#ArcheoEditori / Ante Quem, ovvero l’archeologia per passione

Non è facile fare editoria in Italia, paese di pochi, anzi pochissimi lettori. Se poi le pubblicazioni sono di taglio culturale e di ambito specialistico, magari in campo storico e archeologico, la missione ha quasi dell’eroico. Ma non temete: niente lamentazioni sullo status della cultura e dei beni culturali in Italia, deficienze del resto purtroppo ben note a chi è del campo.  In questa nuova rubrica, #ArcheoEditori, ci concentreremo sul bicchiere mezzo pieno, sulle energie positive di chi lavora e fa cultura superando le difficoltà, con gran fatica e credendoci. Parleremo di case editrici, piccole e medie, che si occupano di storia e archeologia, presenteremo le loro attività e il loro catalogo, mostreremo la loro voglia di fare e di innovare. Vogliamo fornire uno strumento per far conoscere al pubblico interessato, degli addetti ai lavori e degli studiosi come dei semplici curiosi e appassionati, le energie positive dell’Italia che fa cultura.  Per segnalazioni, scriveteci a: archeoeditori(at)gmail.com

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AQIniziamo il nostro viaggio con la presentazione della bolognese Ante Quem premettendo che – come spesso avviene in questi ultimi anni – non si tratta “solo” di  una casa editrice ma di molto di più. Nata nel 1997 da un gruppo di archeologi, a un vasto catalogo di pubblicazioni – sia scientifiche che divulgative –  affianca la curatela di scavi e rilievi, progetta allestimenti museali e percorsi didattici e si distingue per la particolare attenzione con cui propone tante attività didattiche nelle scuole.  Il presidente e fondatore è Marco Destro, dottore di ricerca di Topografia Antica presso l’Università di Bologna, trenta pubblicazioni scientifiche e vari anni di insegnamento come docente universitario a contratto.
“Crediamo – è il “manifesto” di Ante Quem – nel recupero dell’antico e anche nella sua trasmissione, comunicazione e condivisione, perché l’archeologia è un bene di tutti. Vogliamo trasmettere la conoscenza scientifica, favorendo la circolazione del sapere archeologico tra professionisti, studenti e appassionati, e diffondere il valore del passato tra bambini e ragazzi”.

Spulciando tra il catalogo i titoli interessanti sono moltissimi. Cominciamo dalle serie che li raccolgono, che sono varie a dimostrazione di una sorprendente vastità di interessi: Studi e Scavi (Collana del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna);  Phoinike, che edita gli esiti delle campagne di scavo svolte a Phoinike (Fenice, in Albania) dall’Ateneo bolognese in collaborazione con l’Istituto Archeologico Albanese; la serie dedicata al Progetto Fayyum  (in inglese); Ocnus, Quaderni della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Bologna; OrientLab, dedicata al Vicino Oriente antico; le collane edite in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna e con la Fondazione Parco Archeologico di Classe – RavennAntica.

Nella collana “Ricerche” sono raccolti vari studi di Antichistica e Medioevo, alcuni dei quali di grande importanza. Ne citiamo due. Il primo: gli Atti del Convegno tenutosi a Spoleto e Campello sul Clitunno dal 5 al 7 ottobre 2012 avente per tema “Le forme della crisi. Produzioni ceramiche e commerci nell’Italia centrale tra Romani e Longobardi (III-VIII sec. d.C.)” a cura di Enrico Cirelli, Francesco Diosono e Helen Patterson (2015). Il volume raccoglie  i risultati delle indagini archeologiche più recenti svolte in particolare in Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise, fornendo un quadro esaustivo sui vari aspetti delle forme ceramiche prodotte in quell’epoca di transizione, la loro circolazione e diffusione e il rapporto con gli altri manufatti d’importazione. Il secondo: “Musiche dell’Italia antica. Introduzione all’archeologia musicale” (2012) a cura di Daniela Castaldo, che partendo dall’indagine sui materiali archeologici di interesse musicale (testimonianze iconografiche, resti di strumenti o di oggetti sonori) prova a ricostruire come e perché tali oggetti fossero usati e a quale fine fossero destinati, gettando nuova luce su molti aspetti della musica degli antichi popoli italici e dei Romani.

Notevole a nostro avviso è anche la serie “Ornamenta” a cura di , saggi dedicati ai gioielli antichi e medievali esaminati nei loro diversi contesti (in particolare l’Emilia Romagna) e significati. Tra questi segnaliamo in particolare “Oro sacro. Aspetti religiosi ed economici da Atene a Bisanzio” (a cura di Isabella Baldini e Anna Lina Morelli, 2014), che esamina il rapporto tra oro e oggetti preziosi e culto delle divinità nei contesti sia pagani che cristiani a partire dal mondo greco fino al Medioevo e con una serie di contributi multidisciplinari di carattere archeologico, numismatico, epigrafico, letterario e storico-artistico; “Luoghi, artigiani e modi di produzione nell’oreficeria antica” (2012) con una serie di importanti contributi sull’oreficeria tardoantica e longobarda in particolare (a cura di Caterina Giostra, Elisa Possenti, Paolo De Vingo, Paola Porta e altri);  e il purtroppo esaurito “Oggetti-simbolo. Produzione, uso e significato nel mondo antico” (2011), che presenta un interessante contributo di Manuela Catarsi sulle cinture ageminate dalle necropoli longobarde dell’Emilia occidentale

In collaborazione con il Centro Studi per l’Archeologia dell’Adriatico, in cui spicca per la serie dei “Quaderni” troviamo poi l’agile volume a cura di Federica Guidi “A tavola con gli antichi” (2007)  che indaga il rapporto tra l’uomo e il cibo nei suoi risvolti economici e culturali dalla preistoria all’età romana, passando attraverso l’analisi del mondo etrusco e di quello greco: viene così mostrato come in ogni contesto l’alimentazione accanto agli aspetti più propriamente materiali rivestisse un profondo significato simbolico e ideologico, intrecciandosi strettamente con le strutture e le forme del potere.

Segnaliamo infine (ma riprenderemo il discorso altrove…) la bellissima sezione tutta dedicata più giovani: AnteQuem Ragazzi, una serie di divertenti volumi – la collana si intitola i “CercaStoria” – interamente illustrati che accompagna gli “archeologi in erba” alla scoperta delle civiltà del passato con un linguaggio semplice e accattivante, bei disegni  e storie avvincenti. Finora protagonisti i vichinghi, gli egizi e gli affascinanti romani di Ercolano.

Il livello dei contributi è sempre molto elevato; abbiamo trovato le pubblicazioni estremamente curate anche nella veste grafica e nella scelta delle immagini, tutte qualità che ne rendono ancora più  apprezzabile la lettura e la consultazione. Il che, soprattutto di questi tempi, è vanto non da poco.

Qui sotto, alcune delle ultime novità editoriali. Per informazioni, acquisti e catalogo completo: www.antequem.it


RCAlberto Giudice, Giancarlo Rinaldi (a cura di), Realia Christianorum. Fonti e documenti per lo studio del cristianesimo antico (Atti del Convegno, Napoli, 14 Novembre 2014), Collana “Ricerche” 3, Ante Quem, Bologna 2015
€ 14,00; formato 17×24 cm; pp. 224 in b/n
ISBN 978-88-7849-097-0

Il Convegno di Studi Realia Christianorum. Il contributo delle fonti documentarie allo studio del cristianesimo antico, giunto nel 2014 alla seconda edizione presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (Napoli), procede nel segno dell’integrazione delle diverse discipline che contribuiscono alla comprensione della vicenda storica degli  antichi cristiani inserita nella più ampia cornice della storia del Mediterraneo antico e della Tarda Antichità. La ragion d’essere del volume è quella di dimostrare come dall’integrazione delle diverse discipline, che hanno il fine di ricostruire la Storia, sia possibile delineare in dettaglio alcuni fenomeni storici fondamentali, evidenziandone ideologie e tratti distintivi e soprattutto illuminandone adeguatamente la complessità.

Indice: Presentazione di Gaetano di Palma – Introduzione di Alberto Giudice, Giancarlo Rinaldi – Giancarlo Rinaldi, Spigolature storico-archeologiche in margine agli Atti degli Apostoli – Lietta De Salvo, A proposito di alcune attività economiche degli uomini di Chiesa (IV-VII secolo) – Facundo D. Troche, L’uso dei papiri documentari come fonti per l’esegesi delle scene di pesca dei vangeli – Alberto Giudice, Culto dei santi e vescovi evergeti. Alcune riflessioni – Mario Iadanza, Francesco Bove, La cattedrale di Benevento. I risultati storici dell’indagine archeologica – Carmelo Pappalardo, Testimonianze di fede nelle epigrafi delle chiese di Siria-Palestina – Maria Amodio, Le basiliche cristiane e le trasformazioni dello spazio urbano di Neapolis tra IV e VI secolo – Anita Rocco, Risorse digitali per la ricerca storica: l’esempio di EDB, database delle iscrizioni dei cristiani di Roma – Giovanna Martino Piccolino, I Realia Christianorum nel curriculum scolastico: l’esperienza di una docente.


CCIsabella Baldini, Veronica Casali, Giulia Marsili (a cura di), Città cristiana, città di pietra. Itinerario alle origini della Chiesa di Bologna, Ante Quem, Bologna 2016
€ 14,00; formato 21×21 cm; ril. bros., pp. 96, in b/n e a colori
ISBN 978-88-7849-110-6

La Bologna dei primi secoli del Cristianesimo è illustrata nel percorso fotografico che ha dato spunto al volume, nato dalla collaborazione tra l’Università di Bologna, la Chiesa di Bologna, la Soprintendenza archeologica e altri enti territoriali (Bologna, Raccolta Lercaro, 19 maggio 2016-26 febbraio 2017). L’impianto urbano tardoantico è al centro di un’accurata rassegna di monumenti, oggetti, fonti letterarie ed epigrafiche, che permettono di riconoscere i tratti di una Città ormai in gran parte scomparsa. In una realtà topografica poco estesa, emergono gli edifici religiosi intorno ai quali si profilano i percorsi urbani e si addensano le nuove attività religiose, in un clima sociale di forte confronto.

Presentazione di Andrea Dall’Asta S.I. Testi di Isabella Baldini, Chiara Barbapiccola, Veronica Casali, Salvatore Cosentino, Renata Curina, Dario Daffara, Giulia Marsili, Nicola Naccari, Paola Porta.


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