SCOPERTE / Cividale del Friuli, riemerge un’altra necropoli di epoca longobarda

CIVIDALE DEL FRIULI (UD) – Un altro importante ritrovamento, che consente di ampliare ulteriormente le conoscenze storiche del sito Unesco di Cividale, è stato effettuato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del FVG, nell’ambito dello scavo
archeologico eseguito, sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo della Soprintendenza, Angela Borzacconi, nella piazza San Giovanni in Xenodochio ubicata a ridosso delle mura, sul lato nord-est della città.
Si tratta, come  rende noto la Soprintendenza stessa in un comunicato,  di parte di una necropoli di età longobarda (la datazione è attualmente in via di definizione tra VI e VIII secolo), con sepolture pertinenti a individui locali, sepolti senza corredo in quanto non di cultura germanica. Il sepolcreto era posizionato su un’area precedentemente occupata da un focolare interrato di età tardo romana e da probabili apprestamenti lignei sistemati in prossimità di una struttura, forse di terrazzamento, legata alla presenza delle mura urbiche. Un contesto che ci permette di immaginare un paesaggio antico caratterizzato dalla presenza di un’area aperta adibita a cimitero, verosimilmente formatosi in relazione all’impianto più antico della chiesa, con annesso xenodochio (una struttura di accoglienza spesso posizionata presso le porte urbiche) di fondazione longobarda, attestato già nell’VIII secolo su terreni fiscali di proprietà del duca longobardo Rodoaldo.

L’intervento, conclusosi il 22 giugno, è avvenuto – spiega la Soprintendenza  -“in sinergia con il Comune di Cividale e si colloca, analogamente ai saggi effettuati nei mesi scorsi nella vicina Piazza San Giovanni, nell’ambito dei lavori di riqualificazione di questi spazi urbani avviati dall’amministrazione comunale. Si tratta dunque di operazioni archeologiche programmate in una prospettiva di tutela orientata a salvaguardare e accrescere la conoscenza dell’antica Forum Iulii, poiché proprio le scoperte  archeologiche costituiscono per Cividale un elemento di forte identità che ne ha valso l’inserimento nella rete Unesco dei luoghi di potere longobardi”.
Nei prossimi giorni sarà aperta una seconda porzione di scavo proprio davanti alla chiesa, “nella speranza – è l’aupicio – di intercettare le fasi più antiche di questo complesso e di poter capire meglio le trasformazioni del paesaggio urbano in questa fascia marginale ma estremamente nevralgica della città”.

Fonte: Soprintendenza FVG

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