Valcamonica, arriva il Pass unico per i siti rupestri

Il territorio della Valle Camonica e i suoi parchi archeologici d’arte rupestre potranno ora essere visitati con un biglietto unico, acquistabile on-line e valido fino al 31 dicembre 2021.


di Elena Percivaldi (Foto: Distretto Culturale di Valle Camonica)

Il Parco archeologico di Luine a Darfo Boario Terme (Foto: Distretto Culturale di Valle Camonica)

Correva l’anno 1955 quando a Naquane, nel territorio comunale di Capo di Ponte, in Valcamonica (provincia di Brescia), attorno ad alcune rocce ricoperte di incisioni risalenti in prevalenza al I millennio a.C. veniva istituito il primo Parco Archeologico d’Italia. Via via col tempo il patrimonio culturale che ruota intorno alle iscrizioni rupestri si è arricchito di altre aree di interesse archeologico, situate in differenti comuni della Valle e poco alla volta organizzate in Parchi nazionali, comunali, sovracomunali e regionali: una ricchezza immensa, che è valsa nel 1979 l’iscrizione dell’arte rupestre della Valle Camonica nel “Patrimonio dell’Umanità UNESCO”, primo sito italiano e primo sito preistorico in assoluto inserito nella World Heritage List. Ora le incisioni rupestri, opera di chi ha vissuto o transitato nella Valle per 10.000 anni lasciandovi un’infinità di simboli, immagini e scene di vita quotidiana, si potranno visitare con un biglietto unico, il Valle Camonica Pass Incisioni, acquistabile direttamente on-line.

La Valcamonica, dunque, torna grandissima protagonista della sua storia e lo farà ancora a breve, e precisamente l’11 giugno, quando si inaugurerà il nuovo Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica di Cividate Camuno, l’antica Civitas Camunnorum. Si tratta di uno dei luoghi archeologicamente più rilevanti dell’area alpina, testimone dell’incontro fra Camuni e Romani e della transizione culturale tra le due civiltà. Ma di questo parleremo approfonditamente più avanti in un apposito articolo, quando seguiremo “in presa diretta” l’apertura.


La creazione del Valle Camonica Pass Incisioni è stata resa possibile grazie all’accordo di valorizzazione siglato nel 2019 tra Regione Lombardia, Direzione regionale Musei Lombardia, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia e Comunità Montana di Valle Camonica in quanto ente gestore del Gruppo Istituzionale di Coordinamento dei vari enti territoriali che gestiscono il sito UNESCO.

Uno dei massi incisi della Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo (Foto: Distretto Culturale di Valle Camonica)


Il biglietto unico on-line Valle Camonica Pass Incisioni si può acquistare sui siti web dei luoghi coinvolti e sul sito
www.musement.com, grazie alla collaborazione con TUI Musement, partner tecnologico del progetto. Sarà quindi possibile visitare a Capo di Ponte il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, il Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo, il Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina (con all’interno la raccolta museale “Battista Maffessoli”) e il Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica; si potrà inoltre fruire della Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo e del Museo didattico ad esso collegato; infine a Darfo Boario Terme si entrerà nel Parco Archeologico Comunale di Luine.
Il tutto al prezzo, davvero contenuto, di € 11, comprensivo di diritti di prevendita. Confermate le gratuità di legge previste per l’ingresso nei parchi nazionali: under 18, studenti universitari, disabili e loro accompagnatore, guide turistiche.

Il Biglietto Valle Camonica Pass Incisioni è valido fino al 31 dicembre 2021, con possibilità di un solo ingresso per ciascuno dei siti. Per chi desiderasse invece visitare uno solo dei parchi, resta la possibilità di acquistare l’accesso presso ogni singola biglietteria.

I luoghi del Valle Camonica Pass Incisioni

Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, a Capo di Ponte, nato nel 1955, è stato il primo parco archeologico italiano e il primo parco d’arte rupestre della Valle Camonica. Qui, in un ambiente naturale di grande fascino, si possono scoprire sulle rocce alcune delle incisioni rupestri più famose come quelle presenti sulla celebre roccia 1, che ne conserva oltre 2000.


Il Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo, sempre a Capo di Ponte, è il sito dal quale, nel 1909, ha preso avvio la scoperta delle incisioni rupestri. Cinquemila anni fa era sede di un santuario. Oggi i massi monumentali, ancora in posto, ci trasmettono, immutata, la sacralità del luogo.


Nel Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina, ancora a Capo di Ponte, sono presenti immagini uniche fra cui la famosa “Mappa di Bedolina” e la rosa camuna, che consentono di vivere il fascino millenario dell’arte rupestre in un contesto di straordinaria e irripetibile bellezza. Nel Parco è visitabile anche la raccolta Museale “Battista Maffessoli”.

Un masso del Parco delle Naquane (Foto: Distretto Culturale di Valle Camonica)

Il Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica, ultimo luogo di Capo di Ponte, è lo spazio ideale dove ripercorrere la storia millenaria delle incisioni e delle genti che le hanno realizzate: dalla lontana Preistoria fino al I millennio a.C., quando la Valle era abitata dai Camunni.


Nella Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri, a Ceto, Cimbergo e Paspardo, con il Museo Didattico collegato, oltre a scoprire i mille segni della preistoria raccontati sulle rocce incise, si può “vivere” nel villaggio preistorico ricostruito, correre lungo i sentieri medioevali, scoprire i mille segreti del bosco o abitare nelle Foresterie della riserva, osservando gli animali che la popolano.


Infine, nel Parco Archeologico Comunale di Luine, a Darfo Boario Terme, si possono trovare le incisioni più antiche di tutto il patrimonio archeologico camuno, tra cui un grande animale (equide) risalente ad oltre 10.000 fa. Nel parco sono stati rinvenuti anche resti di probabili luoghi di culto che fanno pensare ad una “collina sacra” frequentata in diverse epoche dalle popolazioni locali come una sorta di “santuario”.

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