MOSTRE – RAVENNA / Santa Maria in Porto Fuori, la chiesa distrutta ritrova la sua memoria [GALLERY]

RAVENNA –  Il 5 novembre del 1944 la chiesa ravennate di Santa Maria in Porto Fuori, gioiello medievale citato anche da Dante nella Divina Commedia (“la casa / di Nostra Donna in sul lito adriano”; Paradiso XXI, 121-122) veniva completamente distrutta da un bombardamento alleato. Cadevano con l’edificio nella polvere anche gli affreschi che conteneva, forse di mano giottesca, che proprio allora stavano iniziando ad essere studiati per far luce sulla reale attribuzione. Negli anni Novanta del secolo scorso anche i pochi frammenti di pittura sopravvissuti furono rubati e sono finiti chissà dove. La memoria del monumento e della sua tragica sorte si è andata da allora perdendo di anno in anno e adesso sussiste solo fra gli anziani ravennati e la comunità degli studiosi. E per evitare che questo ricordo vada perduto,  il 5 novembre 2016 il MAR Museo d’Arte della città di Ravenna inaugura una mostra, intitolata “La Casa di Nostra Donna”,  dedicata proprio alla chiesa di Santa Maria in Porto Fuori che,  attraverso una inedita ricostruzione virtuale, renderà possibile visitare nuovamente quello straordinario edificio caratterizzato dai magnifici affreschi di scuola riminese del Trecento. Verranno inoltre esposte opere che in vario modo hanno rappresentato la basilica e la sua decorazione trecentesca.

GALLERY 1 – LA CHIESA COM’ERA (immagini d’epoca)

 

 

GALLERY 2 – GLI AFFRESCHI PERDUTI

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GALLERY 3 – LA DISTRUZIONE

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VISITA VIRTUALE – L’immagine virtuale della chiesa è stata realizzata da Simone Zambruno, Antonino Vazzana e Ilaria Valentino presso Fr@me Lab (Laboratorio fotografico e multimediale del Dipartimento di Beni culturali dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, sede di Ravenna). L’intero progetto è stato curato dal prof. Alessandro Volpe, in collaborazione con la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e  l’Istituzione Biblioteca Classense.
Vari tipi di postazioni tecnologiche saranno approntate per poter permettere ai visitatori un’articolata esperienza dell’edificio ricostruito che potrà essere visitato virtualmente o contemplato in un filmato autoriale, girato nello “spazio digitale” dal regista e poeta Stefano Massari.

 

I DOCUMENTI SUPERSTITI – Questa odierna rappresentazione della chiesa è esposta accanto ad altri episodi più antichi: i disegni di Felice Giani, gli appunti ottocenteschi di Cavalcaselle, che per primo ricondusse gli affreschi in ambito riminese, e le fotografie che in varie epoche documentarono le forme del monumento, fino a quelle che ne mostrano le macerie. Alcune importanti opere pittoriche saranno esposte per documentare l’altissima qualità della pittura riminese del Trecento e la colta, sofisticata maniera di Pietro da Rimini in particolare.
Come per fare da sponda alla memoria digitale che si imporrà attraverso la ricostruzione virtuale, sarà proposto un filmato documentario che raccoglie le testimonianze viventi della chiesa, della sua vita sociale e devozionale e della sua distruzione (ricerche di Elena Pirazzoli, regia di Fabrizio Varesco). A tal fine il Comune di Ravenna ha promosso una ricerca sul territorio volta a rintracciare ogni sorta di ricordo, foto di famiglia o altra documentazione, ed in questo senso è stata preziosa la collaborazione del Comitato cittadino di Porto Fuori.

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LA CHIESA –  Santa Maria in Porto Fuori ebbe una particolare importanza nel contesto devozionale ravennate. Nell’immaginario è legata alla conservazione della cosiddetta Madonna Greca: per lungo tempo si volle credere che la statua di fattura orientale, oggi in Santa Maria in Porto, fosse giunta miracolosamente fino all’antica chiesa in Porto Fuori, affidandosi alle cure di Pietro degli Onesti, detto il Peccatore.
Dal XII secolo fu un luogo di preghiera e di pellegrinaggio, governata dai canonici regolari portuensi. Ospitò un importante ciclo di pittura murale di cultura riminese trecentesca attribuito a Pietro da Rimini, sulle pareti gotiche sollevate in una ricostruzione databile nel 1314 e, nel secolo successivo, accolse la meravigliosa pala d’altare del ferrarese Ercole de Roberti, oggi nella Pinacoteca di Brera a Milano.
Fra Sette e Ottocento ebbe una parte nel rifondare un’immagine storica e artistica della città. Era citata nella Commedia dantesca (la casa / di Nostra Donna in sul lito adriano; Paradiso XXI, 121-122) e si diffuse la convinzione che gli affreschi fossero di mano di Giotto.  Nel Novecento fu oggetto di ricerca storica e storico artistica, ma il 5 novembre del 1944 come detto fu completamente distrutta da un bombardamento alleato.  Oggi la ricostruzione digitale affida alla cittadinanza un’immagine che rischiava di perdersi definitivamente e ne fa una sorta di ricordo condiviso.


Informazioni

LA CASA DI NOSTRA DONNA
[DANTE ALIGHIERI, PARADISO XXI, 12-123] IMMAGINI E RICORDO DI SANTA MARIA IN PORTO FUORI

MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna

INAUGURAZIONE: SABATO 5 NOVEMBRE 2016 ORE 18.00
INGRESSO libero, prenotazione richiesta solo per le visite guidate tel +39 0544 482487
ORARI:
martedì- domenica 9-18, chiuso lunedì
la biglietteria chiude mezz’ora prima
aperture festive: 26 dicembre, 6 gennaio
chiuso 25 dicembre e 1 gennaio
GIORNI DI CHIUSURA: Lunedì

 

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