Cesena, ritorna alla Biblioteca Malatestiana un prezioso manoscritto restaurato

CESENA, 14 aprile 2019 – E’ tornato alla Biblioteca Malatestiana di Cesena dopo un impegnativo restauro il Codice Malatestiano, un codice di 366 carte databile alla seconda metà del  XIV secolo che contiene al suo interno le orazioni dell’oratore greco Aristide vissuto nel II secolo d.C. Il restauro del manoscritto è stato reso possibile grazie a “Opera tua”  di Coop Alleanza 3.0, iniziativa che unisce la valorizzazione delle specialità locali con il recupero di opere d’arte da salvare in collaborazione con Fondaco Italia e che quest’anno si è articolata complessivamente con 150 mila euro di fondi e 8 tappe in quasi 400 negozi. In tutto, in due edizioni, “Opera tua” ha raccolto 250 mila euro e restaurato una quindicina di capolavori e monumenti in tutta Italia.

image3

UN RESTAURO IMPEGNATIVO –  Il restauro, iniziato a dicembre 2018, è stato realizzato da Formula servizi e ha visto la collaborazione fra la direzione della Biblioteca, il Comune di Cesena e la Soprintendenza.  Nonostante la biblioteca Malatestiana (unico esempio di biblioteca umanistica perfettamente conservata, come ha riconosciuto l’Unesco che l’ha inserita nel Registro della Memoria del Mondo) assicuri le condizioni climatiche più favorevoli alla conservazione dei codici, il passare del tempo e la consultazione dei manoscritti, pur se effettuata con tutte le precauzioni del caso, provocano vari tipi di deterioramento. Di qui la necessità di interventi tempestivi di restauro e consolidamento, infatti si è agito con il trattamento anti tarme e dalla pulizia di superficie. Successivamente sono state ricollocate le pagine distaccate, ripristinati e trattati con creme protettive la copertina in cuoio e i sostegni in legno.

image1

Su tutte le carte e sulle guardie rinsaldo delle lacerazioni e risarcimento delle lacune con carta giapponese; spianamento delle carte di guardia in pergamena su lastra di alluminio protetta da tessuto sintetico mediante tensionamento calibrato con calamite; controllo della cucitura e ripresa; inserimento di un filo di cotone a sostegno dell’anima del capitello di testa; incollaggio delle carte di guardia ai contro piatti; innesto di un nuovo dorso in pelle; rinsaldo delle lacerazioni e risarcimento delle lacune con pelle; i fori causati dai tarli sono stati stuccati con segatura e pasta di carta; sulle parti terminali di metallo sono stati incollati dei dischetti di carta giapponese per evitare/ridurre l’ossidazione.

image2

IL CODICE MALATESTIANO  –  Il manoscritto, cartaceo, consta di 366 carte ( mm 310 × 230), fu  scritto da un unico copista in minuscola greca ed è databile alla seconda metà del  XIV secolo.  Al suo interno contiene le orazioni dell’oratore greco Aristide vissuto nel II sec. d.C. La decorazione comprende a c. 1r un fregio, consistente in una semplice doppia cornice con elementi decorativi fitomorfi, in inchiostro rosso; alle cc. 62v, 88r, 97v, 113v, 364r; bande in inchiostro rosso con elementi decorativi geometrici o fitomorfi, che separano i testi; rubriche; iniziali calligrafiche, sovramodulate in inchiostro rosso all’inizio dei singoli testi; segni a forma di penna per richiamare l’attenzione su alcuni passi, realizzati nello stesso inchiostro bruno utilizzato per la scrittura del testo. La coperta in cuoio marrone scuro su assi di legno è l’originale malatestiana. Il piatto anteriore e quello posteriore presentano una decorazione con impressioni a secco, costituita da una doppia cornice formata da triplici filetti e decorata con elementi geometrici; lo spazio risultante fra le due cornici è ulteriormente partito da quattro diagonali, sempre formate da triplici filetti. Su entrambi i piatti sono presenti cinque borchie in ferro di forma quadrilobata, una posta al centro e quattro negli angoli. Sul labbro inferiore del piatto posteriore è attaccata la catena originale. Un’antica
targhetta, di mano di Francesco da Figline, scritta in littera antiqua, posta nel margine superiore del piatto posteriore e fissata da sei chiodi in ferro, reca il nome dell’autore e il titolo dell’opera: Aristides orationes. La coperta risulta attualmente in molti punti danneggiata, soprattutto sul dorso e sul piatto posteriore.

Fonte: Comunicato ufficiale