RESTAURI – PISA/ Finiti i lavori sul “Giudizio Universale” del Camposanto: la restituzione degli affreschi è più vicina

Concluso l’intervento di restauro del “Giudizio Universale” di Buffalmacco, parte del “Trionfo della Morte” del Camposanto di Pisa gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944. La ricollocazione dell’intera opera è prevista entro il 2018.

PISA –  Procede e si avvia al termine il restauro degli affreschi del Camposanto Monumentale. Protagonista di questi ultimi interventi il ciclo noto come “Il trionfo della Morte” attribuito al pittore trecentesco Buonamico Buffalmacco, di cui si sono già ricollocate in parete due scene, le Storie dei Santi Padri e l’Inferno. In questi giorni si è invece concluso l’intervento su quella che forse è la scena più bella e significativa di tutto il ciclo: il Giudizio Universale, che dunque a breve sarà ricollocato in parete nel Camposanto Monumentale.
Gli interventi sono realizzati delle maestranze dell’Opera della Primaziale Pisana con il controllo della Direzione Lavori presieduta dal Prof. Antonio Paolucci e con la supervisione dei capi restauratori Carlo Giantomassi e Gianluigi Colalucci.

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IL CAPOLAVORO BOMBARDATO – Gli affreschi trecenteschi del Camposanto pisano subirono un serio danneggiamento durante la seconda guerra mondiale quando, il 27 luglio del 1944, una granata provocò un incendio e la fusione del tetto di piombo. Gli affreschi furono subito staccati dalle pareti ed iniziò così una lunga e affascinante storia di salvataggio e restauro.

Dall’eternit al moderno aerolam, i dipinti del Camposanto hanno subito da quel lontano 1944 numerosi “trasporti”, termine tecnico con cui si indica il passaggio da un supporto ad un altro mediante la delicata operazione dello strappo della pellicola pittorica – fino ad approdare in questi recenti anni, nuovamente, nel luogo per il quale erano stati concepiti e realizzati dai maggiori Maestri Tre Quattrocenteschi.

Di mano in mano, gli affreschi hanno affrontato negli anni numerosi interventi e solo l’ultimo restauro, condotto con estrema perizia dalle Maestranze dell’Opera della Primaziale Pisana, ha permesso un pieno recupero delle opere. Numerose ed accurate le operazioni che vengono eseguite sulle singole scene, una sequenza di fasi che ha portato alla rimozione della caseina degradata, alla pulitura e fissaggio delle pellicole pittoriche, alla rimozione controllata delle patine e ad una prima fase di integrazione cromatica, reversibile e riconoscibile secondo i moderni principi del restauro. Operazioni che per gran parte si sono svolte nei Laboratori di Restauro dell’Opera della Primaziale Pisana, appositamente progettati per garantire la continuità delle attività di cantiere.

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UN RESTAURO IMPONENTE – L’imponente e spettacolare restauro degli affreschi che ha portato alla loro ricollocazione nel Camposanto Monumentale è stato possibile grazie a tecniche nuove e scoperte fondamentali. Tra queste, il lavoro del batteri mangiatori. Un sistema innovativo messo a punto dal microbiologo Giancarlo Ranalli dell’Università del Molise. Questi batteri sono stati fondamentali per eliminare la caseina, usata nel dopoguerra per il fissaggio degli affreschi strappati, che provocava rigonfiamenti, crepe e perdite di strato pittorico sugli affreschi.

L’attività di restauro materico e pittorico si è svolto inoltre in contemporanea con un originale intervento finalizzato a scongiurare la formazione di condense sulle superfici pittoriche degli affreschi ricollocati in parete, che in questi ultimi anni si sono presentate con sempre maggiore frequenza. Il fenomeno, monitorato da anni, si presenta più virulento in particolari zone lungo le gallerie del Camposanto, tra le quali proprio quella dove verrà ricollocato l’intero ciclo del Trionfo della Morte.

La problematica è stata risolta da un team composto dall’ingegner Roberto Innocenti, il dottor Paolo Mandrioli del C.N.R. e l’ingegner Giuseppe Bentivoglio dell’Opera della Primaziale Pisana. E’ stato progettato e sperimentato un sistema di retro riscaldamento della superficie dell’affresco, che ne innalza la temperatura superficiale di 2/3 gradi centigradi sopra la temperatura dell’ambiente, al verificarsi delle condizioni favorevoli alla formazione di rugiada, evitando così le dannose condense. Il sistema è gestito da un complesso di sensori che rilevano in continuo, ogni 10 minuti, umidità dell’ambiente e temperatura delle superfici dagli affreschi e, in condizioni critiche, comandano in automatico l’attivazione del sistema di retro riscaldamento, realizzato con termoteli in poliestere, tessuti con fibre di carbonio costituenti le resistenze elettriche che producono il necessario calore.  Il sistema assolutamente originale e unico permette di dare garanzie e continuità al programma di restauro stabilito che vedrà la ricollocazione nelle pareti del Camposanto Monumentale di Pisa di tutto il ciclo degli affreschi del “Trionfo della morte” entro l’anno 2018.

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