SCOPERTE / Il capo, la spada e il cane: trovate in Islanda tre sepolture vichinghe inviolate

© RIPRODUZIONE RISERVATA – PERCEVAL ARCHEOSTORIA
FOTO: ©Auðunn / IcelandMag

ISLANDA – [EP] Sono due, forse tre le sepolture vichinghe emerse in questi giorni a Dysnes nel fiordo di Eyjafjörður, nel nord dell’Islanda, non lontano dalla città di Akureyri. Si tratta delle classiche “ship burials” in cui il corpo del capo veniva sepolto con la sua nave e il suo corredo.  Ancora inviolate, stanno restituendo reperti interessantissimi: oltre ai resti del guerriero che vi fu deposto, una delle tombe conteneva anche quelli di un cane e una grande spada. La datazione delle sepolture, secondo gli esperti, oscilla tra il IX e il X secolo: un periodo in cui l’occupazione vichinga sull’isola era all’apice.

Che la zona fosse un insediamento vichingo era già noto agli archeologi. Poco distante, sempre nel fiordo di Eyjafjörður, sorgeva infatti l’importante emporio commerciale di Gáseyri. Il toponimo Dydnes, dove è stato effettuato il ritrovamento, contiene la radice “dys“, che in antico norreno significa tumulo; il luogo esatto dove è emersa la prima tomba, inoltre, è Kumlateigur, da kuml,  “sepoltura”: è molto probabile dunque che non si tratti di sparute tombe ma di un’intera necropoli vichinga.

viking sword

Il ritrovamento di Skaftárhreppur (foto dal profilo dell’autore, da Facebook)

SCOPERTA MOLTO IMPORTANTE – Il ritrovamento è notevole per varie ragioni. Innanzitutto, è molto raro (anche in Islanda) imbattersi in sepolture ancora inviolate. Nonostante il costume fosse molto diffuso presso le élite del mondo vichingo, poche sono finora le “tombe a nave” riemerse sull’isola. Ancora meno quelle con corredo di armi: l’ultima scoperta, una spada,  risale al settembre scorso ed è avvenuta nel distretto di Skaftárhreppur, nel sud dell’Islanda (foto a lato). In tutto le spade vichinghe  finora ritrovate sono una ventina.

LE TOMBE – La prima tomba scoperta è riemersa il 14 giugno scorso  e conteneva oltre a ciò che restava di una nave, una spada di ferro,  ossa umane e un dente canino appartenente con ogni probabilità ad un cane seppellito con il suo padrone.  Il giorno successivo è stata ritrovata una seconda tomba allineata con la precedente, seguita immediatamente da tre chiodi di legno che potrebbero appartenere a una terza nave.

CORSA CONTRO IL TEMPO – Oltre allo studio dei materiali, gli archeologi dovranno ora misurarsi in una spietata corsa contro il tempo. L’area del ritrovamento, come molte altre, è infatti sottoposta a costante erosione marittima. I resti della prima tomba sono stati trovati ormai quasi in superficie: parte della nave mancava ed è impossibile valutare quante parti del corredo siano scomparse, dilavate nelle acque dell’oceano.

Fonte: Iceland Magazine

© RIPRODUZIONE RISERVATA – PERCEVAL ARCHEOSTORIA

 

 

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