ARCHEOLOGIA / Ad Arsago Seprio (Va) un seminario sul vetro nell’Alto Medioevo

VARESE, 8 novembre 2017 – Il 24 novembre 2018 si terrà ad Arsago Seprio (Va), presso il Civico Museo Archeologico (via Vanoni), il IV seminario “L’alto Medioevo. Artigiani, tecniche produttive e organizzazione manifatturiera”. I relatori si confronteranno in particolare sul vetro: materie prime, tecniche di produzione, contesti d’uso e circolazione dei manufatti tra il VI e il IX secolo. Il seminario si svolge in collaborazione con la Soprintendenza e con AREDAT – Associació per la Recerca, Estudi i Difusió en Antiguitat Tardana, con il coordinamento di M.Beghetti e P.M.De Marchi.   L’inizio dei lavori è fissato per le ore 15.

Di seguito la locandina con il programma:

 

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CONVEGNI / A San Severo (Fg) studiosi a confronto sulla storia della Daunia

dauniaFOGGIA, 27 ottobre 2018 – Vedrà la partecipazione di studiosi da tutta Italia  il Convegno Nazionale di Preistoria, Protostoria e storia della Daunia, giunto alla 39ma edizione,  che si terrà a San Severo (Foggia), presso l’Hotel Cicolella,  il 17 e 18 novembre prossimi.  Le due giornate di studio sono organizzate dall’Archeoclub di San Severo  con il patrocinio del Comune di San Severo, dell’Università di Foggia e della Società di Storia Patria della Puglia e con il contributo dello stesso Comune, di Mibac e Rotary Club San Severo.

Ricco il programma degli interventi, selezionati dal Comitato scientifico composto da Pasquale Corsi (Presidente Società di Storia Patria per la Puglia),  Giuseppe Poli (Università di Bari, Ordinario di Storia Moderna e Contemporanea),  Giuliano Volpe (Università degli Studi di Foggia),  Alberto Cazzella (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Ordinario di Paletnologia), Maria Stella Calò (Prof. Emerito Univerità degli Studi di Bari),  Italo Maria Muntoni (Soprintendenza BAT e FG) e  Armando Gravina (Presidente Archeoclub di San Severo).

Il Convegno Nazionale sulla Preistoria, Protostoria e Storia della Daunia è dal 1979 un appuntamento annuale che costituisce l’occasione per tutti gli studiosi e specialisti di confrontarsi con un’ottica multidisciplinare e diacronica sulle vicende di questo distretto storico-geografico della Puglia settentrionale che comprende il Tavoliere, il Gargano e il Subappennino dauno. Importante è anche la spiccata autonomia culturale che contraddistingue questa iniziativa, nata fuori dagli ambiti accademici con lo scopo di promuovere il libero confronto fra le scuole di pensiero che caratterizzano le varie istituzioni di ricerca: una caratteristiche che consente di far emergere la complessa realtà storica della Daunia, indagata nei suoi più diversi aspetti, da quello archeologico a quello storico, e nelle relazioni  sociali, economiche, religiose, artistiche, istituzionali.

Altra caratteristica importante è che gli atti di tutti i convegni, presentati dall’Archeoclub di San Severo con regolare puntualità, sono scaricabili gratuitamente in formato pdf  a questo link.

SCARICA IL PROGRAMMA.

 

 

Pisa, al via l’VIII Convegno Internazionale delle Cattedrali europee

PISA, 17 ottobre 2018 –  Il 18 e il 19 ottobre 2018 a Pisa si terrà il Convegno Internazionale delle Cattedrali Europee, ideato e organizzato dall’Opera della Primaziale Pisana. Il tema per questa VIII edizione è “Musealizzazione, conservazione, sostituzione delle opere d’arte”. Si confronteranno sul tema i rappresentanti degli enti che gestiscono alcune importanti cattedrali europee e i complessi monumentali annessi, dialogando anche con i più importanti istituti di restauro e con alcune associazioni che operano nel mondo dei musei a livello nazionale e internazionale.

Già a partire dalla fine dell’Ottocento si pone la questione di sostituire e musealizzare opere d’arte provenienti da complessi monumentali. Da allora le esigenze di conservazione e di valorizzazione definiscono le linee guida di fronte a questa scelta e oggi è universalmente riconosciuto che le opere d’arte possono assumere un significato diverso a seconda del contesto in cui sono inserite, perdendo così la propria funzione primaria. La musealizzazione può portare ad uno straniamento delle opere d’arte che, prelevate per necessità conservative, trovano una nuova collocazione all’interno degli edifici museali.

Tutti questi aspetti saranno trattati nel convegno che vedrà l’introduzione alla prima giornata di lavori del Professor Antonio Paolucci, storico dell’arte che è stato Ministro per i beni e le attività culturali, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino ed ex Direttore dei Musei Vaticani.

Interverranno dall’Italia: la Cattedrale di Pisa, il Duomo di Milano, la Basilica di Venezia, il Duomo di Firenze, il Duomo di Siena, la Basilica di San Pietro a Roma e la Cattedrale di Fidenza. Dall’estero: il Duomo di Colonia, la Cattedrale di Friburgo (Germania), l’Abbazia di Westminster (Regno Unito), la Cattedrale di Santiago di Compostela, la Cattedrale di Toledo, la Cattedrale di Burgos (Spagna), la Cattedrale di Praga (Repubblica Ceca), la Cattedrale di Vienna (Austria), la Cattedrale di Albi (Francia) e la Cattedrale di Berna (Svizzera).

Prenderanno parte al convegno i rappresentanti degli istituti di restauro più importanti del territorio italiano quali l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Ospiti anche l’Associazione Dombaumeister E.V. (Capimastri delle fabbricerie), l’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani e l’Associazione Living Stones.

L’Opificio delle Pietre Dure di Firenze è un istituto del Ministero per i beni e le attività culturali, che si occupa di restauro delle opere d’arte. Nato per volere di Ferdinando I de’ Medici, come manifattura per la lavorazione di arredi in pietre dure, l’Opificio venne trasformando la sua attività lavorativa, negli ultimi decenni del secolo XIX, in attività di restauro, prima dei materiali prodotti durante la sua plurisecolare storia, per poi ampliare la propria competenza verso materiali affini.

L’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro è organo del Ministero per i beni e le attività culturali, specializzato nel campo del restauro e della conservazione delle opere d’arte e del patrimonio culturale. E’ stato fondato nel 1939 su suggerimento di Giulio Carlo Argan e diretto dai suoi inizi fino al 1959 da Cesare Brandi. I compiti attuali sono pressoché identici a quelli identificati fin dalla sua origine. Al suo interno convivono storici dell’arte, architetti, archeologi, fisici ed esperti nei controlli ambientali, chimici, biologi, restauratori delle diverse tipologie di materiali costitutivi dei manufatti di interesse storico e culturale. Dal 20 agosto 2018 è diretto dal dott. Luigi Ficacci.

Nel 1998 a Colonia in Germania, 44 Capimastri di fabbricerie di varie paesi europei (architetti, ingegneri, scultori, scalpellini e restauratori), hanno fondato l’associazione europea Dombaumeister E.V., vale a dire i Capimastri delle Fabbricerie. Attualmente l’associazione conta 123 membri di 12 paesi europei, che si scambiano idee ed esperienze e cercano di tramandare anche il sapere di antichi mestieri come lo scalpellino, il fabbro, il muratore, il carpentiere, il vetraio, fondamentali per il mantenimento dei complessi monumentali.

L’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani (AMEI) nasce nel 1996 allo scopo di stabilire un coordinamento tra le molte realtà museali ecclesiastiche, grandi e piccole, presenti in Italia. I musei ecclesiastici, fondati in funzione essenzialmente conservativa, stanno lentamente cambiando pelle: percepiti a lungo quasi esclusivamente come “luoghi sicuri” o “depositi attrezzati” nei quali custodire opere dismesse o in pericolo, si caratterizzano oggi come avamposti territoriali impegnati nella tutela attiva del patrimonio, al servizio della collettività. AMEI svolge dunque un’azione di tutoraggio, collegamento e supporto per musei ecclesiastici e religiosi e accompagna il percorso dei propri associati fornendo strumenti di crescita, occasioni di formazione e di confronto.

L’associazione Living Stones, nata nel 2008, è costituita da comunità giovanili raccolte intorno all’idea che l’arte cristiana è una preghiera consegnata agli occhi, una preghiera resa accessibile. Contemplare l’opera d’arte è come entrare nella preghiera dell’artista e nella storia che racconta, e permette un momento di comunione spirituale attraverso i secoli, dove il visitatore della chiesa diventa pellegrino e protagonista.

L’idea di un Convegno delle Cattedrali europee nasce proprio nelle stanze dell’Opera della Primaziale Pisana, che dopo l’esperienza dell’Associazione delle Fabbricerie italiane, ha ritenuto opportuno allargare il tavolo di confronto alle organizzazioni che gestiscono i complessi monumentali più importanti d’Europa, ogni anno su un tema diverso.

Anche quest’anno il Convegno offrirà crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri.


INFORMAZIONI
Convegno Internazionale delle Cattedrali europee. 
Musealizzazione, conservazione, sostituzione delle opere d’arte
18/19 ottobre 2018, Auditorium G.Toniolo, Piazza Arcivescovado, Pisa

 Per informazioni

Opera della Primaziale Pisana
tel 050 835044/11 mail d.debonis@opapisa.it –  www.opapisa.it

CONVEGNI / A Monte sant’Angelo (Fg) si parla di monetazione longobarda

convegno

FOGGIA (18 settembre 2018) –  Il 13 ottobre 2018 a Monte Sant’Angelo (FG), sul Gargano,  si terrà un importante convegno che vedrà intervenire i massimi esperti nazionali in materia numismatica. Organizzato dal Centro Studi Storico Archeologici del Gargano, con la direzione scientifica della Società Mediterranea di Metrologia Numismatica, il Convegno “Langobardorum nummorum doctrina” sarà incentrato, come dice il titolo,  sul tema della monetazione longobarda e si segnala come uno degli appuntamenti di punta del settore numismatico degli ultimi anni in Italia.

STUDIOSI A CONFRONTO – L’iniziativa culturale nasce con il duplice scopo di divulgare al pubblico l’importanza dello studio della storia tramite le monete,  e di far migliorare la conoscenza della storia dei Longobardi. Grazie alle ricerche condotte negli ultimi anni sulla monetazione della Langobardia Maior, della Tuscia e della Langobardia Minor e alla luce delle tante nuove acquisizioni fatte, si parlerà non solo della monetazione dei re longobardi e dei duchi di Benevento, ma anche delle emissioni dei duchi e principi di Spoleto e non saranno certamente dimenticate le emissioni di oro e di rame degli ultimi principi di Salerno e le prime emissioni auree di Amalfi.
Ampio spazio sarà inoltre riservato alla monetazione di altre popolazioni barbariche che conquistarono l’Italia prima dei Longobardi come i Goti, così come alle fonti numismatiche grazie alle ricerche e agli studi del dott. Luca Lombardi, che da anni si occupa del recupero e dello studio di libri antichi. Il prof. Pasquale Corsi, già professore ordinario di Storia Medievale all’Università di Bari e presidente della Società di Storia Patria per la Puglia, relazionerà sulle fonti per la storia dei Longobardi. Grazie al contributo del dipartimento di chimica del Politecnico di Torino, la prof.ssa Emma Angelini illustrerà gli ultimi studi sulle analisi composizionali e strutturali dei metalli monetari dell’epoca.
Non mancheranno gli studi sul santo patrono di Monte Sant’Angelo, l’Arcangelo Michele che fu protettore dei longobardi e il primo santo impresso su una moneta europea: ad occuparsene con una relazione il dott. Alberto d’Andrea, editore numismatico, e il presidente del Centro Studi Storico Archeologici del Gargano, Domenico Luciano Moretti, che si occuperanno dell’iconografia sulle monete longobarde.

Tra i relatori ci saranno accademici provenienti da diverse università italiane, ma anche studiosi delle più prestigiose accademie italiane di numismatica, come la Società Numismatica italiana (fondata nel 1892 da un gruppo di studiosi di numismatica tra cui anche l’allora principe di Napoli e futuro Re d’Italia Vittorio Emanuele III) o la Società Mediterranea di Metrologia Numismatica fondata dal dott. Giuseppe Ruotolo, direttore scientifico del convegno e tra i più importanti studiosi di numismatica in Italia, autore di libri e articoli cruciali sulla monetazione del Mezzogiorno d’Italia.

Moderatore d’eccezione il prof. Aldo Luisi, già ordinario di Lingua e Letteratura Latina e Direttore del Dipartimento di Studi Classici e Cristiani dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, profondo conoscitore del mondo antico e dell’età barbarica avendo sviluppato in oltre quaranta anni di insegnamento presso l’Università di Bari lo studio dei filoni storico-biografico, linguistico-filologico e giuridico-letterario.

MONUMENTI APERTI E VISITE GUIDATE – Per l’occasione, il Centro pugliese di Monte Sant’Angelo, che si fregia di essere sede di ben due siti UNESCO, accoglierà nel suo borgo medievale studiosi ed esperti da tutt’Italia già dal 12 ottobre, offrendo visite guidate e aperture straordinarie dei monumenti e siti di interesse storico tra i quali il Santuario in grotta di San Michele Arcangelo,  uno dei sette luoghi parte del sito seriale “L’Italia dei Longobardi. I luoghi del potere (568-774 d.C.), patrimonio dell’umanità Unesco dal 2011.

Il Convegno “Langobardorum nummorum doctrina”  è organizzato grazie al supporto dell’ente Parco Nazionale del Gargano e del Comune di Monte Sant’Angelo, supportato dall’Associazione Italia Langobardorum, ed è patrocinato dal MIBAC e da numerosi istituti culturali e universitari italiani tra cui il Centro Studi Longobardi. Sarà presente anche la nostra Perceval Archeostoria.

Tutti i dettagli sono disponibili sul sito www.centrostudidelgargano.it.

MOSTRE / Dal manoscritto al libro stampato: Venezia “rilegge” la rivoluzione che ha cambiato l’Europa [#FOTO, #VIDEO]

VENEZIA –  La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. E’ questo il senso di “Printing Revolution 1450-1500. I cinquant’anni che hanno cambiato l’Europa”, dal 1° settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana.  La mostra documenta l’impatto della rivoluzione della stampa sullo sviluppo economico e sociale della prima Europa moderna. Un percorso di scoperta attraverso strumenti digitali e metodi di comunicazione innovativi, che permettono di documentare e rendere accessibili decine di migliaia di dati raccolti da un ampio network internazionale – coordinato dal progetto 15cBOOKTRADE dell’Università di Oxford – in anni di rigorose ricerche.

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Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Membr. 0011, Homerus, Opera [Greek]. Florence : [Printer of Vergilius (C 6061)], for Bernardus and Nerius Nerlius and Demetrius Damilas, [not before 13 Jan. 1488/89].

Un’invenzione non è una rivoluzione, ma solo l’inizio di un percorso. La stampa con blocchi di legno debuttò in Cina nel IX secolo; 400 anni dopo, la stampa a caratteri mobili di metallo cominciò a essere usata in Corea, ma fu in Europa che la stampa divenne una rivoluzione, perché è qui che modificò radicalmente la vita di ogni giorno. Fino al 1450 circa i libri erano scritti a mano, ma nel 1455 venne stampata la Bibbia di Gutenberg a Magonza, cambiando la società per sempre. Nei 50 anni successivi milioni di libri a stampa circolarono in tutta Europa, mezzo milione di essi sopravvive ancora oggi in circa quattromila biblioteche europee e americane. Una ricerca ha rintracciato 50mila di questi libri sparsi oggi tra 360 biblioteche europee e americane con la collaborazione di oltre 130 editors.

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Dai dati raccolti durante la ricerca nasce la mostra “Printing Revolution 1450-1500. I 50 anni che hanno cambiato l’Europa”, che verrà presentata dal 1 settembre 2018 al 7 gennaio 2019 al Museo Correr di Venezia, con una sezione alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (qui fino al 30 settembre). L’esposizione è il risultato di un grande progetto di ricerca europeo che usa i libri come fonte storica: basato all’Università di Oxford, alla British Library, a Venezia, e finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche, il 15cBOOKTRADE applica le tecnologie digitali alle fonti storiche ampliando la capacità di comprendere la rivoluzione della stampa: è diretto dall’italiana Cristina Dondi, professoressa del Lincoln College di Oxford, che è anche curatrice di questa mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – Biblioteca del Museo Correr, la Biblioteca Nazionale Marciana e in partnership con Intesa Sanpaolo; con il sostegno di Venice in Peril, l’Ambasciata d’Italia a Londra, Fedrigoni, la Fondazione Giorgio Cini, e la Scuola Grande di San Rocco.

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Berlin Staatsbibliothek: Justinianus, Digestum vetus, Milan: Beninus and Johannes Antonius de Honate, for Petrus Antonius de Castelliono and Ambrosius de Caymis, 26 Mar. 1482, 1628 pages

Attraverso una decina di sezioni, l’esposizione mette in evidenza come nel 1500 in Europa ci fossero milioni di libri, non solo per le élite, come comunemente si ritiene, ma per “tutti”, con una vasta produzione per la scuola. La rivoluzione della stampa è una delle colonne portanti dell’identità europea perché si è tradotta in alfabetizzazione diffusa, promozione del sapere, formazione di un patrimonio culturale comune. In quei primi decenni (dal 1450 al 1500) la stampa coincise con la sperimentazione e l’intraprendenza. I libri a stampa furono il prodotto di una nuova collaborazione tra diversi settori della società: sapere, tecnologia e commercio. Anche la Chiesa comprese immediatamente l’enorme potenzialità dell’invenzione e ne divenne precoce promotrice. Le idee si diffusero veloci come mai prima. Ora si è in grado di tracciarne la circolazione seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.

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Venezia, Bibl. Nazionale Marciana, Membr. 0021: Nonius Marcellus, De evangelica praeparatione, Venice: Nicolaus Jenson 1476) Incunabolo di San Giorgio Maggiore, come dimostra la decorazione con San Giorgio e il drago.

Il 15cBOOKTRADE è il primo progetto ad aver pensato e realizzato la visualizzazione scientifica del movimento dei libri attraverso lo spazio e il tempo. L’équipe – composta da quasi tutti ricercatori italiani, nonostante la sede sia a Oxford – da anni mappa la diffusione e l’uso dei libri pubblicati agli albori della stampa nella seconda metà del Quattrocento, i cosiddetti incunaboli: a oggi ha coperto il 10% del mezzo milione di volumi sparsi in circa quattromila biblioteche europee e americane. Il risultato di questo lavoro è un enorme database che traccia la circolazione dei libri, le loro rotte e i loro possessori fra Europa e Stati Uniti, attraverso i secoli: basta inserire nel software il titolo di un libro e sullo schermo compare su mappa tutto il suo percorso, dal luogo in cui fu stampato a quello in cui ora si conserva; oppure, inserendo il nome di un possessore sullo schermo compaiono simultaneamente i tragitti di tutti i libri che possedette, che ricostruiscono virtualmente la sua biblioteca.

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Juan Pastrana, Compendium grammaticae, [Lisbona: Valentino Fernandez, 1497]. Un libro di grammatica stampato in Portogallo, nel 1497, che sopravvive oggi in una sola copia al mondo, alla Biblioteca nazionale di Lisbona

“Ogni libro racconta una storia che va al di là delle parole che si leggono in esso: storie delle persone che l’hanno usato, delle annotazioni e disegni lasciati nei margini. Se un libro racconta una storia, migliaia di libri fanno la storia – spiega Cristina Dondi, direttrice del progetto 15cBOOKTRADE e curatrice della mostra – Nei loro 500 anni di storia gli oltre 50 mila libri che abbiamo analizzato hanno circolato in tutto il mondo, disseminando tracce del loro movimento. Abbiamo sviluppato una tecnologia innovativa per ripercorrere questo movimento nel tempo e nello spazio e costruito un grande database che contiene decine di migliaia di records. Ora, per la prima volta, inseguendo i libri, possiamo tracciare la circolazione delle idee e del sapere che contengono”.

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Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Hortus sanitatis, [Strassburg : Johann Prüss, not after 21 Oct. 1497])

In occasione della chiusura del progetto 15cBOOKTRADE verrà inoltre organizzato a Palazzo Ducale, dal 19 al 21 settembre, il Convegno Printing Revolution 1450-1550, che vedrà  impegnati oltre 40 relatori. Alla conferenza, che intende portare un contributo fondamentale e innovativo alla storia economica e sociale di un periodo chiave di transizione che fu testimone della rapida crescita della produzione e consumo del libro, è prevista una lectio magistralis  dell’On. Dario Franceschini (Ministro dei Beni Culturali e del Turismo 2014-18) e la presenza del Prof. Martin Stokhof, Vice Presidente del Consiglio Europeo delle Ricerche (Scienze sociali e umanistiche), del Prof. Massimo Inguscio, Presidente del CNR e di Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Raffaele Trombetta.

I contenuti della mostra: mappe digitali, videostorie, libri storici
Ciò che rende originale questa mostra è l’incontro di cultura umanistica e sapere scientifico-tecnologico. E così, accanto a decine di libri a stampa del ‘400 provenienti dalle collezioni della Biblioteca del Museo Correr e della Biblioteca Nazionale Marciana, vengono presentate centinaia di immagini digitali da biblioteche europee e americane oltre a strumenti innovativi che consentono di tracciare la circolazione dei volumi, seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.
Tra questi, numerose mappe con funzioni diverse: in particolare, l’Atlante delle prime stampe (curato da Gregory Prickman, nuovo Direttore della Folger Shakespeare Library di Washington) visualizza su mappe GIS sia tutti i luoghi di stampa in Europa, sia dove sono oggi i 500.000 incunaboli che ancora sopravvivono.

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Zornale del libraio veneziano Francesco de Madiis, 1484-88, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Ital. XI, 45 (7439)

Il Venice Time Machine (diretto da Frédéric Kaplan dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne) fornisce una versione digitale della famosa Pianta di Venezia del De Barbari (1500) sulla quale sono tracciate le oltre 200 officine di stampa della città, mostrando il legame di tanti stampatori alle confraternite a cui appartenevano, ai colleghi con i quali collaboravano, ai libri che insieme producevano: ciò che fece di Venezia la principale città europea di produzione e distribuzione dei primi libri a stampa.
E poi, decine di videostorie che approfondiscono tematiche diverse, tra cui: i libri più stampati nel ‘400, i più venduti e più distrutti, il rapporto tra il costo dei libri e il costo della vita, con le prove che i libri a stampa diventano presto alla portata di quasi tutti (i prezzi di migliaia di libri sono comparati al costo del cibo, salari, e altri beni di consumo), il ruolo fondamentale della Chiesa nella promozione della stampa, donne autrici e tipografe, i libri letti da Leonardo da Vinci, la circolazione di libri fondamentali come la Bibbia di Gutenberg, e la ricostruzione virtuale della collezione ora dispersa di San Giorgio Maggiore di Venezia. Ma anche le prime forme di abuso del nuovo mezzo di comunicazione di massa. Senza dimenticare torchi e materiale per la stampa, portati alla mostra dalla Tipoteca di Cornuda.
Ad ogni sezione il visitatore è stimolato a mettere in relazione quanto presentato con la rivoluzione digitale in corso.

VIDEO TRAILER


INFORMAZIONI


“Printing Revolution 1450-1500”. I cinquant’anni che hanno cambiato l’Europa
Sedi e apertura al pubblico
Museo Correr: dal 1 settembre 2018 al 7
gennaio 2019
Sale Monumentali della Biblioteca
Nazionale Marciana: dal 1 settembre al 30
settembre 2018
Venezia, Piazza San Marco
Orari
Fino al 31 ottobre:
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00
Dal 1 novembre:
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Informazioni
www.correr.visitmuve.it
www.marciana.venezia.sbn.it
info@fmcvenezia.it

ETRUSCHI / “Pittura di terracotta”: mostra e convegno sul mito e l’immagine nelle lastre dipinte di Cerveteri

Santa Marinella (Roma) – Il Castello di Santa Severa farà da cornice il 22 e 23 giugno  2018 al convegno internazionale e alla mostra “Pittura di terracotta. Mito e immagine nelle lastre dipinte di Cerveteri”, eventi scaturiti dal recupero nel 2016 a Ginevra, effettuato dal Comando Carabinieri – Tutela Patrimonio Culturale, di reperti archeologici trafugati in Etruria meridionale, in una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni.

Il recupero costituisce una pagina fondamentale per la ricostruzione della storia
della pittura etrusca: tra i reperti si riconosce un cospicuo numero di frammenti di
lastre dipinte provenienti da Cerveteri, purtroppo prive di dati di contesto che, per
le caratteristiche tecniche e la raffinatezza di esecuzione, erano note sinora solo da
esemplari presenti in alcune delle più importanti collezioni museali italiane e
straniere. Al recupero è seguita la ratifica di un importante accordo di cooperazione
culturale siglato tra il MiBACT e il Museo Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, che
ha comportato il rientro in Italia di una consistente serie di frammenti di lastre
dipinte, analoghe a quelle ritrovate a Ginevra.

Un tempestivo intervento di restauro dell’intero complesso di lastre dipinte, correlato da analisi scientifiche, a cura della Soprintendenza, ha permesso di restituire alla collettività, in tempi brevissimi dal recupero, queste straordinarie testimonianze archeologiche che negli spazi espositivi del Castello di Santa Severa trovano un perfetto luogo di fruizione, grazie alla preziosa collaborazione con la Regione Lazio, LAZIOcrea, Comune di Santa MarinellaComune di Cerveteri e Coopculture.

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Organizzato nella stessa sede, il Convegno internazionale si propone di presentare
alla comunità scientifica il complesso delle lastre dipinte di Cerveteri e di porre a
confronto i dati inediti con i più recenti studi sul tema, nell’ottica di una revisione
critica delle conoscenze sulla pittura etrusca e di creare le condizioni favorevoli per
future ricerche di respiro internazionale.
Il Convegno e la mostra vogliono anche rappresentare il dovuto riconoscimento
all’infaticabile ed estremamente qualificata attività del Comando Carabinieri Tutela
Patrimonio Culturale, nella loro azione di contrasto al traffico illegale di opere
d’arte.
Tutela del patrimonio, ricerca scientifica e partecipazione delle comunità locali,
valorizzazione delle testimonianze culturali rappresentano aspetti fondanti
dell’attività del MiBACT che in questa occasione ritrovano una sintesi
particolarmente efficace.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 22 dicembre 2018 nel nuovo spazio
museale della Manica lunga, che viene inaugurato in questa occasione, la cui visita è
inclusa nel prezzo del biglietto di ingresso e valorizza al meglio l’intero Polo museale del Castello di Santa Severa.

 

Fonte: Comunicato ufficiale

 

Palermo, un convegno analizza la Battaglia delle Egadi

10 marzo del 241 a.C. la Sicilia diventa terra “occidentale”: Giornata di Studi sulla Battaglia delle Egadi a Palermo

PALERMO – Dopo oltre vent’anni di scontri navali e terrestri, la Battaglia delle Isole Egadi segna il momento conclusivo della prima guerra punica: Cartagine è costretta a chiedere la pace e abbandonare definitivamente la Sicilia. E’ il 10 marzo del 241 a.C., un giorno epocale per la Sicilia, il momento in cui l’isola diventa terra “occidentale”,  entrando definitivamente nella sfera di influenza di Roma. Di tutto questo si discuterà venerdì 4 maggio 2018 alle ore 16,00, presso l’Arsenale della Marina Regia in via dell’Arsenale, 144 a Palermo, nel corso della Giornata di studi organizzata dalla Soprintendenza del Mare.

Diversi gli interventi previsti. Si inizia con la relazione di  Sebastiano Tusa, Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, che parlerà su “La Battaglia delle Egadi ritrovata”, a cui farà seguito quella di Francesca Oliveri, della Soprintendenza del Mare, che affronterà  il tema “Minima Aegatium. Considerazioni iconografiche, epigrafiche, etc.”. Il convegno continua con l’intervento di Roberto La Rocca, sempre della Soprintendenza del Mare, che relazionerà su “La battaglia delle Egadi: aspetti tecnici e metodologici delle ricerche”, inoltre Cecilia Buccellato, dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana parlerà su “La manifattura dei rostri delle Egadi”, e infine Stefano Zangara, del Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, affronterà il tema “La Prima Guerra Punica: la supremazia militare e commerciale romana nel Mediterraneo attraverso le nuove sperimentazioni applicate alle ricerche marine”. Coordinano i lavori Alessandra De Caro e Alfonso Lo Cascio della Soprintendenza del Mare.

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Uno dei rostri ritrovati sul sito della battaglia. Foto Soprintendenza del Mare

UNA BATTAGLIA DECISIVA –  La battaglia delle Egadi è uno di quegli eventi che, da Polibio in poi, hanno alimentato il dibattito sulle guerre puniche, sulle loro cause e sulla svolta geopolitica che ne conseguì, ed hanno acceso l’immaginazione soprattutto sulla spettacolarità delle vicende belliche.

I Cartaginesi di Amilcare erano assediati sulle balze nord-orientali del monte Erice che sovrasta la città di Trapani (l’antica Drepanum). I Romani ne tenevano saldamente le pendici occidentali e la vetta, lasciando in mano nemica soltanto un corridoio che dava accesso al mare nei pressi dell’odierna baia di Bonagia. La situazione si aggrava con l’arrivo della flotta romana che occupa le acque antistanti Drepanum e le rade di Lilibeo. L’intera costa occidentale dell’isola resta quindi tagliata fuori da ogni collegamento con Cartagine; Lilibeo, fondamentale snodo marittimo e terrestre della Sicilia punica, rimane senza sbocchi a causa del blocco romano.

I Cartaginesi tentano di tutto pur di soccorrere Amilcare chiuso sul monte. A tal proposito approntano una forza navale al comando dell’ammiraglio Annone che, partita da Cartagine, raggiunge Marettimo (Hiera) dove attese vento e mare favorevoli per l’ultimo balzo verso la Sicilia per soccorrere i propri connazionali.

Lutazio Catulo intuisce la rotta delle navi puniche che, da Hierà, evitando naturalmente la costa pattugliata tra Drepana e Lilibeo, avrebbero puntato su Erice, ampliando il raggio di navigazione verso l’accesso nord-orientale dell’attuale Torre di Bonagia: occorreva tagliarne la rotta, volgendo a favore dei Romani quel forte libeccio che, pur propizio alle vele nemiche, non le avrebbe comunque alleggerite del pesante carico di vettovaglie in caso di un attacco a sorpresa.

Lo scontro avvenne a Nord di Levanzo laddove le ricerche archeologiche effettuate dalla Soprintendenza del Mare, in collaborazione con Fondazione private, hanno messo in evidenza le prove che ormai fugano ogni dubbio sulla reale cinetica della battaglia.

Lutazio Catulo si nascose dietro l’alta mole di Capo Grosso di Levanzo e, quando vide sopraggiungere il nemico a vele spiegate diede ordine di tagliare le cime d’ormeggio e salpare in fretta in modo da colpire le navi nemiche al traverso. Ci volle poco a scatenare la confusione e lo sgomento tra i marinai cartaginesi. In preda al panico parte della flotta rientrò verso Cartagine, parte fu distrutta o catturata da Lutazio Catulo, ponendo fine alla Prima Guerra Punica.

 

Lo splendore dei Longobardi: a maggio il grande Convegno su re Liutprando e il suo tempo

lrdl[E.P.] Sarà interamente dedicato alla figura di re Liutprando il Terzo Convegno  internazionale del Centro studi longobardi che si terrà in due sedi, Pavia e Gazzada Schianno, dal 3 all’8 maggio prossimi. Organizzato dallo stesso Centro Studi in collaborazione con l’Università Cattolica del  Sacro Cuore, il Convegno – intitolato “Liutprando, re dei Longobardi” – fornirà  l’occasione per approfondire non solo la  vita e la figura del sovrano, ma anche la storia del regno longobardo al suo apogeo, l’VIII secolo: un periodo che vede da un lato la ripresa dell’espansionismo del regno ai danni dei possedimenti bizantini in Italia, dall’altro un abboccamento con i Franchi e un atteggiamento distensivo nei confronti del Papato, reso possibile proprio grazie all’accorta politica di Liutprando, “christianus ac catholicus princeps” come egli stesso si autodefinì nel prologo alle leggi emanate nel primo anno del suo regno.

Durante i 32 anni (712-744) in cui fu sul trono, inoltre, il regno longobardo conobbe un momento di “rinascenza” che vide la creazione di alcuni dei più suoi più alti capolavori artistici, primi fra tutti il  Tempietto dell’Oratorio di  Santa Maria in Valle e l’altare di Ratchis a Cividale del Friuli (UD), patrimonio UNESCO. Muovendo dai resti monumentali della capitale pavese che testimoniano l’attività edilizia del sovrano (a lui si devono la fondazione di vari monasteri e la costruzione della basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, edificata secondo la tradizione per ospitare le reliquie di sant’Agostino sottratte ai saraceni),  il Convegno indaga inoltre l’eredità liutprandea e la memoria che nel corso dei secoli la sua immagine e la cultura longobarda hanno ispirato a uomini  di governo, letterati e artisti fino al Novecento.

L’ACME DEL REGNO –  Re cattolico, costruttore e restauratore di chiese,  Liutprando  incarna il momento di massima potenza  politica del regno longobardo che, sfruttando i gravi contrasti che indebolivano l’Italia bizantina, lacerata dalla controversia iconoclasta, riuscì a estendere i possessi longobardi in Emilia, a prendere per breve tempo Ravenna e  spingersi fino alle porte di Roma, ripristinando il controllo sui ducati ribelli di Spoleto e Benevento. Nel 742, a Terni, si riappacificò con il papato restituendo alcuni territori posti ai confini del ducato romano; essendo però riprese le ostilità contro i bizantini dell’esarcato, ricevette papa Zaccaria a Pavia per le trattative di pace, e morì poco dopo la partenza del pontefice. Amico dei Franchi, che soccorse in Provenza nella guerra contro le milizie islamiche, introdusse una legislazione ispirata ai princìpi cristiani sancendo la definitiva conversione del suo popolo.

NUMEROSI PATROCINI ISTITUZIONALI E CULTURALI – Il Convegno gode del patrocinio  di 30 Università e di molte prestigiose Istituzioni italiane e vede la partecipazione, tra gli altri,  del Mibact, di Brixia Sacra, dei Siti Unesco della Lombardia, di Italia Medievale e della nostra Perceval Archeostoria.  

Scarica il programma completo cliccando qui.

Elena Percivaldi

 

A Nonantola (Mo) un convegno internazionale sull’archeologia dei monasteri altomedievali

NONANTOLA (MO) – Nonantola, in provincia di Modena, è sede di uno dei maggiori complessi benedettini dell’Europa medievale ed è un caso esemplare nel quadro della ricerca storico-archeologica della penisola. L’abbazia fu fondata nel 752 dall’abate Anselmo sul territorio ricevuto in dono dal proprio cognato, il re longobardo Astolfo: per i longobardi la fondazione dell’abbazia dava la possibilità di accrescere la propria influenza nella fascia che aveva costituito il confine con l’esarcato bizantino, appena conquistato, e incoraggiava la valorizzazione agricola della zona. Nel corso dei secoli il monastero rivestì un ruolo storico importante e fu cruciale nella bonifica agraria di una vasta parte della pianura modenese. Dell’edificio romanico si possono ammirare le decorazioni del portico, attribuite ad allievi di Wiligelmo (che aveva operato nel duomo di Modena), e la cripta con 64 colonne con capitelli di stili diversi.

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Sabato 14 aprile, dalle ore 9.30, Nonantola ospita un importante convegno internazionale che concentrerà l’attenzione sui più recenti e innovativi studi relativi all’archeologia monastica altomedievale.
Il convegno, dal titolo Nonantola e l’archeologia dei monasteri alto-medievali in Europa. Vecchie questioni, nuove ricerche e a cura di Sauro Gelichi e Richard Hodges, metterà a confronto alcuni dei maggiori specialisti dell’archeologia medievale europea, sarà l’occasione per presentare il volume “Nonantola 6. Monaci e contadini. Abati e re. Il monastero di Nonantola attraverso l’archeologia (2002-2009)”, relativo ai risultati delle indagini archeologiche che si sono svolte dal 2002 al 2009 nel giardino dell’abbazia di S. Silvestro.

Domenica 15 aprile, ore 16 e 17, visite guidate gratuite “Il monastero nascosto. Gli archeologi svelano la millenaria storia di S. Silvestro di Nonantola” con ritrovo davanti all’ingresso del giardino abbaziale in via Marconi 1
Gli archeologi Mauro Librenti e Alessandra Cianciosi illustrano le nuove scoperte emerse dagli scavi archeologici nel giardino abbaziale, la mostra permanente esposta nell’aula didattica Magazzini di Storia e il terzo piano del Museo di Nonantola. Gradita la prenotazione al numero 059 896656 oppure all’indirizzo 
museo@comune.nonantola.mo.it

14-04-18-convegnononantolaProgramma del Convegno internazionale di studi 

Sabato 14 aprile 2018, dalle ore 9.30
Teatro Troisi, viale delle Rimembranze 8, Nonantola (Modena)

Mattina ore 9.30 – 13.00
ore 9.30 Saluti di Stefania Grenzi, Assessore alla cultura del Comune di Nonantola
ore 10.00 Introduzione di Sauro Gelichi, Università degli Studi Ca’ Foscari di Venezia
ore 10.30 Gabor Thomas, University of Reading
Monasteries and Places of Power in Anglo-Saxon England: Connections, Relationships and Interactions
ore 11.00 Thomas Kind, University of Frankfurt
Fulda – archaeological evidences from a Carolingian monastic town in solitudine Buchonia
ore 12.00 Alfons Zettler, Historisches Institut, Dortmund
Reichenau: the archaeology of a Continental monastery island
ore 12.30 John Mitchell, già University of East Anglia
The idea of the early medieval monastery: the example of San Vincenzo al Volturno

Pomeriggio ore 15.00 – 18.00
ore 15.00 Fabio Saggioro, Maria Bosco, Università di Verona, Andrea Breda, Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia
Ricerche archeologiche sul monastero di San Benedetto di Leno (secoli VII-XI)
ore 16.00 Saluti di Federica Nannetti, Sindaco del Comune di Nonantola, Valeria Cicala, Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali dell’Emilia-Romagna, Luigi Malnati, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Don Alberto Zironi, Priore del Capitolo Abbaziale, Loris Sighinolfi, Presidente di ArcheoNonantola
ore 16.30 Sauro Gelichi, Mauro Librenti e Alessandra Cianciosi, Università Ca’ Foscari di Venezia
Presentazione del volume “Nonantola 6. Monaci e contadini. Abati e re. Il monastero di Nonantola attraverso l’archeologia (2002-2009)”
ore 17.30 Conclusioni di Richard Hodges, American University of Rome

Domenica 15 aprile 2018, ore 16 e 17, visite guidate gratuite 
Il monastero nascosto. Gli archeologi svelano la millenaria storia di S. Silvestro di Nonantola

ARCHEOLOGIA / Ad Aquileia (UD) un Convegno sulle sepolture rituali di bovini

AQUILEIA (UD) – Negli scavi condotti nell’ambito della villa rustica di Muris per conto del
Comune di Moruzzo (UD), la Società Friulana di Archeologia ha individuato i resti di ben nove bovini, di varia età, sepolti al di sopra delle strutture utilitaristiche ormai abbandonate. Essi sono stati ricondotti a una epidemia, come quella avvenuta alla fine del IV secolo d.C, ricordata dalle fonti. Sepolture singole di bovini sono note dai rinvenimenti archeologici in più luoghi e in diverse epoche. In Italia settentrionale il fenomeno è attestato dalla protostoria fino al pieno Medioevo, ma in genere si tratta di un singolo animale.

Per allargare lo sguardo al più vasto fenomeno delle sepolture di animali in genere e alla gamma di significati che esse possono avere,  la Società Friulana di Archeologia, d’intesa e in collaborazione con il Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine, l’Associazione  Italiana  di  Archeozoologia (AIAZ), il Dipartimento di Scienze Animali, della Nutrizione e degli Alimenti dell’Università cattolica, sede di Piacenza, nell’ambito delle lezioni della Scuola di specializzazione interateneo in archeologia,  organizza un incontro di studi su “Sepolture rituali  di bovini e di altri animali nell’Italia antica e nella media Europa dalla Protostoria al Medioevo. Un aggiornamento archeologico”. Il Convegno si tiene il 7 aprile 2018 ad Aquileia (Ud) presso Casa Bertoli (via Patriarca Poppone), con inizio alle ore 9.30. 

L’incontro di studi si svolge nell’ambito delle lezioni previste per la scuola di specializzazione interateneo in archeologia e continua la tradizione, inaugurata alcuni anni fa, di proporre nel periodo primaverile un convegno ad Aquileia. Con il patrocinio di:  Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Fondazione Aquileia, Comune di Moruzzo.

PROGRAMMA

Ore 9,30. Umberto Tecchiati, Le sepolture di bovini nella media
Europa tra protostoria ed età romana.
Ore 10,00. Elena Percivaldi, Sepolture di bovini e altri animali in
Italia settentrionale e aree contermini dalla protostoria al pieno
Medioevo.
Ore 10,30. Maurizio Buora e Massimo Lavarone, Le sepolture di
bovini nell’ambito della villa romana di Muris di Moruzzo, dati di
scavo.
Ore 11, 00. Gabriella Petrucci, Analisi osteologiche dei bovini
rinvenuti nella villa romana di Muris di Moruzzo.
Ore 11,30, Licia Colli, Nuovi dati dalle analisi del DNA dei bovini
di Moruzzo e di altre località.
Ore 12,00 Raffaella Cassano, Gianluca Mastrocinque, Adriana
Sciacovelli, Rituali di fondazione della domus ad atrio a Sud del
Foro di Egnazia

Ore 12,30 Claudio Sorrentino, Uso rituale di bovini a Pirgy, area Sud

Sezione poster

Claudio Sorrentino, Laura Landini, Alessandro Tognari, Due
equidi da Santa Maria Capua Vetere, loc. Piccirillo (CE)

Laura Landini, La deposizione di una testa di bovino da Palazzo
Poggi (LU): una evidenza di rito?

Presentazione di nuovi volumi di archeologia

Per informazioni: archeofriuli@yahoo.it  oppure archeofriuli@gmail.com