Buon compleanno, Grosso! Massa Marittima celebra i 700 anni della sua moneta

2017-05-13MASSA MARITTIMA (GR) – Sabato 13 maggio prenderanno ufficialmente avvio le celebrazioni per il settimo centenario del Grosso Massetano, la moneta che la città di Massa coniò dal 1317. L’11 aprile 1317 venne, infatti, firmato un contratto tra alcuni componenti della famiglia Benzi, ricchi mercanti senesi dell’Arte della Lana, rappresentata da Niccolino di Giacomino, e il Comune di Massa, rappresentato da Muccio del fu Buonaventura Scussetti, per dar vita a una società che avesse lo scopo di battere moneta per un anno ad iniziare dal successivo 1° maggio.

Il primo appuntamento sarà la mostra “Monete e zecche nella Toscana del Trecento allestita presso il Museo di San Pietro all’Orto. Saranno esposti tutti gli esemplari del Grosso presenti in collezioni pubbliche ed i conii conosciuti, affiancati da una rassegna dei principali tipi monetali circolanti in Toscana tra la fine del Duecento ed i primi decenni del Trecento.

I materiali in mostra provengono da alcuni dei più importanti musei toscani quali i Musei Civici di Siena, il Museo Civico di Volterra, il Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna di Arezzo, il Museo Nazionale San Matteo di Pisa e la Fondazione Palazzo Blu di Pisa.

L’esposizione inoltre sarà completata da una serie di monete, esposte per la prima volta e provenienti da alcuni scavi archeologici realizzati in città negli ultimi anni: lo scavo delle Clarisse in Cittanuova, quello presso le mura cittadine dove è stato realizzato il Giardino di Arte Contemporanea dedicato a Norma Parenti ed infine da alcuni interventi esterni alla Cattedrale. Al centro dell’esposizione il documento originale di costituzione della zecca massetana venuto in prestito dall’Archivio di Stato di Siena dove è normalmente conservato.

La mostra, che ha il patrocinio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di di Siena, Arezzo e Grosseto, della Regione Toscana, della Provincia di Grosseto e dei comuni di Volterra e Siena e del Parco nazionale delle Colline Metallifere Grossetane, rimarrà aperta fino al 31 dicembre.

Orari visita mostra:
13 maggio – 31 dicembre 2017
da maggio-ottobre: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica: 10:00 – 13:00/16:00 – 19:00
novembre-dicembre: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica: 11:00 – 13:00/15:00 – 17:00
 Fonte: comunicato stampa ufficiale.

 

 

“Ricostruzione storica per il racconto della quotidianità”: un nuovo seminario a Siena

Dopo il recente  (7 aprile) seminario dedicato al Reenactment,  il 10 maggio  l’Auditorium Santa Chiara Lab dell’Università degli Studi di Siena ospiterà la giornata di studi “Ricostruzione storica per il racconto della quotidianità: dalle fonti alla narrazione. Contesti archeologici e loro rappresentazione”.
L’incontro, a cura di Stefano Ricci Cortili e Marco Valenti, è inserito come il precedente nelle celebrazioni del decennale della scomparsa del grande archeologo Riccardo Francovich (1946-2007) . Nato dalla collaborazione tra Santa Chiara Lab,  Università degli Studi di Siena e Archeodromo del Parco di Poggio Imperiale a Poggibonsi (Si), si svolge all’interno del Progetto PRIN 2015 – Archeologia al futuro. Teoria e prassi dell’archeologia pubblica per la conoscenza, tutela e valorizzazione, la partecipazione, la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile.
Sarà presente per la copertura social in diretta Let’s Dig Again (la prima web radio archeologica in Italia).


PROGRAMMA

Inizio ore 9,30
– Marco Valenti e Stefano Cortili Ricci – Introduzione ai lavori.

– Stefano Ricci Cortili – Dipartimento Scienze fisiche, della Terra e dell’ambiente, Università di Siena.
Il volto degli antichi: l’importanza della ricostruzione fisiognomica per una divulgazione scientifica corretta.

– Giulia Capecchi – Dipartimento Scienze fisiche, della Terra e dell’ambiente, Università di Siena
La ricostruzione facciale; tecniche di modellazione plastica e restituzione 3D.

– Floriano Cavanna – Presidente Arkè. Archeologia Sperimentale
Dai dati di scavo alla restituzione in plastico: esperienze pratiche.

– Vittorio Fronza – Archeotipo s.r.l.
Dai dati di scavo alla ricostruzione di capanne: il caso dell’Archeodromo di Poggibonsi.

Interverranno alla discussione Franco Cambi, Vasco La Salvia, Pierluigi Giroldini, Enrico Zanini, Roberto Farinelli.

Termine seminario: ore 14. Prevista diretta streaming.

 

QUI SOTTO, IL PRECEDENTE SEMINARIO

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Ritrovato il 12° Rostro della Battaglia delle Egadi, emerso anche un elmo di tipo Montefortino / FOTO

TRAPANI – A 80 metri di profondità, nei fondali a nord – ovest dell’isola di Levanzo, è stato ritrovato il 12° rostro pertinente la Battaglia delle Egadi. Ad annunciarlo  la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, che ha realizzato il recupero grazie a una collaborazione internazionale con la GUE – Global Underwater Explorer, con cui ha effettuato immersioni nell’area già oggetto di ritrovamenti negli scorsi anni da parte della RPM Nautical Foundation.

Il team della GUE, sotto il coordinamento scientifico della Soprintendenza del Mare, ha effettuato con due squadre di subacquei immersioni esplorative su batimetriche che vanno dai 75 ai 90 metri. Dopo avere documentato il rostro “Egadi 9” già individuato nel 2012  e in attesa di recupero, la ricerca è continuata in maniera sistematica sullo stesso areale dove è stato rinvenuto il nuovo rostro.

Il ritrovamento dell'elmo Montefortino_photo Jarrod Jablonski_GUE

Il ritrovamento dell’elmo Montefortino . photo Jarrod Jablonski_GUE

Il reperto in bronzo, si trova adagiato sul fondo e si presenta integro e in ottime condizioni. A pochi metri è stato individuato un elmo in bronzo del tipo Montefortino che si va ad aggiungere agli altri otto ritrovati e recuperati nelle precedenti campagne di ricerca. E’ stato quindi effettuato dai subacquei il posizionamento dei reperti e la documentazione video fotografica. Inoltre per la prima volta i fotografi della Global Underwater Explorer hanno realizzato una fotogrammetria tridimensionale del rostro nel luogo di ritrovamento. Si è ottenuto quindi un modello 3D ad alta risoluzione di grande impatto scenografico ma di notevole utilità per le prime analisi scientifiche.

Il recupero dei reperti è stato già programmato per il mese di Ottobre 2017.

La perfetta sinergia tra la Soprintendenza del Mare e la GUE – Global Underwater Explorer continua a dare risultati eccellenti. Già nel 2014 e nel 2015 da questa collaborazione sono arrivati notevoli risultati dalle esplorazioni effettuate alle Isole Eolie dove sono stati indagati relitti antichi profondi nei fondali di Panarea e di Lipari.

“E’ un risultato eccezionale – commenta il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa –  sia sotto il profilo scientifico poiché aggiunge altri reperti a quelli già noti e recuperati che certamente potranno apportare nuovi dati tipologici, tecnici e epigrafici decifrando le iscrizioni che certamente si trovano sui nuovi rostri. E’ anche un ulteriore rafforzamento dei dispositivo di tutela localizzando i nuovi reperti e, infine, ci gratifica poiché rende più incisiva e fruttuosa quella collaborazione internazionale che da sempre costituisce uno dei punti di forza più coltivati dalla nostra Soprintendenza. C’è anche da sottolineare che ancora una volta si ribadisce la correttezza del percorso metodologico adottato che vede un eccellente esempio di giusto equilibrio fra ricerca strumentale e intervento diretto dell’uomo”.

Sede logistica del team_photo Salvo Emma_Soprintendenza del Mare

Sede logistica del team_photo Salvo Emma_Soprintendenza del Mare

Queste ultime scoperte si aggiungono alle tante effettuate nel passato in questo tratto di mare tra Levanzo e Marettimo che hanno permesso di localizzare esattamente il sito in cui si combatté una delle più grandi battaglie navali dell’antichità per numero di partecipanti, circa 200 mila, tra i Romani, guidati da Gaio Lutazio Catulo, e i Cartaginesi, capeggiati da Annone, e che, oltre a chiudere a favore dei primi la lunga e lacerante Prima Guerra Punica, sancì la supremazia di Roma su Cartagine. Sono tornati alla luce autentici frammenti di storia antica in forma di dodici rostri bronzei di antiche navi da guerra, nove elmi bronzei, centinaia di anfore e reperti di uso comune.

Fonte: Soprintendenza del Mare.

RESTITUZIONI / Presto in Italia da Cleveland il “Druso” trafugato da Napoli

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e il Cleveland Museum of Art hanno raggiunto un accordo per restituire all’Italia una statua in marmo dell’inizio del I  secolo a.C. raffigurante la testa di Druso Minore (13 a.C. – 23 d. C.).

“Questa restituzione – ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – è il frutto di un importante e proficuo accordo culturale e della piena collaborazione dei vertici del Museo con le autorità italiane. Ora attendiamo il ritorno dell’opera, che una volta in Italia verrà restituita al più presto a Napoli e alla sua comunità, da dove fu sottratta”.

“Abbiamo instaurato da molti anni un eccellente rapporto con il Ministero – ha dichiarato il direttore del Cleveland Museum, William Griswold – e non appena siamo venuti a conoscenza che le circostanze relative alla provenienza della scultura erano incoerenti con quanto ci risultava relativamente alla provenienza, la decisione di prendere contatto direttamente con il Ministero è stata facile, alla luce dell’esperienza di collaborazione con i colleghi italiani maturata in questi anni. Abbiamo collaborato proficuamente con il Ministero in primo luogo per chiarire le circostanze relative alla rimozione della statua e, in secondo luogo, per definire la decisione di restituire l’opera”.

Nel 2008, il Cleveland Museum of Art ha concluso un accordo di cooperazione culturale che ha rappresentato la base di nuovi rapporti tra il Museo e il Ministero. Tale accordo ha inoltre fornito il quadro al cui interno è stato possibile, per il Museo, prendere contatto con il Ministero e ottenere le informazioni necessarie che hanno consentito al Museo di decidere di restituire il Druso Minore.

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La scultura, precedentemente venduta in un’asta pubblica a Parigi nel 2004, era stata acquisita dal Museo nel 2012 dopo una ampia ricerca per confermare la sua provenienza. Quando il Museo aveva acquisito l’opera, si riteneva che la scultura provenisse originariamente dal Nord Africa. Nel momento in cui, in tempi più recenti, il Museo è venuto a conoscenza del fatto che la scultura poteva essere stata asportata illecitamente da un sito nei pressi di Napoli verso la fine della Seconda guerra mondiale, il Museo aveva prontamente contattato il Ministero. Agendo in collaborazione con i funzionari del Ministero e con l’assistenza del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, alla luce delle informazioni ottenute e all’esito di approfondite ricerche, il Museo ha ritenuto opportuno restituire  la scultura all’Italia.

Fonte: Mibact

A Firenze un Convegno internazionale su Vittoria Colonna

1FIRENZE – Un importante convegno internazionale alla New York University di Firenze (Villa La Pietra) sarà dedicato, il 21 e 22 aprile (ore 11-18) presso Villa Sassetti, alla poetessa Vittoria Colonna, una delle figure culturali più suggestive ed originali del Rinascimento italiano, e obiettivo di un sempre crescente interesse critico.

L’incontro a La Pietra unisce studiosi provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti per presentare nuove ricerche sulla Colonna come scrittrice, come mecenate, come pensatrice religiosa, e come una figura che ha insieme incarnato e contribuito a plasmare la cultura del Rinascimento italiano. Particolare attenzione cadrà sull’influenza della Colonna sulla tradizione letteraria del tardo Rinascimento italiano, un aspetto del suo impatto che è stato relativamente trascurato fino ad oggi.

Il convegno è stato organizzato da Virginia Cox, direttrice accademica di NYU Florence e una delle voci più autorevoli sulla scrittura femminile italiana. Interverranno due curatori del recente Brill Companion to Vittoria ColonnaAbigail Brundin e Maria Serena Sapegno, e Ramie Targoff che sta attualmente lavorando su una nuova biografia della Colonna, la prima in lingua inglese da oltre un secolo.

In aggiunta ai suoi scopi accademici, il convegno mira anche a suscitare un dibattito sul ruolo delle donne scrittrici all’interno del canone letterario italiano e all’interno dell’insegnamento universitario e nella ricerca in Italia e altrove. Il convegno si chiuderà con una tavola rotonda su questi temi, condotta da Lina Bolzoni, e sarà preceduto da un workshop per studenti ispirato da Art+Activism, guidato da Anna Wainwright e incentrato sulle politiche culturali di Wikipedia.

Per poter partecipare è necessario scrivere all’indirizzo: lapietra.reply@nyu.edu  oppure telefonare al numero 055 5007202. Clicca qui per leggere il programma.


INFORMAZIONI
New York University Florence – Villa Sassetti
Via Bolognese, 120
50139 Florence, ITALY
Tel. +39 055 5007.202
lapietra.reply@nyu.edu
http://lapietra.nyu.edu/

 

ENIGMI / Svelato finalmente il “mistero” del volto di Andrea Palladio?

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Ritratto di Andrea Palladio dalla serie degli uomini illustri di Bernardino India (fine XVI sec.) olio su tavola collezione privata

Tutto iniziò nel 1570, quando a Venezia uscì la prima edizione dei “Quattro Libri dell’Architettura” di Andrea Palladio. Consuetudine dell’epoca voleva, infatti, che gli autori dei trattati inserissero tra le pagine il loro “ritratto ufficiale” per eternarsi insieme alla propria opera. Ma Palladio omise di farlo, e da allora intellettuali e curiosi non hanno mai cessato di interrogarsi su quali fossero le fattezze di quello che secondo molti è il più celebre architetto di ogni tempo. Palladio divenne l'”uomo dai mille volti”: gli inglesi nel 1716 lo hanno proposto giovane e senza barba, oppure sbarbato ma con i baffi; i vicentini invece nel 1733 hanno replicato con un Palladio più anziano e calvo.  Ma adesso il “mistero” sembra risolto grazie a un team di esperti: la Polizia Scientifica, gli storici dell’arte del Palladio Museum e i tecnici della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza hanno restituito all’artista un volto. Le cui fattezze sono svelate dalla mostra “Andrea Palladio. Il mistero del volto”, aperta al Palladio Museum di Vicenza fino al 18 giugno.

Gli studiosi hanno individuato dodici ritratti ritenuti di Palladio, sparsi in due continenti. Due provengono da Londra (RIBA Collections e Royal Collection at Kensington Palace), uno da Copenaghen (Statens Museum), quattro da Vicenza (villa Rotonda, villa Valmarana, teatro Olimpico, villa Caldogno), uno da Notre Dame, Indiana (Snite Museum of Art), uno da una collezione privata a Mosca, uno da Praga (Národní Muzeum), uno da un’asta di Christie’s a New York e un ultimo da un antique shop nel New Jersey.
Sono tutti autentici? E l’uomo ritratto è sempre Palladio? Specialisti in diversi campi hanno lavorato insieme per rispondere a queste domande. Mentre gli storici del Palladio Museum hanno fatto ricerche in archivio e biblioteca, i tecnici della Soprintendenza hanno indagato gli aspetti materiali dei dipinti nel proprio laboratorio di restauro di Verona e la Polizia Scientifica ha confrontato fra loro i volti con i metodi della comparazione fisionomica.

“Il Palladio Museum e la Soprintendenza di Verona – racconta Guido Beltramini, curatore della mostra – hanno chiesto aiuto al Servizio di Polizia Scientifica della Polizia di Stato per scrivere finalmente la parola fine su quasi trecento anni di dispute sul volto di Palladio: da quando cioè gli inglesi nel 1716 si sono “inventati” un falso Palladio dipinto da Paolo Veronese. E’ stato un affascinante incontro fra scienze forensi e storia dell’arte, dove ognuno ha cercato di dare il meglio di sé.”

Fabrizio Magani precisa “L’esperienza di studio e ricerca ha sorpreso per le potenzialità tecniche messe in gioco, dimostrando come la semplicità di un tema espositivo possa promuovere pratiche complementari e risultati tutti nuovi”.

“Il mestiere dell’investigatore della Polizia Scientifica ben si sposa con la perizia dell’esperto d’arte, entrambi attenti al metodo scientifico e ai dettagli.” – a parlare è il Prefetto Vittorio Rizzi, direttore del settore anticrimine della Polizia di Stato – “Attraverso la tecnica del confronto dei volti, comunemente utilizzata per identificare gli autori dei crimini più violenti, e quella dell’age progression, normalmente usata per la ricerca delle persone scomparse e dei latitanti, abbiamo confermato i risultati della ricerca storica, risolvendo uno dei cold case più antichi”.

L’allestimento della mostra, progettato da Alessandro Scandurra, restituisce efficacemente l’atmosfera di una detective-story: accanto ad ogni dipinto il visitatore trova dei tavoli luminosi in cui sono presentati i “reperti” dell’indagine: radiografie dei quadri, sezioni stratigrafiche che evidenziano la successione delle pellicole pittoriche, antiche fotografie, documenti. È così possibile verificare le ipotesi proposte in mostra e ritrovare il “proprio” Palladio.


Informazioni
Palladio Museum
contra’ Porti 11, Vicenza
Sito: www.palladiomuseum.org
Twitter / Facebook / Instagram: PalladioMuseum
press@palladiomuseum.org
Tel. +39 0444 323014

Il Medioevo a Siena, risorse per lo studio

[Sorgente: Il Medioevo a Siena]

 

“raccogliere, con metodo e intendimento scientifico, materiali per una compiuta storia di Siena e del suo antico Stato, col proposito di illustrarne le vicende politiche e civili, le opere letterarie ed artistiche, l´economia pubblica, il diritto, la scuola, il folk-lore, e, in generale, tutte le manifestazioni della civiltà e cultura senese, escluse le ricerche sui fatti odierni e sulle persone viventi”.
http://www.accademiaintronati.it/bullettino.html

Segnaliamo oggi alcune risorse utili per la storia medievale in area senese.

Il sito del Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Siena, confluito nel 2012 nel Dipartimento di Scienze storiche e beni culturali, rende accessibili svariati materiali.

Dal sito sono inoltre accessibili gli Indici del Bullettino Senese di Storia Patria (dall’anno 1894 al 1999), nato nel 1894 ad opera di un gruppo di studiosi interessati a fare storia misurandosi sulla documentazione e la tradizione di Siena.

Gli indici dei volumi successivi sono visibili dal sito dell’Accademia senese degli Intronati. I Bullettini dal 2007 al 2010 sono scaricabili in formato pdf.

EVENTI / “Pompei e i Greci”, una grande mostra svela l’anima mediterranea della città

NAPOLI – Una grande mostra che racconta le storie di un incontro, quello tra una città italica, Pompei, e il Mediterraneo greco.   Seguendo artigiani, architetti, stili decorativi, soffermandosi su preziosi oggetti importati ma anche su iscrizioni in greco graffite sui muri della città, si mettono a fuoco le tante anime diverse di una città antica, le sue identità temporanee e instabili.

Pompei e i Greci, curata dal Direttore generale Soprintendenza Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), è promossa dalla Soprintendenza Pompei con l’organizzazione di Electa e sarà presentata ufficialmente domani: resterà aperta poi al pubblico nella Palestra Grande di Pompei dal 12 aprile al 27 novembre prossimo (daremo aggiornamenti dopo la conferenza stampa di domani).

Sono oltre 600 i reperti esposti tra ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici, sculture provenienti da Pompei, Stabiae, Ercolano, Sorrento, Cuma, Capua, Poseidonia, Metaponto, Torre di Satriano e ancora iscrizioni nelle diverse lingue parlate -greco, etrusco, paleoitalico-, argenti e sculture greche riprodotte in età romana. La mostra nasce da un progetto scientifico e da ricerche in corso che per la prima volta mettono in luce tratti sconosciuti di Pompei; gli oggetti, provenienti dai principali musei nazionali e europei, divisi in 13 sezioni tematiche, rileggono con le loro ‘biografie’ luoghi e monumenti della città vesuviana da sempre sotto gli occhi di tutti.

L’allestimento espositivo, che occupa gli spazi della Palestra Grande di Pompei, è progettato dell’architetto svizzero Bernard Tschumi e include tre installazioni audiovisive immersive curate dallo studio canadese GeM (Graphic eMotion). La grafica di mostra e la comunicazione sono disegnate dallo studio Tassinari/Vetta.

Pompei e i Greci illustra al grande pubblico il fascino di un racconto storico non lineare, multicentrico, composto da identità multiple e contraddittorie, da linguaggi stratificati, coscientemente riutilizzati: il racconto del Mediterraneo. Una narrazione che suggerisce non da ultimo, un confronto e una riflessione con il nostro contemporaneo con il suo dinamismo fatto di migrazioni e conflitti, incontri e scontri di culture.

La mostra di Pompei è la prima tappa di un programma espositivo realizzato congiuntamente con il Museo Archeologico di Napoli: qui, a giugno, si inaugurerà una mostra dedicata ai miti greci, a Pompei e nel mondo romano, e al tema delle metamorfosi.


INFORMAZIONI

Pompei e i Greci
Pompei, Palestra Grande
orari: aperto tutti i giorni dal 14 aprile al 31 ottobre dalle 9.00 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18)
1-27 novembre dalle 9 alle 17 (ultimo ingresso alle 15.30)
chiuso 1 maggio

Archeoshow nei Fori, dal 13 aprile rivive la Roma di Cesare e Augusto

2017-04-08 (2)(Foto di  Andrea Franceschini)

ROMA –  La storia dà spettacolo con l’archeoshow che racconta le vicende dell’Urbe. La Roma di Cesare e di Augusto torna a vivere in tutta la sua suggestione grazie ai “Viaggi nell’antica Roma”, 2 storie e 2 percorsi ideati e a cura di Piero Angela e Paco Lanciano con la collaborazione di Gaetano Capasso e con la Direzione Scientifica della Sovrintendenza Capitolina.  Un’iniziativa, partita nel 2014 con il Foro di Augusto e ampliata nel 2015 con il Foro di Cesare, che anche lo scorso anno ha raggiunto un grande successo con oltre 140mila spettatori provenienti da tutto il mondo.

I due progetti ripartiranno il 13 aprile e proseguiranno tutte le sere fino al 12 novembre 2017.

Il progetto “Viaggi nell’antica Roma” racconta il Foro di Augusto e il Foro di Cesare partendo da pietre, frammenti e colonne presenti, con l’uso di tecnologie all’avanguardia. Gli spettatori vengono accompagnati dalla voce di Piero Angela e da filmati e proiezioni che ricostruiscono quei luoghi così come si presentavano nell’antica Roma: una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico.

Due storie e due percorsi nell’antica Roma da vivere separatamente (singolo spettacolo € 15 intero; € 10 ridotto) ma anche in forma combinata nella stessa serata o in due serate diverse (combinato Foro di Cesare + Foro di Augusto intero € 25; ridotto € 17). È possibile acquistare i biglietti in loco solo per la data corrente (la sera stessa), o tramite il numero 060608, nei Punti Informativi Turistici e sul sito web dedicato www.viaggioneifori.it.

Grazie ad appositi sistemi audio con cuffie gli spettatori assistono a uno spettacolo di effetti speciali e musiche, raccontato da Piero Angela in 8 lingue (italiano, inglese, francese, russo, spagnolo, tedesco, cinese e giapponese).

Le modalità di accesso ai due spettacoli sono differenti. Per il “Foro di Augusto” sono previste tre repliche (quattro nel mese di ottobre) secondo il calendario pubblicato (durata 40 minuti) mentre per il “Foro di Cesare” è possibile accedere ogni 20 minuti secondo il calendario pubblicato (percorso itinerante in quattro tappe, ciascuna della durata di circa 10-15 minuti e per la durata complessiva di circa 55 minuti, inclusi i tempi di spostamento).

FORO DI CESARE

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Lo spettacolo all’interno del Foro di Cesare è itinerante. Si accede dalla scala accanto alla Colonna Traiana e si attraversa il Foro di Traiano su una passerella realizzata appositamente.  Attraverso la galleria sotterranea dei Fori Imperiali si raggiunge il Foro di Cesare e si prosegue così fino alla Curia Romana.

Il racconto di Piero Angela, accompagnato da ricostruzioni e filmati, parte dalla storia degli scavi realizzati per la costruzione di Via dei Fori Imperiali, quando un esercito di 1500 muratori, manovali e operai fu mobilitato per un’operazione senza precedenti: radere al suolo un intero quartiere e scavare in profondità tutta l’area per raggiungere il livello dell’antica Roma. Quindi si entra nel vivo della storia partendo dai resti del maestoso Tempio di Venere, voluto da Giulio Cesare dopo la sua vittoria su Pompeo e si può rivivere l’emozione della vita del tempo a Roma, quando funzionari, plebei, militari, matrone, consoli e senatori passeggiavano sotto i portici del Foro. Tra i colonnati rimasti riappaiono le taberne del tempo, cioè gli uffici e i negozi del Foro e, tra questi, il negozio di un nummulario, una sorta di ufficio cambio del tempo. All’epoca c’era anche una grande toilette pubblica di cui sono rimasti curiosi resti. Per realizzare il suo Foro, Giulio Cesare dovette espropriare e demolire un intero quartiere e il costo complessivo fu di 100 milioni di aurei, l’equivalente di almeno 300 milioni di euro. Accanto al Foro fece costruire la Curia, la nuova sede del Senato romano, un edificio che ancora esiste e che, attraverso una ricostruzione virtuale, è possibile rivedere come appariva all’epoca.

In quegli anni, mentre la potenza di Roma cresceva a dismisura, il Senato si era molto indebolito e fu proprio in questa situazione di crisi interna che Cesare riuscì a ottenere poteri eccezionali e perpetui. Grazie al racconto di Piero Angela si potrà conoscere più da vicino quest’uomo intelligente e ambizioso, idolatrato da alcuni, odiato e temuto da altri.

FORO DI AUGUSTO

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Il racconto del Foro di Augusto parte dai marmi ancora visibili nel Foro e, attraverso una multiproiezione di luci, immagini, filmati e animazioni, il racconto di Piero Angela si sofferma sulla figura di Augusto, la cui gigantesca statua, alta ben 12 metri, era custodita accanto al tempio dedicato a Marte Ultore. Con Augusto Roma ha inaugurato un nuovo periodo della sua storia: l’età imperiale è stata, infatti, quella della grande ascesa che, nel giro di un secolo, ha portato Roma a regnare su un impero esteso dall’attuale Inghilterra ai confini con l’attuale Iraq, comprendendo gran parte dell’Europa, del Medio Oriente e tutto il Nord Africa. Queste conquiste portarono l’espansione non solo di un impero, ma anche di una grande civiltà fatta di cultura, tecnologia, regole giuridiche, arte. In tutte le zone dell’Impero ancora oggi sono rimaste le tracce di quel passato, con anfiteatri, terme, biblioteche, templi, strade.

Dopo Augusto, del resto, molti altri imperatori lasciarono la loro traccia nei Fori Imperiali costruendo il proprio Foro. Roma a quel tempo contava più di un milione di abitanti: nessuna città al mondo aveva mai avuto una popolazione di quelle proporzioni; solo Londra nell’800 ha raggiunto queste dimensioni. Era la grande metropoli dell’antichità: la capitale dell’economia, del diritto, del potere e del divertimento.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta da Zètema Progetto Cultura.


Informazioni e prenotazioni
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
www.viaggioneifori.itwww.turismoroma.it
Facebook: https://www.facebook.com/viaggioneifori
Twitter: https://twitter.com/ viaggioneifori
Instagram: http://instagram.com/viaggioneifori
#viaggioneifori

MOSTRE / In arrivo i Templari a Milano

MILANO –  E’ curata da uno studioso autorevole come il prof. Cosimo Damiano Fonseca, quindi le premesse per una mostra di livello scientifico ci sono tutte. Perché l’argomento, si sa, è dei più scivolosi e facilmente inclini alle speculazioni pseudo e fantastoriche che invece piacciono tanto agli appassionati di esoterismo.  “Templari: storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio”, ideata e progettata dalla Fondazione DNArt e curata da Fonseca con la collaborazione della dott.ssa Elena Fontanella, sarà inaugurata giovedì 13 aprile alle ore 18.30 e resterà aperta al pubblico dal 14 aprile fino al 2 luglio 2017 nel nuovo Spazio Cobianchi Duomo, di proprietà Comune di Milano.

Attraverso importanti e significativi reperti storico-artistici l’esposizione si prefigge di illustrare il problema templare innanzitutto nelle sue evidenze storiche. Tra le testimonianze presenti di particolare rilievo sono: il Codice pergamenaceo La Regola dei Cavalieri del Tempio dalla Biblioteca Nazionale Lincei di Roma; i Documenti del processo ai Templari dell’Archivio Segreto Vaticano. Vi sono anche opere di prestigio come: La Grande Tavola a foglia oro di San Nicola pellegrino della Cattedrale di Trani, la Croce stradale del cammino verso la Terra Santa del XII° sec. del Museo Medievale di Arezzo e la Corona di Ruggero II del Museo Nicola Iano di Bari.

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La mostra ha anche una finalità simbolica: infatti i reperti artistici che la illustrano – pur nella loro semplice bellezza estetica – racchiudono un complesso di simboli e di metafore che formano un’eredità ancora viva, nella cultura del nostro tempo. 

Si tratta di un’esposizione unica nel suo genere per la portata del tema, per l’alto comitato scientifico coinvolto e per la bellezza e l’unicità di reperti che schiudono, anche al più impreparato visitatore, nuovi orizzonti di interpretazione storica. Attraverso l’esposizione di documenti, quadri, sculture ed oggetti la mostra illustra la nascita, lo sviluppo, la fine e l’eredità dell’Ordine, lungo il percorso storico di diverse tappe e la narrazione delle gesta dei personaggi che ne hanno fatto la storia. Per questo la mostra ha un alto valore didattico-pedagogico ed è indicata per studenti e ragazzi in età scolare: al fine di facilitare l’ingresso sarà disponibile un’agevolazione Pacchetto Famiglia e agevolazioni varie per gli Studenti anche Universitari.

La protezione dei deboli, la virtù e l’abnegazione al servizio del compimento del dovere, la subordinazione degli interessi particolari ad un concetto di bene universale, rappresentarono in quei secoli a torto definiti bui, le nuove parole d’ordine di una comunità del coraggio e della cavalleria. In forza della dimensione internazionale dei Templari e del loro porsi come ordine monastico-cavalleresco, questi valori diventarono una delle prime forme “politiche” interpreti del concetto di dovere universale in ambito medioevale.

Sono proprio questi valori che danno attualità alla mostra: l’esperienza dei Templari si può infatti leggere anche in chiave di integrazione tra le grandi culture del mediterraneo. Un messaggio di speranza per superare la situazione di contrapposizione che nella nostra epoca storica alimenta le numerose guerre e tensioni dell’area interessata alla storia dei Templari.

Attraverso il cammino espositivo la mostra offre al visitatore la possibilità di scegliere un personale percorso di approfondimento e di scoperta di un mondo che ancora oggi è ricco di fascino. 

Nello stesso giorno dell’inaugurazione sarà aperto un punto vendita permanente dell’Abbonamento Musei Lombardia, la carta che permette di accedere liberamente e ogni volta che lo desideri ai musei, le residenze reali, le ville, i giardini, le torri, le collezioni permanenti e le mostre di Milano e della Lombardia aderenti al circuito, in forza di tale accordo è previsto l’entrata gratuita alla mostra per tutti i possessori dell’Abbonamento Musei.  


Informazioni

Spazio Cobianchi Duomo
Milano, entrata dalla Galleria Vittorio Emanuele II lato Via Tommaso Grossi.
Dal 13 aprile al 2 luglio 2017
Orari: martedì-domenica 9:30-20:00
Lunedi 15:00-20:00
Tel. 02.89095044
www.circolocobianchiduomo.it
info@circolocobianchiduomo.it