MOSTRE / A Ercolano monili e gioielli “raccontano” l’eruzione che distrusse la città [FOTO]

ERCOLANO (NA), 17 dicembre 2018 –  E’ stata presentata alla stampa oggi e aprirà al pubblico il 20 dicembre  la mostra “SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano”, la prima grande mostra del Parco Archeologico di Ercolano all’interno dell’Antiquarium, anche questo finalmente aperto alla fruizione del pubblico. Una collezione di circa 100 monili e preziosi, unica per quantità e valore, sarà per l’occasione presentata sul luogo stesso del ritrovamento: si tratta di oggetti appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni dei quali ritrovati con i loro proprietari  deceduti durante la fuga, nel vano tentativo di porli in salvo dalla imminente catastrofe dell’eruzione, altri invece rinvenuti nelle dimore dell’antica città.  Ogni  oggetto non solo potrà testimoniare l’alto grado qualitativo dell’artigianato dell’epoca, ma racconterà anche la storia degli abitanti coinvolti nella tragedia della città distrutta dalla furia del Vesuvio, ricostruendo un efficace e suggestivo “spaccato” di vita quotidiana della società ercolanese del tempo.

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“Gioielli, monete, gemme, arredi e strumenti preziosi per i banchetti delle occasioni speciali sarebbero solo cose per quanto preziose se non fossero inserite in un racconto – dichiara il direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano – che ne evoca il profondo significato sociale e le inserisce nel loro contesto di ritrovamento, di utilizzo e di produzione, se non tornassero nelle mani e sui colli dei loro proprietari. I materiali provengono da edifici pubblici, dalle Domus e dalle botteghe dell’antica Herculaneum e restituiscono un’immagine vivida, complessa e felice di questa comunità. Un cospicuo gruppo di reperti fu trovato nel corso degli scavi sull’antica spiaggia, dove come noto si era rifugiato con i propri averi e nell’abbigliamento confacente al rango di ciascuno, un folto gruppo di abitanti della sventurata città in attesa della missione di salvataggio che almeno per loro non andò a buon fine.  Mi piace sottolineare i prestiti concessi dal MANN e dal Parco di Pompei, il corredo di gemme e strumenti da lavoro di una bottega di gioielliere e parte del tesoro in argento di Moregine, segno concreto della stretta collaborazione che ci vede uniti nei progetti culturali”.

 

“La mostra pilota – spiega ancora Sirano –  pone le basi per la definitiva esposizione nel museo del sito di tutti i reperti che, dal 1927 in poi, Amedeo Maiuri volle che restassero qui e non confluissero più nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Parte così un processo museografico che non resterà confinato ai laboratori, ma coinvolgerà il pubblico come parte attiva della costruzione di un museo che garantisca un’effettiva esperienza di conoscenza inclusiva e partecipata. Il processo nasce dalla volontà di colmare in tempi rapidi una terribile lacuna nell’esperienza di visita del sito e interrompere il silenzio che dura da oltre 40 anni: il pubblico deve potere ascoltare proprio nell’area archeologica il racconto proveniente dai numerosissimi oggetti d’uso comune: arredi, ornamenti personali e strumenti di lavoro, decorazioni, mobili in vario materiale, dell’incredibile mole di reperti organici proveniente direttamente dalle case, dalle strade, dalle mense degli antichi ercolanesi”.

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Nella mostra, a cura di Marina Caso, il visitatore potrà inoltre fruire di un’esperienza inedita: sarà infatti possibile, tra le altre cose,  indossando idealmente i gioielli e poi, scattandosi una foto –  come fosse una sorta di  “selfie” dal passato -, condividere l’immagine sui social, diventando “ambasciatori” del Parco. Molte anche le attività di laboratorio in programma,   organizzate in collaborazione con il Tarì e con l’Istituto di Istruzione  Superiore Francesco Degni di Torre del Greco per rendere partecipi i visitatori dei processi di produzione e della tradizione artigianale plurisecolare che si è sedimentata in Campania.

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L’esposizione sarà aperta dal 20 dicembre 2018 al 30 settembre 2019. Per informazioni: www.ercolano.beniculturali.it

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