ARCHEOLOGIA / Scoperta una necropoli romana a Castel di Tora (RI) [FOTO]

Lo smottamento del terreno nei pressi delle rive del lago Turano, in seguito all’abbassamento del livello dell’acqua, ha permesso di individuare e documentare almeno dodici tombe di età romana presso il Comune di Castel di Tora (RI)

di Redazione (FOTO: ©Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti)

La presenza di tegole, e soprattutto di ossa, faceva presagire che qualcosa di rilevante, lungo il tratto di costa del bacino idroelettrico del lago del Turano, a Castel di Tora (RI), si celasse davvero. E così è stato. A seguito della segnalazione di un privato cittadino, l’archeologa Letizia Silvestri e i funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, Francesca Licordari e Alessandro Betori, si sono recati sul posto insieme alla presenza di rappresentanti dell’amministrazione comunale e, dopo un breve sopralluogo, hanno riconosciuto l’interesse archeologico dell’area. Durante un’intensa settimana di scavi e rilievi eseguiti dalla stessa Silvestri sotto la direzione scientifica della Soprintendenza con la collaborazione della Società ERG Hydro S.r.l., gestore del bacino, del Comune di Castel di Tora, che ha messo a disposizione risorse economiche e manodopera, nonché dei numerosi appassionati locali intervenuti per supportare le attività di ricerca, è stato possibile identificare e documentare almeno dodici tombe già parzialmente visibili (il rilievo topografico è stato effettuato dallo Studio Tecnico di Massimiliano Ceccarelli) e scavarne completamente tre.

Si tratta di tombe “a cappuccina”, cioè in fossa sormontata da coppie di tegole disposte a spiovente, la cui presenza era già nota a livello locale da almeno cinquant’anni, ma mai indagate scientificamente. Tale tipologia di sepoltura si riferisce, solitamente, a defunti di estrazione sociale medio-bassa e non presenta ricchi corredi funerari. Sono stati, tuttavia, rinvenuti reperti interessanti, quali numerosi chiodini in ferro relativi alle calzature di uno degli inumati, grossi chiodi in ferro in ciascuna delle tombe, un vasetto quasi integro che permetterà di datare con precisione la relativa tomba. Altri reperti, rinvenuti fortuitamente da un abitante del posto e consegnati al Comune di Castel di Tora alcuni anni fa, includono una lucerna e una moneta dell’imperatore Aureliano (270-275 d.C.).

Particolare di un cranio (foto: ©Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti)

Lo stato di conservazione delle ossa ha permesso, in alcuni casi, il recupero quasi completo dello scheletro e anche di un cranio: questo consentirà agli antropologi di effettuare studi approfonditi sul sesso, l’età, la statura, le patologie e le attività ricorrenti dei defunti. Analisi molecolari potrebbero permettere, inoltre, di ricostruire appartenenze e peculiarità genetiche, abitudini alimentari e molto altro.

“Questa breve ma intensa prima campagna si pone come punto di partenza per dimostrare le potenzialità archeologiche della necropoli, certamente molto più vasta di quanto osservabile al momento, e dell’intero territorio della Valle del Turano – ha commentato la dott.ssa Letizia Silvestri, archeologa autrice degli scavi – allo scopo di intraprendere un progetto di più ampio respiro condiviso con la Soprintendenza, gli enti di ricerca, il Comune di Castel di Tora e i Comuni limitrofi per effettuare ricognizioni sistematiche, indagini in estensione, la redazione di una carta archeologica aggiornata, la musealizzazione dei reperti in loco e la creazione di percorsi storico-archeologici che possano implementare il già importante patrimonio culturale e naturalistico della Valle”.

Uno scheletro durante lo scavo (foto: ©Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti)

I risultati di queste indagini preliminari saranno presentati quanto prima presso il Comune di Castel di Tora, coinvolgendo anche altri studiosi di siti archeologici geograficamente vicini e coevi per una più accurata contestualizzazione dei ritrovamenti. Il sindaco Cesarina D’Alessandro, si legge nella nota diffusa dalla Soprintendenza, ha già dato piena disponibilità a sostenere le ricerche, nell’ottica di uno sviluppo futuro del paese e dell’intero territorio.

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