SCOPERTE / Nel Pavese spunta una necropoli longobarda del VI secolo (aggiornamento)

PAVIA – Undici tombe di età longobarda, tutte ritrovate a Gambolò, in frazione Belcreda, sulla provinciale che collega Vigevano a Pavia. si tratta dell’ennesimo tesoro restituito dal territorio lombardo  relativo ai Longobardi, popolo che dal 568 al 774 governò la penisola. Pavia è stata capitale del regno e poco distante, a Lomello, ebbe luogo il secondo matrimonio della regina Teodolinda con Agilulfo, sovrano dei longobardi tra il 591 e il 616. La necropoli è emersa in occasione dei lavori di posa del nuovo metanodotto Cervignano d’Adda–Mortara di Snam Rete Gas. Il luogo della scoperta è presidiato dai carabinieri e dalla polizia locale per evitare l’intervento dei tombaroli.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, gli archeologi stavano facendo le consuete verifiche su un’opera pubblica quando hanno trovato la prima tomba: «Con estrema cautela — spiega al Corriere Nicola Cassone, archeologo e direttore degli scavi— abbiamo scorticato la parte che potesse permetterci di evidenziare tutta la necropoli in pianta. Secondo noi non è tutto qui: l’area potrebbe essere molto più estesa; le fosse trovate sino ad ora sarebbero solo una piccola parte». Gli archeologi hanno trovato alcuni reperti risalenti alla più antica epoca longobarda (VI secolo), di tipologia affine a quelle scavate finora soltanto sopra il Danubio. «La prima sepoltura che abbiamo studiato — prosegue Cassone nell’intervista al quotidiano milanese —  apparteneva ad un soldato. Gli oggetti trovati ai piedi ci raccontano la sua storia». Altri reperti emersi sono  fiasche in a stralucido di ceramica con stampigliature, asce barbute, pugnali, punte di frecce e fibbie di cinturoni da guerra. Niente ossa: il terreno, per via della vicinanza al fiume, è molto acido e corrosivo.

A Gambolò il locale Museo Archeologico espone numerosi ritrovamenti relativi alla civiltà di Golasecca (Età del ferro): ora  che oggi si trovano nel museo archeologico lomellino proprio a Gambolò, in zona non erano mai state trovate tracce della passaggio dei longobardi, la cui presenza è attestata poco più distante, al battistero di Lomello, dove si sposò la regina Teodolinda.

 

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