Venezia, un nuovo museo accoglie le riproduzioni dei documenti che hanno fatto la Storia

VENEZIA, 16 ottobre 2018 [E.P.] – Domani, 17 ottobre,  a Venezia presso la sede di Scrinium, inaugurano i nuovi spazi di “CADEMCodices and Ancient Documents Exhibit Museum”, che conterranno in esposizione permanente una serie di prestigiose riproduzioni di documenti antichi e codici manoscritti, realizzate a partire dal 2000,  rendendole consultabili  non solo agli studiosi ma anche agli appassionati, ai privati e alle scuole.  All’evento partecipano le delegazioni diplomatiche dell’America Latina e dei Caraibi,  che hanno accolto l’invito a farsi testimoni presso i loro Paesi dei progetti che Scrinium realizza per le grandi Istituzioni nazionali e internazionali tra cui l’Archivio Segreto e la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Biblioteca Nazionale Marciana e il Sacro Convento di San Francesco d’Assisi.

1

Libro degli Schizzi di Francesco di Giorgio Martini (Codicum Facsimiles)

Tra i documenti esposti ci sarà il celeberrimo  “Processus contra Templarios”, la raccolta delle pergamene contenenti gli atti integrali del processo tenutosi a Poitiers contro i cavalieri Templari e conservato in originale nell’Archivio Segreto Vaticano: i primi tre documenti (208, 209, 210) costituiscono gli esemplari superstiti di un corpus originario di 5 rotoli membranacei, contenente le confessioni dei 72 Templari interrogati da papa Clemente V dal 28 giugno al 2 luglio 1308.

process

Processus contra Templarios (Exemplaria Praetiosa)

Tra le altre opere raccolte, citiamo la Cosmografia di Tolomeo, esempio insuperato di arte della miniatura applicata alla cartografia; il Messale di Natale di Alessandro VI, in uso per la Celebrazione della Messa di Natale in San Pietro; la Divina Commedia illustrata dal Botticelli, riproduzione fedelissima delle 100 incantevoli tavole in pergamena realizzate a punta d’argento nel ‘400 dal Botticelli; Munificentia Venetiarum, pergamena riccamente miniata e sigillata in oro massiccio; Causa Anglica, la monumentale Supplica dei pari d’Inghilterra a papa Clemente VII per ottenere l’annullamento del matrimonio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona. E ancora,  Sacra Vestigia – Francesco d’Assisi, contenente gli unici due scritti autografi superstiti di san Francesco e la monumentale Regola Bollata del 1223, documento di fondazione dell’Ordine Francescano.

1

Sacra Vestigia – Regola Bollata

In mostra, a completare il corpus di progetti realizzati da Scrinium,  l’esclusiva e fedelissima ricostruzione del Testamento di Marco Polo, manoscritto su pergamena di pecora conservato in Biblioteca Nazionale Marciana con il quale il grande viaggiatore veneziano detta le sue ultime volontà e lascia in eredità alle figlie il suo ingente patrimonio di esotiche mercanzie.

polo

“Ego Marcus Paulo volo et ordino”, il testamento di Marco Polo

Vi è poi il Codex Benedictus, considerato tra i pezzi più rari e pregiati nel patrimonio vaticano; il prezioso Rotolo dell’Exultet di Montecassino , prodotto nel periodo in cui era abate del monastero il grande Desiderio (1058-1087).; tre Libri d’Ore (Libro d’Ore per Rouen, Libro d’Ore di Jean Bourdichon, Ufficio della Madonna e Codice Rossiano) e, ancora, il Libro degli Schizzi di Francesco di Giorgio Martini, taccuino privato del geniale inventore, progettista e architetto del XV secolo, cui lo stesso Leonardo dichiarò di essersi ispirato per le sue più importanti invenzioni.


INFORMAZIONI
CADEM, Codex and Ancient Documents Exhibit Museum
Via Terraglio n. 246 – 30174 Venezia – Tel. +39 0415020699, scrinium@scrinium.org  – Visite solo su appuntamento

Annunci

Arcetri (Fi), nuovo allestimento per la casa di Galileo: Villa Il Gioiello diventa luogo della memoria del grande scienziato [#FOTO]

fi1

FIRENZE, 12 ottobre 2018 – Galileo Galilei visse i suoi ultimi 10 anni di vita, confinato agli arresti domiciliari sulla collina di Arcetri, una piccola zona collinare a sud del centro di Firenze. “Villa Il Gioiello”, questo il nome della dimora odierna, presenta ancora al suo interno alcuni ambienti che hanno accompagnato la vita quotidiana dello scienziato, ricostruiti sulla base delle fonti documentarie disponibili grazie ad un progetto promosso da Fondazione CR Firenze e dal ‘Il Colle di Galileo’, un accordo fra le istituzioni scientifiche che insistono sulla collina di Arcetri (Università di Firenze, Istituto Nazionale di Astrofisica, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Fisica Nucleare). Hanno contribuito alla realizzazione il Museo Galileo e l’Accademia dei Georgofili.

Il nuovo allestimento per la casa di Galileo sarà inaugurato oggi, venerdì 12 ottobre 2018, alle ore 17  alla presenza del Rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei, del Vice sindaco Cristina Giachi, del Vice Presidente di Fondazione CR Firenze Donatella Carmi e del professor Giacomo Poggi, presidente del Comitato scientifico de ‘Il Colle di Galileo’.

fi5

UN RESTAURO ACCURATO – Gli interventi sulla ViIla, oltre alla installazione di dispositivi audiovisivi principalmente dedicati agli incontri scientifici e alle scuole di dottorato in fisica che si svolgono periodicamente fra queste mura, si sono concentrati sulla ricostruzione e sull’arredo di alcuni ambienti emblematici: lo studiolo, la cucina e la cantina. Nello studiolo di Galileo, che è oggi uno dei luoghi più suggestivi del complesso, il mobilio è autentico, del Seicento o del secolo precedente, ed è stato scelto da antiquari esperti, guidati anche dall’inventario della villa redatto nei tempi immediatamente successivi alla morte di Galileo. Artigiani di grande esperienza specializzati nel restauro di libri antichi hanno ricostruito le ‘vacchette’, cioè i quaderni con copertina in pelle che contengono alcune copie degli appunti che Galileo redigeva sul moto dei satelliti medicei. Nei locali della villa sono stati posizionati anche otto sedie cinquecentesche e un leggio; nella stanza dove Galileo è spirato si trova un bassorilievo ligneo dei primi del secolo scorso, che rappresenta lo scienziato circondato dai suoi discepoli, secondo la consolidata iconografia galileiana.

fi2

La cantine e la cucina erano locali intatti al tempo del restauro della Villa, ma totalmente privi di arredi. La loro ricostruzione, curata dall’Accademia dei Georgofili, si è bastata su studi che hanno permesso di definire un’ipotesi verosimile del materiale e degli oggetti contenuti. Le botti e il piccolo tino sono state costruiti seguendo le tecniche di allora; altri contenitori sono invece oggetti di antiquariato. Fiaschi, brocche e bicchieri di vetro sono stati riprodotti attraverso i quadri dell’epoca, mentre un tavolo di legno e dei panchetti sono stati realizzati secondo stilemi tratti da rappresentazioni iconografiche coeve.

fi6

Fra gli altri interventi sostenuti dalla Fondazione CR Firenze ci sono anche la Biblioteca Virtuale,  che consiste, attraverso un dispositivo che proietta su una parete l’immagine di una libreria, di estrarre e consultare virtualmente i volumi o le opere possedute da Galileo. Monitor touch-screen consentono al visitatore di leggere un’ampia documentazione predisposta dal Museo Galileo, sulla villa, sui luoghi galileiani presenti a Firenze e sugli apparecchi e strumenti progettati dallo scienziato. Altri monitor consentono al visitatore di apprendere come, a partire dalla fine del secolo diciannovesimo fino ai giorni d’oggi, si siano sviluppate le attività scientifiche nel campo delle fisica e dell’astronomia sulla collina di Arcetri. Tutto il percorso è accompagnato da totem illustrativi con testi in italiano ed inglese.

fi4

“PARADISO” DELLA FISICA  – La collina di Arcetri è oggi uno dei luoghi più importanti della storia della fisica. Nel maggio 2013 è stata designata sito storico dalla Società Europea di Fisica(EPS): è il secondo sito storico italiano ad aver avuto questo riconoscimento (dopo Via Panisperna a Roma, resa celebre dagli esperimenti sul rallentamento dei neutroni realizzati da Enrico Fermi nel 1934) che ne testimonia l’importanza per lo sviluppo della Fisica nell’ambito delle ricerche svolte dagli scienziati che vi hanno operato: Galileo Galilei; gli astronomi Giovan Battista Amici, Giovan Battista Donati e Giorgio Abetti; i fisici Enrico Fermi, Gilberto Bernardini, Enrico Persico, Franco Rasetti, Giuseppe Occhialini e Bruno Rossi.

La Villa è attualmente visitabile solo su prenotazione e con visita guidata”. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo +39 055 2756444, da lunedì a venerdì 9-17, sabato 9-13, oppure scrivere edumsn@unifi.it

Ecco il nuovo volto del Museo Archeologico di Aquileia (con tanti tesori esposti per la prima volta) [#FOTO]

FOTO di apertura: MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI AQUILEIA. CREDIT © Alessandra Chemollo. Si ringrazia Civita Tre Venezie

AQUILEIA (UD), 3 agosto 2018 –  Il 3 agosto 1882 nella villa neoclassica appartenuta ai conti Cassis Faraone il governo austro-ungarico apriva al pubblico l’Imperial Regio Museo dello Stato per raccogliere ed esporre le antichità di Aquileia, l’antica città romana celebrata come “moenibus et portu celeberrima”.  A distanza di 136 anni, oggi il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, fra le maggiori istituzioni dedicate all’archeologia romana, ha riaperto i battenti con una veste completamente rinnovata, che mette in risalto la ricchezza e l’importanza delle sue collezioni.  Si tratta del primo intervento complessivo di rinnovamento degli spazi della villa Cassis Faraone dal tempo del radicale restauro conclusosi nel 1955, che prevede il riallestimento dell’intera collezione.

All’inaugurazione ha partecipato anche il Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, che ha rimarcato come “l’ampliamento del Man permetta di offrire al pubblico tesori finora confinati nei depositi, facendo comprendere a pieno l’importanza e il rilievo dell’antico insediamento romano che, fino a tutto il periodo tardo antico, è stato uno dei centri irradianti di civiltà e sapere del bacino adriatico e dell’intero Mediterraneo”. Insieme a lui, l’Assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia Tiziana Gibelli, il Sindaco di Aquileia Gabriele Spanghero, il Presidente della Fondazione Aquileia Antonio Zanardi Landi, e i Direttori del Polo Museale regionale e del Museo, Luca Caburlotto e Marta Novello.

aq1

Museo Archeologico di Aquileia. Esterno © Alessandra Chemollo

UN MUSEO PER TUTTI – Grazie all’approccio interdisciplinare, il nuovo percorso espositivo è stato concepito con l’obiettivo di rendere il museo un luogo aperto a tutti e non solo agli addetti ai lavori. Al centro della nuova impostazione di visita sarà la riscoperta e valorizzazione dell’antica città di Aquileia – dalla quale proviene la miriade di oggetti e testimonianze di età romana che il museo custodisce – nel rapporto con il suo territorio. Il criterio espositivo, per decenni improntato sulla classificazione tipologica dei reperti, è stato completamente ripensato nell’intento di offrire un percorso più coinvolgente, che consenta una maggior comprensione dell’area archeologica, iscritta al Patrimonio mondiale dell’umanità (Unesco) dal 1998.

all1

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI AQUILEIA CREDIT © Alessandra Chemollo

 

Le eleganti e innovative soluzioni del nuovo allestimento valorizzano gli straordinari reperti che Aquileia ha restituito nella sua lunga stagione di scavi e ricerche.

aq2

TANTI TESORI MAI ESPOSTI… – Accanto ai materiali più noti, i visitatori potranno ammirare reperti mai esposti prima, recuperati dai depositi e restaurati grazie a un’attenta politica di crowdfunding. Tra questi vi sono i corredi funerari restaurati grazie all’intervento dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e preziosi oggetti d’arredo provenienti dalle ricche domus aquileiesi, già ampiamente note per la varietà e raffinatezza dei loro mosaici pavimentali. Proprio ai mosaici, uno dei fiori all’occhiello del sito archeologico di Aquileia, vengono riservate nuove forme di valorizzazione all’interno del progetto di allestimento.

aq12aq11

Alcuni dei pavimenti più importanti della collezione – prima conservati nei portici delle gallerie esterne e ora completamente rinnovati grazie ai restauri realizzati con il contributo di Intesa San Paolo e di Coop Allenza 3.0. – vengono ora presentati in associazione con affreschi e suppellettili in ceramica, vetro e metalli preziosi, utilizzate nel corso dei banchetti, per offrire un quadro della vita quotidiana dei ceti più agiati.

aq4

 

…E TANTI TESORI RISCOPERTI – Fra i capolavori più noti vengono esposte in una luce completamente nuova, grazie al restauro realizzato con il contributo della Fondazione Friuli, alcune delle più note opere di scultura: dal monumentale ciclo imperiale di età giulio-claudia ai numerosi ritratti, che costituiscono una delle peculiarità della raccolta, il cui suggestivo allestimento consentirà al visitatore di essere accompagnato dai volti degli antichi abitanti in un viaggio ideale alla scoperta dell’antica Aquileia.

aq5aq6aq7aq8aq9aq10

Queste e altre novità veicoleranno una narrazione completamente inedita della città romana, con diversi focus sulle sue attività produttive, sui suoi costumi, sull’impianto urbano originario e sugli apparati decorativi che caratterizzavano i luoghi più rappresentativi dell’epoca. La nuova sezione dedicata al ruolo di Aquileia quale “porta del Mediterraneo” restituirà attraverso documenti e iscrizioni uno spaccato della vivace dimensione culturale del centro. Sarà così possibile immergersi nella sua realtà cosmopolita, che la rese una tra i più importanti realtà economiche, culturali e strategico-militari dell’impero romano. Il Museo, totalmente rinnovato, potrà contare su un adeguamento ai più moderni standard museali internazionali e su apparati di comunicazione e didattici totalmente ripensati in modo da offrire una nuova forma narrativa con approfondimenti sui singoli reperti.

aq13

Il progetto è frutto di un lavoro di squadra che affianca professionalità interne al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – quali Luca Caburlotto, direttore del Polo museale del Friuli Venezia Giulia, Marta Novello, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, Anna Chiarelli, Responsabile unico del procedimento, Stefania Casucci per la progettazione, Elena Braidotti e Annalisa De Franzoni per il supporto tecnico-scientifico – a professionisti come Giovanni Tortelli per l’allestimento museografico, a un comitato scientifico composto da esperti del settore – Gemma Sena Chiesa, Francesca Ghedini, Franca Maselli Scotti, Francesca Morandini, Matteo Ceriana.

 


INFORMAZIONI

Museo Archeologico Nazionale di Aquileia
Aquileia (UD), 
Via Roma, 1
www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it
0431 91035; museoarcheoaquileia@beniculturali.it

Orari: mart-dom 8.30 – 19.30 (chiusura cassa alle 19.00)
Biglietti: € 7 intero; € 3,50 ridotto
Ingresso gratuito: Minori di 18 anni e tutte le categorie previste dal Mibac, FVG Card, Biglietto unico Aquileia

 

Inaugura la Villa dei Mosaici di Spello, eccezionale tesoro archeologico nel cuore dell’Umbria [#FOTO]

VMS_locandina_inaugurPERUGIA – Con quasi 500 metri quadrati recuperati, la Villa dei Mosaici di Spello è una delle scoperte archeologiche più importanti avvenute negli ultimi anni in Umbria. Sabato 24 marzo 2018, alle ore 11, sarà inaugurata la nuova struttura museale, moderna e multimediale. Dieci ambienti dai pavimenti a mosaico di grande bellezza, con straordinarie decorazioni policrome: elementi geometrici, figure umane, animali selvatici e fantastici.

Nel cuore dell’Umbria, la Villa dei Mosaici di Spello è un eccezionale tesoro archeologico. Unica nel suo genere, la residenza di età imperiale conserva ancora oggi raffinati pavimenti a mosaico e tracce di affreschi e stucchi alle pareti. Sabato 24 marzo, alle ore 11, sarà inaugurata la nuova struttura museale, moderna e multimediale, che permetterà di esplorare tutto il fascino di questa villa con ricostruzioni in 3D, postazioni multimediali e App dedicata. Sarà un evento di grande valore per il patrimonio culturale italiano, frutto di un lungo lavoro di ricerca e musealizzazione.

 

VillaMosaiciSpello_mescita vino

La Villa dei Mosaici di Spello fu scoperta nel luglio 2005, appena fuori le mura di Spello, in località Sant’Anna, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio pubblico. Dalla terra affiorarono resti di un mosaico antico, che diedero il via alle operazioni di scavo e, a seguire, al minuzioso restauro, operazioni condotte con la direzione scientifica della allora Soprintendenza archeologica dell’Umbria, portando alla luce una villa di grandi dimensioni.
I venti ambienti riportati alla luce sono pertinenti al settore centrale della villa, per una superficie totale di circa 500 metri quadrati. Di questi ambienti, dieci conservano pavimenti a mosaici policromi di grande bellezza, con motivi geometrici e figurati. L’ingresso è andato perduto.

VillaMosaiciSpello_stanza delle anfore
Intorno al peristilio, il cortile porticato che circondava il giardino interno, si aprono una serie stanze, denominate dalle figure e dai motivi decorativi dei mosaici: la stanza degli uccelli, la stanza delle anfore, il triclinio, la stanza del sole radiante, la stanza del mosaico geometrico, il peristilio, la stanza degli scudi e l’ambiente riscaldato.
Tra le stanze spicca l’ampio triclinio, la sala dei banchetti, con al centro del pavimento una scena di mescita del vino. Altri personaggi, disposti simmetricamente, raffigurano le Stagioni, associate a figure di Satiri del corteo dionisiaco (Bacco), come allusione al benessere, al buon raccolto e al godimento.

VillaMosaiciSpello_stanza sole radiante

Lo scavo ha messo in luce due fasi costruttive: la prima di età augustea (27 a.C.-14 d.C.), la successiva in piena età imperiale, verso la fine del II secolo d.C.
La Villa dei Mosaici di Spello, anche grazie agli apparati didattici e al sistema multimediale realizzato, permetterà di immergersi nel passato e di vivere un dialogo virtuoso tra città antica e città moderna. Il passato e il futuro non sono mai stati così vicini.

VillaMosaiciSpello_stanza uccelli_part

Villa dei Mosaici di Spello
Residenza Imperiale in località Sant’Anna
Via Paolina Schicchi Fagotti, 7
06038 Spello, Perugia
Per informazioni:  tel. 0742 302239 / info@villadeimosaicidispello.it
www.villadeimosaicidispello.it

Fonte: Comunicato ufficiale

PERUGIA / Apre la sezione epigrafica del Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria

x1PERUGIA – Sabato 17 marzo 2018, alle ore 17, al Museo archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia sarà inaugurata “Minima epigraphica”, una sezione, curata da Luca Benedetti, dedicata alle epigrafi. «Abbiamo voluto in questo modo», ha affermato la direttrice Luana Cenciaioli, «valorizzare degnamente piccoli reperti recanti iscrizioni, pezzi di eccezionale importanza documentaria alcuni dei quali esposti per la prima volta al pubblico». Si tratta di oggetti riguardanti aspetti della vita quotidiana antica, dal sacro all’istituzionale al militare passando per il commercio e la sfera privata. Alcuni sono stati rinvenuti a Perugia e nel territorio limitrofo, altri provengono invece dal mercato antiquario soprattutto romano o laziale. Nonostante le dimensioni, risultano di notevole interesse sia per gli studiosi che per coloro che desiderano conoscere particolari poco noti del passato. Sono in mostra ciottoli con iscrizioni, collari di schiavi, fistule aquariae (condutture in piombo utilizzate per distribuire l’acqua da una rete centrale ad edifici pubblici o privati), gemme in selce iscritte in entrambe le facce, proiettili in piombo per frombolieri, piccole targhe in bronzo o lamine in piombo, timbri e lucerne in bronzo, strumenti usati per la pulizia del corpo, pedine in osso, appartenenti a un gioco molto diffuso in tutto l’impero romano, recanti su un lato un termine più o meno ingiurioso e sull’altro un numero, tavolette in bronzo con occhiello per l’affissione emesse a ricordo di cerimonie religiose che si svolgevano annualmente.

Fonte: Polo Museale dell’Umbria

Colle di Val d’Elsa (Si), riapre dopo vent’anni il Museo San Pietro: un viaggio nella storia della città [GALLERY]

SIENA – Dopo quasi venti anni di chiusura, sabato 18 marzo, alle ore 11,00 riapriranno le porte del nuovo Museo San Pietro di Colle di Val d’Elsa (Siena).  Il percorso espositivo ripercorre la storia della città attraverso le espressioni d’arte, in un dialogo costante tra religiosità e ambizione civica propria dei comuni medievali, culminata nel 1592 con l’elevazione della Terra di Colle a Città, a seguito dell’istituzione della Diocesi. L’allestimento, scandito sui grandi avvenimenti storici, cerca di cogliere e proporre i momenti in cui il linguaggio artistico diventa espressione della cultura del popolo colligiano e della sua fede.

FIG 4 chiostro San Pietro

Museo San Pietro – chiostro

PICCOLA CITTA’, GRANDE STORIA – Posta al confine tra i territori di Siena e Firenze, Colle fu luogo di scontro politico, culminato in battaglie e assedi, ma anche luogo di incontro tra la tradizione artistica senese e quella fiorentina, humus culturale da cui nacque la grande stagione dell’età moderna, culminata nella ristrutturazione urbana e nei cantieri promossi dagli Usimbardi, come il Duomo, il Palazzo Vescovile o le fabbriche del San Pietro e dell’Ospedale di San Lorenzo, per giungere alle esperienze Otto e Novecentesche, magistralmente identificabili nelle opere di Antonio Salvetti o nel tormento artistico di Walter Fusi.
Tutta questa vicenda è raccontata nelle sale del museo e nella città, in un percorso integrato che, partendo dal San Pietro, porta ideale della città, si svolge per le vie ed i vicoli del Borgo di Santa Caterina e del Castello, per terminare al Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”, che, a breve, riaprirà le porte con nuovo allestimento.

GALLERY: LE OPERE

Questo slideshow richiede JavaScript.

UNO MUSEO, TANTI MUSEI – Il museo è il frutto della fusione del Museo Civico e Diocesano d’Arte sacra (formatosi dall’unione dei due istituti nel 1995), con la Collezione del Conservatorio di San Pietro, il monastero di San Pietro e il monastero di Santa Caterina e Maddalena, la Collezione Romano Bilenchi e la Collezione di Walter Fusi. Il percorso espositivo è realizzato su progetto dell’Arcidiocesi di Siena, del Comune di Colle Val d’Elsa e della Fondazione Musei Senesi, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Siena, Grosseto e Arezzo e il contributo di Ales SpA, Regione Toscana e Fondazione Monte dei Paschi di Siena.  Particolare importanza acquista  la sezione dedicata alla Collezione di Romano Bilenchi, che propone una selezione scelta della ricca biblioteca dello scrittore colligiano donata al Comune di Colle di Val d’Elsa, nel contesto in cui si trovava: le opere di Ottone Rosai, Moses Levy e Mino Maccari raccontano la formazione di Romano Bilenchi, arricchendo il quadro fornito dalle sue opere letterarie, specificandone la personalità.

Per la prima volta, dunque,  la proposta di Colle Alta Musei disvela le particolarità colligiane , permettendo al visitatore di leggere lo sviluppo della Città e della Diocesi di Colle in rapporto alle opere d’arte ed alle modifiche del tessuto urbano, con un dialogo continuo tra musei e centro storico, anche grazie al supporto della specifica audioguida. La gestione del museo e l’organizzazione è affidata a Civita – Opera.


Informazioni

Museo San Pietro, Colle di Val d’Elsa (SI)
via Gracco del Secco, 102

Orari
1 marzo – 31 ottobre: tutti i giorni 11:00 – 17:00
1 novembre – 25 dicembre: solo sabato e domenica 15:00 – 17:00
26 dicembre 6 gennaio: tutti i giorni 11:00 -17:00
9 gennaio – 28 febbraio: chiuso

Ingresso:
€ 6,00 intero (audioguida gratuita);
€ 4,00 ridotto (audioguida gratuita): bambini dai 6 ai 12 anni, gruppi  scolastici
Ingresso gratuito : bambini al di sotto dei  6 anni, residenti a Colle Val d’Elsa; scuole di Colle Val d’Elsa, portatori di handicap

WEB
www.collealtamusei.it
info@collealtamusei.it
call center info e booking 0577/286300

Fonte: Civita

ARCHEOLOGIA / Lamezia Terme, inaugura il Parco Archeologico dell’antica città di Terina

Oltre alla messa in luce dei quartieri residenziali della città della Magna Grecia, grazie alle attività di scavo e restauro specialistico, il parco è stato dotato di nuovi servizi, dalle tettoie per l’accoglienza all’area parcheggio.

LAMEZIA TERME (CZ) –  Domani,  sabato 19 novembre, inaugura il Parco Archeologico di Terina, antica città fondata tra la fine del VI e l’inizio del V sec. a.C. dalla città achea di Crotone, e situata nell’area di Iardini di Renda. Il taglio del nastro avverrà ore 11.00 alla presenza del presidente della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio, del sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro, del segretario regionale del Mibact per la Calabria Salvatore Patamia, del direttore scientifico della Soprintendenza Fabrizio Sudano e degli assessori del Comune di Lamezia Terme, Michele Cardamone e Graziella Astorino.

Seguirà poi la visita guidata al parco, in cui sarà possibile osservare quanto gli scavi archeologici abbiano messo in luce, ad esempio i resti delle strade e dei quartieri residenziali. Sarà così possibile passeggiare dove sorgeva la città della Magna Grecia; l’aerea, inoltre, è stata dotata di servizi, tra cui le tettoie per l’accoglienza e un’area parcheggio.

u3

La nuova “area accoglienza” del Parco

 I lavori si sono sviluppati da gennaio a ottobre 2016, resi possibili grazie a fondi regionali (POR 2007/2013) gestiti dal segretariato regionale del Mibact per la Calabria, condotti dal Comune di Lamezia Terme per la direzione lavori, dalla Soprintendenza Archeologia della Calabria per la direzione scientifica, ed eseguiti da Cooperativa Archeologia (www.archeologia.it).

Il progetto prevedeva la completa fruizione e valorizzazione dell’area di Iardini di Renda espropriata dal Comune, dove dal 1997 si sono susseguite cinque campagne di scavo che hanno accertato la presenza della parte residenziale della città. Il lavoro è stato portato a termine in tempi record, grazie alla messa in campo di competenze di vario genere: architetti, restauratori, archeologi, rilevatori, oltre a manodopera specializzata che, in sinergia, hanno contribuito alla realizzazione del Parco, finalmente dotato di una recinzione, di un sistema di videosorveglianza, di un parcheggio e di servizi igienici, oltre che di percorsi interni di visita, di punti di sosta e di materiale divulgativo per una visita completa.

A giudicare dalla sua monetazione, Terina doveva essere una città ricca, pienamente inserita nei processi politici ed economici delle città della Magna Grecia. Anche la sua collocazione, allo sbocco della via istmica e lungo la via tirrenica, devono aver favorito il suo sviluppo. Gli scavi hanno messo in luce un vasto quartiere con funzione residenziale, delimitato da due strade rettilinee perfettamente parallele tra loro e aventi identica larghezza (metri 6,30). Le ultime indagini hanno restituito un interessante sistema di raccolta e drenaggio delle acque realizzato con due canalette in pietra che raccoglievano l’acqua piovana che scendeva dalle gronde degli edifici. E’ stato possibile riconoscere, inoltre, quattro differenti nuclei abitativi tutti aventi lunghezza pari a 17 metri circa; uno di questi, si è scoperto essere costituito da una serie di vani disposti intorno a un vasto cortile centrale, cuore della casa.

u4

Statere, circa 440-425 a.C., di Terina (recto e verso)

ARCHEOLOGIA / Bibbiena (Ar), riapre la sezione altomedievale del Museo del Casentino

qBIBBIENA (AR) – Riapre la Sezione Altomedievale del Museo Archeologico del Casentino “Piero Albertoni” di Bibbiena (Arezzo). Già lo scorso anno il Museo aveva ospitato una mostra dedicata proprio alle testimonianze del periodo altomedievale sul territorio fra Casentino e Val Bidente che aveva raccolto soprattutto elementi architettonici decorati provenienti  dalle chiese scavate negli ultimi tre decenni (la pieve di S. Maria di Partina, la Chiesa Vecchia di Soci, la chiesa di S. Andrea a Lontrina e quella del Castellare di Bibbiena e la pieve di S. Antonino di Socana). Ora, sabato 5 novembre alle ore 13, riapre dunque la sezione altomedievale completamente rinnovata.

Fino ad oggi l’allestimento del Museo, basato su un criterio cronologico, ricostruiva le trasformazioni della valle casentinese tra la Preistoria e la tarda età romana. Ora la nuova sezione contribuirà ad approfondire anche questa parte poco nota della storia del territorio.


Informazioni

Museo Archeologico del Casentino
Via Berni, 21 – 52011 Bibbiena (AR)
Tel. 0575 595486
info@arcamuseocasentino.it
www.arcamuseocasentino.it

#Archeologia #MOSTRE / A Saint-Dizier gli splendori del regno merovingio d’Austrasia #Medioevo / GALLERY

#Archeologia #MOSTRE / A Saint-Dizier gli splendori del regno merovingio d’Austrasia
#Medioevo #Francia #Gallery

© Perceval Archeostoria – All rights reserved. Nessuna parte di questo blog può essere copiata, riprodotta o rielaborata senza citare la fonte.
©  Foto INRAP

affiche-2016-exposition-austrasie-saint-dizierSAINT-DIZIER (FRA) – [autore: E.P.] Una grande mostra sui tesori dei Merovingi, con pezzi spettacolari provenienti da Musei locali e di tutta Europa. Si annuncia davvero imperdibile l’esposizione Austrasie, le royaume mérovingien oublié (Austrasia, il regno dimenticato dei Merovingi) che sarà ospitata, dal 16 settembre prossimo  al 26 marzo 2017, presso lo Spazio Camille Claude di Saint-Dizier, in Francia: si tratta infatti della prima mostra organica dedicata  all’Austrasia,  culla della dinastia merovingia tra il 511 e il 717; importanti rassegne sono già state dedicate in passato (negli anni Ottanta del secolo scorso) agli altri regni che hanno fatto la storia della Francia altomedievale, Neustria e Borgogna.

La mostra, organizzata con la collaborazione dell’INRAP – Institut national de recherches archéologiques préventives, invita dunque a scoprire l’unicità e la ricchezza della vita di tutti i giorni e l’organizzazione sociale del regno dei Merovingi.  Per l’occasione saranno riuniti, per la prima volta, importantissimi oggetti in prestito dai maggiori musei europei: il Museo di Colonia e Stoccarda, in Germania, il Musée d’Amay e i  Musées royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles in Belgique, il  Musée National d’Histoire de l’Art du Luxembourg. Tra essi, i più significativi sono il corredo della tomba del piccolo principe di Colonia , l’anello del vescovo di Metz, i gioielli della dama di Grez-Doiceau, oltre naturalmente ai reperti provenienti dalla stessa Saint-Dizier  e scoperti durante una campagna di scavo  condotta dall’INRAP nel 2002.

In quell’occasione, sul sito detto “La Tuilerie”  gli archeologi riportarono alla luce tre eccezionali sepolture nobiliari franche e una equina datate alla prima metà del VI secolo.  

11

Ricostruzione della Tomba 12

Gli oggetti recuperati furono in tutto oltre 200 a testimonianza dell’altissimo rango degli inumati: gioielli in oro, argento e pietre preziose, armi, bicchieri in vetro e vasellame di bronzo. I reperti sono attualmente in mostra in un’esposizione permanente allestita presso il Museo di Saint-Dizier. La scoperta ha fatto della cittadina il luogo più rappresentativo e centrale per quanto riguarda la storia francese all’epoca degli eredi di Clodoveo.

 GALLERY

11

L’iniziativa nasce dopo il successo della mostra ” I nostri antenati barbari ” nel 2008, che ha attirato 35.000 visitatori. Come spiega l’Inrap in una nota, il nuovo progetto fa parte di una strategia di sviluppo incentrata sull’archeologia avviata dal Comune di Saint-Dizier nel mese di novembre 2014, iniziata con la firma di un accordo pluriennale tra lo Stato francese, il Consiglio regionale, il Consiglio locale e la stessa INRAP.

Dopo Saint-Dizier, la grande mostra sarà ospitata, da aprile a ottobre 2017,  presso il Museo Archeologico Nazionale di Saint-Germain-en-Laye.

Informazioni: www.austrasie-expo.fr

© Perceval Archeostoria – All rights reserved. Nessuna parte di questo blog può essere copiata, riprodotta o rielaborata senza citare la fonte.

#MUSEI / L’Archeologico di Mantova inaugura la sezione dedicata alla “Mantua” romana

11#MUSEI /#ARCHEOLOGIA L’Archeologico di #Mantova inaugura la sezione dedicata alla “Mantua” romana @MANmantova

Fonte: comunicazione ufficiale.

MANTOVA – Sarà inaugurato il 2 settembre a Mantova l’allestimento permanente dell’intero piano terreno del Museo Archeologico Nazionale, per accogliere oltre un centinaio di importanti materiali provenienti da scavi della città romana o del suo territorio e fino a oggi conservati nei depositi: reperti monumentali tra cui un imponente tratto di strada basolata urbana, pavimentazioni a mosaico e in cocciopesto, statue, iscrizioni, parti di architetture funerarie, affreschi. L’inaugurazione della sezione, intitolata “Mantua: una città romana”, avverrà alle 17 e per l’occasione il Museo sarà visitabile gratuitamente.
L’ingresso principale sarà direttamente dalla centralissima piazza Sordello, a sinistra del complesso di Palazzo Ducale, con accesso diretto all’ampio salone del piano terra ove saranno per la prima volta visibili i documenti archeologici che raccontano l’origine e lo sviluppo della città di Mantua dall’epoca di Augusto e Virgilio alla città paleocristiana e altomedievale.

Il progetto di allestimento è stato voluto da Stefano L’Occaso con la direzione scientifica di Nicoletta Giordani e triplica la superficie espositiva. Il  nuovo Museo sarà  dotato anche di un nuovo apparato didattico. Tutti i materiali esposti, molti dei quali già conservati nei depositi del Palazzo Ducale e della Soprintendenza, sono stati tutti restaurati (dalle ditte Ambra Co.Re., Arké, Marchetti e Fontanini, Maria Giovanna Romano) e sono inseriti nel nuovo allestimento progettato dalla Coprat (Samantha Olocotino e Paolo Tacci) e da Cerri Associati (Alessandro Colombo e Francesca Rapisarda) e realizzato dalla Plotini srl.

Il Museo Archeologico Nazionale di Mantova è ospitato nel cosiddetto Mercato dei Bozzoli, un tempo sede del teatro dei Gonzaga, edificio donato dal Comune allo Stato nel 1978 e aperto nel 1998 come sede museale, nato per accogliere ed esporre uno dei più interessanti e variegati patrimoni archeologici della Lombardia. Da allora il Museo è rimasto limitato a una piccola parte del piano terra, su tre piani di possibile estensione.
Il Museo, passato in consegna nel 2015 al Polo Museale della Lombardia, vede la realizzazione di un significativo sviluppo espositivo rispetto all’attuale allestimento con i reperti degli insediamenti e delle necropoli del territorio mantovano; con l’aumento della superficie espositiva il Museo offre al pubblico un’esperienza di visita di grande suggestione perché – attraverso i materiali raccolti, ordinati e restaurati, a testimonianza della storia del territorio – permette di calarsi nella narrazione dei popoli che hanno abitato la città di Mantova nell’antichità.

“L’eccezionale ampliamento dell’offerta museale – sono parole del Direttore contenute in una nota diffusa dal Museo –  si accompagna alla valutazione responsabile che il Museo possa e debba essere visitato dal maggior numero possibile di visitatori, cittadini mossi dal desiderio della conoscenza delle proprie origini e turisti di tutto il mondo da accogliere nella cornice degli eventi organizzati per Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016, con le testimonianze della storia e della memoria del popolo mantovano”.

Il costo del biglietto rimane invariato: 4,00 euro l’intero e 2,00 euro il ridotto), come sottolinea il Direttore del Polo.

Fonte: comunicato ufficiale.


Informazioni

Museo Archeologico Nazionale di Mantova
piazza Sordello, 28 – 46100 Mantova – tel. 0376 320003
email: museoarcheologico.mantova@beniculturali.it