Venezia, un nuovo museo accoglie le riproduzioni dei documenti che hanno fatto la Storia

VENEZIA, 16 ottobre 2018 [E.P.] – Domani, 17 ottobre,  a Venezia presso la sede di Scrinium, inaugurano i nuovi spazi di “CADEMCodices and Ancient Documents Exhibit Museum”, che conterranno in esposizione permanente una serie di prestigiose riproduzioni di documenti antichi e codici manoscritti, realizzate a partire dal 2000,  rendendole consultabili  non solo agli studiosi ma anche agli appassionati, ai privati e alle scuole.  All’evento partecipano le delegazioni diplomatiche dell’America Latina e dei Caraibi,  che hanno accolto l’invito a farsi testimoni presso i loro Paesi dei progetti che Scrinium realizza per le grandi Istituzioni nazionali e internazionali tra cui l’Archivio Segreto e la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Biblioteca Nazionale Marciana e il Sacro Convento di San Francesco d’Assisi.

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Libro degli Schizzi di Francesco di Giorgio Martini (Codicum Facsimiles)

Tra i documenti esposti ci sarà il celeberrimo  “Processus contra Templarios”, la raccolta delle pergamene contenenti gli atti integrali del processo tenutosi a Poitiers contro i cavalieri Templari e conservato in originale nell’Archivio Segreto Vaticano: i primi tre documenti (208, 209, 210) costituiscono gli esemplari superstiti di un corpus originario di 5 rotoli membranacei, contenente le confessioni dei 72 Templari interrogati da papa Clemente V dal 28 giugno al 2 luglio 1308.

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Processus contra Templarios (Exemplaria Praetiosa)

Tra le altre opere raccolte, citiamo la Cosmografia di Tolomeo, esempio insuperato di arte della miniatura applicata alla cartografia; il Messale di Natale di Alessandro VI, in uso per la Celebrazione della Messa di Natale in San Pietro; la Divina Commedia illustrata dal Botticelli, riproduzione fedelissima delle 100 incantevoli tavole in pergamena realizzate a punta d’argento nel ‘400 dal Botticelli; Munificentia Venetiarum, pergamena riccamente miniata e sigillata in oro massiccio; Causa Anglica, la monumentale Supplica dei pari d’Inghilterra a papa Clemente VII per ottenere l’annullamento del matrimonio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona. E ancora,  Sacra Vestigia – Francesco d’Assisi, contenente gli unici due scritti autografi superstiti di san Francesco e la monumentale Regola Bollata del 1223, documento di fondazione dell’Ordine Francescano.

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Sacra Vestigia – Regola Bollata

In mostra, a completare il corpus di progetti realizzati da Scrinium,  l’esclusiva e fedelissima ricostruzione del Testamento di Marco Polo, manoscritto su pergamena di pecora conservato in Biblioteca Nazionale Marciana con il quale il grande viaggiatore veneziano detta le sue ultime volontà e lascia in eredità alle figlie il suo ingente patrimonio di esotiche mercanzie.

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“Ego Marcus Paulo volo et ordino”, il testamento di Marco Polo

Vi è poi il Codex Benedictus, considerato tra i pezzi più rari e pregiati nel patrimonio vaticano; il prezioso Rotolo dell’Exultet di Montecassino , prodotto nel periodo in cui era abate del monastero il grande Desiderio (1058-1087).; tre Libri d’Ore (Libro d’Ore per Rouen, Libro d’Ore di Jean Bourdichon, Ufficio della Madonna e Codice Rossiano) e, ancora, il Libro degli Schizzi di Francesco di Giorgio Martini, taccuino privato del geniale inventore, progettista e architetto del XV secolo, cui lo stesso Leonardo dichiarò di essersi ispirato per le sue più importanti invenzioni.


INFORMAZIONI
CADEM, Codex and Ancient Documents Exhibit Museum
Via Terraglio n. 246 – 30174 Venezia – Tel. +39 0415020699, scrinium@scrinium.org  – Visite solo su appuntamento

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EVENTI / La Guarneriana festeggia il 552° compleanno digitalizzando un manoscritto medico del XII secolo [FOTO]

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La Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli (Ud)

SAN DANIELE DEL FRIULI (UD), 12 ottobre – La Biblioteca Guarneriana compie 552 anni e mette in mostra sulla Teca digitale un nuovo manoscritto.  Il 10 ottobre del 1466 il pievano di San Daniele, già vicario del Patriarca di Aquileia, Guarnerio d’Artegna, moriva colpito dalla peste.  Tre giorni prima aveva dettato il proprio testamento al notaio Niccolò Pittiani, destinando la sua biblioteca, composta da 173 manoscritti raccolti nell’arco della sua intera vita,  alla Comunità cittadina di San Daniele (Udine), mediante un legato alla chiesa di San Michele.
Il testamento è chiaro, Guarnerio dona “tutti li suoi libri che si ritrova havere con obbligo alla Chiesa di far fabbricare in loco honesto e condecente una libraria et in quella tutti l’istessi libri ponere, con sue catene ligati, et ivi conservarli per uso dell’istessa Chiesa et che non siano mai lavati di detta libraria per accomodar altri. Et se alcuno volesse sopra detti libri leger o studiare et al Consilio et Comunità piacesse, possa sopra detti libri e nell’istessa libraria e non altrove legere et studiare con licenza del Consilio et Comunità di San Daniele”. Nasceva così una delle biblioteche pubbliche più antiche d’Italia e sicuramente la più antica del Friuli Venezia Giulia, uno scrigno di tesori da sempre di proprietà della comunità cittadina,  che ancora oggi la conserva e la gestisce.

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La Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli (Ud)

Nel 2016, in occasione del 550° anniversario della sua fondazione, grazie al sostegno economico avuto dalla Regione, la Guarneriana ha dato avvio al progetto della propria Teca digitale. Come per ogni biblioteca che possegga un fondo antico, anche all’interno della Guarneriana è possibile individuare una numero ristretto di documenti corrispondenti ai cosiddetti “tesori della biblioteca”: si tratta dei documenti più rappresentativi dell’intero patrimonio, per la straordinarietà del loro valore storico, letterario, per il tipo di scrittura e per la bellezza dell’ornato, che sono sono stati allora digitalizzati e pubblicati online, liberamente accessibili.

“Si è trattato di un progetto ideato e fortemente desiderato dalla Guarneriana – spiega la Direttrice della biblioteca, Elisa Nervi – perché permette di aprire ad un pubblico più vasto la conoscenza delle preziosità che si conservano tra i nostri scaffali, senza che questo pregiudichi la conservazione di un patrimonio tanto pregiato, e la messa online dei codici della Guarneriana è per la biblioteca, la declinazione in chiave XXI secolo dello spirito di apertura umanistica del fondatore Guarnerio”.

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un folio del manoscritto n. 145

In occasione del compleanno 2018 della biblioteca, la Guarnerio Società Cooperativa di Udine, specializzata nella fornitura di servizi culturali, ha ritenuto di fare dono della digitalizzazione di un nuovo manoscritto da rendere visibile sulla teca digitale della Guarneriana. La scelta è caduta sul manoscritto n. 145, un codice appartenuto a Guarnerio, che è un vero e proprio libro di medicina, databile al XII secolo. “La maggior parte del codice – spiega ancora la Direttrice – è occupata dal Liber dietarum universalium di Isaac Israeli nella traduzione di Costantino l’Africano. È un’opera di medicina, che tratta di dieta intesa come attenzione ai cibi ed alle loro qualità in funzione della salute: un concetto ripreso ampiamente dalla medicina di oggi; è un’opera che venne scritta da Isaac Israeli, un autore che malgrado la sua origine ebraica, appartiene per la sua opera scientifica alla storia della medicina araba, in ragione non solo della lingua che sceglie, ma anche della tradizione intellettuale a cui si raccorda; un’opera che viene tradotta dall’arabo in latino e che finisce per diventare uno dei testi imprescindibili per gli studi medici nelle università del Medioevo”.

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un folio del manoscritto n. 145

Sabato 13 ottobre, dalle ore 18.00 pertanto, la Guarneriana festeggerà il proprio compleanno con un evento che svelerà la digitalizzazione del manoscritto e soprattutto grazie agli interventi della Direttrice Elisa Nervi, nonché di due affermati studiosi, Fabio Cavalli e Marialuisa Cecere dell’Accademia di studi medievali Jaufré Rudel, racconterà degli intrecci tra medicina, alimentazione e cucina nel medioevo, e aprirà per tutti le pagine del manoscritto 145.

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INFORMAZIONI

Biblioteca Guarneriana
Via Roma 10 – San Daniele del Friuli (UD)
tel. 0432 946560
www.guarneriana.it
info@guarneriana.it

MOSTRE / A Bologna gli spettacolari corali della Basilica di San Francesco

BOLOGNA (15 settembre 2018) –  Inaugura oggi al Museo Civico Medievale di Bologna (ore 17.30) la mostra Lodi per ogni ora. I corali francescani provenienti dalla Basilica di San Francesco, curata da Massimo Medica in collaborazione con Paolo Cova e Ilaria Negretti. La rassegna, organizzata in occasione della decima edizione del Festival Francescano, espone fino al 17 marzo 2019 una serie di importanti codici liturgici francescani databili dal XIII al XV secolo, conservati  nello stesso Museo medievale bolognese.

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Corale francescano Ms 526, F 84.2v

IN LODE DI FRANCESCO – Fin dal Duecento l’illustrazione dei manoscritti ha costituito uno strumento espressivo essenziale per l’Ordine dei Frati Minori. Grazie alle scelte iconografiche e tematiche codificate dall’Ordine, le immagini dei libri francescani rappresentarono un elemento fondamentale per esaltare la figura del santo fondatore, offrendo una lettura in chiave strettamente cristologica della sua vita, che legittimava il ruolo di rinnovamento della Chiesa operato dalla Congregazione francescana. Infatti, sfogliando le pagine di Antifonari e Graduali del XIII secolo spesso ricorrono le raffigurazioni della Predica agli uccelli e delle Stimmate come appare nel manoscritto 526, qui esposto insieme ad altri graduali (mss. 525, 527), realizzati intorno al 1280-85 per il convento di San Francesco a Bologna. A decorarli fu chiamato uno dei protagonisti assoluti della miniatura bolognese della seconda metà del Duecento, il cosiddetto Maestro della Bibbia di Gerona, così chiamato per aver decorato la celebre Bibbia oggi conservata presso la biblioteca capitolare della città catalana.

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Corale francescano Ms 526,  F62c C.N.B

FECONDI CONFRONTI – Se nell’episodio della Predica agli uccelli gli artisti potevano indugiare in ricerche di naturalismo espressivo, in quello delle Stimmate era possibile invece sperimentare effetti di grande drammaticità, come documenta l’analoga figurazione del graduale ms. 526, felice connubio tra le più sofisticate sperimentazioni pittoriche della tradizione bizantina e la veemenza espressiva di certa pittura toscana di questi anni. Nella serie di Antifonari (mss. 528, 529, 533), realizzata nei primissimi anni del Trecento a compimento del precedente ciclo di Graduali, il linguaggio ancora aulico del Maestro della Bibbia di Gerona rivive in talune figurazioni seguendo connotazioni più moderne che già lasciano presagire una conoscenza dei fatti nuovi della cultura giottesca (ciclo di affreschi della Basilica Superiore di Assisi), la cui diffusione dovette seguire inizialmente canali privilegiati all’interno dello stesso Ordine.

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Corale francescano Ms 526, C98.2r

Tra le figure che si pongono a maggior confronto con l’artista fiorentino va annoverato Neri da Rimini che realizzò nel 1314, assieme al copista Fra Bonfantino da Bologna, l’antifonario ms. 540 destinato al convento francescano della città romagnola. Risale invece alla metà circa del XV secolo la serie di corali francescani (mss. 549 – 551, 553) che in parte recano entro alcuni capilettera calligrafici la firma di Guiniforte da Vimercate e la data 1449. La decorazione di questo ciclo, risultato della collaborazione di maestranze di estrazione lombarda e locale, venne coordinata dal bolognese Giovanni di Antonio il quale si riservò personalmente la realizzazione di alcune parti (ms. 551). Accanto a lui sono all’opera personalità bolognesi dalla parlata più corsiva (mss. 550, 551, 553), ma anche il Maestro del 1446 (ms. 549) considerato uno dei più abili interpreti dell’ultima stagione della miniatura tardogotica cittadina che ebbe proprio in questa serie liturgica francescana una delle sue più tardive manifestazioni.

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Corale francescano Ms 526, C104v 

Nell’ambito del Festival Francescano, venerdì 28 settembre alle ore 16.30 la Sala del Lapidario del Museo Civico Medievale ospita la conferenza Oltre Giotto: ‘la maniera dolcissima e tanto unita’ di Claudia D’Alberto (storica dell’arte, ricercatrice Marie-Curie COFUND Università di Liegi – Unione Europea ‘Horizon 2020’). Percorso indiziario volto alla scoperta della “bellezza artistica francescana” meno nota, l’incontro è un’occasione per parlare di Puccio Capanna, pittore che ad Assisi fu il più importante appaltatore di imprese decorative commissionate, fra prima e seconda metà del XIV secolo, dall’Ordine francescano e dalle confraternite.Ingresso libero, fino a esaurimento posti disponibili.

La mostra è accompagnata da un programma di visite guidate con il seguente calendario:

sabato 22 settembre 2018 h 10.30
visita di Ilaria Negretti (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza)

venerdì 28 settembre 2018 h. 15.00
visita di Ilaria Negretti (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza), riservata agli Amici del Festival Francescano, previa prenotazione

sabato 29 settembre 2018 h. 11.00
visita di Ilaria Negretti (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza), riservata agli Amici del Festival Francescano, previa prenotazione

domenica 30 settembre 2018 h. 16.00
visita guidata alla mostra di Giacomo Alberto Calogero (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza), riservata agli Amici del Festival Francescano, previa prenotazione

giovedì 11 ottobre 2018 h 17.00
visita di Paola Cova (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza)

giovedì 22 novembre 2018 h 17.00
visita di Ilaria Negretti (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza)

giovedì 20 dicembre 2018 h. 17.00
visita di Paolo Cova (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza)

domenica 13 gennaio 2019 h 16.30
visita di Massimo Medica (responsabile Istituzione Bologna Musei | Musei Civici d’Arte Antica)

giovedì 14 febbraio 2019 h 17.00
visita di Paolo Cova (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza)

giovedì 7 marzo 2019 h 17.00
visita di Giacomo Alberto Calogero (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza)


INFORMAZIONI

Lodi per ogni ora. I corali francescani provenienti dalla Basilica di San Francesco
Bologna, Museo Civico Medievale (via Manzoni 4)
Dal 16 settembre 2018 al 17 marzo 2019
Orari di apertura: da martedì a domenica: 10.00 – 18.30,  chiuso lunedì feriali
Ingresso: intero € 5 | ridotto € 3 | gratuito Card Musei Metropolitani Bologna; ogni prima domenica del mese; Amici del Festival Francescano (valido nei giorni del festival 28/29/30 settembre 2018)
Informazioni: tel. +39 051 2193916 / 2193930
museiarteantica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/arteantica 

Realizzato il facsimile del Codex Purpureus Rossanensis [FOTO]

1ROSSANO (CS), 10 settembre 2018 –  Il Codex Purpureus Rossanensis, tra i più antichi codici del mondo, è custodito da secoli a Rossano (Cosenza) ed oggi esposto presso il Museo Diocesano. Del preziosissimo manoscritto, che data al VI secolo e contiene i Vangeli in greco, accuratamente miniati  su carta purpurea,  è stato riprodotto in facsimile in sole cinque copie da Franco Cosimo Panini Editore che sarà presentato domani, 11 settembre,  presso la Sala Polifunzionale del Museo Diocesano di Corigliano Rossano (Cs).

Il progetto è nato su ispirazione di S. E. l’Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati Mons. Giuseppe Satriano che ha commissionato alla casa editrice Franco Cosimo Panini il lavoro in virtù della sua consolidata esperienza nell’ambito dell’editoria facsimilare, iniziata nel 1996 con la riproduzione in facsimile della Bibbia di Borso d’Este, capolavoro assoluto della miniatura italiana del Rinascimento.

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La realizzazione delle cinque copie in facsimile del Codex Purpureus rappresenta una importante operazione culturale e scientifica e di tutela intrapresa in stretta collaborazione con il Museo Diocesano e del Codex per consentire la visione e l’esposizione fuori sede dell’importante manoscritto, anche e soprattutto dopo l’impegnativo restauro conservativo presso l’ICRCPAL di Roma che lo ha riportato al suo antico splendore.

Il Codex Purpureus Rossanensis, che nel 2015 è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità, è un evangeliario greco miniato che risale al VI secolo e comprende i testi di Matteo e di Marco e una parte della lettera di Eusebio a Carpiano sulla concordanza dei Vangeli. Le 15 miniature, che illustrano alcuni dei momenti più significativi della vita e della predicazione di Gesù, arricchiscono questo straordinario manoscritto giunto fino a noi in un eccezionale stato di conservazione. Il pregio del Codex Rossanensis è dato anche dalla raffinata pergamena purpurea delle sue pagine, accuratamente riprodotta anche nella nuova edizione in facsimile.

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Preziosa la collaborazione dell’Associazione “Insieme per Camminare”, ente gestore del Museo Diocesano e del Codex, sia nella fase preparatoria del lavoro sia per la promozione del manoscritto attraverso l’esposizione dei facsimile sui palcoscenici culturali internazionali.

Date le peculiarità di questo magnifico codice, sono stati necessari studi approfonditi e oltre un anno di lavoro per raggiungere il risultato di maggiore fedeltà possibile nella riproduzione. Sono state messe a punto tecniche di stampa digitali estremamente avanzate e complesse perfezionate durante il periodo di lavorazione dell’opera. Grazie a questa nuova procedura è stato possibile realizzare una vera e propria edizione facsimilare, ma di sole cinque copie.

La presentazione del facsimile del Codex Purpureus Rossanensis si svolgerà martedì 11 settembre, alle ore 11, presso la Sala Polifunzionale del Museo Diocesano di Corigliano Rossano (Cs), Area Urbana di Rossano, alla presenza di S. E l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Satriano, della responsabile del progetto editoriale Lucia Panini della Franco Cosimo Panini Editore e don Giuseppe Straface direttore del Museo Diocesano e del Codex.

MOSTRE / Dal manoscritto al libro stampato: Venezia “rilegge” la rivoluzione che ha cambiato l’Europa [#FOTO, #VIDEO]

VENEZIA –  La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. E’ questo il senso di “Printing Revolution 1450-1500. I cinquant’anni che hanno cambiato l’Europa”, dal 1° settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana.  La mostra documenta l’impatto della rivoluzione della stampa sullo sviluppo economico e sociale della prima Europa moderna. Un percorso di scoperta attraverso strumenti digitali e metodi di comunicazione innovativi, che permettono di documentare e rendere accessibili decine di migliaia di dati raccolti da un ampio network internazionale – coordinato dal progetto 15cBOOKTRADE dell’Università di Oxford – in anni di rigorose ricerche.

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Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Membr. 0011, Homerus, Opera [Greek]. Florence : [Printer of Vergilius (C 6061)], for Bernardus and Nerius Nerlius and Demetrius Damilas, [not before 13 Jan. 1488/89].

Un’invenzione non è una rivoluzione, ma solo l’inizio di un percorso. La stampa con blocchi di legno debuttò in Cina nel IX secolo; 400 anni dopo, la stampa a caratteri mobili di metallo cominciò a essere usata in Corea, ma fu in Europa che la stampa divenne una rivoluzione, perché è qui che modificò radicalmente la vita di ogni giorno. Fino al 1450 circa i libri erano scritti a mano, ma nel 1455 venne stampata la Bibbia di Gutenberg a Magonza, cambiando la società per sempre. Nei 50 anni successivi milioni di libri a stampa circolarono in tutta Europa, mezzo milione di essi sopravvive ancora oggi in circa quattromila biblioteche europee e americane. Una ricerca ha rintracciato 50mila di questi libri sparsi oggi tra 360 biblioteche europee e americane con la collaborazione di oltre 130 editors.

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Dai dati raccolti durante la ricerca nasce la mostra “Printing Revolution 1450-1500. I 50 anni che hanno cambiato l’Europa”, che verrà presentata dal 1 settembre 2018 al 7 gennaio 2019 al Museo Correr di Venezia, con una sezione alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (qui fino al 30 settembre). L’esposizione è il risultato di un grande progetto di ricerca europeo che usa i libri come fonte storica: basato all’Università di Oxford, alla British Library, a Venezia, e finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche, il 15cBOOKTRADE applica le tecnologie digitali alle fonti storiche ampliando la capacità di comprendere la rivoluzione della stampa: è diretto dall’italiana Cristina Dondi, professoressa del Lincoln College di Oxford, che è anche curatrice di questa mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – Biblioteca del Museo Correr, la Biblioteca Nazionale Marciana e in partnership con Intesa Sanpaolo; con il sostegno di Venice in Peril, l’Ambasciata d’Italia a Londra, Fedrigoni, la Fondazione Giorgio Cini, e la Scuola Grande di San Rocco.

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Berlin Staatsbibliothek: Justinianus, Digestum vetus, Milan: Beninus and Johannes Antonius de Honate, for Petrus Antonius de Castelliono and Ambrosius de Caymis, 26 Mar. 1482, 1628 pages

Attraverso una decina di sezioni, l’esposizione mette in evidenza come nel 1500 in Europa ci fossero milioni di libri, non solo per le élite, come comunemente si ritiene, ma per “tutti”, con una vasta produzione per la scuola. La rivoluzione della stampa è una delle colonne portanti dell’identità europea perché si è tradotta in alfabetizzazione diffusa, promozione del sapere, formazione di un patrimonio culturale comune. In quei primi decenni (dal 1450 al 1500) la stampa coincise con la sperimentazione e l’intraprendenza. I libri a stampa furono il prodotto di una nuova collaborazione tra diversi settori della società: sapere, tecnologia e commercio. Anche la Chiesa comprese immediatamente l’enorme potenzialità dell’invenzione e ne divenne precoce promotrice. Le idee si diffusero veloci come mai prima. Ora si è in grado di tracciarne la circolazione seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.

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Venezia, Bibl. Nazionale Marciana, Membr. 0021: Nonius Marcellus, De evangelica praeparatione, Venice: Nicolaus Jenson 1476) Incunabolo di San Giorgio Maggiore, come dimostra la decorazione con San Giorgio e il drago.

Il 15cBOOKTRADE è il primo progetto ad aver pensato e realizzato la visualizzazione scientifica del movimento dei libri attraverso lo spazio e il tempo. L’équipe – composta da quasi tutti ricercatori italiani, nonostante la sede sia a Oxford – da anni mappa la diffusione e l’uso dei libri pubblicati agli albori della stampa nella seconda metà del Quattrocento, i cosiddetti incunaboli: a oggi ha coperto il 10% del mezzo milione di volumi sparsi in circa quattromila biblioteche europee e americane. Il risultato di questo lavoro è un enorme database che traccia la circolazione dei libri, le loro rotte e i loro possessori fra Europa e Stati Uniti, attraverso i secoli: basta inserire nel software il titolo di un libro e sullo schermo compare su mappa tutto il suo percorso, dal luogo in cui fu stampato a quello in cui ora si conserva; oppure, inserendo il nome di un possessore sullo schermo compaiono simultaneamente i tragitti di tutti i libri che possedette, che ricostruiscono virtualmente la sua biblioteca.

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Juan Pastrana, Compendium grammaticae, [Lisbona: Valentino Fernandez, 1497]. Un libro di grammatica stampato in Portogallo, nel 1497, che sopravvive oggi in una sola copia al mondo, alla Biblioteca nazionale di Lisbona

“Ogni libro racconta una storia che va al di là delle parole che si leggono in esso: storie delle persone che l’hanno usato, delle annotazioni e disegni lasciati nei margini. Se un libro racconta una storia, migliaia di libri fanno la storia – spiega Cristina Dondi, direttrice del progetto 15cBOOKTRADE e curatrice della mostra – Nei loro 500 anni di storia gli oltre 50 mila libri che abbiamo analizzato hanno circolato in tutto il mondo, disseminando tracce del loro movimento. Abbiamo sviluppato una tecnologia innovativa per ripercorrere questo movimento nel tempo e nello spazio e costruito un grande database che contiene decine di migliaia di records. Ora, per la prima volta, inseguendo i libri, possiamo tracciare la circolazione delle idee e del sapere che contengono”.

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Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Hortus sanitatis, [Strassburg : Johann Prüss, not after 21 Oct. 1497])

In occasione della chiusura del progetto 15cBOOKTRADE verrà inoltre organizzato a Palazzo Ducale, dal 19 al 21 settembre, il Convegno Printing Revolution 1450-1550, che vedrà  impegnati oltre 40 relatori. Alla conferenza, che intende portare un contributo fondamentale e innovativo alla storia economica e sociale di un periodo chiave di transizione che fu testimone della rapida crescita della produzione e consumo del libro, è prevista una lectio magistralis  dell’On. Dario Franceschini (Ministro dei Beni Culturali e del Turismo 2014-18) e la presenza del Prof. Martin Stokhof, Vice Presidente del Consiglio Europeo delle Ricerche (Scienze sociali e umanistiche), del Prof. Massimo Inguscio, Presidente del CNR e di Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Raffaele Trombetta.

I contenuti della mostra: mappe digitali, videostorie, libri storici
Ciò che rende originale questa mostra è l’incontro di cultura umanistica e sapere scientifico-tecnologico. E così, accanto a decine di libri a stampa del ‘400 provenienti dalle collezioni della Biblioteca del Museo Correr e della Biblioteca Nazionale Marciana, vengono presentate centinaia di immagini digitali da biblioteche europee e americane oltre a strumenti innovativi che consentono di tracciare la circolazione dei volumi, seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.
Tra questi, numerose mappe con funzioni diverse: in particolare, l’Atlante delle prime stampe (curato da Gregory Prickman, nuovo Direttore della Folger Shakespeare Library di Washington) visualizza su mappe GIS sia tutti i luoghi di stampa in Europa, sia dove sono oggi i 500.000 incunaboli che ancora sopravvivono.

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Zornale del libraio veneziano Francesco de Madiis, 1484-88, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Ital. XI, 45 (7439)

Il Venice Time Machine (diretto da Frédéric Kaplan dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne) fornisce una versione digitale della famosa Pianta di Venezia del De Barbari (1500) sulla quale sono tracciate le oltre 200 officine di stampa della città, mostrando il legame di tanti stampatori alle confraternite a cui appartenevano, ai colleghi con i quali collaboravano, ai libri che insieme producevano: ciò che fece di Venezia la principale città europea di produzione e distribuzione dei primi libri a stampa.
E poi, decine di videostorie che approfondiscono tematiche diverse, tra cui: i libri più stampati nel ‘400, i più venduti e più distrutti, il rapporto tra il costo dei libri e il costo della vita, con le prove che i libri a stampa diventano presto alla portata di quasi tutti (i prezzi di migliaia di libri sono comparati al costo del cibo, salari, e altri beni di consumo), il ruolo fondamentale della Chiesa nella promozione della stampa, donne autrici e tipografe, i libri letti da Leonardo da Vinci, la circolazione di libri fondamentali come la Bibbia di Gutenberg, e la ricostruzione virtuale della collezione ora dispersa di San Giorgio Maggiore di Venezia. Ma anche le prime forme di abuso del nuovo mezzo di comunicazione di massa. Senza dimenticare torchi e materiale per la stampa, portati alla mostra dalla Tipoteca di Cornuda.
Ad ogni sezione il visitatore è stimolato a mettere in relazione quanto presentato con la rivoluzione digitale in corso.

VIDEO TRAILER


INFORMAZIONI


“Printing Revolution 1450-1500”. I cinquant’anni che hanno cambiato l’Europa
Sedi e apertura al pubblico
Museo Correr: dal 1 settembre 2018 al 7
gennaio 2019
Sale Monumentali della Biblioteca
Nazionale Marciana: dal 1 settembre al 30
settembre 2018
Venezia, Piazza San Marco
Orari
Fino al 31 ottobre:
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00
Dal 1 novembre:
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Informazioni
www.correr.visitmuve.it
www.marciana.venezia.sbn.it
info@fmcvenezia.it

PUBBLICAZIONI / La preghiera in tasca: alla scoperta dei Libri d’ore

BOLOGNA –  Il 24 aprile 2018, alle ore 17 presso il Museo Medievale di Bologna, sarà presentato il volume “Il Libro d’Ore. Un’introduzione”, a cura di Daniela Villani, Giuseppe Solmi e Alessandro Balistrieri.  Il volume, edito dalla casa editrice Nova Charta nella collana “Cimelia”, costituisce un’introduzione alla conoscenza e allo studio di una delle tipologie librarie più diffuse e amate in Europa tra Medioevo e Rinascimento.

Manoscritti vergati in latino, lingua del culto cristiano e in diverse lingue europee, “insieme alla Bibbia, i Libri d’Ore furono i libri più diffusi – se si pensa che dall’invenzione della stampa (1455), circa alla metà del XV secolo, se ne conoscono più di 700 edizioni, mentre i “testimoni” manoscritti, compresi frammenti, cuttings, fogli sciolti e naturalmente esemplari integri, sono ancora più numerosi delle versioni stampate giunte fino ai nostri giorni, ci rendiamo conto della vastità della loro diffusione”. Questo è quanto spiega Solmi,  libraio antiquario bolognese esperto in manoscritti medievali, co-autore del saggio.

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Libro d’Ore manoscritto su pergamena, Italia, probabilmente Ferrara, fine XV secolo

LA BELLEZZA DEI LIBRI D’ORE – I Libri d’Ore, libri di preghiera contenenti i testi religiosi del Breviario e del Salterio, da recitare nelle diverse ore della giornata, presentavano un ampio ventaglio di soluzioni decorative. L’estensione e la qualità delle miniature, su pergamena o su carta, dipendevano dalle disponibilità finanziarie del committente che, se di alto lignaggio, poteva rivolgersi a un miniatore famoso. La pagina divenne così campo d’espressione artistica, testimone del gusto e del costume del tempo. Accanto agli esemplari riccamente decorati in oro e lapislazzulo, carichi di dipinti a piena pagina, di capilettera istoriati, destinati a principi, sovrani e dignitari di corte, o presentati come dono nuziale, fiorì un’intensa produzione di copie d’uso rubricate in rosso e blu, ornate da illustrazioni miniate di minor estensione o, con l’unica decorazione dei capilettera.

La tecnica di produzione degli esemplari manoscritti, contemplava i fogli di pergamena che venivano tracciati a piombo imprimendovi le righe orizzontali parallele sulle quali lo scriba redigeva il testo, lasciando liberi gli spazi destinati ai capilettera. A questo punto il libro passava a un primo miniatore che rubricava la lettera e decorava le bordure, quindi a un secondo artista che abbozzava a penna il disegno delle miniature, e/o si dedicava a miniare anche i paesaggi o gli sfondi. Da ultimo il Maestro, che spesso era anche il titolare della bottega, dipingeva le figure e i volti, vale a dire gli elementi pittorici e decorativi più delicati dell’intero libro. L’oro poteva essere applicato in foglia su uno strato preparato tramite un bolo, quindi brunito con una pietra d’agata oppure direttamente steso a pennello.

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Messale manoscritto su pergamena, Bologna, XIV secolo; capolettera istoriato di Nicolò di Giacomo.

SIMBOLI E IMMAGINI – Tra le immagini più ricorrenti nelle pagine miniate, la foglia d’acanto, simbolo di resurrezione, e le farfalle che ricordano l’anima che vola verso Dio. La civetta è simbolo di saggezza. L’airone è legato a Giobbe tentato dal diavolo. E ancora: il cane fedele compagno dell’uomo, la lumaca, simbolo di continenza e sobrietà. Ricorrenti anche animali ed esseri fantastici, ibridi tra uomo e animale, mostri, in genere simboli dell’ignoto, del peccato o del “mondo alla rovescia”. Le bordure floreali vanno ricondotte all’iconografia dell’Hortus Conclusus, un giardino immaginario, interpretato dalla teologia medievale nel significato di spazio preservato dal male.

Il saggio ripercorre alcune delle tappe più salienti della storia europea del Libro d’Ore e dedica diverse pagine all’Italia, in particolare alla Lombardia, dove già nella seconda metà del Trecento spicca la notevole presenza di questi libri di preghiera: il più antico esemplare lombardo noto è quello di Bianca di Savoia (1336-1387), madre di Gian Galeazzo Visconti (1351-1402), databile tra il 1350 e il 1378, mentre a Bologna nello stesso periodo accanto agli scriptoria monastici, apparvero i primi atelier laici impegnati anche in quest’arte, oltre che nell’illustrazione di testi giuridici.

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Libro d’Ore all’uso di Roma stampato su pergamena e miniato, Parigi, Germain Hardouin, circa 1520.

Con l’invenzione della stampa a caratteri mobili, accanto al Libro d’Ore manoscritto, che continuò a essere prodotto per i clienti più esigenti, vennero immessi sul mercato quelli prodotti in tipografia; i primi furono stampati a Venezia tra il 1473 e il 1474. Una produzione che va divisa in diverse tipologie: stampa su pergamena con capilettera, bordure e illustrazioni miniate (pressoché indistinguibili dagli analoghi esemplari manoscritti); stampa su pergamena con i soli capilettera miniati; stampa su carta con illustrazioni impresse in bianco e nero.

Attraverso un avvincente racconto storico e l’analisi iconografica dell’apparato decorativo dei Libri d’Ore, lo studio di Solmi, Villani e Balistrieri restituisce al lettore gli aspetti sociali, di costume e di vita quotidiana di epoche nelle quali il magistero dell’arte, la riflessione sulla realtà e il sentimento della fede si fusero in un’unica percezione del mondo.

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Pubblicato nella collana “Cimelia”, Il Libro d’Ore (Nova Charta, 2018, pp.150, € 19,00 isbn 9788895047348) è disponibile anche on line sul sito www.novacharta.it

Tra Celti e Longobardi: a Parma e Modena un corso sulla miniatura insulare [#Foto #Video]

PARMA – Appuntamento fra storia e arte il 21 e 22 aprile presso l’Istituto dei Missionari Saveriani a Parma e il 28 e 29 aprile presso il Monastero San Pietro dei Monaci Benedettini a Modena, dove si scopriranno i segreti della miniatura insulare.
Nel laboratorio dal titolo “Tra Celti e Longobardi – La miniatura insulare” organizzato da Università Popolare San Francesco, si toccheranno i misteri dell’arte della miniatura alto medievale delle isole britanniche, espressi negli stili dei libri di Durrow, Lindisfarne e Kells.
Un’esperienza artigianale che va dalla preparazione della pergamena alla realizzazione del disegno a grafite, dall’applicazione delle foglie d’oro alla stesura dei pigmenti naturali. 
TRAILER DEL CORSO
 
“Organizzando i nostri corsi – dice Maurizio Parascandolo, presidente di Upsf – teniamo in grande considerazione non solo gli aspetti didattici e artigianali, ma anche i luoghi in cui le attività prendono vita.  Prediligiamo monasteri e conventi in cui convivono storia, arte e spiritualità, perché sono un patrimonio culturale vivente. I corsi sono ospitati da diversi ordini religiosi, gioiosi di accogliere attività che un tempo erano parte integrante della propria quotidianità, come l’arte della miniatura libraria. A Parma saremo ospiti dell’Istituto dei Missionari Saveriani e a Modena del Monastero San Pietro dei Monaci Benedettini. I partecipanti quindi, oltre ad apprendere un’arte antica, avranno la possibilità di conoscere un luogo storico della propria città e di avvicinarsi alla vita monastica di un miniatore alto medievale”.
ALCUNE IMMAGINI  DEL CORSO

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Università Popolare San Francesco è un istituto di arte sacra con sede a Reggio Emilia che promuove il lifelong learning come obiettivo della propria mission. 

INFORMAZIONI

Corso di miniatura medievale
– all’Istituto dei Missionari Saveriani il 21 e 22 aprile 2018 a Parma
– al Monastero San Pietro dei Monaci Benedettini il 28 e 29 aprile 2018 a Modena – Università Popolare San Francesco
 
Corso di miniatura medievale: “Tra Celti e Longobardi – La miniatura insulare”
Sabato 21 e domenica 22 aprile 2018, dalle 09:00 alle 18:00.
Missionari Saveriani, viale S. Martino 8, 43123 Parma 
Contributo: 190€
 
Corso di miniatura medievale: “Tra Celti e Longobardi – La miniatura insulare”
Sabato 28 e domenica 29 aprile 2018, dalle 09:00 alle 18:00.
Monastero San Pietro dei Monaci Benedettini, via San Pietro 1, 41121 Modena
Contributo: 190€
 
Ente promotore: Università Popolare San Francesco
Infoline: 3393674135
Web: www.upsf.it/ 

 

Piacenza “svela” il Duomo, i suoi codici miniati e le sue meraviglie: grande mostra e nuovo allestimento per il Museo della Cattedrale [#FOTO]

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Bott. piacentina fine sec. XV-inizio sec. XVI, Capolettera miniato, Piacenza, Museo di S. Antonino

PIACENZA – Un nuovo allestimento museale e una grande mostra per valorizzare il Duomo di Piacenza le sue bellezze nascoste e la sua lunga e affascinante storia.  Sabato 7 aprile 2018 Kronos – Museo della Cattedrale si presenta con un nuovo percorso, con un ingresso autonomo da via Prevostura, che permetterà di accedere, per la prima volta, dai giardini sul retro delle absidi. Per l’occasione,  si apre anche la mostra I MISTERI DELLA CATTEDRALE. Meraviglie nel labirinto del sapere,  che fino al 7 luglio 2018 (PROROGATA AL 22 LUGLIO)  riporterà alla luce alcuni dei più preziosi codici miniati medievali, come il Libro del Maestro o il Salterio di Angilberga appartenenti al patrimonio archivistico piacentino, di assoluto rilievo nel panorama europeo.

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PERCORSO TRA CAPOLAVORI – Ad accogliere i visitatori nel rinnovato Museo ci sarà la proiezione di un video che racconterà la storia del complesso vescovile piacentino dal IV sec. fino alla costruzione dell’attuale cattedrale. La sala delle sculture, quella degli argenti e quella delle suppellettili lignee faranno da introduzione alla piccola pinacoteca in cui saranno conservate alcune preziose pale d’altare, come I diecimila martiri crocifissi di Elisabetta Sirani, la Madonna dello Zitto di Giovanni Battista TagliasacchiMorte di San Francesco Saverio di Robert De Longe, il San Gerolamo e l’angelo di Guido Reni in dialogo con un Achrome di Piero Manzoni della collezione MCM Mazzolini.

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Vista dalla galleria del tamburo, Piacenza, Cattedrale di S. Maria Assunta, ©Marco Stucchi

Nell’anticamera delle sagrestie superiori, un video, con un’intervista a Valerio Massimo Manfredi, introdurrà alle cinque sezioni della mostra dei codici.

La prima tappa – transitando nel coro del presbiterio da cui si potrà ammirare, da posizione ravvicinata, il grande polittico sopra l’altare (XV secolo), il coro ligneo e le volte – sarà nella sala dell’archivio storico capitolare dove all’interno dell’architettura, formata dai grandi armadi lignei del XVIII sec., sarà ospitata la sezione musicale.

cod 18 003, Archivio capitolare della Cattedrale di Piacenza

Codice 18, Archivio capitolare della Cattedrale di Piacenza

PROTAGONISTI I CODICI MEDIEVALI  – La visita alle restanti sezioni della mostra continuerà nelle sagrestie superiori; qui si potranno ammirare gli antichi libri provenienti dalla Biblioteca Ambrosiana, dalla biblioteca Braidense, dall’Archivio di Stato di Parma, dall’Archivio di Stato di Piacenza, dagli Archivi Capitolari della Cattedrale e di Sant’Antonino, dall’Archivio Storico Diocesano di Piacenza e Bobbio, e dalla Biblioteca Passerini Landi. Straordinari capolavori dal IX al XV secolo raccontano la storia civile e religiosa del territorio con particolare accento su Piacenza e Bobbio con il suo Scriptorium, secondo solo a Montecassino. All’interno di un anfiteatro multimediale saranno presentate immagini ad alta risoluzione delle pagine più preziose.

In un piccolo vano della cattedrale sarà riprodotto uno scriptorium dotato di tutti gli strumenti che i monaci utilizzavano per la produzione dei libri e un video racconterà le fasi di lavorazione dalla preparazione della pergamena alla rilegatura finale.

LE MINIATURE DEL LIBRO DEL MAESTRO – Lungo il percorso di salita, l’ultima sezione sarà interamente dedicata al Libro del Maestro, un totum liturgico che dal XII secolo è stato modello e tesoro per la liturgia e che costituisce una summa culturale, secondo la concezione medievale. ILibro del Maestro è il volume più importante e misterioso dell’archivio della Cattedrale, la cui stesura ebbe inizio al principio del XII secolo. Al suo interno conserva nozioni di astronomia e astrologia, usi e costumi della popolazione legata ai cicli lunari e al lavoro nei campi. Il codice illustra, attraverso splendide miniature e formule melodiche (dette tropi), i primi drammi teatrali liturgici medievali, rappresentati in chiese e conventi, come primi strumenti di comunicazione delle storie della Bibbia.

I visitatori vi accederanno nella penombra di una prima sala, accolti da una voce e immagini che illustreranno la genesi del Libro del Maestro; le persone saranno poi invitate ad accedere alla “Macchina del Tempo”: una experience room prodotta da Gionata Xerra, dove verranno accompagnate, grazie a proiezioni, in un fantastico viaggio nel Medioevo, in una biblioteca virtuale da cui prende vita il racconto del Codice. Schermi touch-screen consentiranno di sfogliare virtualmente le pagine del Libro del Maestro ad altissima risoluzione e alcune applicazioni permetteranno, attraverso il gioco, di interagire con varie sezioni del codice, tra cui le tabelle medievali per il calcolo delle feste mobili.

ANTICO E MODERNO – Raggiunta la cupola, i visitatori saranno invitati a indossare cuffie wi-fi e a entrare nel loggiato. Dopo lo show di luci creato da Davide Groppi, si potrà procedere lungo tutto il perimetro della cupola, ammirando da vicino il ciclo affrescato dal Guercino, composto dai sei scomparti con le immagini dei profeti Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia, e dalle lunette in cui si alternano episodi dell’infanzia di Gesù – Annuncio ai Pastori, Adorazione dei pastori, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto – a otto affascinanti Sibille e il fregio del tamburo, cui si aggiungono i due spicchi della cupola che raffigurano i profeti Davide e Isaia, dipinti da Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone.

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Camminamento della cupola, Piacenza, Cattedrale di S. Maria Assunta, particolare, ©Marco Stucchi

LA STANZA SEGRETA DELL’OROLOGIO – Ridiscendendo sul lato nord, nel matroneo s’incontrerà la sezione relativa ai lavori di restauro della cattedrale attuati alla fine dell’800 con esposizione dei reperti allora smantellati tra cui torcieri, sculture, lapidi, parti di altari. Si accederà quindi all’interno del campanile per poterne ammirare dal basso l’imponente struttura lignea e accedere a una stanza segreta dove sono ancora conservati gli ingranaggi dell’orologio anticamente posto in facciata.

Il progetto è promosso dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio, in collaborazione con la Fondazione Piacenza e Vigevano, il Comune di Piacenza e l’Archivio di Stato di Piacenza, col sostegno della Regione Emilia-Romagna, di Crédit Agricole Cariparma e della Camera di Commercio di Piacenza.


INFORMAZIONI

I MISTERI DELLA CATTEDRALE. Meraviglie nel labirinto del sapere
Cattedrale di Piacenza e Kronos – Museo della Cattedrale
7 aprile – 22 luglio 2018

Orari:
martedì, mercoledì e giovedì: 9.00 – 20.00 (ultimo ingresso alle 18.00; ultima salita in cupola alle 19.00)
venerdì e sabato: 9.00 – 23.00 (ultimo ingresso alle 21.00; ultima salita in cupola alle 22.00)
domenica: 9.00 – 20.00 (ultimo ingresso alle 18.00; ultima salita in cupola alle 19.00)
lunedì chiuso

I BIGLIETTI SI POSSONO ACQUISTARE ANCHE ONLINE DAL SITO: www.cattedralepiacenza.it

Intero
€ 10,00 (museo + mostra codici)
€ 15,00 (museo + mostra codici + salita alla cupola)

Ridotto
€ 8,00 (museo + mostra codici)
€ 12,00 (museo + mostra codici + salita alla cupola)
Riduzioni: visitatori con meno di 18 anni o con più di 65 anni; Gruppo Cariparma Credit Agricole (clienti + dipendenti); Soci Touring Club; FAI; ACI; ARCI; Archistorica; Italia Nostra; AVIS; Camera di Commercio di Piacenza (dipendenti); Carta Castelli del Ducato; possessori biglietto Pordenone

Gratuito
Portatori di handicap (con problemi di deambulazione) e accompagnatore; bambini con meno di 6 anni (solo per la mostra dei codici); giornalisti muniti di tessera; soci ICOM.

Scuole
€ 5,00 (museo + mostra codici)
€ 7,00 (museo + mostra codici + salita alla cupola)

Informazioni:
Tel. 331.4606435; 0523.308329
Mail: cattedralepiacenza@gmail.com
Sito: www.cattedralepiacenza.it

NEWS / Riunita la Biblioteca Palatina, scrigno del sapere medievale

HEILDELBERG (GERMANIA) – Dopo secoli di dispersione, una delle più importanti collezioni di manoscritti del Medioevo e della prima età moderna – la Bibliotheca Palatina –  è stata virtualmente ricomposta. La Biblioteca Universitaria di Heidelberg ha terminato il progetto di digitalizzazione non solo di tutti i manoscritti tedeschi in suo possesso, ma anche dei codici latini che appartenevano alla Biblioteca Palatina,  considerata la “madre” di tutte le biblioteche. L’impresa, che ha riguardato circa 3.000 manoscritti latini e tedeschi suddivisi tra la Biblioteca Apostolica Vaticana e la stessa Biblioteca dell’Università di Heidelberg,  è stata possibile grazie al sostegno della Manfred Lautenschläger Foundation.

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Photo: University Library Heidelberg Illustrated Latin magnificent codex from the Biblioteca Apostolica Vaticana in Rome.

La Biblioteca Palatina vantava già una lunga storia quando papa Gregorio XV se ne impossessò trasferendola in Vaticano nel 1623. Per due secoli e mezzo aveva continuato a crescere grazie alla collezione reale del Castello di Heidelberg e alla Biblioteca dell’omonima Università, fondata nel 1386. Nel 1816 una parte della collezione di codici, quelli tedeschi, furono restituiti a Heidelberg, mentre il resto rimase a Roma nella Biblioteca Vaticana.  L’immenso tesoro, che conta opere letterarie, scientifiche, filosofiche, storiche e teologiche, può ora essere consultato liberamente su internet.  Come? Basta cliccare questo link

Fonte: Comunicato stampa ufficiale.

Leonardo Bruni e la Firenze umanista in mostra alla Laurenziana

bml_bruni_bigFIRENZE – Più di sessanta manoscritti con le opere di Leonardo Bruni,  cancelliere della Repubblica di Firenze e umanista tra i maggiori del suo tempo, sono esposti alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze  in una mostra che ricostruisce lo straordinario humus culturale umanistico che permeava la città nel XV secolo e che preparò il terreno al Rinascimento.   “Leonardo Bruni. L’Umanesimo a Firenze” sarà visibile dal 13 ottobre 2017 al 5 gennaio 2018 e i codici, conservati sempre in Laurenziana,  sono esposti  suddivisi in otto sezioni: gli scritti umanistici, gli scritti polemici, gli scritti biografici, gli scritti politici, gli scritti storici, le traduzioni, gli scritti cancellereschi e le biografie.
Seguendo la tradizione di Francesco Petrarca e di Coluccio Salutati – attivo fra il 1375 e il 1406 – il suo predecessore nell’incarico di cancelliere fiorentino, il Bruni incide profondamente nella cultura europea del suo tempo e di quelli successivi, facendo di Firenze un esemplare centro di civiltà.
Il suo impegno, come responsabile della cancelleria, è determinato dalla coscienza dello Stato e della forza della diplomazia, che si esplica in ambiti cronologici e in contesti storici ben precisi, ma con soluzioni ideologiche omogenee, assai più definite e incisive rispetto a quelle proposte da altri cancellieri che nel corso del Quattrocento si succedono alla guida della cancelleria della Repubblica fiorentina.


Ebbe inoltre un ruolo molto significativo nel Concilio di Firenze, che nel luglio 1439 portò alla riunificazione della Chiesa latina con quella greca, e tenne rapporti con numerose figure di rilievo della vita politica ed erudita del suo tempo.
Ma il Bruni cancelliere non può essere distinto dall’umanista, in quanto le sue missive diplomatiche recepiscono ed esprimono tutto il substrato intellettuale e culturale che fa di lui uno dei massimi esponenti dell’Umanesimo italiano e quindi europeo, costituendo una vera ‘radice’ di quella cultura che dalla fine del secolo XIV si stava cominciando a diffondere per l’Europa intera, nella cui propagazione Bruni ha un ruolo decisivo: le sue opere letterarie e le sue lettere private raggiungono infatti una diffusione in certi casi superiore a quella avuta da Petrarca, da cui aveva preso avvio il rinnovamento della cultura in Italia e in Europa.


INFORMAZIONI

Leonardo Bruni. L’Umanesimo a Firenze
Biblioteca Medicea Laurenziana, Piazza San Lorenzo 9 – Firenze
13 ottobre 2017-5 gennaio 2018
Orario mostra: lunedì – sabato ore 9,30 – 13,30 (chiuso domenica e festivi)
Biglietto: € 3: 2.50 se acquistato unitamente al biglietto per la basilica di San Lorenzo
Informazioni: tel. 055 2937911 – b-mela.mostre@beniculturali.it
Visite didattiche: didattica@operadarte.net