Monte Castelon di Marano di Valpolicella, una storia che sfida i secoli

La SAP pubblica i risultati degli scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto sull’importante sito romano che ha restituito un Tempio di Minerva, e poi divenne castrum medievale.

 

sap59-copertina-1-424x600E’ uscito un nuovo volume della collana “Documenti di Archeologia” della SAP, Società Archeologica, dal titolo: ARCHEOLOGIA E STORIA SUL MONTE CASTELON DI MARANO DI VALPOLICELLA. Il volume (pp. 400, euro 60) è a cura di Brunella Bruno e Giovanna Falezza, della Soprintendenza Archeologica del Veneto.

L’importanza storico-archeologica del Monte Castelon di Marano di Valpolicella era già nota agli studiosi e alla comunità locale, oltre che per l’esistenza di un castello medievale sulla sua sommità, per la scoperta, avvenuta nel 1835, di un tempio romano dedicato a Minerva sulle sue pendici orientali.
Assai più complessa e ricca si è ora rivelata, grazie alle indagini condotte negli ultimi anni dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto, la storia insediativa di questo straordinario sito, collocato in posizione strategica e spettacolare, sede prima di un villaggio protostorico con il suo luogo di culto, poi di un importante santuario romano, contraddistinto da più fasi edilizie, ed infine di un insediamento fortificato nel Medioevo.
Ciascuna di queste fasi di frequentazione del Monte ha lasciato tracce strutturali e materiali assai importanti: decine e decine di anelli bronzei offerti alla divinità dai devoti dell’età del Ferro, ampie porzioni della pregevole decorazione parietale nel c.d. I stile pompeiano del primo edificio di culto realizzato in età tardo-repubblicana, cospicui resti del tempio di età imperiale con i suoi elementi architettonici, le iscrizioni votive e i frammenti del simulacro marmoreo della divinità. La storia del luogo di culto si conclude in età tardo-antica, quando le strutture sacre furono deteriorate da un incendio a cui non seguì più alcuna manutenzione, anche se la frequentazione continuò per qualche tempo, prima del definitivo oblio. Una nuova realtà inizia però di lì a poco ad affermarsi sulla sommità dell’altura, dove sorge (forse già nel X secolo) un castello, che gli scavi recenti hanno ritrovato e permesso di conoscere più approfonditamente, mentre sulle pendici meridionali del rilievo fa la sua comparsa, in un momento ancora imprecisato, una chiesa dedicata a Santa Maria, nota con il suggestivo nome di Santa Maria di Minerbe.
Il volume riunisce, riordina e interpreta – dando voce a diversi studiosi – la ricca mole di dati restituiti dagli scavi e dalle fonti, ricostruendo come in una lunga narrazione una storia millenaria, poi lentamente riseppellita nelle viscere del monte, fino al momento della sua nuova riscoperta.

Per informazioni: SAP – Società Archeologica

 

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