ARCHEOLOGIA / Due convegni internazionali per far luce sull’età medio-repubblicana a Roma (5-7 aprile) e nel Lazio (7-9 giugno)

4ROMA –  Da una collaborazione tra Soprintendenze, Università e British School at Rome nasce l’idea di due Convegni Internazionali che intendono far luce sull’età medio-repubblicana a Roma (5-7 aprile) e nel Lazio (7-9 giugno).

PRIMO CONVEGNO – Il Convegno “Roma Medio Repubblicana: dalla conquista di Veio alla battaglia di Zama” costituisce una nuova sintesi dei risultati della ricerca storico-archeologica. L’età medio-repubblicana (IV-III sec.a.C.) rappresenta uno dei periodi cruciali nella storia di Roma e del Lazio, ma anche uno dei meno conosciuti. Dopo oltre quarant’anni dalla prima sintesi del 1973, compiuta con la mostra Roma medio repubblicana e rimasta praticamente isolata, il convegno di aprile “Roma Medio Repubblicana: dalla conquista di Veio alla battaglia di Zama”  offrirà il quadro dei risultati della ricerca archeologica e degli studi che, partendo dalle fonti e dalle istituzioni della Res publica giunge alla definizione degli spazi sacri e civili,  a illustrare le forme della produzione, dei consumi e degli scambi commerciali di Roma tra IV e III sec.a.C. L’azione di tutela della Soprintendenza e la ricerca sul territorio ricompongono il mosaico della storia di Roma e del Lazio in una fase di notevoli mutamenti storici, politici, economici e insediamentali.

 

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SECONDO CONVEGNO – Il programma del secondo convegno, che si terrà dal 7 al 9 giugno e sarà dedicato a “Oltre Roma Medio Repubblicana: il Lazio tra i Galli e la battaglia di Zama”, sarà reso noto a breve.

 


INFORMAZIONI
5 aprile: Sapienza Università di Roma – Odeion
6-7 aprile 2017: British School at Rome

Accademia Britannica – The British School at Rome
Via Antonio Gramsci, 61
Tel. +39 06-3264939
Sito web
Email: brs.dir@britac.ac.uk

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Sisma, il Mibact mette online i danni al patrimonio artistico. E scatta l’operazione #museums4italy [GALLERY]

#TERREMOTO Il @Mibact documenta online i danni al patrimonio artistico. E scatta l’operazione #museums4italy  #gallery

ROMA – Il Mibact  ha messo online le immagini delle prime ricognizioni dei danni ai beni artistici e architettonici nei territori colpiti dal sisma. Finora i tecnici e i carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno contato 293 beni lesionati o distrutti (almeno una cinquantina) in un’area ampia venti chilometri, fuori dalla zona dell’epicentro della scossa principale, quella delle 3.32 del 24 agosto, con  6.0 di magnitudo ad Accumoli (Rieti). Più in basso pubblichiamo la lista (in aggiornamento).

La galleria fotografica, che rende con immediatezza la gravità delle lesioni subite dai monumenti, è il frutto del lavoro degli stessi carabinieri del TPC. Qui sotto proponiamo una selezione delle terribili immagini che mostrano i danni subiti dal patrimonio artistico e monumentale di Amatrice, Accumoli e degli altri paesi colpiti. L’intera gallery è disponibile qui.

Parte anche, sempre per iniziativa del Mibact,  #museums4italy: domenica 28 agosto gli incassi dei musei statali e di tutti gli enti aderenti saranno destinati alla ricostruzione dei beni lesionati.

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LA LISTA DEI BENI LESIONATI – Questa la lista compilata dai Carabinieri del Tpc dei beni colpiti (non definitiva, fonte corriere.it):

LAZIO
Amatrice (Ri)
Basilica di San Francesco: Crollata
Basilica di Sant’Agostino: Crollata
Arco di San Francesco: Distrutto
Chiesa di San Giovanni: Crollata
Chiesa di Sant’Agnese: Crollata
Chiesa di Santa Maria del Suffragio: Crollata
Chiesa di San Giuseppe: Crollata
Chiesa di Sant’Emidio: Crollata
Museo Civico: Crollato
Archivio Comunale: Crollato
Biblioteca Comunale: Crollata
Chiesa del Crocifisso: Crollata
Porta Romana: Danneggiata gravemente
Torre Civica: Danneggiata gravemente
Porta Ascolana: Danneggiata gravemente

MARCHE
Urbino
Duomo: Lievi lesioni alle mura
Arquata del Tronto (Ap)
Chiesa Santissima Annunziata: Lesione importante del Campanile e dei muri (non raggiungibile)
Chiesa Santissimo Salvatore: Lesione muri e tetto (non raggiungibile)
Chiesa Santa Croce: Completamente distrutta
Torre Medievale: Lesioni e caduta della merlatura (non raggiungibile)
Ascoli Piceno
Museo Statale Archeologico: Chiuso per lesioni interne alla struttura
Montegallo (Ap)
Chiesa Santa Maria in Pantano: Crollo parziale del campanile con caduta e rottura della campana cinquecentesca
Montemonaco (Fm)
Chiesa San Benedetto: Lesioni interne alla struttura
Tolentino (Mc)
Chiesa Santissimo Crocifisso: Crollo di parte di una volta
San Ginesio (Mc)
Chiesa della Collegiata: Crollo parte del soffitto interno
Chiesa San Ginesio: Lesioni interne importanti
Convento Benedettine: Lesioni interne importanti alla Chiesa
Gualdo (Mc)
Chiesa San Savino: Lesioni interne importanti. Spostata e messa in sicurezza tela del Crivelli di concerto con la Soprintendenza

ABRUZZO
Valle Castellana (Te)
Chiesa della Frazione Pietralta: Lesione del campanile
Chiesa della Frazione Pascellata: Lesioni mura interne
Chiesa della Frazione Ceraso: Crollo parziale della Chiesa e del Campanile
Chiesa della Santissima Annunziata: Lesioni interne importanti
Rocca Santa Maria (Te)
Chiesa di Santa Maria: Lesione campanile
Campli (Te)
Chiesa di Santa Maria Venales: Chiesa già inagibile caduta porzione copertura
Torano Nuovo (Te)
Chiesa Madre: Varie importanti lesioni interne
Teramo
Chiesa di Santa Maria delle Grazie: Caduta calcinacci navata centrale con danneggiamento affreschi
Isola del Gran Sasso (Te)
Chiesa di San Michele: Crollo del campanile della Chiesa, già inagibile

UMBRIA
Norcia (Pg)
Monastero di San Benedetto: Lesioni evidenti alla guglia di destra e lesioni di rilievo sul porticato lato destro del plesso
Mura perimetrali della città vecchia: Lesionate su tre punti con crolli parziali in prossimità di Porta Sabina, Porta Romana e Porta Orientale
Castelluccio di Norcia (Pg)
Il campanile della Chiesa Centrale risulta gravemente lesionato e pericolante (non è possibile l’accesso alla frazione causa interruzione del plesso stradale per caduta massi, come segnalato dai Vigili del Fuoco)
Frazione di San Pellegrino
Lesionato il campanile della Chiesa di San Pellegrino
Frazione Preci
Chiesa di Santa Maria della Pietà e Chiesa di Sant’Eutizio: Lesioni evidenti
Frazione Campi di Norcia
Chiesa di San Salvatore: Lesionata
Sellano (Pg)
Chiesa Montesanto: Caduta calcinacci e lievi crepe sulle mura
Borgo Storico di Sellano, Arco Medievale e mura storiche di cinta: Transennate dai Vigili del Fuoco, poiché pericolose per caduta calcinacci
Località Casale, Chiesa di San Rocco: Lesioni e caduta calcinacci
Cerreto di Spoleto (Pg)
Località Colle, Chiesa Madonna di Costantinopoli: Lesioni infrastrutturali di notevole importanza
Località Borgo Cerreto, Chiesa Borgo San Lorenzo: Lesioni infrastrutturali gravi sul rosone centrale e nelle mura sottostanti
Frazione Ponte Cerreto, Chiesa di Santa Maria Assunta: Presenti evidenti crepe all’interno della sola sagrestia
Località Nortosce, Chiesa di San Pietro Greta: danni strutturali evidenti (non è possibile accedere al sito per l’alto rischio di crollo)
Eremo della Madonna della Stella (ubicato in alta montagna su scoscesa parete di roccia): Il Sindaco di Cerreto di Spoleto segnala danni vari.

 

MOSTRE / “Possessione – Trafugamenti e falsi d’antichità a Paestum”

#MOSTRE  Possessione – Trafugamenti e falsi d’antichità a #Paestum

CAPACCIO (SA) –  Gli scavi clandestini comportano la perdita non solo degli oggetti stessi ma anche del loro contesto stratigrafico, e quindi di tutta una serie di informazioni che sono fondamentali per la conoscenza del mondo antico. E’ questa la tematica su cui si basa la mostra  “Possessione – Trafugamenti e falsi d’antichità a Paestum”,  in corso fino al 31 dicembre al Parco Archeologico di Paestum .  La questione del possesso –  evidenzia il curatore della mostra e direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – incide sull’essenza dell’opera d’arte: possesso e possessione sono pertanto questioni di estetica, intesa come disciplina filosofica, oltre che di legislazione e tutela. Inseriti in collezioni private dove spesso sono affiancati a falsi di vario genere, gli oggetti antichi perdono la loro attinenza con la storia collettiva, per essere ridotti allo stato di una merce o di un semplice godimento estetico. Sono sempre gli stessi oggetti, ma il cambiamento del contesto in cui sono inseriti comporta un mutamento intrinseco del loro valore artistico e culturale.
Il catalogo della mostra è edito da di Arte’m con saggi di Angelo Bottino, Tsao Cevoli, Marina Cipriani, Luigi Gallo, Yelena Kovalyova, Carmine Lubritto, Angela Pontrandolfo, Grete Stefani, Gabriel Zuchtriegel.


Informazioni mostra:
Capaccio (SA), Parco Archeologico di Paestum – Museo archeologico
Orari: da lunedì a venerdì 8.30 – 19.30 (ultimo ingresso 18,50); ogni sabato fino al 1 ottobre 8,30 – 22.30 (ultimo ingresso 21,50)
Telefono: +39 082811023
Fino al  31 dicembre 2016
Costo del biglietto: € 3,00 solo mostra; € 9,00 Museo e area archeologica; € 10,00 mostra, Museo e area archeologica

Villa di Traiano, in arrivo i risultati dei nuovi lavori di scavo e restauro

ROMA – Domenica 17 luglio, a partire dalle ore 10.00, saranno presentati a cura della Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, i risultati dei nuovi lavori di scavo e restauro della Villa di Traiano ad Arcinazzo Romano (Area archeologica della Villa di Traiano,  Via Sublacense, km 30).

La Villa di Traiano sorge 60 chilometri ad Est di Roma, incastonata nello splendido scenario naturale dei Monti Affilani. Traiano, l’imperatore di origine ispanica  che portò l’Impero alla massima estensione, dovette frequentarla – nei brevi periodi liberi dagli impegni politici e militari – soprattutto per dedicarsi alla caccia, di cui era fervente appassionato, e procacciare la selvaggina destinata ai banchetti di corte. L’ampio complesso, costruito nel 114-117 d.C., si articola per circa cinque ettari in due platee artificiali impiantate alle pendici del monte Altuino, delle quali è stata interamente riportata alla luce quella inferiore, che aveva carattere ufficiale e di rappresentanza, mentre quella superiore, indagata mediante prospezioni elettromagnetiche, era riservata al palatium privato.

I lavori di scavo e restauro degli ultimi anni, realizzati nell’ambito del “Progetto di valorizzazione delle ville imperiali della Valle dell’Aniene e dell’area Sublacense-Villa di Traiano” finanziato con fondi Arcus (ora incorporata in Ales S.p.A.) hanno evidenziato la straordinaria ricchezza delle decorazioni delle sale annesse al grande triclinium con fontana-ninfeo affacciato sul giardino. Erano qui fastosi pavimenti in marmi policromi africani e greco-orientali, oggi perfettamente restaurati, pitture e stucchi dorati. Una ricostruzione dell’opus sectile parietale è esposta nel locale Antiquarium, che accoglie anche pregevoli arredi ed elementi architettonici confrontabili, per stile e lavorazione, con quelli dei monumenti traianei di Roma. Le pitture di un intero ambiente (riprodotto nel Museo Civico ad Arcinazzo), raffiguranti solenni cerimonie e un paesaggio nilotico, saranno invece mostrate ai visitatori nel laboratorio ove è in corso il restauro.

A conclusione del “Progetto Villa di Traiano” una parte cospicua del complesso residenziale, uno dei più importanti e finora meno noti del Lazio, può essere restituita alla pubblica fruizione, nel quadro di una più ampia valorizzazione territoriale, grazie alla sinergia fra il Comune, cui è affidata la gestione del sito, e la Soprintendenza.

FLASH / Il 29 giugno riapre il Museo Archeologico di Vulci

FLASH / #ARCHEOLOGIA #ETRUSCHI – Il 29 giugno riapre il Museo Archeologico Nazionale di #Vulci

VITERBO – Il Museo Archeologico Nazionale di Vulci  riapre al pubblico il 29 giugno con un allestimento completamente rinnovato,  arricchito dai risultati delle indagini degli ultimi decenni. Il Museo si trova nel Castello dell’Abbadia e conserva tra gli altri il ricchissimo corredo della tomba della Panatenaica, una ricca collezione di ceramica etrusca e greca, bronzi, sarcofagi, ex voto ed elementi architettonici che un tempo ornavano templi e tombe. Aggiornamenti in corso.

 

ROMA / Centrale Montemartini, spettacolari capolavori romani in mostra con un nuovo allestimento

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Dal 1° giugno alla Centrale Montemartini  l’esposizione permanente del corredo funerario di Crepereia Tryphaena e di alcuni splendidi mosaici policromi. Presentato anche un prezioso ritratto dell’imperatrice Agrippina Minore concesso in prestito temporaneo dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.

ROMA – La Centrale Montemartini presenta una serie di importanti e splendide novità che, dal 1° giugno 2016, andranno ad arricchire l’esposizione museale permanente con nuovi, straordinari capolavori da 1tempo conservati nei depositi ed esposti al pubblico solo in occasione di mostre temporanee. L’iniziativa è promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Il percorso alla scoperta delle “new entries” comincia al piano terra, con la piccola sala dedicata al prezioso corredo funerario di Crepereia Tryphaena e prosegue nell’adiacente Sala Colonne, con tre magnifici mosaici policromi di età repubblicana di raffinatissima fattura. Al piano superiore, in Sala Caldaie, ha trovato adeguata collocazione un altro splendido mosaico con la raffigurazione del ratto di Proserpina. Accanto a queste opere, appartenenti alle Collezioni Capitoline, l’evento “Capolavori da scoprire” consente di presentare al pubblico anche un prezioso ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, concesso in prestito alla Centrale Montemartini dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.

La bambola di Crepereia Tryphaena e il labirinto di San Giovanni

Il ricco corredo funerario di Crepereia Tryphaena fu rinvenuto alla fine dell’Ottocento durante i lavori di scavo per realizzare le fondazioni del Palazzo di Giustizia. Apparteneva a una fanciulla morta prima delle nozze ed è costituito da una serie di raffinati gioielli in oro e pietre preziose e da altri pregevoli oggetti da toeletta. Il reperto più straordinario è certamente la deliziosa bambola di avorio con arti snodabili, vero capolavoro di intaglio di probabile manifattura egiziana, databile intorno alla metà del II secolo d.C.

In Sala Colonne sarà esposto per la prima volta un mosaico dall’iconografia molto particolare, raffigurante un labirinto all’interno di una cinta muraria. Scoperto a Roma nel 1958 presso piazza San Giovanni in Laterano, è datato tra il 100 e l’80 a.C. Lo affiancheranno altri due piccoli e raffinatissimi mosaici: uno con un leone circondato da amorini, scoperto ad Anzio nel 1749; un altro raffigurante una scena ambientata lungo le sponde del Nilo, opera della seconda metà del I sec. a.C. rinvenuta nel 1882, durante la costruzione del Palazzo delle Esposizioni.

In Sala Caldaie sarà visibile un grande mosaico pavimentale della media età imperiale con la raffigurazione del rapimento di Proserpina da parte di Plutone, dio dell’oltretomba. Su intercessione della madre Cerere, alla fanciulla fu concesso di tornare sulla terra per sei mesi all’anno, alternando in tal modo la sua esistenza tra il mondo dei morti e quello dei vivi. Per questo motivo la raffigurazione ben si adatta al repertorio funerario: il mosaico fu infatti scoperto a Roma in una tomba della via Portuense nel 1885. Rimasto a lungo in deposito, ha finalmente trovato la sua collocazione definitiva alla Centrale Montemartini.

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La testa di Agrippina Minore in prestito dalla Danimarca

L’evento offrirà inoltre l’occasione per presentare al pubblico una preziosa testa-ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, moglie di Claudio e madre di Nerone, concessa in prestito temporaneo alla Centrale Montemartini dalla Gliptoteca Ny Carlsberg di Copenaghen fino a gennaio 2017. La scultura sarà esposta in Sala Macchine, accanto alla statua femminile di “Orante” delle Collezioni Capitoline, realizzata nella stessa preziosa pietra scura di origine egiziana, alla quale apparteneva in origine. La pertinenza della testa di Copenaghen al corpo della statua capitolina è stata dimostrata nel corso di complessi studi scientifici condotti negli anni Novanta del Novecento che hanno consentito di individuare un preciso punto di attacco tra le due opere.

Per visite guidate si può contattare Archeoguide e prenotare una visita.


Informazioni: 

Centrale Montemartini Via Ostiense 106 – 00154 Roma

Orari: Martedì -domenica 9-19; 24 e 31 dicembre 9-14 (la biglietteria chiude mezz’ora prima). Chiuso: lunedì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre

Biglietti Intero € 7,50; Ridotto € 6,50. Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Info Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9-21)

www.centralemontemartini.org

Per visite guidate si può contattare Archeoguide e prenotare una visita.

Circe: archeologia di un mito

xxxxxLa Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell’Etruria meridionale, organizza giovedì 28 aprile 2016 l’incontro dal titolo “Circe: archeologia di un mito”. La giornata di studi, che inizia alle ore 17, si svolgerà presso la Sala della Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e si annuncia particolarmente interessante perché saranno rivelati nuovi dati scaturiti da un articolato progetto di ricerca finalizzato alla conoscenza dell’area del Circeo e alla stesura di una Carta Archeologica del territorio di Sabaudia e di S. Felice Circeo. In particolare, l’aspetto più innovativo di questi studi consiste nell’aver riconosciuto nella cosiddetta “Villa dei Quattro Venti” al Circeo il Santuario di Circe.

L’incontro è organizzato dalla Soprintendenza in collaborazione con il Polo Museale del Lazio – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, con l’Accademia Nazionale dei Lincei e con il Parco Nazionale del Circeo. Sarà presentato da Diego Ronchi, borsista dell’Accademia Nazionale dei Lincei, e prevede gli interventi di Alfonsina Russo, Soprintendente Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, di Mario Torelli e di Fausto Zevi, membri dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Per approfondimenti: www.archeologialazio.beniculturali.it

Palestrina, nuova vita per il Foro

Nuova vita per il Complesso degli Edifici del Foro di Palestrina. Si inaugura, il 30 aprile, alle 18, il percorso culturale nel cuore della città che permetterà per la prima volta di ammirare l’ “Aula Absidata” dove era collocato il famoso mosaico policromo del Nilo.
Palestrina, in provincia di Roma, sorge in corrispondenza del sito della antica Praeneste, centro le cui origini remote risalgono almeno all’VIII sec. a.C. La città visse una fase di incredibile ricchezza e benessere nel II sec.a.C., grazie ai contatti commerciali ed agli scambi con l’Oriente mediterraneo. In questo periodo a Praeneste si realizza un grandioso progetto con la monumentalizzazione del santuario della Fortuna Primigenia e la costruzione, intorno al 120-110 a.C., del complessodegli edifici del Foro, influenzata dall’architettura scenografica del Mediterraneo orientale. Di grande fascino la basilica civile, con ai lati, il raffinato ninfeo decorato da un mosaico con il fondo marino, il cosiddetto “Antro delle Sorti” e il monumentale edificio, di incerta funzione, detto “Aula Absidata”.

Era questa una sala rettangolare con una grandiosa abside, alta più di 10 metri, scavata nella roccia viva e in origine pavimentata dal famoso mosaico policromo del Nilo, distaccato nel XVII secolo e attualmente conservato al Museo Nazionale Archeologico di Palestrina.

Il Complesso degli edifici del Foro è stato interessato da un processo millenario di stratificazione edilizia, proseguito fino ad anni recenti, che aveva obliterato e stravolto l’originario edificio romano, quasi completamente nascosto dalle strutture moderne.

Acquisito dallo Stato fin negli anni ’80 del secolo scorso, il complesso è stato oggetto di un delicato intervento di restauro che ha permesso il recupero della costruzione ellenistica.

I lavori, curati dalla Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria meridionale, hanno finalmente riportato in vista l’abside e la parete destra dell’edificio, decorata dal bancone con raffinato fregio dorico. Questo intervento ha permesso di riportare in luce una creazione unica del Lazio antico, che quasi non ha confronti per dimensioni ed originalità.

Per informazioni: cultura@comune.palestrina.rm.it

www.archeologialazio.beniculturali.it

La Via Francigena Sud diventa realtà

La Via Francigena si estende, ufficialmente, a Sud. E’ stata infatti approvato dal Consiglio d’Europa l’ampliamento della storica arteria che collega Canterbury a Roma di ben 800 Km nel Mezzogiorno, coinvolgendo 5 regioni (Lazio, Molise, Campania, Basilicata e Puglia), 43 diocesi e circa 250 comuni direttamente attraversati dalla rete del tracciato elaborato a partire dal 2004 dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) con la  Società Geografica Italiana. Con questa azione la Francigena diventa l’itinerario culturale più lungo in assoluto, con oltre 2300 km di percorso.

 

Il tracciato individuato attraversa le regioni Lazio, Campania, Molise, Basilicata e Puglia. Definisce una rete (un fascio di vie), che guiderà i pellegrini tra Roma e le coste pugliesi, testa di ponte per il proseguimento attraverso la Via Egnazia in Albania, Macedonia, Grecia e Turchia, per raggiungere la Terrasanta. In tutto da nord a sud sono ora 13 le regioni coinvolte.  In programma c’è ora anche la richiesta all’UNESCO del riconoscimento della Via Francigena quale Patrimonio dell’Umanità.

Per approfondire: Sito della Via Francigena Sud