SCOPERTE / Il muso di un leopardo e una ciotola di pinoli: due nuovi gioielli dalla Necropoli di Assuan [FOTO]

Dalla necropoli di Assuan, portata alla luce lo scorso aprile dalla missione di scavo italo-egiziana guidata dall’Università degli Studi di Milano e dal Ministero delle Antichità egiziano, sono stati portati alla luce dopo accuratissimi interventi di recupero il dipinto di un muso di leopardo, utilizzato per dare forza al defunto nel suo viaggio verso l’aldilà, e dei resti di pinoli, semi di importazione, che probabilmente i parenti offrivano come cibo eterno. [LEGGI TUTTO...]

POMPEI / Conclusa la messa in sicurezza degli scavi, aprono le domus degli Amanti, della Nave Europa e del Frutteto [FOTO]

Si conclude con la messa in sicurezza delle Regiones I, II e III il piano straordinario di salvaguardia delle strutture archeologiche della città antica di Pompei, avviato nel 2014 con il Grande Progetto Pompei. Riaprono così tre domus: degli Amanti, della Nave Europa e  del Frutteto [LEGGI TUTTO...].

FLASH / Roma, trovato un sepolcro forse associato a Romolo

Riemerso accanto al complesso della Curia-Comizio un ambiente sotterraneo con all’interno un sarcofago in tufo di circa m 1,40 di lunghezza, associato ad un elemento circolare, probabilmente un altare. Il sarcofago è stato scavato nel tufo del Campidoglio e dovrebbe pertanto risalire al VI secolo a.C. [LEGGI TUTTO...]

RICERCHE / Canali e cunicoli nell’area del Foro: il sottosuolo di Pompei studiato dagli speleologi

Dalla superficie al sottosuolo. Le attività di ricerca e indagine conoscitiva di Pompei non si arrestano alle aree visibili della città, ma interessano anche aspetti inediti, come lo studio dei cunicoli e dei canali di drenaggio delle acque dell’antica Pompei che attraversavano l’area del Foro, da Porta marina alla Villa Imperiale. Ben 457 i metri  di percorso indagati grazie alla collaborazione con il gruppo di speleologi dell’Associazione Cocceius, con la quale il Parco Archeologico di Pompei ha stipulato nel 2018 una convenzione finalizzata alla ricognizione e allo studio del sistema di drenaggio delle acque piovane della città, a partire dal Foro Civile [LEGGI TUTTO...].

ARCHEOLOGIA / Il Leone a la Montagna: a Venezia in mostra i risultati degli scavi italiani in Sudan

La mostra a Ca’ Bottacin, Venezia, ripercorre gli oltre 40 anni di attività di scavo e ricerca della Missione Archeologica Italiana in Sudan, più precisamente a Jebel Barkal, guidata in questi ultimi anni dall’Università Ca’ Foscari. Il sito è tra i più importanti del Paese e patrimonio UNESCO dal 2003. [LEGGI TUTTO...].

NEWS / Nuova eccezionale scoperta a Ercolano: rinvenuti i resti di cervello di una vittima dell’eruzione del 79 d.C. [FOTO]

Recenti indagini sul campo, condotte da Pier Paolo Petrone, hanno portato alla scoperta, nel cranio di una vittima dell'eruzione, di materiale vetroso, nel quale sono state identificate diverse proteine ed acidi grassi presenti nei tessuti cerebrali e nei capelli umani. L’ipotesi degli studiosi è che l’elevato calore sia stato letteralmente in grado di bruciare il grasso e i tessuti corporei della vittima, causando la vetrificazione del cervello. [LEGGI TUTTO]

SCOPERTE / A Dresda spunta un manoscritto inedito di Carlo Goldoni

Il manoscritto, trovato da uno studioso veneziano, riporta una versione de "Il cavaliere e la dama" secondo la commedia dell’arte e testimonia una fase precedente alla riforma teatrale del grande commediografo, che pareva perduta 

SCOPERTE / A Tolentino, nelle Marche, riemerge un accampamento di 11mila anni fa

Un nuovo importante ritrovamento emerge dalla zona di Tolentino (Macerata). Tracce di un accampamento preistorico nella regione marchigiana sono venute alla luce durante gli scavi per la costruzione del polo scolastico dell'Istituto Filelfo , in contrada Pace. L'accampamento risale alla fase più antica del Mesolitico (circa 9-8000 a.C.,) quindi a circa 11 mila anni fa. (di MVW)

SCOPERTE / Galles, da Carleon un’armatura “borchiata” di epoca romana attende risposte

Un' interessate scoperta da Carleon: una serie di borchiette assemblate in un'armatura squamata di epoca romana. [LEGGI TUTTO]

La corda dell’arco di Ötzi? Per gli studiosi è il più antico equipaggiamento da caccia del Neolitico

Nell'ambito di un ampio progetto di ricerca del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) è stato possibile analizzare per la prima volta archi e frecce neolitici, focalizzandosi sui materiali, e confrontarli con l'equipaggiamento di Ötzi. Per il Museo Archeologico dell'Alto Adige il risultato dell'indagine ha significato un ulteriore record: il cordino di Ötzi, fabbricato ad arte, e il suo equipaggiamento da caccia sono a livello mondiale in assoluto i più antichi reperti neolitici di questo tipo conservatisi fino a noi. [LEGGI TUTTO]