi, Francesco d’Assisi e Bartolomeo, un dipinto raffigurante la Crocifissione tra i Santi Antonio Abate e Vescovo, un dipinto raffigurante la Deposizione di Gesù tra le Marie, un dipinto del XVII sec. raffigurante la Madonna del Rosario, un dipinto del XVII sec. raffigurante la Madonna in Gloria tra i santi Francesco e Carlo Borromeo, un dipinto del XVII sec. raffigurante San Michelangelo e i Santi Antonio da Padova e Lucia, una teca ex-voto del XVIII sec., una scultura lignea policroma dorata e laccata del XVII raffigurante San Rocco, una Croce con Crocifisso del XVII sec., un Baldacchino, un copri Pisside in stoffa del XVII sec. dalla Chiesa di San Martino; un dipinto su tela del XVIII sec. raffigurante San Nicola da Bari e S. Domenico di Guzman, un dipinto su tela del XVIII sec. raffigurante la Madonna del Carmelo con i Santi Vescovo e Carlo Borromeo, Santo Vesco, San Francesco d’Assisi e San Giovanni Battista, un dipinto su tela del XVII sec. raffigurante la Madonna del Rosario, un dipinto su tela del XVII sec. raffigurante gli Episodi della vita di S. Antonio da Padova, un dipinto su tavola del XIX sec. raffigurante la Crocifissione e i due dolenti, un ovale del XVIII sec. raffigurante la Madonna con bambino e un reliquario del XVIII sec. dalla Chiesa del Sacro Cuore a Preci (PG); sei candelabri lignei dipinti dalla chiesa di S. Benedetto a Norcia (PG); un dipinto olio su tela raffigurante “Cristo incoronato e legato”, due cimase dell’altare maggiore, un dipinto olio su tavola raffigurante “Cristo con le mani legate”, un dipinto olio su tavola raffigurante “Cristo portatore di Croce”, Una voluta lignea, tre statuti di Congregazione, un’indulgenza, una croce d’altare, due sportelli lignei, una scultura lignea del XVII sec. raffigurante S. Andrea, una teca lignea con il corpo di S. Costantino Martire, un dipinto olio su tela raffigurante la croce e due dolenti, un dipinto olio su tela raffigurante I Santi della Controriforma e un Tabernacolo con il Vissillo di S. Giorgio e il Drago dalla Chiesa di S. Andrea di Norcia (PG); un dipinto su tela raffigurante la Crocifissione tra i Santi, un dipinto su tela del 1596 raffigurante S. Antonio abate del pittore Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio, un crocifisso ligneo dipinto, una croce, due tabernacoli lignei, 17 reliquiari, tre calici, un reliquiario raffigurante S. Girolamo con Leone, un reliquiario raffigurante il Santo Papa seduto in trono e uno sportello ligneo dipinto e dorato dall’Abazia di S.Eutizio a Preci (PG); una scultura lignea del XV sec. raffigurante La Madonna, un dipinto olio su tela del 1800 raffigurante la Deposizione di Cristo di Giuseppe Tonni Donò, un dipinto olio su tela raffigurante la Madonna Nera fra San Francesco e San Paolo e un dipinto olio su tela raffigurante L’Adorazione della Sacra Famiglia dalla Chiesa di San Giovenale a Cascia (PG);  una statua lignea policroma del XIV sec. raffigurante La Madonna, una Croce Astile in legno e lamina metallica del XV sec. e un dipinto olio su tela raffigurante la Madonna del Rosario dalla Chiesa di san Giorgio di Cascia (PG); due dipinti con basi lignee, una base di Candelabro e un Crocifisso d’Altare dalla Chiesa di Santa Maria della Cona a Norcia (PG); un Crocifisso e una Borchia lignea del soffitto dalla Chiesa di S. Agostinuccio di Norcia (PG); un Crocifisso, due Candelabri e due dipinti dalla Chiesa del Crocifisso;  un Ostensorio dalla Chiesa S. Antonio Abate a Norcia (PG); due dipinti olio su tela dalla Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Norcia (PG); tre campane dalla Torre Civica del Palazzo Comunale di Norcia.
[Ultimo aggiornamento: 14/11/2016]
Fonte: MiBACT.

 

 

Terremoto, gravissimi danni anche alla Collegiata gotica di San Ginesio (Macerata) [FOTO]

SAN GINESIO (MC) – Dopo il sisma di questa mattina, che ha causato il crollo della basilica di San Benedetto a Norcia (Pg), ci sarebbero “danni gravissimi” anche  per la chiesa della Collegiata, del XIII secolo (con sottostante la cripta di San Biagio), di S.Ginesio, in provincia di Macerata. Lo riporta il quotidiano “la Repubblica”, che cita  il sindaco del paese,  Mario Scagnetti, secondo il quale  “la Collegiata è prostrata a terra, e danni tremendi anche per la chiesa di S.Francesco che ha la facciata aperta”.

Il paese aveva già subito gravi danni durante le scosse dei giorni scorsi che avevano comportato il parziale crollo di quasi tutti gli altri edifici.

La Collegiata è uno straordinario esempio, unico  nelle Marche, del gotico fiorito con la sua facciata  del 1421. L’edificio nasce dalla sintesi tra gotico e romanico e presenta all’interno un  ciclo di affreschi cinquecentesco di Simone De Magistris oltre a dipinti dello Zuccari e Pomarancio. Secondo il sindaco di S.Genesio Mario Scagnetti “la Collegiata è prostrata a terra, e danni tremendi anche per la chiesa di S.Francesco che ha la facciata aperta”. Qui una serie di immagini della chiesa ancora integra.

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La facciata del 1421

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La facciata del 1421

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La cripta di San Biagio

 

Stiamo cercando di verificare l’entità dei danni ma l’impresa risulta ardua a causa della difficoltà dei collegamenti, telefonici e non, in zona. Seguiranno aggiornamenti.

MOSTRE / A Urbino i giochi dal Rinascimento al Barocco [GALLERY]

aURBINO – Dal 27 ottobre 2016 al 5 febbraio 2017 la Galleria Nazionale della Marche di Urbino apre le porte a grandi e piccini per un viaggio a ritroso nel tempo con la mostra Giochiamo! Giochi e giocattoli dal Rinascimento al Barocco.  Organizzata dalla Galleria Nazionale di Urbino con la prestigiosa collaborazione del Kunsthistorisches Museum e curata da Valentina Catalucci, la mostra racconta i due importanti periodi storici del Rinascimento e del Barocco attraverso un percorso inconsueto e originale di giochi, giocattoli e passatempi che si diffusero dal Quattrocento al Seicento in tutta Europa.

L’esposizione, realizzata da Arthemisia Group, comprende carte da gioco, scacchiere, libri, giocattoli, dipinti ed incisioni provenienti da prestigiose collezioni austriache, tedesche e italiane. Insieme a rappresentazioni di scene di gioco come il quadro con la Partita a scacchi di Giulio Campi di Palazzo Madama a Torino, alcune opere molto rare trasportano il visitatore in un mondo “ludico” che fin dall’inizio sorprende per la sua preziosità: sono per esempio di grande impatto la Scacchiera cinquecentesca con figure di scacchi tuffate nell’oro e nell’argento dello Schloss Ambras di Innsbruck oppure la scatolina intarsiata in avorio contenente giocattoli in miniatura conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna (Kunstkammer), solo per menzionare alcune delle opere più interessanti.

GALLERY

 

DIVERTIMENTI “SERI” – Nel 1500 Montaigne (1533-92) sosteneva che “i giochi dei fanciulli non sono giochi e bisogna giudicarli come le loro azioni più serie”.
Considerato come la prima forma di espressione della creatività, il gioco è stato da sempre argomento di interesse da parte dei più illustri pensatori che ne hanno affermato il ruolo educativo nelle diverse epoche.
Fin dall’antichità i bambini avevano a disposizione numerose opportunità di gioco legate alla vita all’aperto e all’utilizzo di materiali facilmente reperibili in natura. Nel Rinascimento si afferma la convinzione che il gioco non sia soltanto svago ma un impegno serio, con traguardi da raggiungere e uno strumento educativo che permetta al bambino di diventare grande. Nelle case della nobiltà ai giovani erano riservati determinati giochi utili alla costruzione del proprio avvenire: alle ragazze bambole di stoffa e piccoli utensili per la casa, ai ragazzi figurine di legno, di ceramica e di piombo, riproducenti cavalieri e fanti. Giochi di tattica come scacchi, dama e filetto aiutavano a elaborare strategie poi applicabili in campo militare. Nel pieno spirito del Rinascimento, nelle cosiddette “camere delle meraviglie” di palazzi e castelli si ospitavano sempre più spesso giochi realizzati con grande maestria e ingegno, compresi mazzi di carte dipinti a mano o curiosità.

La mostra racconta attraverso le opere esposte come da sempre per i bambini esista un confine sottile tra realtà e fantasia e come giocando ci si alleni a diventar grandi.


Informazioni

Biglietto d’ingresso
€ 6,50 Intero
€ 4,50 Ridotto
€ 1,00 Prenotazione

Orario di apertura
Da martedì a domenica: dalle 8:30 alle 19:15 con chiusura biglietteria alle ore 18:15
Lunedì: dalle 8:30 alle 14:00 con chiusura biglietteria alle ore 13:00
Giorni di chiusura: 25 dicembre, 1 gennaio

Biglietteria e prenotazioni
T: +39 0722 322625
Mail: ducale@gebart.it

Sito web:
www.gallerianazionalemarche.it

Sisma, il Mibact mette online i danni al patrimonio artistico. E scatta l’operazione #museums4italy [GALLERY]

#TERREMOTO Il @Mibact documenta online i danni al patrimonio artistico. E scatta l’operazione #museums4italy  #gallery

ROMA – Il Mibact  ha messo online le immagini delle prime ricognizioni dei danni ai beni artistici e architettonici nei territori colpiti dal sisma. Finora i tecnici e i carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno contato 293 beni lesionati o distrutti (almeno una cinquantina) in un’area ampia venti chilometri, fuori dalla zona dell’epicentro della scossa principale, quella delle 3.32 del 24 agosto, con  6.0 di magnitudo ad Accumoli (Rieti). Più in basso pubblichiamo la lista (in aggiornamento).

La galleria fotografica, che rende con immediatezza la gravità delle lesioni subite dai monumenti, è il frutto del lavoro degli stessi carabinieri del TPC. Qui sotto proponiamo una selezione delle terribili immagini che mostrano i danni subiti dal patrimonio artistico e monumentale di Amatrice, Accumoli e degli altri paesi colpiti. L’intera gallery è disponibile qui.

Parte anche, sempre per iniziativa del Mibact,  #museums4italy: domenica 28 agosto gli incassi dei musei statali e di tutti gli enti aderenti saranno destinati alla ricostruzione dei beni lesionati.

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LA LISTA DEI BENI LESIONATI – Questa la lista compilata dai Carabinieri del Tpc dei beni colpiti (non definitiva, fonte corriere.it):

LAZIO
Amatrice (Ri)
Basilica di San Francesco: Crollata
Basilica di Sant’Agostino: Crollata
Arco di San Francesco: Distrutto
Chiesa di San Giovanni: Crollata
Chiesa di Sant’Agnese: Crollata
Chiesa di Santa Maria del Suffragio: Crollata
Chiesa di San Giuseppe: Crollata
Chiesa di Sant’Emidio: Crollata
Museo Civico: Crollato
Archivio Comunale: Crollato
Biblioteca Comunale: Crollata
Chiesa del Crocifisso: Crollata
Porta Romana: Danneggiata gravemente
Torre Civica: Danneggiata gravemente
Porta Ascolana: Danneggiata gravemente

MARCHE
Urbino
Duomo: Lievi lesioni alle mura
Arquata del Tronto (Ap)
Chiesa Santissima Annunziata: Lesione importante del Campanile e dei muri (non raggiungibile)
Chiesa Santissimo Salvatore: Lesione muri e tetto (non raggiungibile)
Chiesa Santa Croce: Completamente distrutta
Torre Medievale: Lesioni e caduta della merlatura (non raggiungibile)
Ascoli Piceno
Museo Statale Archeologico: Chiuso per lesioni interne alla struttura
Montegallo (Ap)
Chiesa Santa Maria in Pantano: Crollo parziale del campanile con caduta e rottura della campana cinquecentesca
Montemonaco (Fm)
Chiesa San Benedetto: Lesioni interne alla struttura
Tolentino (Mc)
Chiesa Santissimo Crocifisso: Crollo di parte di una volta
San Ginesio (Mc)
Chiesa della Collegiata: Crollo parte del soffitto interno
Chiesa San Ginesio: Lesioni interne importanti
Convento Benedettine: Lesioni interne importanti alla Chiesa
Gualdo (Mc)
Chiesa San Savino: Lesioni interne importanti. Spostata e messa in sicurezza tela del Crivelli di concerto con la Soprintendenza

ABRUZZO
Valle Castellana (Te)
Chiesa della Frazione Pietralta: Lesione del campanile
Chiesa della Frazione Pascellata: Lesioni mura interne
Chiesa della Frazione Ceraso: Crollo parziale della Chiesa e del Campanile
Chiesa della Santissima Annunziata: Lesioni interne importanti
Rocca Santa Maria (Te)
Chiesa di Santa Maria: Lesione campanile
Campli (Te)
Chiesa di Santa Maria Venales: Chiesa già inagibile caduta porzione copertura
Torano Nuovo (Te)
Chiesa Madre: Varie importanti lesioni interne
Teramo
Chiesa di Santa Maria delle Grazie: Caduta calcinacci navata centrale con danneggiamento affreschi
Isola del Gran Sasso (Te)
Chiesa di San Michele: Crollo del campanile della Chiesa, già inagibile

UMBRIA
Norcia (Pg)
Monastero di San Benedetto: Lesioni evidenti alla guglia di destra e lesioni di rilievo sul porticato lato destro del plesso
Mura perimetrali della città vecchia: Lesionate su tre punti con crolli parziali in prossimità di Porta Sabina, Porta Romana e Porta Orientale
Castelluccio di Norcia (Pg)
Il campanile della Chiesa Centrale risulta gravemente lesionato e pericolante (non è possibile l’accesso alla frazione causa interruzione del plesso stradale per caduta massi, come segnalato dai Vigili del Fuoco)
Frazione di San Pellegrino
Lesionato il campanile della Chiesa di San Pellegrino
Frazione Preci
Chiesa di Santa Maria della Pietà e Chiesa di Sant’Eutizio: Lesioni evidenti
Frazione Campi di Norcia
Chiesa di San Salvatore: Lesionata
Sellano (Pg)
Chiesa Montesanto: Caduta calcinacci e lievi crepe sulle mura
Borgo Storico di Sellano, Arco Medievale e mura storiche di cinta: Transennate dai Vigili del Fuoco, poiché pericolose per caduta calcinacci
Località Casale, Chiesa di San Rocco: Lesioni e caduta calcinacci
Cerreto di Spoleto (Pg)
Località Colle, Chiesa Madonna di Costantinopoli: Lesioni infrastrutturali di notevole importanza
Località Borgo Cerreto, Chiesa Borgo San Lorenzo: Lesioni infrastrutturali gravi sul rosone centrale e nelle mura sottostanti
Frazione Ponte Cerreto, Chiesa di Santa Maria Assunta: Presenti evidenti crepe all’interno della sola sagrestia
Località Nortosce, Chiesa di San Pietro Greta: danni strutturali evidenti (non è possibile accedere al sito per l’alto rischio di crollo)
Eremo della Madonna della Stella (ubicato in alta montagna su scoscesa parete di roccia): Il Sindaco di Cerreto di Spoleto segnala danni vari.

 

EVENTI / Sentinum, grande successo per la rievocazione della Battaglia delle Nazioni

#EVENTI  Sentinum, grande successo per la rievocazione della Battaglia delle Nazioni

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SASSOFERRATO (AN) – Dal 29 al 31 luglio a Sassoferrato (An) si è tenuto il grande evento storico-rievocativo  “295 a.C. SENTINVM. La battaglia delle Nazioni”. La rievocazione storica dell’evento, a cura di AD PUGNAM PARATI, è stata introdotta davanti a un folto pubblico da un convegno, moderato da Vincenzo Moroni,  che ha visto la partecipazione della dott.ssa Elena Percivaldi, storica e saggista con l’intervento “Dalle “nazioni” alla nazione: Roma, una potenza in ascesa”; dell’ing.  Giuseppe Cascarino, presidente della “Decima Legio “, che ha parlato de “L’esercito romano alla Battaglia di Sentino”; del dott.  Gioal Canestrelli, presidente della Federazione Evropantiqva, sul tema “Galli e Sanniti: armamenti e tecniche d’ingaggio sul campo di battaglia di Sentinum”.

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(©Foto dei rispettivi autori)

Sabato e domenica il programma ha visto invece due giorni di grande cultura e spettacolo presso il Parco Archeologico di Sentinum con la ricostruzione (grazie all’ottimo livello dei molti gruppi storici presenti, provenienti da tutta Italia)  degli accampamenti militari di Romani, Galli e Sanniti, percorsi didattici e visite guidate, dimostrazioni di tiro con arco e frombola, spettacoli, presentazioni di libri (“I Celti e l’Arte della Guerra, dal V al I secolo a.C.” di Gioal Canestrelli), addestramento delle truppe, e infine la rievocazione della grande battaglia campale. Sempre domenica, alle 16, Emanuele Viotti ha tenuto una conferenza su “Decio Mure e il rito della Devotio”, chiarendo i presupposti, le motivazioni e le conseguenze del sacrificio del console romano, episodio che ha contribuito alla decisiva vittoria dei Romani. Il testo della conferenza è disponibile qui.

La manifestazione è stata coronata da grande successo di pubblico (si calcolano 5.000 presenze) ed è stata ampiamente ripresa dai media. L’appuntamento, anticipano gli organizzatori, sarà per l’anno prossimo con una seconda edizione ancora più ricca e appassionante.

Per informazioni: sentinum@tiscali.it

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