MOSTRE / Firenze, torna agli Uffizi il Codice Leicester di Leonardo [FOTO]

 FIRENZE, 26 ottobre 2018 (aggiornamento 29 ottobre) – Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci a Firenze come anteprima di assoluta grandezza delle celebrazioni leonardiane che si svolgeranno in tutto il mondo nel 2019 in occasione dei 500 anni dalla morte di una delle figure-icona della storia dell’umanità.  La mostra, L’acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci, a cura di Paolo Galluzzi  (dal 30 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019, catalogo Giunti), è frutto di oltre due anni di preparazione, e presenta eccezionali apparati tecnologici per poter consultare il codice così come numerosi altri preziosi fogli vinciani, e non solo.

Il tema centrale dell’esposizione è l’acqua, elemento che affascina Leonardo. L’artista svolge indagini straordinariamente penetranti per comprenderne la natura, sfruttarne l’energia e controllarne i potenziali effetti rovinosi. Il Codice Leicester contiene riflessioni innovative anche su altri temi: soprattutto sulla costituzione materiale della Luna e sulla natura della sua luminosità, e sulla storia del pianeta Terra, nelle sue continue e radicali trasformazioni.

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Un folio del Codice Leicester di Leonardo

Il Codice Leicester è un’opera fitta di annotazioni geniali e di disegni che Leonardo vergò in gran parte tra il 1504 e il 1508: una stagione davvero magica della storia di Firenze, con la presenza contemporanea in città di grandissimi personaggi delle lettere, delle arti e delle scienze, che Benvenuto Cellini la battezzò, genialmente, “La Scuola del Mondo”. Per Leonardo, furono anni di intensa attività artistica e scientifica. In quel periodo effettuava infatti studi di anatomia nell’Ospedale di Santa Maria Nuova, cercava di mettere l’uomo in condizione di volare, era impegnato nell’impresa, poi non condotta a termine, della pittura murale raffigurante la Battaglia di Anghiari a Palazzo Vecchio, e studiava soluzioni avveniristiche per rendere l’Arno navigabile da Firenze al mare.

Per il Codice Leicester si tratta del secondo ‘viaggio’ a Firenze, in quanto fu esposto nel 1982 (quando era ancora denominato Codice Hammer) nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, ottenendo uno straordinario successo di pubblico (oltre 400.000 visitatori in poco più di tre mesi).  I 72 fogli del Codice saranno esposti nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi. Grazie a un innovativo sussidio multimediale, il Codescope, il visitatore potrà sfogliare i singoli fogli su schermi digitali, accedere alla trascrizione dei testi e a molteplici informazioni sui temi trattati. Avrà inoltre a disposizione un vasto corredo di filmati digitali realizzati dal Museo Galileo, i quali, oltre che in mostra, saranno consultabili sui siti web degli Uffizi e del Museo Galileo.

Oltre al Codice Leicester, l’esposizione offre alcuni spettacolari disegni originali di Leonardo e fogli da codici di straordinaria importanza, realizzati in quegli stessi anni: il Del moto et misura dell’acqua dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, (la silloge seicentesca di disegni sulla natura e sui moti dell’acqua tratti dai manoscritti vinciani) che integra le note e gli schizzi vergati sugli stessi temi nel Codice Leicester; il celeberrimo “Codice sul volo degli uccelli”, eccezionalmente concesso in prestito dalla Biblioteca Reale di Torino, compilato negli stessi mesi nei quali Leonardo realizzava il Codice Leicester; quattro spettacolari fogli del Codice Atlantico, prestati dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano, che illustrano gli studi vinciani sulla Luna, molto attinenti ai temi trattati nel Codice Leicester, e dove è illustrata l’invenzione della gru con cui Leonardo intendeva velocizzare le operazioni di scavo del canale navigabile che doveva collegare Firenze al mare. Infine, due preziosi bifogli del Codice Arundel della British Library, con rilievi del corso dell’Arno nel tratto fiorentino, dove sono indicate puntualmente posizione e misure dei ponti allora esistenti e sottolineate le analogie tra moti dell’acqua e moti dei venti, sulle quali Leonardo insiste nel Codice Leicester.

A questa eccezionale esposizione di fogli originali di Leonardo, si aggiunge la presenza in mostra di numerosi manoscritti di grande bellezza e importanza e di rarissimi incunaboli che contengono testi utilizzati da Leonardo per la compilazione del Codice Leicester. Tra questi merita sottolineare almeno lo splendido codice della Biblioteca Medicea Laurenziana contenente il Trattato di architettura di Francesco di Giorgio Martini, sulle cui carte Leonardo vergò dodici annotazioni che vedono al centro, ancora una volta, i moti dell’elemento acqua.

Complessivamente saranno quindi esposti in mostra oltre 80 fogli e il Codice sul volo degli uccelli di mano di Leonardo, oltre a 10 preziosi volumi tra manoscritti e incunaboli.

SCOPERTE 7000 LASTRE CHE RITRAGGONO I MANOSCRITTI – Alla presentazione della mostra il 29 ottobre è stata inoltre annunciata la scoperta, avvenuta negli archivi della Commissione Vinciana  (ora custoditi al museo Galileo della Scienza a Firenze), di oltre 7000 lastre fotografiche in vetro dei manoscritti di Leonardo, realizzate tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo scorso. “Si tratta di una scoperta di grandissima importanza, sia per la storia della fotografia che per gli studi dedicati al genio di Vinci – ha spiegato il curatore della mostra Paolo Galluzzi -.  Queste lastre, infatti, effettuate oltre un secolo fa, offrono importanti informazioni sui cambiamenti dello stato di conservazione dei codici da lui scritti, incluso il Codice  Leicester, avvenuti nel lasso di tempo trascorso dalla loro realizzazione ad oggi”. Le lastre sono già al centro di una ricerca: la loro ricognizione sistematica ed esaustiva è stata avviata, l’acquisizione digitale dei documenti è già in fase avanzata e presto le loro riproduzioni ad altissima
definizione saranno messe a disposizione degli studiosi su internet, “divenendo strumenti fondamentali della ricerca su Leonardo”, ha aggiunto Galluzzi. Già il prossimo anno potrebbero essere resi pubblici i primi risultati delle indagini che le riguardano. Intanto, se la mostra dedicata al Codex Leicester concesso agli Uffizi in prestito da Bill Gates anticipa le celebrazioni per i 500 anni dalla morte del padre della Gioconda, la Galleria ha in serbo anche altre iniziative, diffuse sul territorio toscano per rendere omaggio al grande artista e scienziato. Nel paese natale di Leonardo, Vinci, verrà esposta la tavola con il suo primo paesaggio”conteso” tra Toscana e Umbria, in quanto è ancora oggetto di dibattito se l’opera ritragga uno scorcio dei colli del Valdarno oppure una veduta di terre umbre). Inoltre, la tavola Doria,  raffigurante la parte centrale del capolavoro murale andato perduto, la Battaglia di Anghiari, realizzata nel ‘500 da un autore ignoto, che fino a gennaio è in mostra a Poppi, si sposterà proprio ad Anghiari.

GALLERY

La mostra è un progetto delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Galileo realizzato col determinante contributo di Fondazione CR Firenze e si avvale inoltre del patrocinio e del contributo del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. 

Esposizione dal 30 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019. Catalogo in italiano e in inglese, pubblicato da Giunti Editore.


INFORMAZIONI

L’acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci
Aula Magliabechiana, Uffizi, Firenze
30 ottobre 2018 – 20 gennaio 2019

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EVENTI / La Guarneriana festeggia il 552° compleanno digitalizzando un manoscritto medico del XII secolo [FOTO]

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La Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli (Ud)

SAN DANIELE DEL FRIULI (UD), 12 ottobre – La Biblioteca Guarneriana compie 552 anni e mette in mostra sulla Teca digitale un nuovo manoscritto.  Il 10 ottobre del 1466 il pievano di San Daniele, già vicario del Patriarca di Aquileia, Guarnerio d’Artegna, moriva colpito dalla peste.  Tre giorni prima aveva dettato il proprio testamento al notaio Niccolò Pittiani, destinando la sua biblioteca, composta da 173 manoscritti raccolti nell’arco della sua intera vita,  alla Comunità cittadina di San Daniele (Udine), mediante un legato alla chiesa di San Michele.
Il testamento è chiaro, Guarnerio dona “tutti li suoi libri che si ritrova havere con obbligo alla Chiesa di far fabbricare in loco honesto e condecente una libraria et in quella tutti l’istessi libri ponere, con sue catene ligati, et ivi conservarli per uso dell’istessa Chiesa et che non siano mai lavati di detta libraria per accomodar altri. Et se alcuno volesse sopra detti libri leger o studiare et al Consilio et Comunità piacesse, possa sopra detti libri e nell’istessa libraria e non altrove legere et studiare con licenza del Consilio et Comunità di San Daniele”. Nasceva così una delle biblioteche pubbliche più antiche d’Italia e sicuramente la più antica del Friuli Venezia Giulia, uno scrigno di tesori da sempre di proprietà della comunità cittadina,  che ancora oggi la conserva e la gestisce.

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La Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli (Ud)

Nel 2016, in occasione del 550° anniversario della sua fondazione, grazie al sostegno economico avuto dalla Regione, la Guarneriana ha dato avvio al progetto della propria Teca digitale. Come per ogni biblioteca che possegga un fondo antico, anche all’interno della Guarneriana è possibile individuare una numero ristretto di documenti corrispondenti ai cosiddetti “tesori della biblioteca”: si tratta dei documenti più rappresentativi dell’intero patrimonio, per la straordinarietà del loro valore storico, letterario, per il tipo di scrittura e per la bellezza dell’ornato, che sono sono stati allora digitalizzati e pubblicati online, liberamente accessibili.

“Si è trattato di un progetto ideato e fortemente desiderato dalla Guarneriana – spiega la Direttrice della biblioteca, Elisa Nervi – perché permette di aprire ad un pubblico più vasto la conoscenza delle preziosità che si conservano tra i nostri scaffali, senza che questo pregiudichi la conservazione di un patrimonio tanto pregiato, e la messa online dei codici della Guarneriana è per la biblioteca, la declinazione in chiave XXI secolo dello spirito di apertura umanistica del fondatore Guarnerio”.

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un folio del manoscritto n. 145

In occasione del compleanno 2018 della biblioteca, la Guarnerio Società Cooperativa di Udine, specializzata nella fornitura di servizi culturali, ha ritenuto di fare dono della digitalizzazione di un nuovo manoscritto da rendere visibile sulla teca digitale della Guarneriana. La scelta è caduta sul manoscritto n. 145, un codice appartenuto a Guarnerio, che è un vero e proprio libro di medicina, databile al XII secolo. “La maggior parte del codice – spiega ancora la Direttrice – è occupata dal Liber dietarum universalium di Isaac Israeli nella traduzione di Costantino l’Africano. È un’opera di medicina, che tratta di dieta intesa come attenzione ai cibi ed alle loro qualità in funzione della salute: un concetto ripreso ampiamente dalla medicina di oggi; è un’opera che venne scritta da Isaac Israeli, un autore che malgrado la sua origine ebraica, appartiene per la sua opera scientifica alla storia della medicina araba, in ragione non solo della lingua che sceglie, ma anche della tradizione intellettuale a cui si raccorda; un’opera che viene tradotta dall’arabo in latino e che finisce per diventare uno dei testi imprescindibili per gli studi medici nelle università del Medioevo”.

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un folio del manoscritto n. 145

Sabato 13 ottobre, dalle ore 18.00 pertanto, la Guarneriana festeggerà il proprio compleanno con un evento che svelerà la digitalizzazione del manoscritto e soprattutto grazie agli interventi della Direttrice Elisa Nervi, nonché di due affermati studiosi, Fabio Cavalli e Marialuisa Cecere dell’Accademia di studi medievali Jaufré Rudel, racconterà degli intrecci tra medicina, alimentazione e cucina nel medioevo, e aprirà per tutti le pagine del manoscritto 145.

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INFORMAZIONI

Biblioteca Guarneriana
Via Roma 10 – San Daniele del Friuli (UD)
tel. 0432 946560
www.guarneriana.it
info@guarneriana.it

MOSTRE / Dal manoscritto al libro stampato: Venezia “rilegge” la rivoluzione che ha cambiato l’Europa [#FOTO, #VIDEO]

VENEZIA –  La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. E’ questo il senso di “Printing Revolution 1450-1500. I cinquant’anni che hanno cambiato l’Europa”, dal 1° settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana.  La mostra documenta l’impatto della rivoluzione della stampa sullo sviluppo economico e sociale della prima Europa moderna. Un percorso di scoperta attraverso strumenti digitali e metodi di comunicazione innovativi, che permettono di documentare e rendere accessibili decine di migliaia di dati raccolti da un ampio network internazionale – coordinato dal progetto 15cBOOKTRADE dell’Università di Oxford – in anni di rigorose ricerche.

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Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Membr. 0011, Homerus, Opera [Greek]. Florence : [Printer of Vergilius (C 6061)], for Bernardus and Nerius Nerlius and Demetrius Damilas, [not before 13 Jan. 1488/89].

Un’invenzione non è una rivoluzione, ma solo l’inizio di un percorso. La stampa con blocchi di legno debuttò in Cina nel IX secolo; 400 anni dopo, la stampa a caratteri mobili di metallo cominciò a essere usata in Corea, ma fu in Europa che la stampa divenne una rivoluzione, perché è qui che modificò radicalmente la vita di ogni giorno. Fino al 1450 circa i libri erano scritti a mano, ma nel 1455 venne stampata la Bibbia di Gutenberg a Magonza, cambiando la società per sempre. Nei 50 anni successivi milioni di libri a stampa circolarono in tutta Europa, mezzo milione di essi sopravvive ancora oggi in circa quattromila biblioteche europee e americane. Una ricerca ha rintracciato 50mila di questi libri sparsi oggi tra 360 biblioteche europee e americane con la collaborazione di oltre 130 editors.

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Dai dati raccolti durante la ricerca nasce la mostra “Printing Revolution 1450-1500. I 50 anni che hanno cambiato l’Europa”, che verrà presentata dal 1 settembre 2018 al 7 gennaio 2019 al Museo Correr di Venezia, con una sezione alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (qui fino al 30 settembre). L’esposizione è il risultato di un grande progetto di ricerca europeo che usa i libri come fonte storica: basato all’Università di Oxford, alla British Library, a Venezia, e finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche, il 15cBOOKTRADE applica le tecnologie digitali alle fonti storiche ampliando la capacità di comprendere la rivoluzione della stampa: è diretto dall’italiana Cristina Dondi, professoressa del Lincoln College di Oxford, che è anche curatrice di questa mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – Biblioteca del Museo Correr, la Biblioteca Nazionale Marciana e in partnership con Intesa Sanpaolo; con il sostegno di Venice in Peril, l’Ambasciata d’Italia a Londra, Fedrigoni, la Fondazione Giorgio Cini, e la Scuola Grande di San Rocco.

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Berlin Staatsbibliothek: Justinianus, Digestum vetus, Milan: Beninus and Johannes Antonius de Honate, for Petrus Antonius de Castelliono and Ambrosius de Caymis, 26 Mar. 1482, 1628 pages

Attraverso una decina di sezioni, l’esposizione mette in evidenza come nel 1500 in Europa ci fossero milioni di libri, non solo per le élite, come comunemente si ritiene, ma per “tutti”, con una vasta produzione per la scuola. La rivoluzione della stampa è una delle colonne portanti dell’identità europea perché si è tradotta in alfabetizzazione diffusa, promozione del sapere, formazione di un patrimonio culturale comune. In quei primi decenni (dal 1450 al 1500) la stampa coincise con la sperimentazione e l’intraprendenza. I libri a stampa furono il prodotto di una nuova collaborazione tra diversi settori della società: sapere, tecnologia e commercio. Anche la Chiesa comprese immediatamente l’enorme potenzialità dell’invenzione e ne divenne precoce promotrice. Le idee si diffusero veloci come mai prima. Ora si è in grado di tracciarne la circolazione seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.

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Venezia, Bibl. Nazionale Marciana, Membr. 0021: Nonius Marcellus, De evangelica praeparatione, Venice: Nicolaus Jenson 1476) Incunabolo di San Giorgio Maggiore, come dimostra la decorazione con San Giorgio e il drago.

Il 15cBOOKTRADE è il primo progetto ad aver pensato e realizzato la visualizzazione scientifica del movimento dei libri attraverso lo spazio e il tempo. L’équipe – composta da quasi tutti ricercatori italiani, nonostante la sede sia a Oxford – da anni mappa la diffusione e l’uso dei libri pubblicati agli albori della stampa nella seconda metà del Quattrocento, i cosiddetti incunaboli: a oggi ha coperto il 10% del mezzo milione di volumi sparsi in circa quattromila biblioteche europee e americane. Il risultato di questo lavoro è un enorme database che traccia la circolazione dei libri, le loro rotte e i loro possessori fra Europa e Stati Uniti, attraverso i secoli: basta inserire nel software il titolo di un libro e sullo schermo compare su mappa tutto il suo percorso, dal luogo in cui fu stampato a quello in cui ora si conserva; oppure, inserendo il nome di un possessore sullo schermo compaiono simultaneamente i tragitti di tutti i libri che possedette, che ricostruiscono virtualmente la sua biblioteca.

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Juan Pastrana, Compendium grammaticae, [Lisbona: Valentino Fernandez, 1497]. Un libro di grammatica stampato in Portogallo, nel 1497, che sopravvive oggi in una sola copia al mondo, alla Biblioteca nazionale di Lisbona

“Ogni libro racconta una storia che va al di là delle parole che si leggono in esso: storie delle persone che l’hanno usato, delle annotazioni e disegni lasciati nei margini. Se un libro racconta una storia, migliaia di libri fanno la storia – spiega Cristina Dondi, direttrice del progetto 15cBOOKTRADE e curatrice della mostra – Nei loro 500 anni di storia gli oltre 50 mila libri che abbiamo analizzato hanno circolato in tutto il mondo, disseminando tracce del loro movimento. Abbiamo sviluppato una tecnologia innovativa per ripercorrere questo movimento nel tempo e nello spazio e costruito un grande database che contiene decine di migliaia di records. Ora, per la prima volta, inseguendo i libri, possiamo tracciare la circolazione delle idee e del sapere che contengono”.

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Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Hortus sanitatis, [Strassburg : Johann Prüss, not after 21 Oct. 1497])

In occasione della chiusura del progetto 15cBOOKTRADE verrà inoltre organizzato a Palazzo Ducale, dal 19 al 21 settembre, il Convegno Printing Revolution 1450-1550, che vedrà  impegnati oltre 40 relatori. Alla conferenza, che intende portare un contributo fondamentale e innovativo alla storia economica e sociale di un periodo chiave di transizione che fu testimone della rapida crescita della produzione e consumo del libro, è prevista una lectio magistralis  dell’On. Dario Franceschini (Ministro dei Beni Culturali e del Turismo 2014-18) e la presenza del Prof. Martin Stokhof, Vice Presidente del Consiglio Europeo delle Ricerche (Scienze sociali e umanistiche), del Prof. Massimo Inguscio, Presidente del CNR e di Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Raffaele Trombetta.

I contenuti della mostra: mappe digitali, videostorie, libri storici
Ciò che rende originale questa mostra è l’incontro di cultura umanistica e sapere scientifico-tecnologico. E così, accanto a decine di libri a stampa del ‘400 provenienti dalle collezioni della Biblioteca del Museo Correr e della Biblioteca Nazionale Marciana, vengono presentate centinaia di immagini digitali da biblioteche europee e americane oltre a strumenti innovativi che consentono di tracciare la circolazione dei volumi, seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.
Tra questi, numerose mappe con funzioni diverse: in particolare, l’Atlante delle prime stampe (curato da Gregory Prickman, nuovo Direttore della Folger Shakespeare Library di Washington) visualizza su mappe GIS sia tutti i luoghi di stampa in Europa, sia dove sono oggi i 500.000 incunaboli che ancora sopravvivono.

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Zornale del libraio veneziano Francesco de Madiis, 1484-88, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Ital. XI, 45 (7439)

Il Venice Time Machine (diretto da Frédéric Kaplan dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne) fornisce una versione digitale della famosa Pianta di Venezia del De Barbari (1500) sulla quale sono tracciate le oltre 200 officine di stampa della città, mostrando il legame di tanti stampatori alle confraternite a cui appartenevano, ai colleghi con i quali collaboravano, ai libri che insieme producevano: ciò che fece di Venezia la principale città europea di produzione e distribuzione dei primi libri a stampa.
E poi, decine di videostorie che approfondiscono tematiche diverse, tra cui: i libri più stampati nel ‘400, i più venduti e più distrutti, il rapporto tra il costo dei libri e il costo della vita, con le prove che i libri a stampa diventano presto alla portata di quasi tutti (i prezzi di migliaia di libri sono comparati al costo del cibo, salari, e altri beni di consumo), il ruolo fondamentale della Chiesa nella promozione della stampa, donne autrici e tipografe, i libri letti da Leonardo da Vinci, la circolazione di libri fondamentali come la Bibbia di Gutenberg, e la ricostruzione virtuale della collezione ora dispersa di San Giorgio Maggiore di Venezia. Ma anche le prime forme di abuso del nuovo mezzo di comunicazione di massa. Senza dimenticare torchi e materiale per la stampa, portati alla mostra dalla Tipoteca di Cornuda.
Ad ogni sezione il visitatore è stimolato a mettere in relazione quanto presentato con la rivoluzione digitale in corso.

VIDEO TRAILER


INFORMAZIONI


“Printing Revolution 1450-1500”. I cinquant’anni che hanno cambiato l’Europa
Sedi e apertura al pubblico
Museo Correr: dal 1 settembre 2018 al 7
gennaio 2019
Sale Monumentali della Biblioteca
Nazionale Marciana: dal 1 settembre al 30
settembre 2018
Venezia, Piazza San Marco
Orari
Fino al 31 ottobre:
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00
Dal 1 novembre:
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Informazioni
www.correr.visitmuve.it
www.marciana.venezia.sbn.it
info@fmcvenezia.it

PUBBLICAZIONI / La preghiera in tasca: alla scoperta dei Libri d’ore

BOLOGNA –  Il 24 aprile 2018, alle ore 17 presso il Museo Medievale di Bologna, sarà presentato il volume “Il Libro d’Ore. Un’introduzione”, a cura di Daniela Villani, Giuseppe Solmi e Alessandro Balistrieri.  Il volume, edito dalla casa editrice Nova Charta nella collana “Cimelia”, costituisce un’introduzione alla conoscenza e allo studio di una delle tipologie librarie più diffuse e amate in Europa tra Medioevo e Rinascimento.

Manoscritti vergati in latino, lingua del culto cristiano e in diverse lingue europee, “insieme alla Bibbia, i Libri d’Ore furono i libri più diffusi – se si pensa che dall’invenzione della stampa (1455), circa alla metà del XV secolo, se ne conoscono più di 700 edizioni, mentre i “testimoni” manoscritti, compresi frammenti, cuttings, fogli sciolti e naturalmente esemplari integri, sono ancora più numerosi delle versioni stampate giunte fino ai nostri giorni, ci rendiamo conto della vastità della loro diffusione”. Questo è quanto spiega Solmi,  libraio antiquario bolognese esperto in manoscritti medievali, co-autore del saggio.

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Libro d’Ore manoscritto su pergamena, Italia, probabilmente Ferrara, fine XV secolo

LA BELLEZZA DEI LIBRI D’ORE – I Libri d’Ore, libri di preghiera contenenti i testi religiosi del Breviario e del Salterio, da recitare nelle diverse ore della giornata, presentavano un ampio ventaglio di soluzioni decorative. L’estensione e la qualità delle miniature, su pergamena o su carta, dipendevano dalle disponibilità finanziarie del committente che, se di alto lignaggio, poteva rivolgersi a un miniatore famoso. La pagina divenne così campo d’espressione artistica, testimone del gusto e del costume del tempo. Accanto agli esemplari riccamente decorati in oro e lapislazzulo, carichi di dipinti a piena pagina, di capilettera istoriati, destinati a principi, sovrani e dignitari di corte, o presentati come dono nuziale, fiorì un’intensa produzione di copie d’uso rubricate in rosso e blu, ornate da illustrazioni miniate di minor estensione o, con l’unica decorazione dei capilettera.

La tecnica di produzione degli esemplari manoscritti, contemplava i fogli di pergamena che venivano tracciati a piombo imprimendovi le righe orizzontali parallele sulle quali lo scriba redigeva il testo, lasciando liberi gli spazi destinati ai capilettera. A questo punto il libro passava a un primo miniatore che rubricava la lettera e decorava le bordure, quindi a un secondo artista che abbozzava a penna il disegno delle miniature, e/o si dedicava a miniare anche i paesaggi o gli sfondi. Da ultimo il Maestro, che spesso era anche il titolare della bottega, dipingeva le figure e i volti, vale a dire gli elementi pittorici e decorativi più delicati dell’intero libro. L’oro poteva essere applicato in foglia su uno strato preparato tramite un bolo, quindi brunito con una pietra d’agata oppure direttamente steso a pennello.

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Messale manoscritto su pergamena, Bologna, XIV secolo; capolettera istoriato di Nicolò di Giacomo.

SIMBOLI E IMMAGINI – Tra le immagini più ricorrenti nelle pagine miniate, la foglia d’acanto, simbolo di resurrezione, e le farfalle che ricordano l’anima che vola verso Dio. La civetta è simbolo di saggezza. L’airone è legato a Giobbe tentato dal diavolo. E ancora: il cane fedele compagno dell’uomo, la lumaca, simbolo di continenza e sobrietà. Ricorrenti anche animali ed esseri fantastici, ibridi tra uomo e animale, mostri, in genere simboli dell’ignoto, del peccato o del “mondo alla rovescia”. Le bordure floreali vanno ricondotte all’iconografia dell’Hortus Conclusus, un giardino immaginario, interpretato dalla teologia medievale nel significato di spazio preservato dal male.

Il saggio ripercorre alcune delle tappe più salienti della storia europea del Libro d’Ore e dedica diverse pagine all’Italia, in particolare alla Lombardia, dove già nella seconda metà del Trecento spicca la notevole presenza di questi libri di preghiera: il più antico esemplare lombardo noto è quello di Bianca di Savoia (1336-1387), madre di Gian Galeazzo Visconti (1351-1402), databile tra il 1350 e il 1378, mentre a Bologna nello stesso periodo accanto agli scriptoria monastici, apparvero i primi atelier laici impegnati anche in quest’arte, oltre che nell’illustrazione di testi giuridici.

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Libro d’Ore all’uso di Roma stampato su pergamena e miniato, Parigi, Germain Hardouin, circa 1520.

Con l’invenzione della stampa a caratteri mobili, accanto al Libro d’Ore manoscritto, che continuò a essere prodotto per i clienti più esigenti, vennero immessi sul mercato quelli prodotti in tipografia; i primi furono stampati a Venezia tra il 1473 e il 1474. Una produzione che va divisa in diverse tipologie: stampa su pergamena con capilettera, bordure e illustrazioni miniate (pressoché indistinguibili dagli analoghi esemplari manoscritti); stampa su pergamena con i soli capilettera miniati; stampa su carta con illustrazioni impresse in bianco e nero.

Attraverso un avvincente racconto storico e l’analisi iconografica dell’apparato decorativo dei Libri d’Ore, lo studio di Solmi, Villani e Balistrieri restituisce al lettore gli aspetti sociali, di costume e di vita quotidiana di epoche nelle quali il magistero dell’arte, la riflessione sulla realtà e il sentimento della fede si fusero in un’unica percezione del mondo.

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Pubblicato nella collana “Cimelia”, Il Libro d’Ore (Nova Charta, 2018, pp.150, € 19,00 isbn 9788895047348) è disponibile anche on line sul sito www.novacharta.it

A Nonantola (Mo) un convegno internazionale sull’archeologia dei monasteri altomedievali

NONANTOLA (MO) – Nonantola, in provincia di Modena, è sede di uno dei maggiori complessi benedettini dell’Europa medievale ed è un caso esemplare nel quadro della ricerca storico-archeologica della penisola. L’abbazia fu fondata nel 752 dall’abate Anselmo sul territorio ricevuto in dono dal proprio cognato, il re longobardo Astolfo: per i longobardi la fondazione dell’abbazia dava la possibilità di accrescere la propria influenza nella fascia che aveva costituito il confine con l’esarcato bizantino, appena conquistato, e incoraggiava la valorizzazione agricola della zona. Nel corso dei secoli il monastero rivestì un ruolo storico importante e fu cruciale nella bonifica agraria di una vasta parte della pianura modenese. Dell’edificio romanico si possono ammirare le decorazioni del portico, attribuite ad allievi di Wiligelmo (che aveva operato nel duomo di Modena), e la cripta con 64 colonne con capitelli di stili diversi.

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Sabato 14 aprile, dalle ore 9.30, Nonantola ospita un importante convegno internazionale che concentrerà l’attenzione sui più recenti e innovativi studi relativi all’archeologia monastica altomedievale.
Il convegno, dal titolo Nonantola e l’archeologia dei monasteri alto-medievali in Europa. Vecchie questioni, nuove ricerche e a cura di Sauro Gelichi e Richard Hodges, metterà a confronto alcuni dei maggiori specialisti dell’archeologia medievale europea, sarà l’occasione per presentare il volume “Nonantola 6. Monaci e contadini. Abati e re. Il monastero di Nonantola attraverso l’archeologia (2002-2009)”, relativo ai risultati delle indagini archeologiche che si sono svolte dal 2002 al 2009 nel giardino dell’abbazia di S. Silvestro.

Domenica 15 aprile, ore 16 e 17, visite guidate gratuite “Il monastero nascosto. Gli archeologi svelano la millenaria storia di S. Silvestro di Nonantola” con ritrovo davanti all’ingresso del giardino abbaziale in via Marconi 1
Gli archeologi Mauro Librenti e Alessandra Cianciosi illustrano le nuove scoperte emerse dagli scavi archeologici nel giardino abbaziale, la mostra permanente esposta nell’aula didattica Magazzini di Storia e il terzo piano del Museo di Nonantola. Gradita la prenotazione al numero 059 896656 oppure all’indirizzo 
museo@comune.nonantola.mo.it

14-04-18-convegnononantolaProgramma del Convegno internazionale di studi 

Sabato 14 aprile 2018, dalle ore 9.30
Teatro Troisi, viale delle Rimembranze 8, Nonantola (Modena)

Mattina ore 9.30 – 13.00
ore 9.30 Saluti di Stefania Grenzi, Assessore alla cultura del Comune di Nonantola
ore 10.00 Introduzione di Sauro Gelichi, Università degli Studi Ca’ Foscari di Venezia
ore 10.30 Gabor Thomas, University of Reading
Monasteries and Places of Power in Anglo-Saxon England: Connections, Relationships and Interactions
ore 11.00 Thomas Kind, University of Frankfurt
Fulda – archaeological evidences from a Carolingian monastic town in solitudine Buchonia
ore 12.00 Alfons Zettler, Historisches Institut, Dortmund
Reichenau: the archaeology of a Continental monastery island
ore 12.30 John Mitchell, già University of East Anglia
The idea of the early medieval monastery: the example of San Vincenzo al Volturno

Pomeriggio ore 15.00 – 18.00
ore 15.00 Fabio Saggioro, Maria Bosco, Università di Verona, Andrea Breda, Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia
Ricerche archeologiche sul monastero di San Benedetto di Leno (secoli VII-XI)
ore 16.00 Saluti di Federica Nannetti, Sindaco del Comune di Nonantola, Valeria Cicala, Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali dell’Emilia-Romagna, Luigi Malnati, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Don Alberto Zironi, Priore del Capitolo Abbaziale, Loris Sighinolfi, Presidente di ArcheoNonantola
ore 16.30 Sauro Gelichi, Mauro Librenti e Alessandra Cianciosi, Università Ca’ Foscari di Venezia
Presentazione del volume “Nonantola 6. Monaci e contadini. Abati e re. Il monastero di Nonantola attraverso l’archeologia (2002-2009)”
ore 17.30 Conclusioni di Richard Hodges, American University of Rome

Domenica 15 aprile 2018, ore 16 e 17, visite guidate gratuite 
Il monastero nascosto. Gli archeologi svelano la millenaria storia di S. Silvestro di Nonantola

“Trame longobarde”, al MANN di Napoli si presenta il quaderno didattico

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NAPOLI – La mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” è un percorso composito, che travalica i confini di un tradizionale momento espositivo per divenire focus su diversi ambiti disciplinari: dall’arte all’archeologia medioevale, dalla storia dei costumi a quella dell’economia, dalla didattica alla letteratura.
In questa prospettiva, a ridosso della chiusura della mostra e prima del prosieguo del suo viaggio alla volta di San Pietroburgo, il MANN organizza un incontro dedicato a “Trame Longobarde/Lombard Textiles”, in programma venerdì 23 marzo, a partire dalle 11.30, presso la Sala Conferenze.

L’appuntamento è l’occasione per presentare il “quaderno” realizzato dall’Associazione “Italia Langobardorum” e legato al progetto didattico formativo su “Trame longobarde. Archietetture e tessuti”: il quaderno non soltanto è inerente alla mostra dossier, inserita all’interno del percorso espositivo dell’Archeologico, ma è soprattutto una base, ricca e precisa, per impiantare studi futuri.
All’incontro di venerdì prossimo sono previsti gli interventi di Paolo Giulierini (Direttore del MANN), Stefano Balloch (Presidente Italia Langobardorum e Sindaco di Cividale del Friuli), Angela Maria Ferroni (Segretariato Generale MIBACT), Antonella Pinna (Dirigente Regione Umbria), Camilla Laureti (Assessore alla Cultura ed al Turismo del Comune di Spoleto), Maria Stovali (responsabile Ufficio UNESCO del Comune di Spoleto), Giorgio Flamini (Architetto), Glenda Giampaoli (Direttrice Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco).

LIBRI / “A LA SOMBRA DE UN IMPERIO”. Un nuovo studio su chiesa, vescovi e re nella Spagna tardoantica [EDIPUGLIA]

26805389_1213631605435213_1008627661012039408_nSegnaliamo questa nuova e  interessante  pubblicazione edita da Edipuglia.
Il volume “Al la sombra de un imperio. Iglesias, obispos y reyes en la Hispania tardoantigua (siglos V-VII)” di Alexandra Chavarría Arnau ricostruisce le tappe della cristianizzazione del paesaggio urbano e rurale della Hispania tra il V e l’VIII secolo in rapporto alla aristocrazie laiche ed ecclesiastiche: accanto ai vescovi, al vertice della gerarchia ecclesiastica, furono protagoniste le élites, sia quelle tardoromane sia, dal VI secolo, quelle visigote, dapprima in contrapposizione in quanto divise tra cattolici e ariane, poi riunite dopo il concilio di Toledo del 589.
I loro punti di riferimenti furono, di volta in volta, l’Italia ostrogota e il re Teodorico, Giustiniano e l’Oriente al tempo della conquista imperiale, i Franchi nel corso del VII secolo e il papa di Roma. Relazioni che confermano come le vicende di quel periodo si siano sviluppate nel quadro internazionale stabilitosi durante l’impero romano.

 Alexandra Chavarria Arnau, “A LA SOMBRA DE UN IMPERIO. Iglesias, obispos y reyes en la Hispania tardoantigua (siglos V-VII)”, Munera 43, Edipuglia, pp. 230, euro 65.

ACQUISTA

Il libro sarà presentato alla  Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma (VIA DI SANTA EUFEMIA, 13)  il 27 marzo alle ore 17.  

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NEWS / Riunita la Biblioteca Palatina, scrigno del sapere medievale

HEILDELBERG (GERMANIA) – Dopo secoli di dispersione, una delle più importanti collezioni di manoscritti del Medioevo e della prima età moderna – la Bibliotheca Palatina –  è stata virtualmente ricomposta. La Biblioteca Universitaria di Heidelberg ha terminato il progetto di digitalizzazione non solo di tutti i manoscritti tedeschi in suo possesso, ma anche dei codici latini che appartenevano alla Biblioteca Palatina,  considerata la “madre” di tutte le biblioteche. L’impresa, che ha riguardato circa 3.000 manoscritti latini e tedeschi suddivisi tra la Biblioteca Apostolica Vaticana e la stessa Biblioteca dell’Università di Heidelberg,  è stata possibile grazie al sostegno della Manfred Lautenschläger Foundation.

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Photo: University Library Heidelberg Illustrated Latin magnificent codex from the Biblioteca Apostolica Vaticana in Rome.

La Biblioteca Palatina vantava già una lunga storia quando papa Gregorio XV se ne impossessò trasferendola in Vaticano nel 1623. Per due secoli e mezzo aveva continuato a crescere grazie alla collezione reale del Castello di Heidelberg e alla Biblioteca dell’omonima Università, fondata nel 1386. Nel 1816 una parte della collezione di codici, quelli tedeschi, furono restituiti a Heidelberg, mentre il resto rimase a Roma nella Biblioteca Vaticana.  L’immenso tesoro, che conta opere letterarie, scientifiche, filosofiche, storiche e teologiche, può ora essere consultato liberamente su internet.  Come? Basta cliccare questo link

Fonte: Comunicato stampa ufficiale.

PUBBLICAZIONI / In edicola una nuova monografia sugli Etruschi

Storie & Archeostorie è orgogliosa di presentare la nuova monografia speciale VIVERE AL TEMPO DEGLI ETRUSCHI. I testi sono stati scritti da Elena Percivaldi, da Mario Galloni e da Cristiana Barandoni, tutti e tre parte del nostro team. La pubblicazione, edita da Sprea Editori e  interamente illustrata a colori, affronta tutti gli aspetti della vita e della civiltà etrusca e presenta anche un itinerario alla scoperta dei luoghi che ne conservano ancora oggi le tracce. Grazie a ANTICAE VIAE per la gentile collaborazione nel fornire alcune immagini di rievocazione, aspetto trattato in alcune pagine dedicate al tema. #SpreaEditori  In edicola e sul sito, in formato sia cartaceo che digitale:  http://sprea.it/rivista/18106
#Storia #archeologiaCover Etruschi low

APPUNTAMENTI / Una guida a fumetti per “riscoprire” i Longobardi

x1NAPOLI – [E.P.]  Un originale fumetto per raccontare la mostra  “I Longobardi. Un popolo che cambia la storia”, in corso al Museo Archeologico Nazionale di Napoli fino al 25 marzo: sarà presentata oggi, venerdì 9 marzo, a partire dalle 18, presso la Sala del Toro Farnese , la Guida Kids rivolta ai più piccoli per comprendere pagine importanti della nostra tradizione storico-artistica. La guida kids sarà distribuita ai bimbi partecipanti ai laboratori didattici previsti domenica 11 e lunedì 12 marzo, così come ai piccoli visitatori (6-11 anni) che, con le loro famiglie, godranno gli ultimi dieci giorni dell’esposizione.

All’incontro di presentazione del progetto parteciperanno Paolo Giulierini (Direttore MANN), Rosanna Romano (Direttore Generale per le politiche culturali ed il turismo- Regione Campania), Raffaella Martino (curatrice) e Mario Punzo (direttore Comix).
Nel corso del pomeriggio, interverranno anche Chiara Macor (sceneggiatrice), Carmelo Zagaria (disegnatore), Elpidio Cinquerana (colorista).

La pubblicazione va ad arricchire l’elenco delle pubblicazioni edite in occasione della grande esposizione internazionale dedicata ai Longobardi, che dopo Pavia e Napoli raggiungerà San Pietroburgo (leggi qui il nostro reportage sulla tappa pavese). Oltre al catalogo scientifico dell’esposizione, edito da Skira (pp. 528, euro 45,00), è di prossima pubblicazione, sempre per Skira, la guida “Itinerari longobardi in Campania. Benevento, Capua e Salerno”, a cura di Federico Marazzi e Paolo Peduto.

(e.p.)