EVENTI / Spilamberto dall’Età del Rame ai Longobardi: un ciclo di conferenze racconta 40 anni di scoperte

SPILAMBERTO (MO), 12 novembre 2018 – Inizia il 14 novembre il ciclo di sei conferenze promosse dal Comune di Spilamberto (Modena) in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna e le Università Sapienza di Roma e di Torino per celebrare i 40 anni dalle prime scoperte archeologiche nel territorio di Spilamberto. Gli incontri passeranno in rassegna i ritrovamenti spesso eccezionali avvenuti nell’area spilambertese: dallo scavo della tomba n° 1 della necropoli eneolitica del Fiume Panaro (1978) a quello recentissimo (2018) dei due pozzi romani/tardo antichi dell’ex via Macchioni. Quarant’anni di rinvenimenti, studi e divulgazione che saranno illustrati anche attraverso escursioni, competenze e laboratori che proseguiranno fino ad aprile 2019.

Mercoledì 14 novembre si parte con i saluti istituzionali di Umberto Costantini, Sindaco Comune di Spilamberto e Cristina Ambrosini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti, paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. Dopo la presentazione del progetto “Archeo40: i tesori di Spilamberto in 40 anni di scavi archeologici” da parte di Simonetta Munari, Assessore alla Cultura del Comune di Spilamberto, l’archeologa della Soprintendenza Monica Miari parlerà de “L’Età del Rame e il periodo Eneolitico nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto”.

“Nell’alveo del fiume Panaro -spiega Monica MiariArcheologa della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara- nei territori di Spilamberto e di S. Cesario sono venute alla luce dal 1977 ad oggi testimonianze di numerosi siti preistorici, oggetto di scavi sistematici.

È stato possibile individuare tre fasi principali d’insediamento: la prima riferibile a un aspetto piuttosto antico della cultura dei vasi a bocca quadrata (pieno Neolitico, metà del V millennio a.C.), una seconda che documenta la successione di più momenti della Cultura di Chassey-Lagozza (Neolitico recente, fine del V, prima metà del IV millennio a.C.) e una terza con la necropoli eneolitica che ha dato il nome al relativo Gruppo di Spilamberto (databile fra la metà del IV e gli esordi della seconda metà del III millennio a.C). La necropoli assume particolare rilevanza per le implicazioni sociali e rituali: di essa sono esposte in museo otto sepolture (su 39 recuperate) e la totalità dei corredi funerari. I riti di sepoltura appaiono fortemente standardizzati: inumazioni in giacitura primaria singola (un solo caso di deposizione bisoma), supina, con orientamento prevalente Est-Ovest e capo a Ovest e corredo ceramico costituito generalmente da un singolo vaso posto ai piedi dell’inumato. Tra questi si evidenzia la netta prevalenza di recipienti a squame caratteristici del Gruppo di Spilamberto anche se in sette tombe è sostituito da una brocca/boccale, di tradizione peninsulare. Tra le armi figurano cuspidi di freccia, pugnali e un’alabarda. Al momento si conoscono in Emilia occidentale tre/quattro sepolcreti di questo gruppo, non privi di significativi rapporti con le altre principali necropoli eneolitiche dell’Italia padana, quali Remedello nel Bresciano e Celletta dei Passeri a Forlì”.

Gli incontri proseguono lunedì 3 dicembre con “L’Età del Bronzo nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto” a cura di Andrea Cardarelli, Docente di Preistoria e Protostoria all’Università Sapienza di Roma.

Mercoledì 16 gennaio 2019 sarà la volta degli archeologi Sara Campagnari (Soprintendenza) e Donato Labate parlare di “L’Età del Ferro e il periodo romano nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto”

Il 12 febbraio Maria Grazia Maioli, Archeologa Emerita della Soprintendenza, approfondirà il tema “Il Tardo Antico nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto” mentre mercoledì 13 marzo il Docente di Archeologia Cristiana e Medievale dell’Università di Torino, Paolo De Vingo, parlerà di “I Goti e i Longobardi nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto”.

Il ciclo si chiude mercoledì 17 aprile con l’archeologo Donato Labate che illustra il tema de “L’Ospitale di San Bartolomeo nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto”.

Tutte le iniziative si svolgono allo Spazio Eventi L. Famigli, in viale Rimembranze 19, alle 20.30.

Ingresso libero e gratuito.

Per informazioni cultura@comune.spilamberto.mo.it

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Gubbio, il Festival del Medioevo 2018 sarà… “barbaro”. E renderà omaggio al professor Licinio

GUBBIO (PG) – “Barbari”. Sarà questo il tema principale della quarta edizione del Festival del Medioevo.  La manifestazione, incentrata sulla divulgazione storica e l’unica nel suo genere nel panorama nazionale, si terrà a Gubbio dal 26 al 30 settembre 2018.
Cinque giorni per affrontare un viaggio lungo dieci secoli, con la scoperta degli “altri” come filo conduttore.
Barbari. Stranieri. Sconosciuti. Invasori e migranti: nuove genti sul palcoscenico della Storia. Mescolate dai commerci e dalle guerre. Capaci di trasformare in profondità i costumi, le abitudini e anche le parole della vita quotidiana.
Sono lontani, diversi, misteriosi. Ci obbligano a rimarcare i confini, i limiti mutevoli della Storia e della Geografia che segnalano una fine e annunciano un inizio. Divisioni che separano e insieme uniscono.
Noi e loro. Dentro e fuori. Identità e alterità, ridefinite di continuo nel crocevia delle lingue e dei popoli e nelle vicende dei singoli individui. E nuovi mondi, svelati dai viaggi, dall’arte, dalle scoperte scientifiche e dalle innovazioni tecnologiche.
Un racconto infinito, fatto di incontri e di scontri: dagli Alemanni ai Vandali, dai Pitti agli Unni. E poi i Visigoti e gli Ostrogoti, i Sassoni, gli Angli e i Franchi. Svevi, Slavi e Berberi. Il dominio dei Longobardi. La civiltà dei Bizantini. I Mongoli e i Turchi. L’epopea dei Vichinghi. Gli Arabi e i Normanni. Un Medioevo lontano dagli stereotipi, da leggere come una bussola per capire meglio la società del XXI secolo.

Grazie alle lezioni di Storia, le interviste e i “faccia a faccia”, i più importanti storici italiani e europei, insieme a scrittori, giornalisti e uomini di spettacolo, si misurano in una vera e propria sfida culturale: quella di raccontare al grande pubblico in modo “facile” e appassionante mille anni di storia, dalla caduta dell’impero romano alla scoperta dell’America (476-1492).

Tutti gli incontri sono gratuiti e a ingresso libero.

Molti e qualificati i protagonisti delle tre precedenti edizioni: Alessandro Barbero; Franco Cardini; Jacques Dalarun; Chiara Frugoni; Massimo Montanari; Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri; Jean Claude Maire Vigueur; Attilio Bartoli Langeli;Maria Giuseppina Muzzarelli; Tommaso Di Carpegna Falconieri; Amedeo Feniello; Alberto Grohmann; Alessandro Vanoli; Francesco Benozzo; Massimo Campanini; Riccardo Fedriga; Franco Franceschi; Gabriella Piccinni; Giorgio Ravegnani; Umberto Longo; Massimo Miglio; Marina Montesano; Antonio Musarra; Enrica Neri Lusanna; Alessandro Marzo Magno; Leopoldo Freyrie; Sergio Rizzo; Enrico Malato; Elena Percivaldi; Francesca Roversi Monaco, Ian Wood e molti altri (l’elenco completo sul sito della manifestazione www.festivaldelmedioevo.it).

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Raffaele Licinio

OMAGGIO A RAFFAELE LICINIO – Il Festival di quest’anno renderà omaggio all’opera del grande medievista Raffaele Licinio, scomparso a Foggia il 4 febbraio scorso: a lui verranno dedicati speciali approfondimenti che si svilupperanno nell’ambito del Festival del Medioevo intorno a più iniziative culturali.
Nato nel 1945 a Ceglie del Campo, professore ordinario per molti anni della cattedra di Storia Medievale nell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Raffaele Licinio è stato direttore del Centro di Studi Normanno-Svevi di Bari dal 2004 al 2010. Dal 1976, anno della sua fondazione, sino al 1979, fece parte della redazione della rivista Quaderni medievali. Insieme ad altri storici, fu tra i fondatori del Laboratorio internazionale di storia agraria di Montalcino.

Molto importante la sua attività di divulgatore: ideò i siti web storiamedievale.netcinemedioevo.net e mondimedievali.net, aggiornati punti di riferimento su temi medievistici e sull’immaginario medievale nella cultura contemporanea. Insieme ad altri suoi colleghi pugliesi diede vita ai Mercoledì con la Storia, ricorrente e fortunato appuntamento culturale per presentazioni di libri e approfondimenti culturali.

Tra i suoi lavori più noti, oltre a una imponente produzione di recensioni, articoli e saggi pubblicati sulle più importanti riviste di studi storici, vanno ricordate fondamentali monografie: Uomini e terre nella Puglia medievale. Dagli Svevi agli Aragonesi, 1983; Castelli, foreste, masserie. Potere centrale e funzionari periferici nella Puglia del secolo XIII, 1991; Castelli medievali. Puglia e Basilicata: dai Normanni a Federico II e Carlo I d’Angiò, 1994 e 2010 (nuova edizione); Masserie medievali. Masserie, massari e carestie da Federico II alla Dogana delle pecore, 1998; Il naso del templare. Sei saggi storici su templari, corsari, viaggiatori, mastri massari e monstra medievali, (insieme a Franco Cardini) 2012. Nel 2017 diede alle stampe il volume Uomini, Terre e Lavoro nel Mezzogiorno Medievale (secoli XI-XV).

Di particolare importanza le sue battaglie contro la strumentalizzazione che spesso viene fatta della Storia (parlava con ironia di “McDonaldizzazione del Medioevo”) e le sue osservazioni puntuali, nella produzione editoriale, nelle discussioni pubbliche e anche attraverso una attività quotidiana sui social, contro i luoghi comuni e gli stereotipi costruiti intorno alla figura del grande imperatore Federico II, “un mito in grado di generare altri miti”.

Nel maggio 2017, in concomitanza con il suo collocamento a riposo come docente, la casa editrice Edipuglia pubblicò in suo onore  Apprendere ciò che vive, monumentale volume dedicato a Licinio dalla comunità scientifica internazionale: una miscellanea di saggi, frutto del lavoro di cinquanta storici, curata dai medievisti Victor Rivera Magos e Francesco Violante.

Il titolo del volume è tratto una citazione di March Bloch che nella sua Apologia della storia, a proposito dello stretto rapporto tra il passato e il presente, raccontava di un viaggio a Stoccolma insieme a Henri Pirenne. Il grande storico belga disse: “Cosa andiamo a vedere prima di tutto? Pare che ci sia un municipio nuovissimo. Cominciamo di là”. E di fronte allo sguardo sorpreso di Bloch, aggiunse: “Se fossi un antiquario, non avrei occhi che per le cose vecchie. Ma sono uno storico. Ecco perché amo la vita”.

March Bloch, citando l’affermazione di Pirenne, individua la massima virtù dello storico proprio nella “facoltà di apprendere ciò che vive”.
La vita come chiave per capire la vita stessa. La vita passata compresa attraverso la vita presente. E l’invito, forte e chiaro, a chi studia la Storia: “Non accontentatevi di osservare oziosamente dalla riva quel che avviene nel mare in tempesta”.

L’amore per la vita, l’umanità e la curiosità intellettuale hanno segnato il percorso umano e professionale di Raffaele Licinio. Un grande professore che interrogava il presente di continuo, con inquietudine e ironia.

TANTI APPUNTAMENTI – Il Festival è arricchito da molti eventi collaterali (mostre, rievocazioni, film, concerti, spettacoli, giochi di ruolo e visite guidate) tra i quali spiccano alcuni appuntamenti fissi:

– Fiera del Libro Medievale. Tutto quello che c’è da leggere e sapere per conoscere meglio l’Età di Mezzo. Le maggiori case editrici italiane e i piccoli editori specializzati presentano al vasto pubblico degli appassionati i saggi, i romanzi, le biografie, gli approfondimenti tematici e i grandi classici che hanno per oggetto dell’età medievale.

– Miniatori e calligrafi dal mondo. Medioevo e futuro si incontrano in un evento dedicato alla moderna arte amanuense.

– Le botteghe e i mestieri. L’artigianato medievale presentato dai migliori espositori nazionali in modo filologicamente corretto.

– La Tavola rotonda del Web. Evento specifico dedicato ai siti specializzati sul Medioevo, costruito in collaborazione con Italia Medievale, Feudalesimo e Libertà, fenomeno social di goliardia e satira politica e MediaEvi, pagina Facebook specializzata nell’analisi dei medievalismi.

– Medioevo dei bambini. Giochi, letture, animazioni, laboratori d’arte e corsi di disegno riservati ai più piccoli.

Il Festival è realizzato dall’Associazione culturale Festival del Medioevo in collaborazione con il Comune di Gubbio.

La manifestazione gode del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Si avvale anche dei patrocini scientifici dell’ISIME, l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo e della SAMI, la Società degli Archeologi Medievisti Italiani.
All’iniziativa collabora in modo operativo la Fondazione Giuseppe Mazzatinti.

La RAI, con i canali tematici di Rai Storia e RAI Radio3, è stata media partner dell’evento in tutte le edizioni, con il mensile MedioEvo e il sito web Italia Medievale.

Più di 50.000 persone hanno partecipato all’ultima edizione (27 settembre – 1 ottobre 2017).

Sergio Mattarella ha conferito per due anni consecutivi la Medaglia d’Oro della Presidenza della Repubblica alla città di Gubbio come “espressione di apprezzamento per l’alto livello culturale del Festival del Medioevo”.

Nel 2016 il Festival del Medioevo ha vinto anche il Premio Italia Medievale, riservato alle istituzioni “che si sono particolarmente distinte nella promozione e valorizzazione del patrimonio medievale italiano”.

Il sito della manifestazione e la relativa pagina Facebook sono gli indirizzi online dedicati alla divulgazione storica del Medioevo più visitati in Italia.

Web: www.festivaldelmedioevo.it
E-mail: ufficiostampa@festivaldelmedioevo.it
facebook: @FestivalDelMedioevo
hashtag: #FestivalDelMedioevo18

(Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2018)

“Il Cammino di San Colombano”: mostre, convegni e un itinerario sulle orme del grande abate irlandese

bannerSAN COLOMBANO AL LAMBRO (MI) – Una mostra, un convegno, incontri con la cittadinanza e le scuole e un progetto di studio per l’apertura della via di cammino e di pellegrinaggio che ripercorra le orme di san Colombano, il grande monaco irlandese co-patrono, con san Benedetto, d’Europa. Instancabile predicatore, Colombano si spostò, seguendo la sua missione spirituale, dall’Irlanda fino in Italia passando per la Francia e la Svizzera e arrivando a Bobbio, sull’Appennino piacentino: qui, nel 614, fondò l’abbazia che ancora oggi porta il suo nome e morì, il 23 novembre dell’anno successivo. In ogni luogo che attraversò, lasciò una traccia indelebile. Tra questi c’è anche la città di San Colombano al Lambro (Milano), che all’indomani delle celebrazioni europee dei 1400 anni dalla morte del santo, lo ricorda con una serie di iniziative destinate sia agli studiosi che al pubblico non specialista.

Il progetto biennale (2017-2018), intitolato Il Cammino di San Colombano. La Resurrezione di un’antica via di pellegrinaggio fra Mediolanum e il Po, è stato ideato dall’Associazione Culturale Identità Europea in partnership con l’Associazione Culturale Terra Insubre e punta l’attenzione sull’importanza della tradizione del cristianesimo celtico in Italia e, in modo particolare, sul Percorso di san Colombano in Italia. Lo scopo finale è quello di portare a termine il tracciamento e l’apertura di una “Via di San Colombano” interamente percorribile da pellegrini e turisti, sulle orme del grande monaco.

Il primo appuntamento è con la mostra “Il Monachesimo celtico tra le Alpi e il Po”, in programma presso la Chiesa di San Giovanni a S. Colombano al Lambro dal 6 al 21 novembre 2017. Curata da Franco Cardini e Antonio Musarra, l’esposizione ripercorre la genesi e la diffusione del monachesimo tra Oriente e Occidente narrandone peculiarità, luoghi e protagonisti, e ricostruendo l’itinerario seguito da Colombano dalla nativa Irlanda fino a Bobbio.

Seguirà un incontro con la cittadinanza, il 17 novembre alle 21 presso la sala consiliare di Palazzo Patigno, sul tema Sulle orme di San Colombano, vie di pellegrinaggio in Lombardia”.

Due gli appuntamenti con le scuole, il 7 e il 15 novembre; infine, il 25 novembre, ancora a Palazzo Patigno si terrà (dalle ore 9.30 alle ore 13.30) il convegno conclusivo dedicato a  che vedrà gli interventi di studiosi come Adolfo Morganti, Antonio Musarra, Elena Percivaldi, Maurizio Minchella e di altri ospiti.

Il progetto è realizzato dall’Associazione Identità Europea in partnership con Terra Insubre e con il patrocinio e il contributo della Fondazione Cariplo.

Per informazioni:
www.identitaeuropea.it
E- mail: segreteria@identitaeuropea.it
Tel. 0541 775977
Tel. 320 2517955
Facebook: CamminodiColombano

 

BOLOGNA / “I colori dalla preistoria a oggi”: un evento per scoprirne origine, simbolo, significati

BOLOGNA –  Sabato 23 settembre nel Palazzo Ancarano di Bologna,  dalle 10.30 alle 13.30, si terrà “I colori dell’arte e della natura. Origine, significati simbolici e curiosità sui colori, dalle pitture preistoriche alla grande industria chimica”:  un evento che racconta i colori, dalla preistoria ai giorni nostri.  Un viaggio alla scoperta del mondo cromatico che spiegherà il significato simbolico dei colori nella storia dell’arte;  si potrà anche apprendere come, nella Bologna medievale e moderna, fosse possibile distinguere rango, professione e fede religiosa attraverso il colore degli abiti, contraddistinti da una precisa scala di valori cromatici.

Visto il titolo delle GEP di quest’anno, “Cultura e natura”, il tema del colore sarà affrontato sotto molteplici punti di vista. Il prof. Pietro Baraldi, già docente di Chimica Fisica all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, illustrerà come si sono evoluti nei secoli i materiali usati per realizzare dipinti murari, quadri e altre decorazioni artistiche, dai primi colori naturali, rivelatisi nel tempo tossici, alla grande industria chimica contemporanea.

Le archeologhe Monica Miari e Chiara Guarnieri spiegheranno al pubblico iconografia e tecniche pittoriche del mondo antico, mostrando anche reperti affrescati di età imperiale rinvenuti negli scavi di Palazzo Morgantini a Reggio Emilia, un lacerto di affresco del I secolo d.C. rinvenuto nel 1994 in una domus in Via Testoni e un suggestivo bacile medievale.

La storica dell’arte Anna Stanzani tratterà il tema “Dai vizi alle virtù: la simbologia dei colori”, excursus sul significato dei colori dal medioevo ai giorni nostri, mentre il restauratore Mauro Ricci parlerà delle problematiche e tecniche più innovative nel campo della conservazione dei reperti antichi.

L’archeologa Cinzia Cavallari guiderà il pubblico alla scoperta dei manufatti e delle stele conservate nel Cortile d’Onore di Palazzo Ancarano, arricchendo la visita con “note di colore” sulla simbologia cromatica e sulle erbe tintorie usate nel tardo Medioevo, un vero e proprio viaggio tra scelta dei colori e vanità, frugando nei bauli dei Bolognesi di alcuni secoli fa.

Sarà anche distribuito un piccolo depliant con alcune curiosità sulla Bologna archeologica ‘nascosta’.

Palazzo Ancarano per un certo periodo ha ospitato il Collegio Ancarano, fondato all’inizio del XV secolo per dare alloggio agli studenti poveri di diritto civile e canonico. Dall’aprile del 1925 ospita gli uffici della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio di Bologna.


 

I colori dell’arte e della natura
Origine, significati simbolici e curiosità sui colori, dalle pitture preistoriche alla grande industria chimica

Bologna, Palazzo Ancarano, via Belle Arti 52
Ingresso libero e gratuito
Dalle 10.30 alle 13.30

Evento promosso da Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2017 (23 e 24 settembre)

EVENTI / Presentato il Festival del Medioevo di Gubbio, tema guida la Città [VIDEO]

MILANO – Sarà tutta dedicata alla Città, nelle sue molteplici declinazioni e contraddizioni, la III ^ Edizione del Festival del Medioevo di Gubbio (Pg), che si terrà nella cittadina umbra dal 27 settembre al 1 ottobre 2017.

Le linee guida e il programma di quello che ormai è, indubbiamente, l’evento di riferimento per tutti gli appassionati dell’Età di Mezzo sono state presentate oggi in occasione di un’affollata conferenza stampa che si è tenuta a Milano, nella splendida sede dell’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele II. Alla presentazione sono intervenuti Filippo Mario Stirati (sindaco di Gubbio),  Pierfrancesco Maran (assessore all’Urbanistica del Comune di Milano), Federico Fioravanti (ideatore del Festival del Medioevo), Maurizio Calì (dell’Associazione Culturale Italia Medievale) e Filippo Giovannelli (presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica). Al termine,  la suggestiva esibizione degli Sbandieratori di Gubbio.

La scelta di Milano come sede per presentare l’evento è stata motivata dal fatto che i dati hanno rilevato come quest’anno l’Umbria sia stata la meta più gettonata, a livello italiano,  dai  visitatori provenienti dalla Lombardia.  Milano inoltre sarà anche al centro di alcuni degli incontri principali della manifestazione. A inaugurare il Festival sarà lo storico Alberto Grohmann.

TEMA CONDUTTORE, LA CITTA’ – Il tema conduttore di questa III^ edizione sarà dunque la città  intesa come centro sociale ed economico, con  le sue piazze, i mercati, le banche e gli ospedali, che ne hanno espresso la vitalità per secoli, ma anche  come centro del potere e  luogo di incontro e scambio di popoli e culture.  Rivivrà dunque a Gubbio il grande  e vivace mosaico delle città medievali tra cultura, filosofia e architettura, moda e urbanistica, fantascienza e religione.  E riecheggeranno le storie, i racconti e i segreti delle grandi capitali come Costantinopoli, Venezia, Genova, Parigi, Firenze, Napoli, Palermo, Il Cairo, così come le suggestioni che hanno giocato un ruolo di primo piano nell’opera di artisti, scrittori, poeti, cineasti, da Tolkien a Calvino a George Lucas.

In questo video, che abbiamo ripreso durante la conferenza stampa, l’ideatore del Festival, Federico Fioravanti, illustra nei dettagli le caratteristiche dell’evento.

 

Questo, invece, l’intervento di Maurizio Calì, presidente dell’Associazione Culturale Italia Medievale che sin dall’inizio collabora fattivamente al successo dell’evento.

Il programma è fittissimo e prevede, oltre ai consueti incontri e conferenze, anche mostre, mercati, rievocazioni e spettacoli che coinvolgeranno un centinaio di storici, saggisti, scrittori e giornalisti impegnati nella sfida della divulgazione.

Anteprime – Tra i molti appuntamenti, da segnalare due anteprime (mercoledì 27 settembre): la presentazione con lo storico Alessandro Barbero di “Medioevo da non credere”, il nuovo programma della stagione televisiva di Rai Storia e la proclamazione ufficiale dei finalisti del Premio Italia Medievale, il riconoscimento che l’Associazione Italia Medievale assegna ogni anno a personalità, istituzioni e privati che si sono particolarmente distinti nella promozione e valorizzazione del patrimonio medievale italiano.

Molti gli eventi collaterali. A partire dalla prima Fiera del Libro Medievale che coinvolge le grandi case editrici e i piccoli editori specializzati: saggi, romanzi, biografie, approfondimenti tematici e i grandi classici. Tutto quello che c’è da leggere e sapere per conoscere meglio l’Età di Mezzo.

Approfondimenti tematici – Molti i focus e gli approfondimenti tematici: sul riuso urbano dei centri storici (Leopoldo Freyrie e Sergio Rizzo, giovedì 28) , le architetture medievali, il rapporto tra la storia, l’editoria e il giornalismo (tavola rotonda con Ugo Berti, Francesco d’Ayala e Amedeo Feniello), Tolkien, la cucina medievale (Massimo Montanari, venerdì 29 e sabato 30), le scuole e i maestri ( Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, venerdì 29). Con una attenzione particolare (domenica 1 ottobre) intorno al tema dell’uso postmedievale del Medioevo attraverso le mode, il costume, il cinema, l’arte, la politica, la comunicazione e la musica pop.

 

Dante Alighieri – Enrico Malato terrà una lezione sul grande poeta mercoledì 27 settembre, giorno di inaugurazione del Festival. E a Gubbio si incontreranno per la prima volta (venerdì 29 settembre) i discendenti diretti di Dante Alighieri e di Cante Gabrielli, il podestà eugubino che condannò il “ghibellin fuggiasco” all’esilio perpetuo da Firenze.

Focus su Milano – “Start up medievali: Milano e la nascita del made in italy” è l’appuntamento curato dalla storica Maria Paola Zanoboni (domenica 1 ottobre) dedicato alle scoperte e le innovazioni che dobbiamo all’età medievale. Un excursus sulle fucine, le sartorie, le fabbriche del vetro, le botteghe d’arte e la continua sperimentazione di nuove tecniche di produzione nella Milano del Quattrocento.

Stati Generali della Rievocazione Storica – Ci sarà anche spazio per il dibattito sulla Rievocazione storica, una disciplina che ormai da qualche anno a questa parte, per numero di partecipanti e qualità degli eventi proposti, si sta rivelando un settore particolarmente vivace e importante sia sul piano culturale che su quello della divulgazione, come dimostra anche l’iter legislativo in corso per disciplinare la materia.  Il Forum, organizzato  sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre     dal Comitato per gli Stati Generali della Rievocazione Storica presieduto da Filippo Giovannelli e dal Comitato Storico della Regione Toscana delle associazioni dei rievocatori guidato da Roberta Benini, si terrà nel refettorio del Convento di San Francesco, in piazza Quaranta Martiri. L’evento gode del patrocinio della Commissione nazionale italiana dell’Unesco, del Ministero dei beni e delle attività culturali, del Comune di Firenze e di dieci regioni italiane: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto e Umbria. E sarà  l’occasione per addetti ai lavori, politici e rievocatori per confrontarsi anche su questi temi, come spiega in questo intervento proprio  Filippo Giovannelli.

 

Il mercato medievale – Nel piazzale antistante il Centro Santo Spirito, sede degli incontri con gli autori, rivivranno anche le botteghe e i mestieri medievali, tra sapienza artigiana e innovazione (tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.00). Ospite d’onore del percorso espositivo sarà il Mercato delle Gaite di Bevagna. Uno spazio speciale sarà riservato agli stand del Cians, il Comitato Italiano Associazioni Nazionali Storiche.

Medioevo e futuro si incontrano al Festival del Medioevo in un evento dedicato alla moderna arte amanuense: Miniatori e calligrafi dal mondo. L’appuntamento costruito in collaborazione con la casa editrice “Arte Libro unaluna”, è un omaggio indiretto a Steve Jobs, l’inventore di Apple, che nella scuola del calligrafo Palladino apprese i segreti dei caratteri, l’eleganza dei segni e i messaggi subliminali del design, che poi trasferì ai “font” del Mac.

Le mostre – Il Festival propone ai visitatori tre piccole mostre. “Cacciatori con le aquile” è il racconto fotografico di un viaggio in Mongolia, tra i Kazaki dei Monti Altai per riscoprire una tradizione popolare che risale al 900 d.C. Uno spettacolo simile a quello descritto da Marco Polo alla corte di Kublai Khan (Sala degli Stemmi – Piazza Grande).

In MedievAli, l’artista eugubina Maria Cristina Vinciarelli espone le sue creazioni: ali della fantasia, parti eteree degli angeli, misteriose figure a metà tra l’umano e il divino (Chiesa di San Giuseppe – Università dei Falegnami, Via Savelli della Porta). Il salone d’onore del palazzo Ducale di Gubbio ospiterà Medioevo fantastico. I costumi di Danilo Donati e Gianna Gissi per il cinema. Sono gli abiti utilizzati nei film La cintura di castità (1967) di Pasquale Festa Campanile e Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno (1984) di Mario Monicelli.

Gli spettacoli – Tre gli appuntamenti serali, gli unici a pagamento (ore 21.15), seppure al prezzo ridotto di 10 euro. Tutti nella chiesa sconsacrata di Santa Maria Nuova, dove è possibile visitare anche la Madonna del Belvedere, capolavoro quattrocentesco di Ottaviano Nelli.
Giovedì 28 settembre, “Le storie del Mediterraneo”, una lezione-spettacolo degli storici Amedeo Feniello e Alessandro Vanoli accompagnati dall’Ensemble Musicanti Potestatis: un viaggio sentimentale, di porto in porto, da Costantinopoli all’Andalusia, alla ricerca di racconti dimenticati.
Il giorno dopo (venerdì 29 settembre) l’atteso concerto dei Micrologus: “De’ poni amor a me”. Ballate d’amore e danze nella Firenze del Trecento.
E sabato 30 settembre, il concerto per arpa celtica e canto “Il bardo dentro le mura”, del poeta, musicista e filologo Francesco Benozzo.

Torneo di scherma medievale  – Teatro della sfida tra 12 squadre provenienti da varie regioni d’Italia è il cortile del Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro. La competizione esclusiva di HEMA (Historical European Marzial Arts) è organizzata dalla storica “Sala d’Arme Achille Marozzo”, una associazione che dal 1997 si dedica alla ricerca e allo studio delle arti marziali in età medievale e rinascimentale.
Nella living history Templari, oltre la leggenda, i rievocatori della Mansio Templi Parmensis propongono una fedele ricostruzione di una mansio dei monaci guerrieri.

Itinerari eugubini  –  Le strade e le piazze di Gubbio faranno da sfondo anche a decine di altri eventi collaterali tra le quali spiccano le attività della Società dei Balestrieri, le esibizioni degli Sbandieratori e i cortei in costume dei quattro Quartieri storici di Gubbio.

Antichi strumenti di tortura e pena di morte è il titolo di una mostra allestita nella sala dell’arengo del Palazzo dei Consoli: propone un viaggio tra gli strumenti di esecuzione capitale e tortura con pezzi risalenti al XVI, XVII e XVIII secolo e ricostruzioni filologiche dell’Ottocento e Novecento.

Previsti anche percorsi di trekking medievali e visite guidate nei luoghi più affascinanti della “Città di pietra”. E una originale proposta del Cinema Astra con due omaggi ai grandi registi Rossellini e Visconti.

Un apposito spazio nella Biblioteca Sperelliana sarà riservato invece al Medioevo dei bambini con letture, laboratori d’arte e corsi di disegno.

Per la sola giornata di domenica 1 ottobre, il Festival propone negli spazi del Palazzo Ducale anche un Laboratorio di Danza, curato da Enrica Sabatini: “Fuori e dentro le città. Danze colte e popolari tra Medioevo e Rinascimento”.

Spazio anche alla satira con uno spazio speciale riservato alle notizie del Tg Feudale del blog satirico Feudalesimo e Libertà.

 

Il Festival del Medioevo, organizzato dall’Associazione culturale Festival del Medioevo in stretta collaborazione con il Comune di Gubbio, gode del patrocinio scientifico dell’Isime, l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo e della Sami (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) e dei patrocini istituzionali della Presidenza della Repubblica, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Umbria.
L’evento è sostenuto dal Comune di Gubbio, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, dal Gruppo Azione Locale Alta Umbria (GAL Alta Umbria) dalla Camera di Commercio di Perugia, dalla Fondazione Giuseppe Mazzatinti, da Tecla, azienda di costruzioni in legno e da altri sponsor privati.

La RAI, Radio Televisione Italiana, è il media partner ufficiale con i canali tematici di Rai Storia e RAI Radio3.
Collaborano con la manifestazione anche il mensile Medioevo e tre siti web: Italia Medievale, impegnata nella promozione del patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano, Feudalesimo e Libertà, fenomeno social di goliardia e satira politica e MediaEvi, pagina Facebook specializzata nell’analisi dei medievalismi.

Il programma completo dell’evento è disponibile sul sito ufficiale del Festival: www.festivaldelmedioevo.it
Sul sito anche tutti i dettagli e le convenzioni per l’alloggio.

© VIDEO: PERCEVAL ARCHEOSTORIA – RIPRODUZIONE RISERVATA

ARCHEOLOGIA / Due convegni internazionali per far luce sull’età medio-repubblicana a Roma (5-7 aprile) e nel Lazio (7-9 giugno)

4ROMA –  Da una collaborazione tra Soprintendenze, Università e British School at Rome nasce l’idea di due Convegni Internazionali che intendono far luce sull’età medio-repubblicana a Roma (5-7 aprile) e nel Lazio (7-9 giugno).

PRIMO CONVEGNO – Il Convegno “Roma Medio Repubblicana: dalla conquista di Veio alla battaglia di Zama” costituisce una nuova sintesi dei risultati della ricerca storico-archeologica. L’età medio-repubblicana (IV-III sec.a.C.) rappresenta uno dei periodi cruciali nella storia di Roma e del Lazio, ma anche uno dei meno conosciuti. Dopo oltre quarant’anni dalla prima sintesi del 1973, compiuta con la mostra Roma medio repubblicana e rimasta praticamente isolata, il convegno di aprile “Roma Medio Repubblicana: dalla conquista di Veio alla battaglia di Zama”  offrirà il quadro dei risultati della ricerca archeologica e degli studi che, partendo dalle fonti e dalle istituzioni della Res publica giunge alla definizione degli spazi sacri e civili,  a illustrare le forme della produzione, dei consumi e degli scambi commerciali di Roma tra IV e III sec.a.C. L’azione di tutela della Soprintendenza e la ricerca sul territorio ricompongono il mosaico della storia di Roma e del Lazio in una fase di notevoli mutamenti storici, politici, economici e insediamentali.

 

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SECONDO CONVEGNO – Il programma del secondo convegno, che si terrà dal 7 al 9 giugno e sarà dedicato a “Oltre Roma Medio Repubblicana: il Lazio tra i Galli e la battaglia di Zama”, sarà reso noto a breve.

 


INFORMAZIONI
5 aprile: Sapienza Università di Roma – Odeion
6-7 aprile 2017: British School at Rome

Accademia Britannica – The British School at Rome
Via Antonio Gramsci, 61
Tel. +39 06-3264939
Sito web
Email: brs.dir@britac.ac.uk

CONFERENZE / I Brettii: storia, cultura, evidenze archeologiche

1COSENZA – Sabato 1 aprile 2017, alle ore 17.00, a Cassano allo Ionio (Cosenza), presso la Sala convegni del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto da Adele Bonofiglio, si terrà un incontro sul tema I BRETTII – STORIA, CULTURA, EVIDENZE ARCHEOLOGICHE.  All’iniziativa, indetta dalla “Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali” (SIPBC Onlus) Sezione Calabria “Luigi De Luca” con il patrocinio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e la collaborazione del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, parteciperanno:

  • Adele Bonofiglio, direttore Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, che relazionerà su “Note sul percorso espositivo del Museo Archeologico di Sibari”;
  • Carmine Gesualdo, comandante Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – Cosenza;
  • Franco Liguori, presidente SIPBC Onlus Calabria;
  • Gian Piero Givigliano, docente Università della Calabria, “Identità e vicende storiche dei Brettii attraverso le fonti letterarie”
  • Armando Taliano Grasso, docente Università della Calabria, “Città fortificate brettie tra Thuri e Kroton”
  • Maria Cerzoso, direttore Museo dei Brettii e degli Enotri, “Cosenza, metropoli dei Brettii”

Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide afferisce al Polo Museale della Calabria diretto da Angela Acordon.


Informazioni

I BRETTII – STORIA, CULTURA, EVIDENZE ARCHEOLOGICHE
Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide
Sala convegni
Cassano allo Ionio (Cosenza)
1 aprile 2017 – Ore 17.00
Tel.: 0984 795639
pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

CONVEGNI / A Ravenna “Le Mummie di Roccapelago 3.0: la rinascita degli antichi abitanti attraverso cinque anni di studi”

17350036_10210539670422088_9211293581209785121_oRAVENNA – Il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna, sede di Ravenna, presenta il convegno “Le Mummie di Roccapelago 3.0: la rinascita degli antichi abitanti
attraverso cinque anni di studi” a cura di Stefano Benazzi, Giorgio Gruppioni, Mirko Traversari, con il patrocinio dell’Ausl Romagna e la collaborazione del gruppo Ausl Romagna Cultura, che si terrà a Ravenna venerdì 24 marzo, nella Sala delle Conferenze in via Ariani 1.
Si tratta di una scoperta che ha fatto il giro del mondo e che il 24 marzo vedrà la presentazione di cinque anni di studi, che porteranno sicuramente a risultati scientifici davvero importanti per archeologi, antropologi e studiosi di svariate discipline che, insieme, potranno ricostruire vita, attività e condizioni di salute di un’intera comunità tra XVII e XVIII secolo.
300 MUMMIE NATURALI INTERAMENTE ABBIGLIATE – La cripta sotto la Chiesa della Conversione di S. Paolo di Roccapelago ha restituito circa 300 inumati fra infanti, subadulti e adulti. Un numero rilevante di corpi, conservati in connessione anatomica parzialmente scheletrizzati, che erano stati deposti vestiti con camicie e calze pesanti, entro un sacco o un sudario, diverse decine di corpi conservano parti cospicue di tessuti molli mummificati.
Il rinvenimento si è dimostrato subito eccezionale, sia per il numero di individui riferibili ad una piccola comunità montana, sia per il loro stato di conservazione, e soprattutto per lo stato di parziale mummificazione, dovuto non ad interventi artificiali (spesso riservati a personaggi importanti del ceto religioso o a membri di famiglie illustri) ma alle particolari condizioni microclimatiche dell’ambiente di inumazione.
In particolare, ciò che attira maggiormente i ricercatori a indagare su questi territori è lo studio delle malattie multifattoriali (malattie ostearticolari e malattie metaboliche), quelle malattie cioè che hanno una dipendenza parziale da molti geni diversi, da fattori ambientali e dalle interazioni tra i due: è proprio negli isolati genetici, con le loro popolazioni così omogenee e con caratteristiche ambientali e sociali rimaste inalterate nel corso del tempo, che risulta più facile identificare i frammenti di Dna responsabili di alcune patologie.

UN UNICUM STORICO  –  Roccapelago si distingue in quanto la comunità è un unicum storico e attuale. Il ritrovamento delle mummie ha reso possibile l’individuazione durante lo scavo di un numero considerevole di caratteri epigenetici che hanno confermato l’appartenenza degli individui a stessi gruppi famigliari. Inoltre l’identificazione (già effettuata) di patologie degenerative e/o con eziologia infettiva spinge il caso in oggetto ad essere considerato una fonte importantissima.

Per approfondimenti: www.museomummieroccapelago.com


Le Mummie di Roccapelago 3.0: la rinascita degli antichi abitanti attraverso cinque anni di studi

Convegno a cura di Stefano Benazzi, Giorgio Gruppioni, Mirko Traversari

24/03/2017 DALLE 10:30 ALLE 17:00

Dove Sala Conferenze, via degli Ariani 1, Ravenna

10.30-10.40
Luigi Tomassini (Università di Bologna)
Saluti

10.40-10.50
Giorgio Gruppioni (Università di Bologna)
Apertura del convegno

10.50-11.10
Donato Labate (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara)
Introduzione

PRIMA SESSIONE
Moderatore: Stefano Benazzi

11.10-11.30
Carla Figus (Università di Bologna)
Mortalità infantile a Roccapelago: tra analisi antropologiche ed archivi storici

11.30-11.50
Mirko Traversari (Università di Bologna)
Nozze a Roccapelago, tra endogamia, esogamia ed isonimia

11.50-12.00 Pausa

12.00-12.20
Elisabetta Cilli (Università di Bologna)
Paleogenetica e paleodemografia degli antichi abitanti di Roccapelago

12.20-12.40
Federico Lugli (Università di Modena e Reggio Emilia)
Dieta e pratiche di foraggiamento a Roccapelago: primi risultati dalle analisi degli isotopi stabili ed elementi in traccia

12.40-13.00
Donata Luiselli (Università di Bologna)
Variabilità del microbiota e dieta nelle mummie di Roccapelago

13.00-14.30 Pranzo

SECONDA SESSIONE
Moderatore: Stefano Benazzi

14.30-14.50
Maria Grazia Bridelli (Università di Parma)
Resistere al tempo: analisi fisicochimiche sui tessuti biologici delle mummie di Roccapelago

14.50-15.10
Stefano Vanin (University of Huddersfield)
Indagine morfologica e molecolare sui reperti entomologici di Roccapelago

15.10-15.30
Thessy Schoenholzer Nichols (Storica del tessuto e del costume antico)
“Uso e abuso di indumenti”, camicie e calze delle mummie

15.30-15.50
Sara Piciucchi, Enrico Petrella (Azienda USL della Romagna sede operativa di Forlì)
L’impiego dell’imaging radiologico mediante Tomografia Computerizzata per indagare le condizioni di vita ed i segni di malattia su 13 mummie naturali di Roccapelago

16.10-16.30
Discussione e considerazioni finali
Intervengono: Luigi Tommassini, Donato Labate, Giorgio Gruppioni, Stefano Benazzi, Carla Figus, Mirko Traversari, Elisabetta Cilli, Federico Lugli, Donata Luiselli, Maria Grazia Bridelli, Stefano Vanin, Thessy Schoenolzer Nichols, Sara Piciucchi, Enrico Petrella, Antonino Vazzana, Laura Buti, Rita Sorrentino, Gregorio Oxilia, Patrizia Serventi, Marta Ciucani.

16.30 Chiusura dei lavori

Segreteria del Convegno: Mirko Traversari, Antonino Vazzana

Il Convegno è patrocinato da Azienda USL della Romagna e Gruppo AUSL Romagna Cultura con protocollo n. 2017/0046640/P del 03/03/2017

 

PAVIA / “Il volto dell’antico Egitto”: svelati i segreti della mummia dell’Università

PAVIA –  Sabato 11 marzo 2017 l’Università di Pavia esporrà per la prima volta una mummia egizia in perfetto stato di conservazione e presenterà al pubblico, presso il Museo Archeologico dello stesso Ateneo, i risultati degli studi condotti sull’eccezionale reperto insieme a tutta la collezione egizia in una nuova esposizione. L’evento, intitolato “Il volto dell’antico Egitto”. Un Egyptian Corner all’Università di Pavia, si terrà presso il Museo Archeologico Sistema Museale dell’Università di Pavia in Strada Nuova 65  con inizio alle ore 17. 30.

UNA MUMMIA MISTERIOSA – Nel 1824 il Gabinetto di anatomia Umana dell’Università di Pavia ricevette in dono una mummia egizia proveniente dal Cairo. Nel 1933 passò al Museo di Storia Naturale e quindi negli anni ‘60 fu collocata in una torre del Castello Visconteo di Pavia, dove è rimasta fino al trasferimento presso le raccolte archeologiche dell’ateneo.  La mummia è misteriosa: riposa in una cassa ottocentesca, il cui coperchio riporta l’enigmatica scritta “Mummia Egiziana di una donna morta 810 anni prima dell’era volgare. Dono di S. Giorgiani del Cairo del 1824“. Per dare voce a questo reperto, solo apparentemente silenzioso, sono intervenuti il Prof. Maurizio Harari, direttore del Museo Archeologico dell’Ateneo e docente ordinario di Etruscologia ed Archeologia Italica dell’Università di Pavia e Sabina Malgora, archeologa e direttore del Mummy Project Research, équipe multidisciplinare votata allo studio delle mummie.

NUOVI STUDI – Dal 2013 la mummia è stata al centro di una serie di accurate ricerche con le più moderne tecniche di indagine medica e forense. Lo scopo è quello di restituirle l’identità, scoprire la sua età ed il periodo in cui è vissuta. Per questo è stata sottoposta alla tomografia computerizzata (TC) all’Ospedale San Matteo di Pavia e sono stati effettuati prelievi per analisi molecolari, tra cui quella del radio carbonio C14. Inoltre l’antropologa Chantal Milani ha studiato il profilo antropologico e lo specialista americano,  Jonathan Elias ha ricostruito il volto questa donna vissuta millenni prima di noi. Infine è stata creata una copia 3D del reperto ad opera di Spazio Geco di Pavia.

La ricerca sulla mummia è stata realizzata con il sostegno della Regione Lombardia nel progetto: “Condividere il patrimonio museale universitario: nuove modalità di fruizione rivolte anche agli utenti con disabilità sensoriali”.

Sabato 11 marzo i risultati degli studi saranno quindi resi noti per la prima volta al pubblico presso il Museo Archeologico dell’Università di Pavia, dove verrà presentata tutta la collezione egizia in una nuova esposizione.

EVENTI / A Milano ciclo di conferenze sui mercanti, missionari e pellegrini tra Oriente e Occidente

MILANO – Dal 17 gennaio al marzo si terrà a Milano, nell’Aula Magna dell’Università Card. Colombo (piazza S. Marco 2), il ciclo di conferenze “Mercanti, missionari e pellegrini fra Oriente e Occidente nel Medioevo e nel Rinascimento”.  Il ciclo è organizzato dall’Istituto studi umanistici “F. Petrarca” in collaborazione con il Centro di cultura Italia-Asia. Ogni conferenza è a ingresso libero, i martedì con inizio alle ore 18.
Di seguito il programma degli interventi.
Per informazioni: tel. 02/67.09.044 – istpetrarca@iol.itinfo@italia-asia.it

petMERCANTI, MISSIONARI E PELLEGRINI FRA ORIENTE E OCCIDENTE NEL MEDIOEVO E NEL RINASCIMENTO
Ciclo di conferenze a ingresso libero organizzato dall’Istituto studi umanistici F. Petrarca, in collaborazione con il Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 17 GENNAIO 2017, ORE 18
“La simbolica delle direzioni dello spazio e la circumambulazione rituale di stupa e monti sacri nel buddhismo indo-tibetano”
Relatrice: Cristiana Tretti, Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 24 GENNAIO 2017, ORE 18
“La via delle Indie: viaggio tra fantasia e realtà”
Relatrice: Marilia Albanese, Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 31 GENNAIO 2017, ORE 18
“In viaggio verso il Daibutsu di Nara”
Relatori: Susanna Marino – Andrea Pancini, Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 7 FEBBRAIO 2017, ORE 18
“Al di là dell’inferno. L’esplorazione delle tenebre a Oriente e la scoperta della Cina”
Relatrice: Isabella Doniselli Eramo, ICOO (Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente)

* MARTEDÌ 14 FEBBRAIO 2017, ORE 18
“Nei paesi delle tenebre: l’estremo nord raccontato da mercanti, geografi e viaggiatori arabi”
Relatrice: Anna Maria Martelli, Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2017, ORE 18
“Le isole delle spezie: viaggiatori e mercanti alla ricerca di noce moscata e chiodi di garofano tra Medioevo e Rinascimento”
Relatore: Guido Corradi, Centro di cultura Italia-Asia

* MARTEDÌ 28 FEBBRAIO 2017, ORE 18
“Memoriale toscano: il viaggio in India e in Cina di Odorico da Pordenone (1318-1330)”
Relatrice: Luisa Secchi Tarugi, Istituto F. Petrarca

* MARTEDÌ 7 MARZO 2017, ORE 18
“Rabban Bar Sauma: un mongolo cristiano in missione diplomatica in Europa (1287-88)”
Relatrice: Valeria Piacentini, Università Cattolica di Milano

* MARTEDÌ 14 MARZO 2017, ORE 18
“Andare a Chidambaram: raggiungere il cuore”
Relatrice: Giulia R.M. Bellentani, Centro di cultura Italia-Asia


SEDE DEGLI INCONTRI: l’Aula Magna dell’Università del Card. Colombo

Piazza S. Marco 2 – Milano (MM2 Lanza – MM3 Montenapoleone). Ingresso libero

PER INFO: tel. 02/67.09.044 – istpetrarca@iol.itinfo@italia-asia.it

SITI WEB DI RIFERIMENTO

Istituto studi umanistici F. Petrarca: www.lrst.net

Centro di cultura Italia-Asia: www.italia-asia.it/mercanti- missionari-pellegrini

IL CICLO DI LEZIONI SI SVOLGE CON IL PATROCINIO del Centro di cultura Italia-Asia, del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo e di Città Metropolitana di Milano