MOSTRE / Lungo i confini dell’Impero: il Limes danubiano da Traiano a Marco Aurelio (e un viaggio per scoprirlo)

ROMA – Cos’è il Limes danubiano? Perché una mostra sul Limes danubiano è organizzata nei Mercati di Traiano, già interamente “invasi” dalla mostra archeologica Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa? Se la prima risposta, piuttosto complessa, costituisce la motivazione del progetto espositivo, la seconda è immediata: Traiano è l’Imperatore che ha esteso l’Impero verso Est con la conquista della Dacia, attuale Romania, dunque la mostra dedicata alla sua figura di “costruttore” dell’Impero – e, in nuce, “creatore dell’Europa” – comprende, concettualmente e materialmente, il territorio del Limes danubiano. Non poteva esserci, dunque, una sede espositiva migliore.

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Per definirne l’idea, occorre comprendere che il Limes danubiano, linea di confine nord-orientale dell’Impero Romano interessato dal corso del fiume Danubio, non era solo un concetto militare ma piuttosto un luogo di incontro e di scambio tra due civiltà. Il concetto di conquista romana, infatti, partiva dalla presa militare di un territorio ma si attuava nella sua trasformazione in Provincia e nella sua romanizzazione e, in senso lato, nell’espansione “oltre” il confine politico nella forma di un’articolata rete di relazioni umane e commerciali.

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Recuperare l’unitarietà culturale del Limes danubiano, originariamente esteso su un itinerario di 1.500 chilometri costellato da fortezze, torri di avvistamento e insediamenti civili, ma oggi distribuito nelle nazioni della Germania, Austria, Slovacchia e Ungheria, è dunque l’obiettivo del progetto congiunto transfrontaliero proposto per la candidatura a sito del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Far conoscere il progetto e il prezioso patrimonio di resti archeologici della Repubblica Slovacca è quindi l’obiettivo della mostra documentaria che sarà allestita nei Mercati di Traiano nella seconda metà del 2018, in significativa concomitanza con l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e il 25° anniversario della nascita della Repubblica Slovacca

 04. Dedalos e Icaro-Gerulata, stele funerale

 

La mostra, ospitata dai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali dal 6 luglio al 18 novembre 2018, è promossa da Roma Capitale,Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con l’Istituto Municipale per la Tutela dei Beni (MÚOP) di BratislavaBratislava Capitale della Repubblica Slovacca – Ambasciata della Repubblica Slovacca a RomaIstituto Slovacco a Roma e ha come Partners – co-organizzatori: Commissione per i Monumenti della Repubblica Slovacca-Pamiatkový úrad,Museo Municipale di BratislavaMuseo Danubiano di KomárnoIstituto Archeologico presso l’Accademia delle Scienze Slovacca,Associazione archeologica Slovacca presso l’Accademia delle Scienze SlovaccaMuseo Nazionale Slovacco – Museo Archeologico eSTUDIO 727.

 Attraverso le parole di Marco Aurelio, evocato in un prodotto video, e l’esposizione di pannelli didattici dedicati ai maggiori siti archeologici conservati nel territorio della Repubblica Slovacca, la mostra intende documentare e valorizzare una realtà storica importante e poco nota, presentando per la prima volta in Italia i risultati dei più recenti scavi archeologici nei campi militari di Rusovce – Gerulata e Iža Leányvár (Kelemantia), i siti archeologici di Devin, Dubravka, Stupava e, uniche nel loro genere, le costruzioni del I secolo a.C. messe in luce negli anni 2008-2014 presso il Castello di Bratislava.

Ricordiamo che il Danubio come frontiera, e i luoghi che lungo il corso del Grande Fiume hanno fatto la storia, sono anche oggetto del viaggio organizzato da Far East Viaggi dal 9 al 20 agosto e che ci vedrà protagonisti come consulenti culturali (vedi locandina qui sotto). Ancora pochi i posti disponibili.

Per informazioni sul viaggio:  www.fareastviaggi.it

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INFORMAZIONI MOSTRA

Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali
Via Quattro Novembre 94 – Roma
Apertura al pubblico: 6 luglio – 18 novembre 2018; inaugurazione  5 luglio ore 18.30
Info mostra: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00); www.mercatiditraiano.itwww.museiincomune.it

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PUBBLICAZIONI / “Roma potenza militare”, una monografia spiega le tecniche e le strategie dell’esercito che conquistò il mondo

E’ in edicola ROMA POTENZA MILITARE, la nuova monografia di Sprea Editore. I testi di Elena Percivaldi, di Mario GalloniGiuseppe Cascarino e Nicola Zotti. La pubblicazione ricostruisce con dovizia di particolari l’intera #storia militare di #Roma dalle origini alla fine dell’Impero attraverso le riforme dell’esercito, i fatti militari, le #armi, le #battaglie e i principali protagonisti. La pubblicazione è disponibile n edicola e sul sito dell’Editore, anche in versione digitale: http://sprea.it/rivista/18112

roma potenza militare

EVENTI / Trento, il ritorno dei Longobardi

locandina AD 577 lowTRENTO – In quei giorni arrivarono i Franchi e il castrum Anagnis, che è posto sopra Trento al confine d’Italia,  si consegnò loro. Per questa ragione, il conte dei Longobardi di Lagare, chiamato Ragilone,  si recò sul posto e depredò Anagnis. Ma mentre tornava con il bottino, fu ucciso con molti  dei suoi dal duca dei Franchi Chramnichis, che gli si parò contro nel Campo Rotaliano.  Lo stesso Chramnichis, non molto tempo dopo, venne a Trento e la devastò.  Ma il duca di Trento Evin lo inseguì e lo uccise con i suoi compagni nella località detta Salorno, riprendendo tutta la preda che quello aveva fatto. E cacciati i Franchi, recuperò il territorio di Trento”.  Con queste parole Paolo Diacono, il grande storico dei Longobardi vissuto nell’VIII secolo, racconta lo scontro che si tenne, nel 577, nella piana Rotaliana, tra le odierne Mezzocorona e Mezzolombardo, in Trentino. Alla battaglia è ispirato l’evento “A.D. 577 – I Longobardi nel Campo Rotaliano” che si terrà a Mezzolombardo (Trento) dal 6 all’8 ottobre prossimi.

La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco di Mezzolombardo e dall’Associazione Castelli del Trentino in collaborazione con Perceval Archeostoria, si articola in due momenti distinti.

Dopo l’inaugurazione di venerdì 6 ottobre alle 20 in Sala Civica con la proiezione del film “L’Italia dei Longobardi”, il 7 mattina (ore 9-13) si terrà (in Sala Spaur) un convegno internazionale di studi affidato alla curatela scientifica del prof. Giuseppe Albertoni dell’Università di Trento, che vedrà l’intervento di noti docenti e studiosi.

La seconda parte della manifestazione, ideata e curata dalla medievista Elena Percivaldi per il format ©“Alla scoperta dei Longobardi”, si svolge in Località Piani di Mezzolombardo: la rievocazione vedrà la Scuola di Scherma Storica Fortebraccio Veregrense e il gruppo Bandum Freaeproporre momenti di vita quotidiana, spettacoli, laboratori didattici, musica e dimostrazioni di armi.

Completano l’evento due mostre (una storico-didattica e una bibliografica) e una cena longobarda (su prenotazione: info@pianarotaliana.it – Tel. 0461 1752525) con piatti ispirati alla tradizione medievale e locale, accompagnata dalla musica altomedievale dei Winileod e preceduta da un’introduzione all’alimentazione dell’epoca a cura di Bandum Freae ed Elena Percivaldi. Programma completo sul sito: www.ad577.wordpress.com. Per informazioni: associazionecastelli@libero.it – Tel. 349 6892619).

A.D. 577 – I Longobardi nel Campo Rotaliano” si avvale del patrocinio istituzionale di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Autonoma Trentino Alto Adige, Comune di Mezzolombardo e del patrocinio culturale di Italia Langobardorum, Centro Studi Ponzio di Cluny, Associazione Culturale Italia Medievale. Si svolge in collaborazione con Consorzio dei Comuni della Provincia di Trento, Comunità Rotaliana-Königsberg, Consorzio Turistico Piana Rotaliana-Königsberg, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, Biblioteca intercomunale Alberto De Eccher dall’Eco di MezzolombardoMediapartner: Medioevo. Sponsor:Foradori, Itas Assicurazioni (Agenzia di Mezzolombardo) e Nuovi investimenti Paolo Leonardi.


Per informazioni:
www.ad577.wordpress.com
www.facebook.com/Ad577.Longobardi

www.ilongobardi.jimdo.com
e-mail: associazionecastelli@libero.it – Tel. 349 6892619
email: 
presidente@prolocomezzolombardo.it – Tel. 329 8139008

“Galati vincenti”, a Biella in mostra i Celti in Piemonte tra VI e I secolo a.C. (e in edicola una monografia a tema)

xBIELLA – Il Museo del Territorio Biellese ripercorre con la mostra Galati vincenti. I Celti in Piemonte tra VI e I secolo a.C.  le tappe fondamentali della presenza sul territorio piemontese dei principali e diversi gruppi etnici riconducibili alla matrice culturale comune celtica, a partire dai Celti della cultura di Golasecca del VI secolo a.C., così chiamata dal sito eponimo scoperto in Lombardia, fino alla piena romanizzazione di I secolo a.C. L’esposizione, che sarà inaugurata  sabato 15 luglio alle ore 18, presenta fino al 29 ottobre 2017 reperti e corredi tombali d’eccezione, documenti scritti e monetali inediti, esposti al pubblico per la prima volta o nuovamente dopo anni di assenza, grazie al prestito dei Musei Civici di Novara, del Museo del Paesaggio di Ornavasso e delle Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Torino e di Novara-Biella.

I CELTI IN EDICOLA – Segnaliamo che sui Celti è appena uscito in edicola un nuovo Speciale monografico edito da Sprea (al quale abbiamo collaborato):  in 126 pagine interamente illustrate a colori, la pubblicazione illustra i tratti principali della civiltà celtica in Italia e in Europa raccontandone l’epopea storica,  le tracce archeologiche, l’eredità culturale e immateriale, il patrimonio che hanno trasmesso nelle leggende e nel folklore. Ampio spazio è dedicato anche ai “Celti oggi” con un excursus nella moda, la musica, la cultura, i festival e le rievocazioni storiche, e presenta anche un focus sui Paesi e le regioni che mantengono una profonda radice celtica: Irlanda, Galles, Cornovaglia, Scozia, Isola di Man, Bretagna, Asturie e Galizia.  I testi sono a cura de nostri Elena Percivaldi, storica e autrice nel 2003 del fortunato “I Celti. Una civiltà europea”, edito da Giunti in due edizioni diverse (2003 e 2005) e tradotto anche in spagnolo e tedesco, e  Mario Galloni, con Stefano Bandera.  Le foto delle rievocazioni sono di Camillo Balossini  (link diretto per l’acquisto).

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TESTIMONIANZE IN MOSTRA –  Tornando alla mostra, i reperti esposti a Biella, che possiamo ricondurre a Insubri, Leponti e altri popoli famosi citati dalle fonti storiche, entrano in dialogo con quelli delle genti celtiche del Biellese presenti nell’esposizione permanente del Museo del Territorio, fornendo al visitatore un coinvolgente e ampio quadro culturale.
Il fascino suscitato dalla bellezza intrinseca degli oggetti, all’interno di un allestimento molto evocativo, consente di avvicinarsi alle principali caratteristiche culturali dei Celti in Piemonte nel più ampio raggio nazionale, cogliendone le evoluzioni nei secoli.

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Se il nostro immaginario collettivo riguardo alla figura dei Celti, come si chiamavano loro, o Galli come li chiamavano i Romani o ancora Galati per la lingua dei Greci, ci riporta a statue riconducibili all’arte greca di cui il capolavoro del Galata Capitolino esprime tutta la fierezza, il coraggio, la dignità di un popolo vinto, ma temuto e rispettato dai Romani, gli oggetti della mostra sono la concreta percezione della veridicità delle sensazioni suscitate dai Galli negli altri popoli: due lance, una spada e un par&colare elmo sono ciò che resta dei guerrieri Celti nel nostro territorio, segno
concreto dell’equipaggiamento di uomini di grande corporatura che hanno abitato in Italia nordoccidentale, hanno combattuto contro i Romani o anche prestato servizio, come mercenari, negli eserciti di Roma con cui avevano stretto patti. di non belligeranza.
Da una tomba femminile da Dormelletto (NO) e da tre tombe della necropoli di San Bernardo a Ornavasso (VCO), è in mostra una rappresentanza di oggetto riconducibili alla società leponzia del II secolo a.C.: un guerriero, due donne e una bambina di condizione aristocratica.
Gioielli in oro, vetro, argento e bronzo, come una coppia di strane “cavigliere” a ovoli in bronzo, forse usate in particolari feste o celebrazioni, o le famose, multiformi e ricche fibule (spille) per allacciare le vesti, un particolare pendente “scacciamalocchio” o ancora raffinati anelli con corniole incise, ci avvicinano alla moda femminile del tempo.
Il vino è un altro filo conduttore della mostra: la bevanda, già conosciuta dai Celti 2.500 anni fa, grazie agli Etruschi che percorsero il nostro territorio per cercare commerci transalpini, è testimoniata dalle prestigiose brocche a becco in bronzo – in mostra un esemplare di produzione nordetrusca-, e dai numerosi esemplari di vasi celtici in terracotta per il vino, de. “a trottola” per la forma schiacciata, adatta al consumo del vino puro come da una borraccia o come altri credono, per areare un vino molto tannico, ormai prodotto dai Celti e da questi consumato puro.

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Tra questi ultimi spicca in mostra il vaso che, con la più lunga iscrizione in lingua celtica, detta “alfabeto di Lugano”, ci riporta i nomi di due sposi Latumaro e Sapsuta, seppelliti in fosse vicine, le cui abitudini di vita (lavoro, alimentazione etc.) sono manifeste dagli oggetti che la pietà dei loro cari ha deposto come corredo. Altri documenti, tra cui un’epigrafe della necropoli biellese di Cerrione mai esposta, mostrano l’alto livello culturale di questi presunti “barbari” (come li chiamarono Greci e Romani per il semplice fatto che parlavano una lingua diversa).
Se lo splendido vasellame in bronzo importato da prestigiosi ateliers del centro Italia , usato nei banchetti sia per la mescita, sia per lavarsi le mani, ci avvicina ai sontuosi banchetti delle aristocrazie celtiche che abitavano al di là del Po, due eccezionali esemplari di monete in oro e numerose altre in argento indicano l’alto livello di autoaffermazione dei Galati che la mostra ha voluta chiamare “vincenti” in quanto espressione, a distanza di migliaia di anni, della gloria di un popolo “vinto”, ma la cui cultura, vincente, costituisce un capitolo fondamentale per la storia.


Informazioni sulla mostra
Galati vincenti. I Celti in Piemonte tra VI e I secolo a.C.
15 luglio – 29 ottobre 2017
Biella,  Museo del Territorio Biellese
Tel. 015 2529 345
www.museo.comune.biella.it
museo@comune.biella.it

ORARI
Da mercoledì a venerdì ore 10.00-12.30 e 15.00-18.30
Sabato e domenica ore 15.00-19.00
Apertura straordinaria: martedì 15 agosto, ore 15.00-19.00

BIGLIETTO UNICO (Mare + Galati vincenti + collezioni permanenti)
€ 5,00 intero
€ 3,00 ridotto
Presentando il biglietto d’ingresso della mostra Viaggio – La scoperta di nuovi orizzonti si ha diritto al biglietto d’ingresso ridotto (€ 3,00)
Su prenotazione visite guidate per gruppi e scolaresche

EVENTI COLLATERALI ALLA MOSTRA
Luglio
Sabato 15 luglio, ore 18.00 inaugurazione
Domenica 23 luglio
Visita guidata h 16.00, prenotazione obbligatoria max 25 persone, a cura delle archeologhe del museo
Agosto
Venerdì 4 agosto 
Visita guidata h 20.30, prenotazione obbligatoria max 25 persone, a cura delle archeologhe del museo
Concerto dei “Celtic Harp Orchestra” 21.30, ingresso gratuito presso il Chiostro di San Sebastiano
Settembre
Sabato 23 settembre
Visita guidata h 18.30, prenotazione obbligatoria max 25 persone, a cura delle archeologhe delmmuseo.
“Celtic hour” h 19.30: degustazione alla scoperta dei sapori degli antichi Celti presso la Caffetteria del Chiostro Zoe-Art Cafè.
Prenotazione obbligatoria entro le h 17.00 del 22/09
Ottobre
Domenica 1 ottobre
“Al mercato di Latumaro”: un viaggio nel tempo alla scoperta degli antichi mestieri dei Celti. Laboratori, visite guidate, danze e tanto altro ancora…, a cura di Associazione Storico CulturaleOkelum. Dalle h 15.00 presso il Chiostro di San Sebastiano. Ingresso gratuito
Giovedì 5 ottobre 
Conferenza h 21.00 “Guerrieri, artigiani, mercanti: i primi Celti d’Europa e del Piemonte”, a cura di Francesco Rubat Borel, (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti, Paesaggio per le province di Biella,Vercelli, Novara, VCO).
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
Domenica 8 ottobre
FAMU-Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo. Dalle h 15.00 laboratori, storie, merenda e tanto altro ancora.
Ingresso gratuito
Venerdì 20 ottobre
Conferenza h 21.00 “I Celti in Piemonte dalle invasioni del IV secolo a. C. alla romanizzazione, dagli Insubri ai Celti del Biellese” a cura di Giuseppina Spagnolo (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti, Paesaggio per le province di Biella, Vercelli, Novara, VCO) e Angela Deodato (Museo del Territorio
Biellese). Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
Sabato 28 ottobre 
Visita guidata h 19.30 prenotazione obbligatoria max 25 persone, a cura delle archeologhe del museo
“A cena con Sapsuta” h 20.30, suggestioni dal mondo eno-gastronomico dei Celti presso la Caffetteria del Chiostro Zoe-Art Cafè prenotazione obbligatoria entro le h 17.00 del 27/09, max 35
persone
Settembre-Ottobre
Attività per le scuole
Visite guidate, laboratori per le scuole primarie e le secondarie di primo e secondo grado a cura delle archeologhe del museo. Prenotazione obbligatoria
Lectio magistralis per le scuole secondarie di secondo grado a cura di Stefania Padovan, (Spazio Espositivo per l’Archeologia del Lago Pistono – Montalto Dora). Prenotazione obbligatoria

EVENTI COLLATERALI_COSTI
Visita guidata: € 5
Aperitivo celtico: € 8,50
Cena celtica: € 25,00
Visita guidata+aperitivo celtico: € 3+€ 8,50
Visita guidata+cena celtica: € 3+€ 25,00

I Celti in edicola: una nuova monografia edita da Sprea

2017-07-05 (1)E’ appena uscito in edicola un nuovo Speciale monografico edito da Sprea, stavolta dedicato ai Celti. In 130 pagine interamente illustrate a colori, lo speciale ripercorre i tratti principali della civiltà celtica in Italia e in Europa raccontandone l’epopea storica,  le tracce archeologiche, l’eredità culturale e immateriale, il patrimonio che i Celti hanno trasmesso nelle leggende e nel folklore. Ampio spazio è dedicato anche ai “Celti oggi” con un excursus nella moda, la musica, la cultura, i festival e le rievocazioni storiche, e comprende un focus sui Paesi e le regioni che mantengono una profonda radice celtica: Irlanda, Galles, Cornovaglia, Scozia, Isola di Man, Bretagna, Asturie e Galizia.

I testi sono a cura di Elena Percivaldi, storica e autrice nel 2003 del fortunato “I Celti. Una civiltà europea”, edito da Giunti in due edizioni diverse (2003 e 2005) e tradotto anche in spagnolo e tedesco, e di Mario Galloni con Stefano Bandera.  Le foto delle rievocazioni sono di Camillo Balossini

Link diretto per l’acquisto.

SOMMARIO

2017-07-05

NOVITA’ EDITORIALI / UN NUOVO SPECIALE SUI GRANDI IMPERATORI IN EDICOLA

ImperatoriIl nuovo speciale monografico in edicola, pubblicato da Sprea Editori, è dedicato ai Grandi Imperatori, uomini che governando popoli e nazioni dall’Antichità all’Età moderna hanno fatto la Storia. La pubblicazione ne ripercorre le affascinanti vicende raccontando, con uno stile narrativo efficace ma sempre con rigore storico, non solo le imprese, ma anche gli aneddoti, le curiosità e l’eredità.

I testi sono curati da vari autori:  Elena Percivaldi (storica medievista, autrice Newton Compton e collaboratrice di riviste come Medioevo, BBC History Italia, Conoscere la Storia, Storie di Guerre e Guerrieri),  gli scrittori Andrea Accorsi e Daniela Ferro (autori Newton Compton), Massimiliano Griner (storico, scrittore e autore televisivo), Mirko Molteni (autore di numerosi volumi di storia militare pubblicati da Odoya).
La pubblicazione – 130 pagine interamente illustrate a colori – è distribuita in tutte le edicole al costo di euro 9,90.  Disponibile anche in versione digitale a soli euro 4,90.

NOVITA’ EDITORIALI / Un nuovo speciale sui Barbari in edicola

barbari-coverSi dice che la storia la scrivano i vincitori, ma non è sempre così. Quando i germani e le altre genti “barbariche” diedero il colpo di grazia all’impero romano, ormai in piena crisi, a scrivere la cronaca degli scontri furono quasi sempre gli sconfitti, i quali trasmisero ai posteri un’immagine negativa di questi popoli che, nonostante i contatti plurisecolari, conoscevano ancora poco. Oggi  sappiamo che le genti “barbariche” possedevano culture complesse, mantenevano quasi tutte rapporti di lunga data con Roma e ne ammiravano le istituzioni e la civiltà al punto da imitarle per legittimarsi. Possedevano, però, anche una loro precisa identità, che andò affermandosi col tempo e si esaltò proprio quando l’incontro-scontro tra i due mondi assunse quel carattere definitivo e traumatico che avrebbe comportato la fine dell’impero.
Dai più antichi Celti e Germani ai Vandali e agli Unni, dai Goti ai Longobardi fino agli Ungari e ai Vichinghi, tutti questi popoli, nessuno escluso, concorsero a forgiare l’Europa così com’è oggi, figlia del diritto e della civiltà di Roma ma anche degli usi, costumi, arte, lingue e miti di chi, pur decretandone il tramonto, ne raccolse l’eredità.
Al tema, vasto e affascinante, è dedicato “Barbari”, il nuovo Speciale di “Conoscere la Storia”, pubblicato da Sprea Editori e appena uscito in tutte le edicole: 130 pagine interamente illustrate a colori al costo di euro 9.90.
I testi sono curati da Elena Percivaldi, storica e collaboratrice di riviste come Medioevo, BBC History Italia, Conoscere la Storia, Storie di Guerre e Guerrieri.
Le fotografie, che ritraggono momenti di vita quotidiana dell’epoca secondo la ricostruzione dei gruppi di rievocazione storica, sono di Camillo Balossini, uno dei più noti reporter del settore.