MOSTRE / A Milano le luci e le ombre di La Tour

MILANO, 6 giugno 2020 – Ha riaperto  a Palazzo Reale di Milano la bellissima mostra “Georges de La Tour: l’Europa della luce”, inaugurata il 7 febbraio scorso ma poco dopo chiusa per l’emergenza Covid-19 e ora fortunatamente prorogata fino al 27 settembre.  Promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira e curata da Francesca Cappelletti e da Thomas Clement Salomon, l’esposizione è la prima mostra in Italia dedicata a Georges de La Tour attraverso mirati confronti tra i capolavori del Maestro francese e quelli di altri grandi del suo tempo – tra cui Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Trophime Bigot –:  un evento che porta una nuova riflessione sulla pittura dal naturale e sulle sperimentazioni luministiche, per affrontare i profondi interrogativi che ancora avvolgono l’opera di questo misterioso artista.  Un evento unico anche perché, come ebbe a sottolineare il grande storico dell’arte Roberto Longhi, in Italia non è conservata nessuna opera di La Tour. In tutto, peraltro, le opere certamente attribuite al Maestro sono solo una quarantina, di cui 15 sono esposte in  questa mostra (più una a lui attribuita).

CAPOLAVORI INTENSI – Tra i capolavori che si possono ammirare a Palazzo Reale spicca senza dubbio la commovente intensità emotiva della Maddalena penitente (National Gallery of Art di Washington D.C., 1635-1640 circa).

Georges de La Tour, Maddalena penitente, 1635 – 1640. Olio su tela, 113 x 92,7 cm. National Gallery of Art, Washington D.C., Stati Uniti

Vi è poi la splendida Rissa tra musici mendicanti (J. Paul Getty Museum, 1625-1630 circa), dipinta agli esordi e caratterizzata da un’esecuzione straordinariamente libera e brillante. Per non dire dell’austero e tragico Suonatore di Ghironda col cane (Musée du Mont-de-Piété di Bergues, 1622-1625) e de Il denaro versato (Lviv –Ucraina, Galleria Nazionale di pittura, 1625-1627), tra i più interessanti esiti del percorso pittorico di De La Tour, scena connotata da un altissimo livello di tensione.

Georges de La Tour, Il denaro versato, 1625-1627 ca. Olio su tela, 99 x 152 cm. Leopoli National Art Gallery, Ucraina

Ancora,  I giocatori di dadi (Stockton-on-Tees, Preston Park Museum & Grounds, 1650-1651) è uno dei pochi dipinti di La Tour  presenti in Gran Bretagna.

Georges de La Tour, I giocatori di dadi, 1651 ca. Olio su tela, 95,5 x 130,5 cm. Preston Park Museum and Grounds Stockton-on-Tees, Regno Unito

C’è poi la straordinaria  La Negazione di Pietro (Nantes, Musée des Beaux-Arts, 1650), dove La Tour somma agli effetti di luce dei notturni il carattere drammatico del tradimento dell’apostolo.  Se Giobbe deriso dalla moglie (Epinal, Musée départemental d’Art ancien e contemporain, 1650 circa) è un dipinto particolarmente rappresentativo del lavoro sulla luce svolto dal Maestro, il Giovane che soffia su un tizzone (Digione, Musée des Beaux-Arts, 1640 circa), di piccole dimensioni, è tra i pochi esempi di opere eseguite dall’artista per committenti privati.

Georges de La Tour, Giovane che soffia su un tizzone, 1640 ca. Olio su tela, 61 × 51 cm. Musée des Beaux-Arts Digione, Francia

Indimenticabile è infine l’Educazione della Vergine (New York, Frick Collection, 1650 circa), una scena intima e raccolta di grande poesia.

Georges de La Tour (studio), Educazione della Vergine, 1650 ca. Olio su tela, 83,8 x 100,3 cm. The Frick Collection, New York, Stati Uniti

Chiudono il gruppo di opere autografe di La Tour altri dipinti a tema religioso: i due ritratti di apostoli, San Giacomo Minore e San Giuda Taddeo dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi; San Filippo dal Chrysler Museum of Art di Norfolk; San Giovanni Battista nel deserto dal Museo de La Tour di Vic- sur-Seille, città natale del pittore. E infine due incisivi ritratti – Old man e Old woman – dai Fine Arts Museums di San Francisco.

Il percorso della mostra è completato da una ventina di splendide opere di artisti coevi come Paulus Bor, Jan Lievens, Throphime Bigot, Frans Hals, Jan van Bijlert, Gerrit Van Honthorst (noto in Italia come Gherardo delle Notti), Adam de Coster, Carlo Saraceni.

“Le immagini di La Tour – afferma la curatrice Francesca Cappelletti  – sono assolutamente coinvolgenti, spingono ad aguzzare la vista per scoprire cosa si celi nelle tenebre, dove la luce della candela non riesce ad arrivare; o sono quadri che ci mostrano più di quello che vorremmo vedere – la disperazione e la miseria della vita, che giganteggia vicino a noi. Osservando i suoi quadri lo spettatore è coinvolto al pari del pittore nella stessa impresa; non riesce a distogliere lo sguardo dall’opera, fino a essere catturato dal suo autore: questo uno dei segreti del suo ascendente”.

GUARDA IL VIDEO (Tour virtuale e intervista alla curatrice)

Il comitato scientifico della mostra milanese è composto da Pierre Rosenberg (già direttore del Louvre), Gail Feigenbaum (direttrice, Getty Research Institute), Annick Lemoine (direttore, Musée Cognacq-Jay). Accompagna l’esposizione l’importante catalogo edito da Skira con saggi di Francesca Cappelletti, Pierre Rosenberg, Jean-Pierre Cuzin, Gail Feigenbaum, Dimitri Salmon, Gianni Papi, Rossella Vodret con Giorgio Leone, Matteo Mancinelli, Manfredi Merluzzi, comprensivo delle schede delle opere molto approfondite dal punto di vista critico e bibliografico e le relative immagini e seguito da una estesa bibliografia.


INFORMAZIONI

Georges de La Tour: l’Europa della luce
Milano, Palazzo Reale, fino al 27 settembre 2020.
Orari: dal giovedì alla domenica, dalle 11.00 alle 19.30 con apertura serale il giovedì sino alle 22.30 (ultimo ingresso un’ora prima).
La prenotazione è obbligatoria – anche per le categorie gratuite – presso Vivaticket: tel. 02 92897755 o sul sito mondomostreskira.vivaticket.it.
Siti web: www.palazzorealemilano.it, latourmilano.it

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